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Classico.. San Giovanni


Pubblicato da CENTONOVE il 12/11/2004

Apre la stagione del Gruppo d'arte Sicilia al Don Bosco. Pasqualino: "Messinscene senza arpelli"

di Mara Di Maura

Una scelta dettata da un’autentica passione per la tradizione. La stagione teatrale 2004/2005 proposta dal Gruppo D’Arte Sicilia Teatro è stata inaugurata con un classico del teatro popolare siciliano, il martogliano San Giovanni Decollato, rappresentato il 5, 6 e 7 di novembre al teatro Don Bosco di Catania. Un classico appunto, offerto al pubblico con grande rispetto verso tutto ciò che rientra in questa accezione. "È per questo"- spiega Tino Pasqualino, direttore artistico del gruppo- "che la nostra messinscena di quest’opera punta molto sul lavoro dell’interprete a partire dal testo e si caratterizza quindi per la sua grande adesione al copione scritto dall’autore liberandolo da tutti gli orpelli e le stratificazioni che nel corso degli anni si sono accumulate in seguito alle diverse rappresentazioni. Ciò che la nostra compagnia intende offrire al pubblico è semplicemente l’opera, così com’è stata concepita e stilata dal grande drammaturgo nostro concittadino insignito dallo stesso Vittorio Emanuele Orlando dell’appellativo di Goldoni siciliano." E’ proprio sulla forza emanata ancora oggi da questo classico che si basa questa rappresentazione del testo, a suo tempo cavallo di battaglia dell’esilarante Angelo Musco nei panni del protagonista Agostino Miciacio, "maestro di cuoio e suole" per dirla alla Rosso di San Secondo, cultore appassionato della commedia. D’altra parte la rilevanza dell’opera di Martoglio nel patrimonio teatrale siciliano è stata puntualizzata anche dall’attore Mimmo Salvo durante la presentazione dello spettacolo: " Ricordiamo che a quell’epoca in Sicilia il panorama teatrale imperversava di drammi intrisi di gelosia, passioni malate e violenza che di certo poco facevano onore all’immagine della nostra isola assumendo piuttosto troppo spesso i caratteri della diffamazione. Con Martoglio invece si ebbe una vera e propria svolta: il teatro si proponeva solo di far divertire il pubblico rifuggendo dall’indurlo alla riflessione. Nasceva così un nuovo genere teatrale, il teatro della semplice risata." Lo stesso teatro che continua a strappare tuttora applausi con le sue maschere piene di benevole ironia e che allieta le serate del pubblico catanese contrassegnandole con il piacere della bonaria e leggera satira sociale. Lo stesso teatro di piacevole divertimento proposto dal Gruppo d’Arte Sicilia Teatro con la vicenda tenera ed insieme feroce offerta da questa commedia in tre atti, ritratto pittoresco, estremo ed al contempo realista, della gintuzza della Catania di un secolo fa. Teatro degli umili per eccellenza, dove l’ingenuità e la bizzarria dei personaggi si coniuga ad una regia capace di sfruttare a pieno titolo tutte le potenzialità luministico- musicali della scena. Pensiamo ad esempio all’uso dell’accompagnamento musicale a sottolineare i momenti di maggiore comicità, specie laddove la mimica e la gestualità degli attori la fa da padrone. Lo stesso dicasi per l’impiego di luci ad intermittenza atte a realizzare in una delle ultime scene della commedia un particolarmente azzeccato ed originale effetto ralenty. In tal modo la tradizione del testo si sposa con l’innovazione della regia determinando un equilibrio perfetto e non sempre scontato in operazioni che si propongano di raggiungere obiettivi di siffatta natura. Il prossimo spettacolo in cartellone è atteso per il nuovo anno, il 7, l’8 e il 9 gennaio e vedrà il gruppo confrontarsi con un altro classico, questa volta appartenente alla cultura partenopea, Non ti pago di Eduardo De Filippo, per la regia di Orazio Aricò. E c’è da sperare che grazie a quest’appuntamento il rientro dalle vacanze natalizie sarà un po’ meno mesto del solito…


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