Domenico Pasini è                      Matteo Sandrini è        Paola Codenotti è
                                Menek Pasinus da giovane          Matteobit                    Pao La, la spasimante di Menek

       

Alessandro Tami è Tamil, il custode dell'arte jedi, l'ultimo jedi della prima dinastia.   

 

 

Sorrisino, Davidino, Minitore, Totò Maurino e Irlandesino sono
Sorriso, Mr.D, Gabri One, Capanakin e Simo Skywalker da piccoli.

  

 
"...Nelle sperdute vallate del quadrante nordpadano dell'Esperia, durante un seduta di disboscamento selvaggio, mio padre Remus, urtando una roccia con la sua motosega a vapore, scoprì un'antica iscrizione: "Alla tua luce, vediamo la luce"; egli non era cosciente di cosa avesse trovato, per cui proseguì nella sua opera fino a tarda notte, quando anche gli ultimi vapori erano finiti. Una volta rientrato a casa, nei limiti delle sue possibilità espressive, raccontò alla mogliettina Rina, mia madre, quanto gli era accaduto. Io, quando ero ancora capellone, avendo sentito questo racconto, eccitato dalla ricerca dell'avventura, durante la notte, scappai dalla casa in sella alla mia Lambretta, alla ricerca della roccia. Ma io che ero intelligente, per non farmi sentire, attivai il registratore, che riproducendo il mio verso notturno, simile al rumore della motosega di mio padre, camuffava la mia fuga. Vagando al buio per l'intera notte, terrorizzato, persi la parte anteriore della mia folta chioma e da allora conservo questa caratteristica. Sul far dell'alba, aiutato dalla vegetazione, mancante, in seguito al lavoro parsimonioso di mio padre, Remus, trovai la roccia con l'iscrizione. Resomi conto che quella roccia era solo una copertura, con tutte le mie forze la spostai. Improvvisamente un'incredibile luce, un bagliore immenso uscì dalla terra. Se pur abbagliato, ebbi una visione: un apona gigante mi si fece dinnanzi, con uno sguardo minaccioso. Dapprima mi punse al naso, da lì il mio caratteristico naso, poi alla pancia, da lì la mia caratteristica pancia; quindi presentatasi col nome di Tamìl, mi disse che avevo tre desideri a disposizione... era un genio. Scelsi di diventare l'uomo più significativo del mondo, il più ricco e il più bello. In cambio dovetti accettare di essere addestrato con l'antica arte jedi. Credendo fosse un tipo di arte marziale, mi resi conto solo dopo della gravità della mia scelta. Da quel momento io, Menek Pasinus, diventai il custode dell'antica arte jedi, il primo cavaliere jedi della nuova dinastia..." Con questo racconto ricominciano le avventure di Scarwars. Siamo nella casa d'appuntamenti di Madamastè nella Capitale, Saracinesca, Padmoni, Paulaner e Menek Pasinus, gli unici sopravvissuti della compagnia del Masztello alla strage jedi, sono attorno ad un focolare e stanno ripercorrendo la storia della seconda dinastia jedi. Menek sta annacquando nel vino il suo dolore per il sacrificio di così tanti cavalieri. Questa raccontata è l'origine dell'attuale compagnia del Mazstello. Infatti "... in un primo tempo feci un uso improprio dei poteri jedi, ero più preoccupato a scoprire le enormi ricchezze concessemi dai tre desideri: partecipai a sfilate, ero il più bello, comprai televisioni e costruii intere città, ero il più ricco, andavo in giro per il mondo cantando Salvami, salvami, salvami, salviamoci, viva la pace, non fare la guerra, questa guerra non è giusta, io dico no, fai ALL'AMORE e non fare la guerra, ero l'uomo più significativo del mondo. Ma un giorno mi riapparse in sogno Tamil e mi disse: <<Lascia tutto e seguimi>>. Da allora iniziai a vagare per mari e per monti, visitare mondi e popoli, alla ricerca di seguaci e di una donna per dare vita alla seconda dinastia jedi, l'erede della compagnia di Sapporo."
"Pao La era là, in quel villaggio a mezza via tra Montirone e Isorella, viveva con sua madre e sua sorella,  stava cantado la bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti, era piegata sulla riva del fosso; arrivai dalle sue spalle, gridai <<Bionda!>. Lei si alzò di colpo, troppo di colpo, rimase bloccata con la schiena. Da allora conserva la caratteristica piegatura. Mi faceva tenerezza, la convinsi a unirsi a me, le illustrai il futuro che ci attendeva. Fu sedotta dal mio racconto..."
Menek continuò a lungo a raccontare la genesi della nuova dinastia, dopo anni passati a vagare e consumare con Pao La, trovò nell'antico villaggio di Virle alcuni bambini che giocavano a calcio, i loro nomi erano Sorrisino, Davidino, Minitore, Totò Maurino e Irlandesino. Sorrisino in realtà era di Nuvolera, Totò Maurino di Avellino, ma per motivi politici suo padre era dovuto scappare nel quadrante Nord del pianeta...
 
ATTUALMENTE IN LAVORAZIONE...

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