Articoli pubblicati

 Vieni avanti, Antonello


Pubblicato da CENTONOVE il 23/04/2004

Una carriera costruita sulla risata per il giovane artista di Augusta che ora si sperimenta nei teatri di tutta Italia. Con grande successo. 

di Mara Di Maura

Ne ha fatta proprio tanta di strada Antonello Costa da quando calcava la ribalta di un teatro di provincia, ad Augusta (lo stesso paese di Fiorello). Non tanto o, per meglio dire, non solo perché mi parla di sé nel camerino del teatro Anfitrione a Roma dove è in scena il suo ultimo spettacolo, ma anche perché in effetti di passi ne ha fatti, eccome. A livello interpretativo intendo dire. Perché puoi avere anche talento ma se esso non è coltivato dalla famosa tecnè di cui parlava Aristotele rimane solo una potenzialità priva di frutti. In fondo è proprio questo l’invito che Antonello rivolge ai molti giovani che intendono intraprendere la carriera di attori. "Con il mio spettacolo Vieni avanti provino non ho voluto solo denigrare bonariamente tanta pare della TV il cui peccato consiste nel proporre ed alimentare il tanto allettante quanto falso mito del successo facile ma ho voluto anche lanciare un messaggio positivo e propositivo. Io sono convinto che le strade più lunghe siano anche quelle che conducono ad un successo stabile. Prendi Proietti e Ranieri per esempio, due artisti completi che hanno raggiunto la notorietà dopo una lunga gavetta.

