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L'uomo delle stelle


Pubblicato da CENTONOVE il 25/03/2005

Noto per il film di Tornatore, Antonello Puglisi, attore e regista teatrale catanese, ha alle spalle una carriera costellata di grandi soddisfazioni. Ma il suo futuro è da "sbirro"

di Mara Di Maura

L’ ho già visto da qualche parte. Immancabile sopraggiunge il pensiero non appena te lo ritrovi davanti. E puoi star sicuro che non si tratti solo di una tua impressione. Perché è difficile non ricordarsi quel volto dai lineamenti marcati, quell’espressione un po’ burbera, quei due occhioni furbi di chi la sa lunga sulla dura legge del vivere umano. Tanto più che, un pò per questo, un pò per la sua lunga esperienza di scrutatore della vita dalle tavole del palcoscenico, lui, Antonello Puglisi, attore e regista teatrale catanese, si è edificato negli ultimi dieci anni una credibilità non indifferente tra gli addetti alle grandi produzioni cinematografiche e televisive nazionali e non. Ecco. Adesso mi ricordo. Mi pare di riconoscere in lui un fanatico declamatore dei lustri del regime fascista prontamente beffeggiato dai compaesani in una delle più note scene de L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore. "Sono stato particolarmente fortunato"- ammette l’attore- "perché quell’immagine è stata scelta dal regista per il montaggio del trailer del film e perciò ha avuto una grande visibilità." Era il 1994 e da quel momento in poi per l’attore, ospite con cinque spettacoli in cartellone al teatro "Fellini" di Catania per la stagione 2004-2005 insieme alla sua compagnia, la "Comica Compagnia del Teatro della Sicilia", si sono susseguite una dietro l’altra numerose incursioni davanti alla macchina da presa. Antonello Puglisi, scritturato annualmente dal teatro "Al Massimo" di Palermo e costantemente presente nei lavori allestiti dalle compagnie operanti in circuiti nazionali, possiede la straordinaria duttilità dei grandi attori, quella capacità di spaziare dall’interpretazione dello svampito a quella del padre di famiglia, dal ruolo del boss a quello del maresciallo che abusa del proprio potere, a quella del cinico principale (Terrarossa di Giorgio Molteni). "Ho recitato due volte accanto a Giancarlo Giannini,"- precisa l’artista - "ne La stanza dello scirocco di Maurizio Sciarra e in Vipera di Sergio Citti, in cui indossavo i panni di un democristiano. Altrettante sono state le mie esperienze a fianco di Leo Gullotta, in Oltremare di Nello Correale, in cui interpretavo il ruolo di un sindacalista e in Madre inutile di Josè Maria Sanchez, film per la TV andato in onda su Raidue, in cui ero protagonista accanto al grande attore catanese." Unico attore siciliano a vincere per tre anni consecutivi l’ambito premio di "Migliore attore protagonista della regione Sicilia" Antonello Puglisi mi espone la sua personale visione del mondo dello spettacolo. "E’ un mondo come tutti gli altri,"- sostiene l’attore- "con la sola differenza che ha una maggiore visibilità e quindi è più di frequente bersagliato dai giudizi della gente. Per quanto riguarda il successo credo sia determinato da una combinazione vincente di elementi nei quali capacità e fortuna non sempre vanno di pari passo. Pensiamo agli artisti comunemente riconosciuti come grandi. Nulla toglie che esistessero al mondo altri personaggi parimenti dotati di talento. Magari hanno avuto solo minori possibilità di dimostrare quanto valessero." E di certo questo poliedrico artista, impegnato anche nell’insegnamento della recitazione e della dizione nei corsi regionali, i grandi li conosce molto bene. Da Alessandro Di Robilant (I fetentoni, Vite blindate ) ad Antonio Albanese (La fame e la sete), da Roberto Andò ( Il manoscritto del principe) a Roberta Torre (Angela) a Marco Tullio Giordana (La meglio gioventù), Puglisi si è confrontato con alcuni dei migliori registi cinematografici italiani. E non solo. Per la TV è stato diretto da Giacomo Battiato (La piovra 8), da Alberto Sironi ( Il commissario Montalbano), Alessandro Capone ( Il commissario), Gianni Leacche (La squadra- III serie). "Con Giuseppe Tornatore"- racconta l’attore- "ho lavorato anche in Malena. Trovo che sia un grandissimo professionista, uno che supervisiona tutto con grande attenzione. Tra i nuovi talenti dietro la macchina da preso sono stato molto colpito da Massimo Puglisi, un giovane regista emergente dal quale sono stato diretto nella fiction Mediaset Il mistero del prosciutto scomparso e nei cortometraggi Cavalleria Rusticana, presentato alle Verghiate del 2002, L’uomo di pane, proposto per Rassegna Internazionale, e Camera Posa, in concorso quest’anno al London Film Festival." Unico italiano ad aver fatto parte del cast di Bella ciao, film di produzione austriaca diretto da Xaver Schwarzenberger, Antonello Puglisi che vedremo prossimamente sugli schermi nell’ultima fatica di Marco Tullio Giordana, Quando sei nato non puoi più nasconderti, sembra animato da due credi incrollabili: la naturalezza d’espressione e l’originalità. "In teatro"- spiega l’attore- "per me conta l’adesione alla realtà delle cose. Non bisogna mai forzare la mano estremizzando le situazioni, sia tragiche che comiche, con l’intento di guadagnarsi a tutti i costi il coinvolgimento del pubblico. Mi piace che non si crei alcun divario tra gli spettatori e l’attore: i primi devono potersi identificare pienamente in ciò che vedono rappresentato sulla ribalta. D’altra parte questo tipo di recitazione naturale viene prediletta anche in cinema ed in TV. In secondo luogo bisogna essere originali. Mai imitare altri attori di successo. Chi fa il verso al grande Angelo Musco, per esempio, godrà di una qualche popolarità ma solo a livello locale. " Una curiosità: nella sua ormai lunga carriera cinematografica e televisiva Antonello ha interpretato ben quattro volte il ruolo del maresciallo ed una quello del brigadiere. " Forse ho la faccia da sbirro!"-commenta scherzosamente l’attore. E sono risate, solo semplici, spontanee, complici risate.


Trailers film fest 3 ed.

 
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