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Pubblicato
da CENTONOVE il 14/01/2005
L'attore
Giordano "regala" un libro coi retroscena
dell'opera teatrale che ha fatto storia.
di
Mara Di Maura
Solo una
passione autentica e l’amore profondo per il teatro
potevano muovere una simile operazione. E solo Turi
Giordano, con la sua viscerale ed innata sete di
conoscenza, poteva farsene fautore e fattivo autore. E
proprio all’attore, autore e regista teatrale, vero ed
appassionato amatore della tradizione culturale siciliana,
si deve la stesura del volume 1884- Va in scena "Cavalleria Rusticana", edito dal Gruppo
D’Arte Sicilia Teatro grazie al sensibile interessamento
di Tino Pasqualino, cultore ed animatore di spicco nel
panorama del teatro popolare catanese. A centovent’anni
dalla prima rappresentazione del testo di Giovanni Verga,
il 14 gennaio 1884 al teatro Carignano di Torino ad opera
della compagnia del capocomico Cesare Rossi, il libro di
Giordano ne propone la ristampa dell’edizione originale,
pubblicata dall’editore Casanova con i disegni di
Edoardo Calandra. Insieme ad essa, in fondo al volume, la
trascrizione della partitura per pianoforte dell’Ouverture,
commento musicale per piccola orchestra da eseguirsi in
apertura del dramma commissionato dallo stesso Verga al
musicista suo concittadino Giuseppe Perrotta con precise
indicazioni circa la natura ed il sentimento generale che
avrebbe dovuto animarlo. Lo sfortunato poema sinfonico, di
ardua esecuzione ed ancor più difficile intendimento per
il pubblico del tempo, la cui sensibilità non era
probabilmente ancora matura per accogliere un brano di
siffatta modernità, come ben sottolineato nelle note del
trascrittore Armando Bellocchi, fu presentato in un’unica
occasione a Catania al teatro Pacini il 29 luglio 1886 con
la direzione del maestro Giuseppe Pomè. Dopo quest’esecuzione
l’inevitabile destino: l’oblio. E da quest’oblio
Turi Giordano cerca di salvare, con la sua opera e la sua
attività di attento ricercatore, quei cocci di arte che,
per diverse ragioni, dal naturale processo di tradizione
cui essi sono soggetti all’incomprensione del pubblico
al di là della geniale originalità, rischiano di
perdersi nella notte dei tempi. La pubblicazione comprende
anche un’appendice che riporta la prima stampa del testo
del dramma teatrale -musicale -danzato Cavalleria
Rusticana: la novella, il teatro, l’opera, la danza di
Turi Giordano e Miko Magistro rappresentato con grande
successo sia di pubblico che di critica il 5 agosto 1995
nella piazza principale di Vizzini. Lo spettacolo, per la
regia degli stessi autori e l’accompagnamento musicale
de "La Nuova Orchestra da camera di Catania"
diretta da Vito Imperato e "La Polifonica Catanese"
diretta da Giovanni Ferrauto, s’inseriva nell’ambito
delle iniziative organizzate dalla provincia regionale di
Catania, dall’azienda provinciale Turismo e dal Comune
di Vizzini per l’ Omaggio a Pietro Mascagni a 50 anni
dalla morte. Ma qual’è il segreto di un successo
talmente consolidato da suscitare ancora oggi iniziative
artistiche di tale rilievo e da convogliare intorno a sé
un così vivo interesse? Il testo di Turi Giordano nella
sezione Dalla novella al dramma scava dietro questo
quesito ed attraversa tutta la gestazione dell’opera
verghiana a partire dalla diffidenza dello scrittore
vizzinese nei confronti del teatro inteso come forma d’arte
inferiore e primitiva rispetto al romanzo. Fu la vita ad
ispirare la Cavalleria Rusticana o, viceversa, l’eccezionale
veridicità dell’arte a far nascere l’idea che il
drammaturgo si fosse ispirato a fatti realmente accaduti
nella propria terra? Al di là delle diverse congetture
esposte da Federico De Roberto nel suo saggio Stato
civile della Cavalleria Rusticana, quest’ultima
ipotesi sembra incontrare il favore dello studioso Turi
Giordano il quale individua, tra l’altro, nella sfida e
nel duello di compar Alfio e Turi Macca la prima ragion d’essere
del dramma e nella gelosia dei traditi Santuzza ed Alfio
il baricentro del testo teatrale rispetto alla novella. E
per chi volesse indagare sulle relazioni, ahimè alquanto
improbabili, tra il verismo verghiano ed il moderno
reality show, non resta altro che abbandonarsi al gioco
sottile ed argutamente ironico proposto da Nello
Pappalardo nella sua Nota Introduttiva al lavoro di
Giordano. Un modo come un altro per sorridere su ciò che
eravamo un tempo e su ciò che siamo oggi.
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