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Pubblicato
da CENTONOVE il 16/07/2004
Una
band nata per gioco ad Augusta poi la svolta col cd "Baciamo le Mani". Storia di un figlio d'arte.
In ascesa.
di
Mara Di Maura
Il suo
cuore batte al ritmo dello swing. Anzi, si può dire ben
dire che le note facciano parte del suo codice genetico.
Eh sì, perché Roy Paci, nato ad Augusta trentacinque
anni fa, è proprio cresciuto, per così dire, a pane e
musica. La sua passione per la tromba è nata ben
venticinque anni fa. "Negli anni Sessanta mio padre
suonava in un gruppo. Così a soli cinque anni i miei
genitori m’iscrissero a pianoforte. Nel ’79 però, a
dieci anni, presi in mano la tromba. Adesso si può dire
che questo strumento sia diventato quasi una mia
appendice!" Roy scherza. Ma finora ha scherzato ben
poco se pensiamo che la forza della sua musica ha
letteralmente travolto il pubblico internazionale.
"Non pensavo ad un successo simile. Quando sette anni
fa ho fondato il gruppo degli Aretuska l’idea era solo
quella di fare musica insieme agli amici di sempre con un
unico obiettivo: il puro divertimento. Fino ad allora
avevo militato per sette anni con Mau Mau. Con gli
Aretuska ho suonato in diversi locali del catanese e del
siracusano" Roy spiega l’origine del nome degli
Aretuska, una sincope di "Aretusa", antico nome
di Siracusa -"dal momento- precisa- che la band in
origine era composta quasi interamente da elementi
provenienti da questa provincia"- e di
"ska", il termine con cui viene indicata un
certo tipo di musica jamaicana che fa riferimento al
gruppo degli Skatalities. "Sì, perché all’inizio
la nostra musica era solo strumentale, una rivisitazione
del jazz con incursioni nella musica ska." Se gli
chiedo di citare qualche maestro della tromba a lui
particolarmente caro Roy non ha dubbi: "Miles Davis e
Tom Waits. Ma non ho modelli di riferimento. Uno dei miei
passatempi preferiti è ascoltare musica di tutti i
generi, dall’accompagnamento da teatro giapponese alle
improvvisazioni dei paesi balcanici alla musica per
cartoni animati, un genere che amo particolarmente.
Ovviamente mi riferisco ai classici firmati Walt Disney e
Warner Bross" Questa stessa varietà di gusti si
ritrova nella grande poliedricità che anima la sua
musica, un cocktail frizzante ed originalissimo che fonde
alla tradizione siciliana, mai dimenticata, le sonorità
provenienti da ogni parte del mondo. Ascoltando i suoi
album si può ben riscontrare questa peculiarità. "L’album Baciamo le mani - spiega l’artista - progettato
già un anno prima, è stato inciso all’incirca nello
stesso periodo del mio tour con Manu Chao. È nato per
gioco, in un clima di totale spensieratezza con amici come
Bunna e Davide Macaco. Non avevamo assolutamente idea che
potesse offrirci questa visibilità" Poi, l’anno
scorso, è stata la volta di Tuttapposto, la cui
uscita è stata preceduta da quella del singolo
promozionale Yettaboom. "Il brano - prosegue
Roy - è stato scelto come summa esemplificativa degli
elementi caratteristici dell’intero album. È un pezzo
dal contenuto assai forte su un tema che mi sta
particolarmente a cuore, lo scempio della natura. Inoltre
a me piace mescolare le lingue quando faccio musica e in
questo testo ne ho usate ben quattro" Così la scorsa
estate è giunta la convocazione al Festivalbar. Sull’ormai
storico palcoscenico estivo Roy Paci ha eseguito proprio
questo brano. "A seguire mi ha contattato Leonardo
Pieraccioni chiedendomi di riarrangiare il pezzo classico Besame
mucho da impiegare come colonna sonora del suo nuovo
film. Io ho proposto la mia versione del brano,
interpretato secondo la mia sensibilità. Ne è venuta
fuori una versione swing della canzone, poi inserita nel
film Il paradiso all’improvviso. È stata un’esperienza
molto divertente" Tra i prossimi progetti di Roy Paci
un tour che lo porterà insieme agli Aretuska in giro per
tutta l’Europa fino alla fine di settembre. "Ci
fermeremo solo ai primi di ottobre e poi, intorno alla
fine dell’anno, lavoreremo all’incisione del nuovo
album. L’uscita del nostro terzo lavoro è prevista per
l’inizio del 2005" Inarrestabile. Mi viene da dire
travolgente, entusiasmante. In una parola sola un ciclone.
Come la sua musica. Perché i cicloni sono sempre inattesi
e ovunque giungano lasciano un segno del loro passaggio.
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