di Mara Di
Maura
Le corde della sua voce ed
il lirismo dei suoi testi emanano il calore della
sua terra . Ha davvero il sole della sua Sicilia nel
cuore Gregorio Lui quando canta, non importa che si
tratti dei brani folkloristici con cui accompagna,
ormai da qualche anno, il gruppo " Terra di
focu" in giro per l’ Europa, o di "
Amami", la splendida canzone d’ amore che gli
è valso, lo scorso anno, il meritatissimo primo
posto al festival " Musicilia". Adesso che
il suo nome compare nei titoli di coda del
cortometraggio di Matteo Bonaccorsi " Il mito
di Aci e Galatea" è l’ occasione buona per
ripercorrere la carriera di questo artista che
proprio col pezzo " Il sogno di Aci" ha
esordito come cantautore partecipando nell’86 al
Festival della canzone siciliana. E , sempre
musicando la suggestiva vicenda del pastorello
innamorato della ninfa, si è qualificato come
finalista regionale a Castrocaro. " L’
origine del mio sfumare le radici più arcane della
nostra isola, filtrandole attraverso quella
sensibilità artistica che solo la musica riesce ad
esprimere, si situa quando, ancora ragazzo,
avvertii, per la prima volta, l’ esigenza di
creare, con uno stile personale , un mio status
essendi per mezzo del vibrare della chitarra in
simbiosi con la poesia. Dovevo individuare una mia
peculiare forma di comunicazione in grado di
compensare quella timidezza che mi irretiva e mi
accorsi che la musica era lo strumento a me più
congeniale per comunicare agli altri il mio io più
intimo. Così, a partire da modelli insigni quali De
Andrè, Bennato, Baglioni, iniziai a parlare per
note ed accordi". In questi termini lo stesso
Lui spiega la propria passione e il bisogno
ineludibile di musica nella sua esistenza. Di certo
se la riservatezza è la cifra più rappresentativa
del suo carattere, è parimenti lecito sostenere,che
egli riesca ad esorcizzarla con recisione proprio
grazie alla sua arte. Quale riprova più esaustiva
se non il suo accompagnamento al Diaporama di
Alessandro Saffo, una sorta di libro di diapositive,
con commento musicale, alla maniera del cinema dei
primi tempi? Qualora non fossimo ancora convinti
della veridicità di questa affermazione basterebbe
ripensare all’ impegno sociale dimostrato dal
cantante quando non ha potuto tacere il suo
sconcerto e la sua indignazione nel periodo oscuro
delle stragi di mafia. Frutto di questa fase della
sua attività sono brani come " Bambineddu",
" Vento arabo" o " Sole nero".
Quest’ ultimo, dal titolo ossimorico, è un pezzo
rock graffiante, quasi a voler sostituire la voce in
un urlo di denuncia di un disagio sociale urgente.
Sembra quasi un pedant tragico all’ allegria e
alla spensieratezza di " Calau lu suli",
in cui ad un sole ormai spento si sostituisce ,
infatti, l’ ardente festosità dei raggi di questo
pianeta, ad evocare il sapore delle tradizioni della
nostra terra e a istillare un monito di speranza in
tutti i cuori. Quella stessa speranza che Lui
continui ad emozionarci con la sua arte , a donarci
le sensazioni che la sua natura di artista semplice
e puro, è capace di regalarci.
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