Pubblicato
da CENTONOVE il 23/09/2005
A tu per tu con l'attore e regista catanese Franco Torrisi. Una vita tra tv e palcoscenico. E tante sorprese....
di
Mara Di Maura
Nel film di Albanese La fame e la sete è il placido ma inquietante assistente del “poeta” zu’ Alfio che, con una spettacolare discesa con la corda, accoglie Alex Drastico nel tempio del sapere in cui dimora il fantomatico “maestro”. In Malena di Tornatore lo vediamo invece tra i clienti del barbiere ad alimentare le malelingue del paese sul conto della bella protagonista. Eppure nel cuore di Franco Torrisi non resta che un’unica passione: il teatro. L’attore e regista catanese, direttore dell’associazione artistico- culturale “Teatro Stabile Gravina”, non ha tentennamenti. I suoi sognanti occhi celesti trasudano un amore viscerale e inestinguibile per la ribalta: “Il cinema ha costituito per me solo un’esperienza in più che il caso ha voluto io vivessi. Io però non lo prediligo. Davanti alla macchina da presa è impossibile recitare con naturalezza. Basti pensare al gran numero di persone che stanno sul set o alle continue interruzioni che si verificano durante le riprese.Inoltre per me è fondamentale il rapporto diretto con il pubblico, cosa che solo il teatro può darti. È per questo che per me le tavole del palcoscenico costituiscono un bisogno urgente di cui non riesco proprio a fare a meno nella vita. Di questo mi sono reso conto chiaramente quando nel 1985 ho smesso di recitare per tre anni. La mia esistenza non aveva più senso. Mi sentivo svuotato. È stato allora che mi sono detto “non lo farò mai più!” Infatti, anche se non l’ho mai intrapresa a scopo di lucro, l’attività teatrale è per me molto più che un hobby.” Torrisi è quello che si definisce un amatore del teatro, nel senso più precipuo del termine. Inizia il suo percorso artistico dilettandosi a cantare nel gruppo musicale “The Mods” e per tutti gli anni Settanta e Ottanta è socio prima dell’associazione teatrale “I Siculi” di Catania, con cui recita nel martogliano L’aria del continente, in Questi fantasmi di Eduardo e nell’Anfitrione di Plauto, e poi dell’associazione “Teatro Stabile di Mascalucia”, che lo ha visto interprete, tra gli altri, del pirandelliano Così è se vi pare, fino a fondare nel 1991 l’associazione artistica e culturale “Teatro Stabile Gravina” di cui è attualmente presidente e direttore artistico.“Più o meno nello stesso periodo”- spiega l’artista- “ho ricevuto durante una rassegna estiva a Mascalucia la nomination come miglior attore protagonista per la commedia L’avvocato difensore di Marais.” Pur prediligendo per lo più testi inediti o poco rappresentati come L’ultima violenza, ultimo dramma scritto da G. Fava, ambientato interamente in un’aula di tribunale dove si sta svolgendo il processo a Cutolo, Tredici a tavola di M.G. Sauvaion e Taxi a 2 piazze di Iaia Fiastri, entrambi con il Teatro Studio 86 di San Giovanni La Punta, Il sistema Ribadier di Feydeau e Pigiama per sei di Camoleti, entrambi con il gruppo Alter-Azione di Catania, Torrisi ha tuttavia recitato anche in classici come Pensaci Giacomino! di L. Pirandello per la regia del grande Cutrufelli o l’eduardiano La fortuna con la effe maiuscola. A questo punto mi guizza in mente una curiosità, prontamente appagata dall’attore.“ Se dovessi decidere non avrei dubbi: la mia natura è quella di attore tragico. Ho iniziato interpretando ruoli drammatici e mi sono sempre guardato dai personaggi comici poiché ritengo che per fare questo occorre avere un’innata verve comica che a me manca. Per la stessa ragione non ho mai fatto cabaret. Tuttavia mi è capitato spesso di curare la regia di spettacoli brillanti e di recitare negli stessi.” Mi chiedo allora come sia il Torrisi regista. “Esigente,” –chiarisce prontamente l’artista- “soprattutto per quanto riguarda le prove. Non transigo su serietà e puntualità. Ciò non significa però che io non abbia molto rispetto per gli attori. L’interprete è libero di giocare su certe sue precipue peculiarità recitative che possono aiutarlo a “colorare” il personaggio. Questo vale a maggior ragione nel caso di piccoli ruoli.” L’associazione artistico culturale “Teatro Stabile Gravina”, che da anni opera insieme alla cooperativa “La Bambinella” e all’associazione artistico-culturale “D.O.C.”, aprirà la stagione teatrale 2005-2006 al Teatro Don Bosco di Catania l’1 e il 2 ottobre con la commedia brillante di S.Sottile E’ colpa mia se piaccio alle donne. La regia dello spettacolo sarà di Carmelo Caccamo, da quest’anno in collaborazione con le tre attività artistico-culturali con la sua Compagnia Teatrale Carmelo Longo.
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