| CONSIDERAZIONI SUI TRE POTERI DELLO STATO | ||
| L'unità,
intesa come espressione dellessere multivalente,
sia quando riceve passivamente e contemporaneamente uno o
più sistemi dordine onde esserne parte, o quando
li trasmette attivamente onde ordinare le parti, può
essere anche intesa come un elemento di un insieme
costituente il suo tutto, atto a soddisfarne un fine.
Tale fine esige conseguentemente che lordine nasca
da un punto solo, quindi da una sola ragione ordinante
quel tutto, che da un sistema precostituito deve essere
stato generato, per essere considerato come un tutto
ordinato in ciò che prima dellordine poteva solo
essere ipotizzato. Se un fine non precede un progetto, e un progetto non è un insieme di parti preordinate gerarchicamente a costituire un tutto, allora questo tutto non può che essere una molteplicità di parti riunite a formare una quantità priva di ordine. Quindi qualunque sistema ordinato, Universo compreso, non può che essere un insieme di parti, riunite in una sola unità atta a servire un fine. Ma il fine trascende in unaltra dimensione, per ricongiungersi a colui lha posta in essere, che non deve essere l'uomo ma solo Dio. Pensare diversamente significa presumere di capire un ordine sensibile posto dinamicamente in atto da una ideologia con radici storiche, governato da entità frammentate e falsamente razionali, che intrecciandosi luna sullaltra, senza priorità, precedenza e funzionalità, potenziano la credulità infantile di chi crede nell'ordine senza che vi sia un ordine imposto organicamente dall'alto. Lesigenza della finalità riguarda ogni entità manifestante un effetto dipendente costantemente dalla propria causa ordinatrice: ogni agente agisce quindi in vista di un fine, che nulla ha di meccanicismo a termine o uniformemente ripetitivo. Se osserviamo attentamente le fasi di un qualsiasi obiettivo da raggiungere, attraverso il sistema razionale: 1) Determinare l'obiettivo da raggiungere nel rispetto dei criteri morali 2) Impostare una ipotesi coerente con l'obiettivo da raggiungere 3) Eseguire ciò che è stato stabilito 4) Verificare l'esecuzione 5) Criticare l'esecuzione 6) Correggere l'impostazione iniziale Come possono i tre poteri dello Stato mettere in pratica nel migliore dei modi un progetto legislativo, se l'esecutivo non conosce bene lo spirito legislativo della maggioranza parlamentare e viceversa, e se la magistratura è divisa in correnti politiche ognuna delle quali potrebbe tendere verso determinati principi diversi dalla vera giustizia? Tutte le leggi approvate dovrebbero essere confermate definitivamente dopo la loro verifica, poichè il legislatore che le approva generalmente per maggioranza, manca di una visione organica proiettata nel tempo. Il parlamento non può verificare le leggi approvate secondo una visione unitaria strutturata nel tempo, nè può correggerle se non con un'altra legge ordinaria approvata che non tiene conto della lunghezza dei suoi tempi di approvazione ed esecuzione. Perchè allora si insiste nell'affermare con sicurezza che il Parlamento è l'organo sovrano che rappresenta il Popolo, quando la forza della ragione e dei fatti dimostrano il più delle volte il contrario di quanto ci si aspettava? Quale impostazione legislativa organica uniforme e unitaria, verificabile anche nel tempo, può mai dare il parlamento diviso nei principi morali e razionali, se le sue leggi vengono approvate per maggioranza secondo la forza numerica dei voti, quindi secondo quantità piuttosto che qualità? Ogni legge articolata approvata dalla maggioranza parlamentare, essendo di parte o meglio frammentaria, quindi scollegata ad un progetto organico, cosa altro è se non l'espressione della mediocrità, priva di una efficace visione globale finalizzata nel tempo? |
Giacchè la verità è
l'unica e migliore risposta che si possa dare a tutti
quei problemi di ordine morale, sociale e scientifico che
ammettono una sola soluzione ottimale, chi può affermare
che il parlamento è l'unico l'organo sovrano, quale
espressione della volontà popolare, posto in essere per
il bene del stesso popolo? Se gli uomini migliori costituiscono una netta minoranza, secondo la ben nota curva di Gauss, allora la maggioranza parlamentare non è efficienza, non è programmazione, non è scelta ottimale, non è moralità ma solo e soltanto una forza risultante che abbassa l'uomo, partito da principi morali di fratellanza e fermato ora dalla forza evidente dei numeri! La forza di maggioranza, mancando di una visione globale, unitaria e organica proiettata nel tempo, dovrebbe essere usata non per discutere e approvare leggi, nè una logica ipotizzabile che richieda poi una verifica successiva, ma solo per prendere una decisione, diciamo pure booleana, chiaramente esprimibile con un si o un no! Se l'ordine frattale è il sistema naturale utilizzato dalla natura per strutturare gli organismi più o meno complessi, dove il globale è una replicazione del particolare, la "Democrazia frattale" è un sistema molto simile di tipo scalare impostato su tre livelli, che consente di eleggere il Presidente della Repubblica, dal quale dipenderà l'elezione e la direzione di tutta la pubblica amministrazione statale. Tale sistema garantisce la migliore selezione, poichè il Presidente della