Pubblicato
da CENTONOVE il 09/12/2005
"Il ritmo della risata "
di
Mara Di Maura
Inizia con un esplicito omaggio a un genere d’intrattenimento che non c’è più lo spettacolo Donne…affanni e danni messo in scena dal gruppo “Dolci e Gabbati” per la regia di Armando Sciuto alla sala De Curtis di Catania per due fine settimana consecutivi, 25, 26 e 27 novembre e 2, 3, 4 dicembre. “E’ L’allegro ritornello di Alberto Lionello, sigla della trasmissione televisiva Canzonissima del 1960, ad aprire, per così dire, il sipario”- spiegano Concetto Venti ed Enrico Manna, due degli strepitosi protagonisti di questo cabaret insieme ad Anna Impegnoso, che è anche ideatrice dei movimenti coreografici, e a Laura De Palma. “Ed in effetti la particolare performance che stiamo proponendo al pubblico strizza un po’ l’occhio alla rivista, all’avanspettacolo, alla commedia musicale pur non identificandosi pienamente con nessuno di questi generi”- prosegue Manna. “Si potrebbe definire tutt’al più un cabaret musicale”- chiarisce Laura De Palma che oltre ad essere una delle attrici è anche autrice delle musiche originali e delle rielaborazioni musicali che arricchiscono lo spettacolo- “una sorta di esperimento a metà strada tra il cabaret e il varietà con l’aggiunta di musiche che fanno da collante tra le varie scene.” A partire dalla celebre sigla, vero e proprio simbolo di un’epoca televisiva, ha inizio un excursus sul mondo femminile e sulla condizione sociale della donna, un iter che si alimenta di continue citazioni che non seguono alcuna consequenzialità temporale ma attraversano epoche diverse in maniera quasi casuale, in un’altalena di passato e presente, in un alternarsi continuo di toni comici e drammatici, in un susseguirsi di situazioni surreali, di quell’aneddotica popolare che dal presente attinge a piene mani per estremizzarne gli aspetti più paradossali. Riprova dell’assenza di precisi riferimenti spazio- temporali e, quindi, dell’assoluta universalità dei temi affrontati è la scena finale, parodia di due dialoghi, uno tra Desdemona e Otello e l’altro tra quest’ultimo e Iago. I tre personaggi si muovono sulla ribalta con movenze rigide, scattose. Comprendiamo solo allora che gli attori stanno mimando delle marionette animate da un puparo, simboli rispettivamente delle tre forze eterne ed universali che si muovono nel dramma shakeaspearino, l’amore, la gelosia e l’invidia. Per il resto le scene di cui si compone lo spettacolo sono buffe, grottesche, impregnate d’ironia soprattutto nei momenti in cui si accenna a un argomento delicato e sempre difficile d’affrontare come quello della politica. Eppure l’ironia è sempre leggera, la critica alle istituzioni bonaria, la comicità degli sketch priva di gratuite volgarità. “Il testo è stato scritto dal fiorentino Enzo Ferrara”- prosegue De Palma- “Noi attori abbiamo adattato le situazioni alla realtà locale che ci appartiene e abbiamo sostituito alla lingua italiana il nostro vernacolo.” A questo punto interviene Venti: “Tuttavia, a parte le libertà che ci siamo concessi, nulla in questo spettacolo è stato lasciato al caso. C’è un solo momento d’improvvisazione, quando gli attori, con una decisa presa di posizione, rompono la cosiddetta “quarta parete” e coinvolgono gli spettatori invitandoli a salire sul palco per prendere parte ad una scena.” Ed in effetti tutto il cabaret è finalizzato a stimolare lo spirito critico del pubblico e ad indurre alla riflessione seppur attraverso una sana risata. La donna madre (pensiamo al delicatissimo pezzo della Balistreri “A oh!” magistralmente interpretato da Laura De Palma la cui cornice è rappresentata proprio dalla ninna nanna cantata da una mamma al suo bimbo), la donna che vuole separarsi, la donna giornalista, la donna timorata che va a confessarsi, la donna marziana. Ce n’è davvero per tutti i gusti. “Donne” canta la celebre canzone di Zucchero qui interpretata da Gregorio Lui che, insieme a Franco Pennisi al pianoforte, accompagna alla chitarra anche gli altri pezzi. E appunto, che sia attraverso il monologo di Gaber, ben interpretato da Concetto Venti, che esalta la donna pur non mancando di metterne in evidenza le contraddizioni e lo fa da un punto di vista maschile ma mai maschilista, che sia attraverso il monologo recitato da Enrico Manna o attraverso quello altrettanto esilarante in cui Anna Impegnoso veste i panni di una casalinga, è sempre lei, la donna, la vera protagonista di questo cabaret musicale. Diverse facce della medesima creatura, continuamente cangiante eppure straordinariamente uguale a sé stessa.
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