Daniele Testoni - Il manoscritto Voynich. |
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Realizzazione |
Il manoscritto Voynich, il manoscritto più misterioso del mondo.
Le molte piante raffigurate nel "Manoscritto
Voynich" lo fanno sembrare un erbario, ma sono
piante inesistenti. I libri sono, per definizione, destinati a essere letti. Ma questo non è certamente il caso del misterioso "Manoscritto Voynich" che prese il nome da Wilfred Voynich, un libraio antiquario americano, che acquistò la singolare opera nel 1912 da una scuola di Gesuiti a Frascati, vicino a Roma. E' probabile che il manoscritto sia rimasto per parecchi secoli in fondo al vecchio baule nel quale fu scoperto. Le sue origini e il suo autore restano ignoti, sebbene esso fosse accompagnato da una lettera del 19 agosto 1666, di Johannes Marcus Marci, rettore dell'Università di Praga, ad Atanasio Kircher uno studioso gesuita. Secondo la lettera, il manoscritto era opera dello scienziato del XIII secolo Ruggero Bacone. Marcus Marci scrive che era stato acquistato dall'imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II di Praga per 600 ducati. Si ignora come sia pervenuto nelle mani dell'imperatore, ma si pensa che fosse stato portato sul continente dall'Inghilterra, nel 1584. Il manoscritto, un volume in ottavo, di soli 15x23 cm, consiste di 204 pagine (altre 28 pagine sono andate perdute), ciascuna piena di disegni a colori e di annotazioni scritte a mano in un codice segreto. Nonostante gli sforzi degli studiosi - anche in tempi moderni - non si sa in che lingua sia scritto o cifrato, o quale fosse l'intento del suo autore. A prima vista si direbbe un erbario medievale, che descrive la raccolta e la preparazione delle piante medicinali, con numerose mappe astronomiche e diagrammi, il tutto decorato da curiosi piccoli nudi femminili. Ma la maggior parte delle piante illustrate è immaginaria, una flora di pura invenzione.
Questo è un esempio grafico generato dal computer del primo paragrafo del primo foglio. Quando la vedova di Voynich morì a 96 anni, nel 1960, il manoscritto fu acquistato da un altro libraio antiquario, Hans Kraus. Dopo vari inutili tentativi di rivenderlo, Kraus lo donò alla biblioteca dell'Università di Yale, nel 1969, dove si trova tuttora, con i suoi segreti mai letti, in attesa di essere tradotti da qualche futuro crittografo.
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