Articoli pubblicati  

Barbara Tabita, la recita come missione


Pubblicato da CENTONOVE il 09/07/2004

Cinema,tv,teatro. Storia, speranze e progetti dell'astro nascente di Siracusa. 

di Mara Di Maura

Due occhi incisivi che ti parlano ed una tenacia straordinaria. Un unico imperativo sembra animare Barbara Tabita, giovane attrice siciliana di grande grinta e solida professionalità: migliorarsi, migliorarsi continuamente. Nata ad Augusta in provincia di Siracusa Barbara è un’attrice completa e vanta un curriculum di tutto rispetto che ne fa di certo una giovane promessa nel campo teatrale, televisivo e cinematografico non solo italiano. Intrattenendomi a discutere piacevolmente con lei scopro infatti che la sua formazione e le sue esperienze lavorative hanno incrociato personalità di spicco nel panorama artistico internazionale come Richard Gordon, insegnante dell’Actor’s Studio, Kate Raichel del Berliner Ensamble o Judith Malina del Living Theatre. "Nessuna vocazione. Io devo a mio fratello, anch’egli attore, l’inizio della mia carriera perché è stato lui a spingermi a frequentare la scuola del Teatro Stabile di Catania. In precedenza avevo partecipato nel 1994 alla selezione Sanremo giovani: infatti la mia prima passione resta sempre il canto ed il mio più grande amore il musical." Così l’attrice siciliana spiega l’origine del percorso teatrale che l’ha condotta a prendere parte a musical come Pipino il breve, Caino e Abele, entrambi di Tony Cucchiara e Salvatore Giuliano di Armando Pugliese. A partire da La figlia di Iorio con Giorgio Albertazzi per la regia di Melo Freni, presentato nel 1997 nel contesto di Taormina Arte, fino ad arrivare a L’opera da tre soldi con Venturiello e Tosca per la regia di Carriglio, dallo scorso anno in tournè per tre stagioni consecutive, la carriera di Barbara Tabita spazia dal teatro classico (si è meritata il premio speciale per la prosa Domenico Danzuso nel 2002 con I Beati Paoli) a quello d’avanguardia, senza trascurare il teatro sperimentale. Passando attraverso fiction televisive prodotte dalla RAI come La piovra 10 per la regia di Luigi Perelli o la più recente sitcom I Caruso prodotta da SKY Barbara ha recitato al cinema con Cavalli Marci in Come se fosse amore, con Vincenzo Salemme e Claudio Amendola in Ho visto le stelle ed è una delle protagoniste de Il bosco infinito, il film di De Caro ispirato al rapimento della piccola Angela Celentano, in cui interpreta il ruolo della madre della sfortunata bambina. Io stessa ho avuto modo di applaudirla a Roma al Teatro Eliseo dove è stata impegnata ne Il fu Mattia Pascal per la regia di Piero Maccarinelli, allestimento scenico in cui a ciascun attore erano assegnati due o tre personaggi al fine di sottolineare l’aspetto della frantumazione dell’identità personale, contrassegno saliente dell’opera. "In questo lavoro io sono la siciliana Oliva - precisa l’attrice - ma anche la cocotte francese del casinò di Montecarlo in cui Mattia viene baciato dalla fortuna e, nell’ultimo atto, Pepita Pantogada. Per la seconda volta (la prima è stata nel ’97 con il monologo All’uscita), recito un testo di Pirandello." Infine Barbara delinea un resoconto chiaro di quanto la professione dell’attrice proceda di pari passo con il sacrificio e con un continuo apprendimento. "Niente in questo mestiere è come viene mostrato in TV: recitare richiede un’assoluta dedizione e comporta un tipo di vita in cui non puoi mai fare pronostici né a lunga né a breve scadenza. Io viaggio spesso, mi riposo negli alberghi tra uno spettacolo e l’altro, partecipo continuamente a stages e corsi di perfezionamento. Il mio è un lavoro duro." Uno stato d’animo di questo tipo, umile per quanto sostenuto da una forte consapevolezza delle proprie capacità, costituisce a mio avviso l’unica formula in grado di assicurare un sicuro successo perché solo dal continuo mettersi in discussione con serietà e costanza può scaturire un percorso artistico in perenne ascesa.


Trailers film fest 3 ed.

 
Romanzo

Il sapore dei tramonti, il primo romanzo di Mara Di Maura e Ernesto Calogero edito da Boopen editore è in vendita on line sul sito www.boopen.it

 
Progetto legalità

 
Museo del cinema