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Nati senza camicia


Pubblicato da CENTONOVE il 12/09/2003

Edito da Baldini e Castoldi il romanzo di Catena Fiorello. Per raccontare l'infanzia trascorsa tra Augusta e Letojanni. Fra piccoli eroi quotidiani

di Mara Di Maura

Mi conquista subito quella frase evocativa gettata lì, di certo non a caso.“ Sento ancora le onde del mare”. Ci si può leggere dentro un’intera filosofia di vita, quella di Catena Fiorello, autrice del volume “ Nati senza camicia” edito da Baldini e Castoldi. Sorella di Rosario e di Giuseppe, agente del primo, organizzatrice di eventi, autrice di testi televisivi, Catena si svela nel prologo che reca proprio quella suggestiva confessione per titolo. Narra l’infanzia e l’adolescenza trascorse fra Augusta e Letojanni, contrassegnate da ristrettezze materiali ma compensate da una pienezza di cose semplici ed autentiche, grazie ad una famiglia che le ha insegnato la ricchezza nella povertà. Si tratta della prima di una serie di storie, venti per la precisione quelle che seguono, tante quanti i rispettivi protagonisti, nomi e volti noti del mondo dello spettacolo, dello sport e dell’imprenditoria intervistati dall’autrice. Ed infatti, a ben guardare, l’ossimoro impiegato da Catena per spiegare il vantaggio dell’essere nati in una condizione economica non idilliaca è rintracciabile un po’ in tutti i ritratti che emergono dalle parole degli intervistati. Proprio l’arma dei più disagiati - lo stimolo continuo della fantasia unito alla spinta interiore al miglioramento di sé stessi - costituisce, per così dire, il sottile filo di congiunzione fra le vite di questi uomini che hanno cambiato il loro destino con la sola forza di volontà, partendo praticamente da zero. Già, perché, come sottolinea Catena, la  vita è come il mare. Tutto può cambiare da un momento all’altro . Non puoi controllarla. Esattamente come in mare non puoi mai sapere se oggi ti coglierà il sereno o la tempesta. Ma se è indubbio che una buona dose di fortuna abbia giocato a favore dei personaggi i quali, fra aneddoti curiosi fatti di iniziale ritrosia e definitiva disponibilità, hanno svelato il loro passato dinanzi agli occhi dell’intervistatrice, permane pur sempre una certezza : volere è potere. Il vivo desiderio di realizzare i propri sogni o, comunque, di far maturare in maniera completa le proprie inclinazioni, se associato alla costanza ed all’impegno è, di certo, l’atteggiamento più consono al conseguimento dei propri obiettivi. Non importa se ci sono delle privazioni, se non ci è possibile soddisfare i nostri vezzi materiali, non importa se le nostre aspirazioni ci richiedono dei sacrifici notevoli. Quello che conta è fare tutto il possibile per consentire loro di maturare, anche se questo costa delle rinunzie intollerabili almeno quando si è giovani. Solo retrospettivamente sarà possibile comprendere l’importanza di quella povertà apparente, solo allora si raccoglieranno i frutti inestimabili che essa ci ha consegnato, in primo luogo il valore delle cose, antitesi dello spreco e di ogni lusso inutile. Allora ci si renderà conto di essere cambiati sì, ma solo dal punto di vista economico, perché, in fondo, quel ragazzino bramoso di vita e col cuore colmo di sogni palpita ancora dentro di noi e lo farà per sempre. In quel momento, insomma, fermandosi un attimo a sprofondare nella parte più recondita di noi stessi, ci si accorgerà di udire ancora il mare, di percepirne ancora l’odore. Quando si realizza tutto ciò, quando si è ancora capaci di respirare gli odori di casa propria e di sentire i rumori fra i quali si è cresciuti vuol dire che, dietro le apparenze, dietro la sicurezza finanziaria conseguita, si è rimasti uguali. È questa forse la più grande soddisfazione della vita. Le storie raccolte dall’autrice nel volume non solo hanno in comune la tenacia e la determinazione giovanili ma parlano anche di un presente rimarcato da estrema umiltà e spirito di miglioramento per quanto costellato di successi e soddisfazioni. Propongono uomini coscienti di cosa significhi vivere un’esistenza media, “ normale” e capaci di relazionarsi a persone di ogni genere. I profili di questi uomini di successo evidenziano, inoltre, il desiderio di inculcare ai figli la modestia, il senso del dovere e l’amore per la concretezza che sono il vero sale della vita. Sfatando diversi miti, da quello della povertà come condizione di condanna inevitabile a un’esistenza disagiata a quello del successo automaticamente sovrapposto al cambiamento della personalità, Catena si riconosce nella giovinezza rievocata dagli intervistati. Perché la sua storia è la loro storia e viceversa. È la storia di tanti giovani di oggi, capaci, ambiziosi e caparbi ma con scarse risorse. È un monito rivolto loro affinchè non desistano, è un faro di speranza a tracciare uno squarcio di luce anche nei momenti più bui, a proiettarli, speranzosi, verso un futuro di possibile, meritato successo.       


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