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Un gioiello di carriera


Pubblicato da CENTONOVE il 03/06/2005

E' stata attrice e dell'estro del palcoscenico ha mantenuto la creatività. Silvia Mammino realizza monili di bijotteria a Catania. Col teatro nel cuore. 

di Mara Di Maura

Fare teatro per vivere. Vivere per fare teatro. Il binomio arte-vita non è mai stato così calzante come per la donna che ho dinanzi. Occhi chiari che infondono serenità, sguardo dolce ma al contempo deciso, sorriso aperto che corre diretto, senza tappe intermedie, dal suo al tuo cuore. Silvia Mammino, catanese, creatrice di un’originalissima bijotteria di tendenza, nasconde dietro il bancone del suo negozio, tra i fili di rame e le variopinte pietre dure alle quali affida quotidianamente la sua fantasia e la sua sensibilità d’artista, un passato da "maestra d’arte" in grado di accendere la vita intorno dei meravigliosi colori della fantasia. "Circa nove anni fa"- spiega Silvia- "ho aderito ad un progetto stanziato dal fondo comune europeo ed ospitato presso i locali dell’istituto "Pio IX" di Catania a favore dei bambini appartenenti a famiglie disagiate. Io insegnavo loro teatro. Già in precedenza avevo vissuto un’esperienza simile con i bambini del quartiere popolare in cui vivevo, il cosiddetto Fortino: li aiutavo ad esprimersi correttamente in italiano ed organizzavo insieme a loro quattro spettacoli l’anno, un’iniziativa da me ideata e denominata Oggi il condominio fa ridere. Certo sono stati momenti indimenticabili, ma il rischio era quello di lasciarsi coinvolgere troppo." Silvia si esprime in questi termini. Eppure gli occhi le brillano di commozione. So che in questo momento vede scorrere dinanzi a sé, uno ad uno, i volti dei bambini che ha amato e che, in cuor suo, continua ad amare tuttora. "Quando hai a che fare con situazioni così delicate"- prosegue l’artista- "è difficile mantenere il giusto divario tra la tua vita e le problematiche che quei bambini portano con sé. Io ho dovuto sospendere proprio perché quel lavoro stava diventando troppo invasivo nei confronti della mia stessa esistenza." Ma Silvia non è stata certo scelta a caso per quell’attività. Proveniente dalla scuola di teatro di Salvatore Resca della parrocchia San Pietro e Paolo della sua città, già interprete per gioco a soli dieci anni de Fumo negli occhi di Faele e Romano per la regia di Giovanni Anfuso nel ruolo della signora Cassarà, Silvia Mammino ha lavorato con Nino Musmarra, Salvo Leopardi, Mario Chiarenza, Vincenzo Spampinato, Antonello Puglisi, con la cui compagnia ha girato per tutta la Sicilia esibendosi in teatri quali il "Vasquez" di Siracusa ed il "Piccolo" di Catania. "Uno dei ricordi più belli"- racconta l’attrice- "risale a circa sette anni fa, quando ho recitato con Antonello a palazzo Adriano in provincia di Palermo. È un luogo incantato dove il tempo sembra essersi fermato. Figurarsi che la gente del posto usa ancora lavarsi con l’acqua delle fontane. È la stessa location del film di Tornatore L’uomo delle stelle. Uno degli spettacoli di maggiore rilievo cui ho preso parte è un collage di brani tratti dalla Centona di Martoglio in cui il collante impiegato erano degli intermezzi musicali. Vi recitavano Giovanna Leontini e Leonardo Marino. L’ultimo lavoro cui ho partecipato è stato ‘U girocollo di Mario Longo con Nuccio Fisichella presentato lo scorso febbraio alla sala "De Curtis" di Catania." Silvia Mammino s’interrompe di tanto in tanto per soddisfare le richieste di qualche cliente interessata ai monili esposti nelle vetrine del suo negozio. "Quindici anni fa,"- riprende l’artista- "dopo la morte di mio padre, da un’idea dei colleghi di quest’ultimo, tutti pensionati delle ferrovie dello Stato, è nata un’associazione teatrale denominata Sorridere per un sorriso. Con questo gruppo, composto interamente da persone sopra gli -anta, abbiamo portato diversi spettacoli in giro a titolo gratuito per le case di riposo a Sant’Agata Li Battiati e a Catania, nei lidi estivi e nelle parrocchie. Il primo lavoro è stato I civitoti in pretura di Martoglio. Una particolarità dei nostri spettacoli era il coinvolgimento del pubblico in sala, invitato ad esibirsi con sketch e barzellette negli intervalli tra un atto e l’altro. Da circa un anno e mezzo l’associazione si è smembrata ma continua ancora a vivere nelle varie iniziative che ne sono derivate nonché nell’attività degli attori che, con mia grande soddisfazione, hanno tutti ottenuto piccoli ruoli in film come Malena, L’uomo delle stelle, Johnny Stecchino, Storia di una capinera, Il commissario Montalbano." Silvia sorride e non ha dubbi se le chiedo quanto le manchi la ribalta. "Oggi"- spiega l’artista- "per me l’applauso del pubblico è vedere negli occhi delle mie clienti la soddisfazione per il gioiello che ho realizzato ed il feeling che instauro con loro è un po’ come la complicità che l’attore sa di dover creare con il pubblico. No, non mi manca il teatro. Perché per me ogni giorno sollevare la saracinesca del mio negozio è suonare i tre campanelli prima del debutto."


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