Pubblicato
da CENTONOVE il 04/11/2005
"Delicata storia d'amore tra due non vedenti "
di
Mara Di Maura
Ritratto dalle pennellate sottili e leggere, intimo ma mai patetico sguardo su una condizione umana problematica e di non sempre facile accesso, celebrazione degli ameni paesaggi marittimi della nostra terra di Sicilia, poesia di sentimenti delicati e musica d’emozioni private. Tutto questo è Gli occhi di Giulia, cortometraggio del promettente regista Giovanni Bucolo attualmente in corsa in numerosi concorsi nazionali. Bucolo, che ha già firmato il suo primo lavoro, il corto Rewind, torna a trattare il tema della diversità sociale, nella fattispecie la realtà dei disabili, con stile non poco originale e una tecnica già attenta che sia avvia ad affinarsi sempre di più per avviarsi sulla strada della professionalità cinematografica. E se nel suo primo esperimento dietro la macchina da presa il trentenne regista di Giardini Naxos ci mostrava in una clinica il mondo visto da un ragazzo con gravi problemi d’approccio alla realtà (Santo Scirè) con il suo ultimo corto di circa dodici minuti racconta invece “esclusivamente” con gli occhi del cuore la delicata storia d’amore tra due ragazzi, Simona (Mara Di Maura) e Marco (Massimiliano Tirendi). È un racconto in cui l’incontro tra i due giovani non vedenti sulla panchina di piazza Teocle proprio sul litorale di Naxos viene presentato agli spettatori attraverso la voce del ricordo, la stessa con cui il protagonista maschile descrive i luoghi in cui ha sempre vissuto, appunto quelli della costa giardinese. Quello di Marco è quindi uno sguardo della memoria che può mostrare solo ciò che il giovane, divenuto cieco in seguito ad una grave malattia, ha conservato nella sua mente della realtà esterna. È per questo che la fotografia cattura una luce calda ed ambrata che avvolge le immagini sempre intrise di un sentimento di malinconia che parla dritto al cuore del pubblico. Ma a smorzare la malinconia ci pensa subito l’amore, inaspettato, provvidenziale come una benedizione del cielo, che squarcia le nubi aprendo uno spiraglio di speranza… “Con questo film ho desiderato affinare la mia tecnica”- spiega Bucolo- “si è trattato più che altro di un esercizio, di un esperimento in cui ho camminato per la prima volta con le mie sole gambe dopo l’esperienza dello scorso anno in cui ho frequentato un corso di regia presso Mediacademy, scuola diretta da Franco Di Blasi con sede a Catania. Ma attenzione, un altro paio di corti e poi con il mio primo lungometraggio sbarcherò direttamente ad Hollywood!” Il regista esordiente ama scherzare. Ma non troppo. Infatti non è un caso che parli e gesticoli già da autentico professionista. “Il rapporto con la mia terra è molto importante. Ne è riprova Gli occhi di Giulia che in molti punti tesse un vero e proprio elogio visivo, un omaggio per immagini al mare della nostra isola. Le riprese hanno impegnato me, gli attori e tutti i preziosi collaboratori nei mesi di agosto e settembre. Il tempo meteorologico qualche volta ci ha giocato brutti scherzi ma anche questo fa parte del gioco- lavoro del cinema. Rewind ha ricevuto una menzione speciale in un concorso di corti del mantovano. Non ci rimane quindi che incrociare le dita anche per questo lavoro.” Gli occhi di Bucolo sono pieni di speranza. In questo momento è impegnato in teatro come attore insieme alla compagnia “Res Nova” di Giardini Naxos nell’allestimento de Il ritorno, dramma della gelosia di una baronessa, un giallo con risvolti comici di Turi Musorella, per la regia di Pippo Buzzurro. Il 10 dicembre Bucolo andrà in scena invece al teatro Rex di Giarre sempre nelle vesti d’attore. Con il medesimo gruppo e la regia di Buzzurro sarà infatti nel cast dell’allestimento del lavoro teatrale che quest’estate ha valso sia a lui personalmente in qualità di autore che alla compagnia teatrale numerosi premi in provincia di Napoli nella chermesse Miseno- Settima rassegna flegrea di teatro amatoriale inedito: il melodramma in tre atti in dialetto L’ultima lettera. Attore di teatro, autore e regista cinematografico dunque. Bucolo sembra essere un personaggio davvero poliedrico, un artista a trecentosessanta gradi che sogna il Nuovo Mondo ma sempre con in mano il vessillo del suo mare e della sua terra.
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