In "Vieni avanti provino!", il suo ultimo spettacolo in scena dal 6 al 25 aprile al teatro Anfitrione di Roma, l’attore e regista di Augusta si conferma una scoperta assai interessante delle scene italiane degli ultimi anni. In questo suo varietà comico, scritto e diretto con Gianluca Giugliarelli, volgendo il suo usuale sguardo sagace e critico ma mai corrosivo ai costumi sociali più diffusi nel nostro paese Costa prende di mira la smania di successo che in Italia da qualche tempo rischia di trasformare lo spettacolo da arte quale dovrebbe essere a grande vetrina al servizio di un protagonismo fine a sé stesso. Avvalendosi dell’abituale ed arguto spirito d’osservazione delle manie dell’italiano medio il nuovo spettacolo di quest’artista completo, reduce del successo riscosso al teatro Bracco di Napoli, propone personaggi inediti insieme alle vecchie figure che ormai da tre anni decretano la fortuna del loro ideatore ed interprete presso le platee delle principali città italiane: lo zio mafioso don Antonino, Sergio, in cura perpetua dallo psicologo, il cumulo di tic Angelo Bottiglia, il lookmaker gay Rocco. Ma il varietà di Costa non è solo questo, non è cioè solo reinterpretazione della più classica rivista che ha fatto epoca alla luce di una garbata ed attualissima polemica antitelevisiva. Esso è anche fatto del coinvolgimento lievemente sfottente del pubblico, degli omaggi alla canzone di Carosone (la macchietta "O suspiro"), del tip tap sulle note di "Io, mammeta e tu", delle canzoni originali di Costa tratte dal suo nuovo cd "Un mondo di esauriti" e in ultimo, ma non meno importante, della presenza della coppia di soubrettes Dual Band (Annalisa Costa e Lella Ragno). Il tutto tenuto insieme da una situazione narrativa che è palese satira tragi-comica sulla tv di oggi: sul palcoscenico campeggiato dalla scritta "Vieni avanti provino" Antonello veste i panni di un giovane comico "impegnato"…a trovare un lavoro, si trasforma in uno sfortunato ballerino di tango ed esibisce insoliti numeri musicali come Totò che balla la brekdance o Charlot che diventa Michael Jackson. E lo stesso Costa commenta: "Oggi è facile raggiungere la notorietà ma non è altrettanto facile saperla mantenere." Sarà forse per questo che le due ore d’intrattenimento offerte da Costa strizzano l’occhio al sano e vecchio avanspettacolo di un’epoca che non c’è più? Ciò che resta allo spettatore è la sensazione di un monito nostalgico al passato, una memoria storica che si è fatta memoria collettiva, che si è cementata nelle figure classiche di Charlot e di Totò, riattualizzate e rivissute sulla scena da Costa insieme alle nuove icone della musica pop contemporanea. Miti nuovi e miti antichi si fondono e si confondono dunque sempre all’insegna di un sorriso mai canzonatorio né consolatorio.Come sarà la TV del XXI secolo? Forse (si spera) non sarà più quella descritta da Antonello ma una cosa è certa: ci si augura che ci lasci almeno la facoltà e la capacità di sorridere. " Antonello mi spiega la natura del suo ultimo lavoro ma poco a poco prende corpo un excursus attraverso le tappe della sua formazione artistica, un percorso iniziato assai precocemente, a soli cinque anni, a partire dalla scoperta di una spiccata vocazione artistica. "Mi divertivo da matti ad intrattenere la famiglia intera con l’imitazione di mio nonno e provavo grande soddisfazione quando i miei parenti ridevano dinanzi alle mie performances. Poi l’anno successivo in colonia ci fu la mia prima esibizione in pubblico ma solo a quattordici anni, in seguito ad uno sketch proposto l’anno precedente nell’ambito delle rappresentazioni scolastiche, entrai a far parte di una vera e propria compagnia." La voce di Antonello si riempie di tenerezza nel rievocare le primissime fasi del proprio iter artistico, modello concreto per quanti ambiscano alla professione dell’attore, modello antitetico a quello offerto troppo spesso da una televisione pronta a strumentalizzare la corsa spasmodica alla fama dilagata negli ultimi tempi come un contagio tra i ragazzi dell’ultima generazione. "Dopo aver recitato per cinque anni in una compagnia del mio paese, Il minimo di Giuseppe Amato, ed essermi esibito in opere inedite come il testo di carattere brillante Il passaggio di Beresina ho deciso di intraprendere la mia carriera di attore a Roma, dove ho frequentato due scuole, la Gropius diretta da Gianfranco Mazzoni ed il SAT. Ma sicuramente la parallela attività di animatore presso i villaggi turistici della Valtur ha rappresentato per me un’autentica palestra dal momento che proprio in seno a quell’esperienza ho avuto modo di ideare i miei primi numeri, Chaplin che imita Michael Jackson, per citare un esempio, o Totò che balla la brekdance." Interrogato circa l’idea di realizzare un nuovo genere di spettacolo che fondi l’intrattenimento da cabaret con una impalcatura drammaturgica prettamente teatrale Antonello non esita ad attribuire a questa intuizione la vera motivazione del successo che lo ha investito negli ultimi sei anni e che lo ha condotto in tournè per le principali città italiane. "L’idea di creare uno spettacolo - cabaret in cui canti e balli strutturati in uno schema teatrale convivessero con numeri comici facenti parte di una formula d’intrattenimento ereditata dalla tradizione popolare era già nata nell’aprile del ’97. Una via mai tentata nel nostro paese che ha suscitato una certa curiosità tra gli spettatori." Solo nel 2001 tuttavia, Antonello ha effettuato un ulteriore salto in avanti: ha pensato di esportare il proprio spettacolo dal contesto della rappresentazione cabarettistica da locale per inserirlo in una struttura narrativa teatrale vera e propria in cui esso potesse trovare la propria forma d’espressione ideale. "In realtà il lavoro in teatro mi risulta più congeniale rispetto a quello cabarettistico: lavorando nei locali spesso ci si scontra con dei forti limiti di natura pratica che non consentono di concretizzare alcune idee." Così ogni anno lo spettacolo di Costa si rinnova proponendo al pubblico delle principali città italiane temi d’attualità e di costume presentati all’insegna della leggerezza ma non della banalità. Frattanto, dal ’99 ad oggi, non si può certo dire che il nome di Antonello sia rimasto sconosciuto alla grande platea di appassionati del piccolo schermo: non si contano le apparizioni dell’attore comico presso gli studi di note trasmissioni televisive come Seven Show, Beato tra le donne, Maurizio Costanzo Show. Anche se è al pubblico delle emittenti locali che Antonello guarda con preferenza. "Di solito si pensa alla TV come ad uno strumento di portata nazionale e si trascura un’ampia fetta di ascolto legata alle reti regionali. Quando io rappresento uno spettacolo teatrale in una determinata regione sono preceduto dalla notorietà che mi deriva dalle mie esibizioni televisive in programmi che, per quanto a copertura poco più che provinciale, sono molto seguiti. Insieme in Sicilia, Tele Norba in Puglia, Napoli Tv, Tele Roma 56, Italia 7 in Toscana, Tele Cupole in Piemonte sono solo alcuni esempi."Antonello sorride e poi confessa: "Sì, ma a teatro è un’altra cosa: il palcoscenico ti consente davvero di metterti alla prova ogni giorno, di ergerti a giudice di te stesso, delle tue qualità e dei risultati raggiunti, positivo o negativo che sia il giudizio del pubblico." È un modo per spiegare che comunque vada sarà un successo.Un modo per ricordare una delle prime infallibili leggi dello spettacolo. 


Trailers film fest

 
Romanzo

Il sapore dei tramonti, il primo romanzo di Mara Di Maura e Ernesto Calogero edito da Boopen editore è in vendita on line sul sito www.boopen.it

 
Progetto legalità

 
Museo del cinema