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Pubblicato
da CENTONOVE il 4/3/2005
A
tu per tu con l'attore catanese che dirige il primo centro
sperimentale cinematografico siciliano.Un impegno per le
nuove generazioni
di
Mara Di Maura
La
voce impostata, le parole chiare, la cordialità e la
gentilezza. È palese. Chiaramida non è solo un bravo
attore. È anche un docente di spettacolo, perché solo il
diretto contatto con i giovani ingentilisce il cuore e
regala al volto l’entusiasmo e la gioia che leggo nei
suoi occhi. Ma d’altro canto solo chi serba nell’animo
una passione forte non può fare a meno di comunicare agli
altri lo stesso amore di cui è animato. Eppure ascoltando
le prime parole che quest’attore professionista mi
rivolge non lo si direbbe."Faccio questo mestiere da
trentacinque anni ma credo che quello dello spettacolo non
si possa definire neanche un lavoro. È un mondo tremendo
e spietato." È un attacco duro ma comprendo subito
che vuole essere un avvertimento, il solito monito chissà
quante volte reiterato a chi sta intraprendendo la via
della formazione attoriale. Poi parte un viaggio
attraverso il mondo teatrale della capitale negli anni
Settanta e lo vedo dapprima lo studente più brillante
dell’"Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico"
per poi figurarmelo sulla scena al fianco di mostri sacri
del teatro nazionale come Giorgio Albertazzi e Ubaldo Lay.
È un racconto affascinante. "Nel 1975 mi trovavo a
Roma ed avevo urgentemente bisogno di lavorare. In quel
periodo vi era una grande importazione di serial
televisivi americani, così uno dei settori in forte
espansione era quello del doppiaggio. Un giorno incontrai
un mio amico e direttore di doppiaggio, Elio Zamuto, che
mi propose di lavorare con la voce. Per me si trattava di
un’esperienza nuova ma decisi di tentare e andò più
che bene. Da quel momento ho compreso che nel mondo dello
spettacolo per un attore è importante imparare tutto del
proprio mestiere, anche quelle attività che
apparentemente possono sembrare poco utili. E questo è
uno dei concetti che cerco di far comprendere ai miei
alunni. In seguito ho fondato una compagnia con la quale
ho recitato per tre anni, fino alla scelta d’amore che
mi ha riportato in Sicilia." Chiaramida ripercorre
quegli anni senza tacere le mille difficoltà incontrate.
"Naturalmente all’inizio a Catania i problemi sono
stati notevoli. Io desideravo fare della nostra città una
piccola Roma, almeno dal punto di vista dell’attività
teatrale. Così ho organizzato seminari, incontri
culturali nei licei, piccoli corsi di teatro.
Parallelamente però continuavo a recitare, cercando di
salvaguardare sempre e comunque la mia dignità
professionale. In special modo con il Teatro Stabile, con
cui avevo già avuto modo di lavorare in precedenza, ho
preso parte a lavori come I Malavoglia, Il
giardino dei ciliegi, Yerma. Più di recente,
nel ’96, ho interpretato il ruolo di Dante a fianco di
Ferruccio Amendola nei panni di Virgilio in Dante
Recital un lavoro realizzato da una cooperativa di
Piazza Armerina. Inoltre avendo mantenuto rapporti con un
agente di Roma ho iniziato a lavorare anche nel
cinema" Lo ricordiamo infatti protagonista de La
sposa era bellissima di Pal Gabor con Stefania
Sandrelli, set sul quale conosce Marco Leonardi. Con lui
reciterà in Le puttane di Aurelio Grimaldi
interpretando il ruolo del facoltoso gay di cui il ragazzo
s’innamorerà. Attore ne La piovra 8 e in Don
Puglisi con Zingaretti, replicherà con quest’ultimo
interpretando il ruolo di un commissario di polizia
corrotto ne Il commissario Montalbano. "In Una
madre inutile, con Guia Ielo e Leo Gullotta, film
tratto da una storia vera e andato in onda su Rai
Due"- ricorda Chiaramida- "ero lo psichiatra cui
veniva affidata la protagonista, una ragazza ritardata e
ripetutamente sedotta. In Nessuno escluso con
Franco Nero ho avuto modo di lavorare nuovamente a fianco
di Giancarlo Giannini, con cui avevo già recitato nel
1987 ne I Picari di Mario Monicelli. Ne I
Grimaldi con Mariella Lo Giudice ero Don Antonio, un
patriarca dalla mentalità conservatrice che si opponeva
agli spacciatori mafiosi emergenti mentre in Soldati di
pace interpretavo il padre della protagonista."
Dopo essermi congratulata con l’attore per la carriera
artistica che mi è stata appena delineata le mie ultime
domande, rivolte con voce colma d’ammirazione,
riguardano la regia cinematografica e teatrale. "Nel
2003 ho tentato un esperimento a metà strada tra il
cinema ed il teatro: nella mia versione de La lupa sono state messe a confronto le potenzialità e le
caratteristiche espressive dei due linguaggi. Le scene d’intimità
tra Nanni e la lupa sono state recitate sul palcoscenico
che si presta ad un tipo di recitazione più intensa
seppure inevitabilmente più ricca d’artificio, mentre
le scene più spettacolari sono state girate in esterni e
con un tipo di recitazione più realistica. Il tutto è stato impressionato in bianco e nero con qualche sfumatura
di colore. Viaggio con Turi invece è la storia di
un vecchio barone che cerca di dissuadere dalle loro
intenzioni i giovani che vorrebbero lasciare Catania e lo
fa portandoli in giro e facendo riscoprire loro le
bellezze della città. Per il teatro ho ricevuto un premio
a Latina per la migliore regia con Uno sguardo dal
ponte di A. Miller e nel 2001 ho presentato nell’ambito
dell’evento "Le ciminiere e le stelle" Anime,
un lavoro ideato da me sulla sofferenza umana con la
proiezione d’immagini dell’olocausto, lettura di
liriche di Primo Levi e musiche di Matteo Musumeci."
Chiaramida è attualmente il direttore del Centro
Sperimentale Cinematografico Siciliano finanziato dalla
provincia di Catania e nato nel 2001 con lo scopo di
promuovere e sviluppare in Sicilia un’attività di
formazione professionale da offrire ai giovani in campo
cinematografico. Oggi sono quattro i settori in cui si
divide l’attività didattica: sceneggiatura con Aurelio
Grimaldi, fotografia con Maurizio Dell’Orco, montaggio e
recitazione. Inoltre si tengono anche lezioni di storia
del cinema con Fernando Gioviale, regia con Guido Pistone
e due ore settimanali di doppiaggio con Franco Fortunato.
"Recentemente" spiega Chiaramida- "si è concluso il primo anno con la presentazione di un video di
28 minuti circa nella cui realizzazione sono state
impiegate tutte le conoscenze acquisite nel corso delle
lezioni in tutti i settori." Mentre milioni di ragazzi abbandonano la nostra isola alla
ricerca di un sogno grazie a questa nuova realtà
siciliana si lascia aperto uno spiraglio a tutti coloro
che decidono invece di restare..E qualcosa ci dice che
sono molti, molti di più.
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