Pubblicato
da CENTONOVE il 30/09/2005
"Il gioco delle coppie"
di
Mara Di Maura
Metti una sera a cena. Metti due coppie di coniugi ormai frustrati, un’amante nevrotica tutto fuoco, un omosessuale sull’orlo di una crisi di nervi, e…dulcis in fundo….lui, uno psicologo un po’ esaurito. Un mix esplosivo che ne promette proprio di belle. Ma non è solo questo il segreto di E’ colpa mia se piaccio alle donne?, commedia brillante in due atti di Salvo Sottile, scelta dalla Compagnia Teatrale Carmelo Longo, Teatro Stabile di Gravina, La Bambinella e Associazione artistico- culturale D.O.C per inaugurare la stagione 2005-2006 al Teatro Don Bosco di Catania. Il testo teatrale, che sarà rappresentato in collaborazione con PRIMAMUSICA e con la regia del giovane e promettente Carmelo Caccamo sabato 1 (in due turni, pomeridiano e serale) e domenica 2 ottobre (in un unico spettacolo pomeridiano), offre un intreccio piacevolmente piccante, un divertente “gioco delle coppie” in cui a farla da padrone sono il doppio senso delle battute, l’ambiguità situazioni nonchè un’analisi completa, leggera e ironica dell’amore e del sesso in tutte le loro molteplici sfaccettature e contraddizioni. Oggi come un tempo, a dispetto delle apparenze, non è sempre facile parlare di sesso. In un mondo continuamente bersagliato dalla “cultura” televisiva che del corpo e della sessualità fa di continuo strumenti di audience, affrontare argomenti di questo tipo implica infatti più che mai un rischio, quello di scadere con una certa facilità nell’eccesso, nella volgarità, nel cattivo gusto. La commedia di Sottile costituisce un esempio lampante di come si possano trattare temi comunemente considerati tabù evitando questo rischio. Il linguaggio è tutto improntato sul detto-non detto, sulla battuta lasciata in sospeso, sulla sottile intuizione lasciata allo spettatore. Così a volte capita che il pubblico ne sappia più dell’attore stesso e si diverta nell’attesa di assistere alle reazioni dei personaggi davanti a confessioni inattese o alla scoperta di verità inconfessabili. L’impiego originale dello spazio scenico, che si avvale di una scenografia intelligentemente costruita, il gioco ritmato delle luci, una regia sapiente, attenta a non calcare troppo la mano su talune scene in cui il sempre bonario risvolto erotico delle situazioni avrebbe potuto dare adito a interpretazioni un po’ eccessive, fa dello spettacolo un ottimo modello di teatro diverso, moderno, originale, improntato sulla naturalezza del parlato quotidiano e lontano dalla pesantezza della prosa accademica. Una dinamica altalena di situazioni in cui niente è come sembra o come dovrebbe essere (pensiamo, per esempio, all’ambigua figura dello psicologo Nocciola, qui interpretata da Massimo Leone) e non sussiste alcun tipo di giudizio morale a incombere dall’alto sui vari personaggi e sulle loro azioni. In questa girandola di complesse e non sempre chiare relazioni amorose non ci sono né accusatori nè accusati, anzi, a ben guardare, non c’è nessun banco d’accusa perché tutti sono parimenti e contemporaneamente vittime e carnefici. Le nostre vite sono, come dice Leo (Saro Pannofino) a Vanessa (Grazia Strano) alla fine del primo atto, “come il rovescio di un tappeto, tanti fili che si attorcigliano, si uniscono, si dividono e poi si riuniscono di nuovo”. È proprio questa la concezione dell’esistenza umana da cui muove tutta la commedia e il territorio entro il quale l’intreccio si sviluppa. Un territorio non immorale ma amorale, del tutto intriso di un’imprevedibile quanto eccitante fatalità. Come quella che muove i fili dei personaggi esattamente come se si trattasse di burattini e che li fa incontrare, dividere, innamorare, odiare. Ma questa è la vita, questo è il rischio che bisogna correre e, in fondo, seppur con momenti di riflessione sul divario generazionale tra giovani e anziani, sulla morale e sulla diversità, messi in bocca a taluni personaggi, questo è il carattere leggero che contraddistingue la commedia. Un’atmosfera ludica, una garbata e leggera riflessione sui valori comunemente riconosciuti, uno sguardo divertito sulla coppia, in questo caso analizzata attraverso i deliziosi quadretti domestici di vita quotidiana dei signori Caruso (Carmelo Caccamo e Anna Maria Puglisi) e dei Valentino (Mara Di Maura e Franco Torrisi), il tutto condito con un linguaggio raffinato e ironico. Per assicurare le risate e garantire un divertimento di qualità.
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