|
Pubblicato
da CENTONOVE il 17/09/2004
Ha
cominciato negli anni Settanta sottolineando con garbo e
ironia vizi e virtù dei suoi concittadini. Poi la svolta
televisiva.
di
Mara Di Maura
Baffetti
canuti e coppola sul capo, un’aria nobile da saggio
anziano di paese. Sullo sfondo il mare e tutto intorno una
piazza assolata come se ne incontrano tante dalle nostre
parti. Come ogni nuova estate che si rispetti anche quella
che brilla sotto il sole cocente di questo 2004 ha il suo
leit motive. E questa volta proviene dal piccolo schermo:"Dal
limone il limoncello..dal mapo Mapo Mapo". Prontamente una ragazza procace commenta l’insegnamento
propinato dal simpatico vecchietto: "Come parli
bene Ninuzzo!". Esplode il tormentone Mapo Mapo.
Così il volto di Ermanno Amoroso, testimonial della nota
campagna pubblicitaria nazionale che ha scandito
quotidianamente l’inizio della stagione di milioni di
italiani, viene immediatamente associato nella mentalità
collettiva all’immagine della bottiglia del tipico
liquore a base di mapo, innesto tra il mandarino ed il
pompelmo. L’attore catanese, già protagonista di spot
televisivi come quello del pecorino sardo della Conad o
quello del vino Tavernello, è ormai per tutti Ninuzzo.
Potere del medium televisivo. "Sì, ma io"-
spiega l’attore teatrale, televisivo e cinematografico -
"questo lavoro lo faccio solo da sei anni, all’incirca
dal ’96.Tutto è cominciato per caso, anche se già
negli anni Settanta mi dilettavo a fare cabaret. Si
trattava di un tipo d’intrattenimento basato sulla
satira di costume più che politica, una forma di
comicità intelligente che sottolineava con garbo ed
ironia vizi e difetti dei nostri concittadini. Oggi faccio
del teatro dialettale. Credo " - prosegue Amoroso
"in un tipo di recitazione più vicina possibile alla
realtà, una recitazione naturale che possa rispecchiare
il modo di essere dello stesso attore. D’altra parte il
pubblico mostra di apprezzare prodotti artistici che si
muovono in questa direzione." Lo spot che lo ha reso
noto e che ha invaso i canali televisivi nazionali nel
corso delle ultime settimane è stato girato negli scenari
naturali di Marzamemi, un paese vicino Pachino, in
provincia di Siracusa, per la regia di Stefano Basile. L’attore
parla delle sue esperienze davanti la macchina da presa:
"E’ un lavoro molto duro che comporta un numero di
riprese infinito per cui è indispensabile una buona
resistenza e tanta, tanta memoria." Del resto Amoroso
non è un neofita nel campo della recitazione
cinematografica. Ha interpretato il ruolo di un pensionato
testimone oculare in una puntata de Il commissario
Montalbano, Una gita a Tindari per la regia di
Alberto Sironi ed è stato il padre di Antonio Albanese
nel film dello stesso La fame e la sete. Tra poco
ritornerà sugli schermi televisivi nella seconda delle
due puntate di Ti posso chiamare amore? per la
regia di Paolo Bianchini, in onda la prossima stagione
sulla prima rete nazionale, film con Deborah Caprioglio in
cui veste i panni del pescatore di Ognina padre di Enrico
Lo Verso. Niente male per il simpatico e saggio "Ninuzzo"
che illustra ad una bella figliola l’origine di una
bevanda fresca e dissetante, un autentico piacere
mediterraneo. E dire che era solo una pubblicità.
|
|