Repubblica viene nominato appunto dopo tre elezioni a livelli scalari, quindi i giochetti politici si riducano al minimo.Questa nuova concezione della struttura frattale dello Stato può definirsi come l'unico sistema naturale che, oltre a permettere una reale espressione della democrazia, con la migliore selezione a tre livelli sequenziali delle persone, mantiene l'unità dello Stato nell'autonomia gestionale periferica della cosa pubblica, con la massima economicità e migliore efficienza. In pratica, chi contribuisce ad eleggere il Presidente della Repubblica dal quale dipendera tutta l'amministrazione pubblica, non godrà successivamente di alcun vantaggio diretto. Questo "alto elettore", non facendo più parte del sistema, perde così l'incarico, per poi venire tagliato fuori dall'apparato politico, fatto anche di bustarelle e di giochi politici. Proprio per questo tale personaggio sarà assai più credibile degli eletti ! Ma poi perchè dovrebbe godere di questi vantaggi, se è in buona fede nel cercare il bene del popolo e non il proprio tornaconto personale? Perché frattale : perché ciò che si presenta dovrebbe essere solo un investimento in uomini capaci e onesti inseriti in un sistema verticistico, più che un progetto, o meglio un proposito parolaio di ciò che dovrebbe essere o avvenire in futuro. Appare così un quadro potenziale di eleggibili, ma non sarà quello finale, che aspetta ad un solo uomo predisporlo : il Presidente della Repubblica. Non è pertanto prevedibile lo spirito popolare inteso come "risultante" globale del tutto, o meglio come atto creativo frutto della spinta totale, intesa come punto di riferimento della volontà popolare, poichè la realtà dinamica degli eventi moderni della scena mondiale cambia continuamente le esigenze dello Stato. L'applicazione pratica di questa teoria può definirsi simile al percorso di una nave moderna, al cui interno tutto è misurato e misurabile, per la miglior rotta di navigazione. Così, come l'avanzamento dei lavori in una azienda deve essere modificato continuamente, in funzione delle variabili esterne sempre presenti, altrettanto deve essere per la conduzione di tutto l'apparato statale, che non deve essere condizionato da leggi intempestive o indaguate. |
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| I TRE SISTEMI DELLA DEMOCRAZIA FRATTALE | |
| Secondo questa nuova concezione politica, i 3 Poteri storici dello Stato vengono trasformati in 3 Sistemi politici frattali, meno dispendiosi, più efficienti e più sicuri: 1. Sistema elettivo - 2. Sistema governativo - 3. Sistema garante | |
1.
SISTEMA |
E'
un sistema scalare impostato su tre livelli, che consente
di eleggere il Presidente della Repubblica, dal quale
dipenderà l'elezione e la direzione di tutta la pubblica
amministrazione statale. Questo sistema garantisce la migliore possibilità di scelta, poichè il Presidente della repubblica viene nominato dopo tre elezioni a livelli scalari, quindi i giochetti politici si riducano al minimo. a) Ogni quattro anni i singoli cittadini di ogni distretto (ex Comune) eleggono il loro GRANDE ELETTORE DISTRETTUALE che perde poi l'incarico e un GARANTE DISTRETTUALE scelto tra loro stessi, dopo adeguati e pubblici dibattiti televisivi, su temi specifici come famiglia, scuola, lavoro, economia, ordine pubblico e giustizia. b) Successivamente i singoli grandi elettori distrettuali eleggano il loro GRANDE ELETTORE REGIONALE che perde poi l'incarico, mentre i garanti distrettuali eleggono il loro GARANTE REGIONALE, tutti scelti tra loro stessi, dopo adeguati e pubblici dibattiti televisivi, su temi specifici come famiglia, scuola, lavoro, economia, ordine pubblico e giustizia. c) Infine grandi elettori regionali eleggono IL GRANDE ELETTORE PRESIDENZIALE che perde poi l'incarico dopo aver eletto il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, mentre i garanti ragionali eleggono il GARANTE PRESIDENZIALE, tutti scelti tra loro stessi, dopo adeguati e pubblici dibattiti televisivi, su temi specifici come famiglia, scuola, lavoro, economia, ordine pubblico e giustizia. Dopo la scadenza del suo mandato, Il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA può essere rinominato solo un'altra volta. |
| 2.
SISTEMA GOVERNATIVO |
E' un sistema scalare impostato su
tre livelli, dove i tre Poteri separati dello Stato
vengono accorpati organicamente nello stesso sistema
verticistico di governo. Il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA nomina i suoi ministri a lui subordinati, tutti i GOVERNATORI REGIONALI da lui coordinati, i PARLAMENTARI EUROPEI, un "RELATORE ALTO" per visionare il Parlamento europeo e un "RELATORE BASSO" per controllare l'operato delle singole regioni. Ogni GOVERNATORE REGIONALE nomina i suoi FUNZIONARI REGIONALI a lui subordinati e tutti i suoi SINDACI da lui coordinati + 2 relatori : un "RELATORE ALTO" per visionare l'apparato statale; un "RELATORE BASSO" per controllare i singoli distretti. Ogni SINDACO nomina i suoi FUNZIONARI DISTRETTUALI a lui subordinati + due relatori : un "RELATORE ALTO" per visionare la propria regione, l'altro "RELATORE BASSO" per collegarsi direttamente ai singoli cittadini, anche come difensore civico. |
| 3.
SISTEMA GARANTE |
E' un sistema parallelo
completamente separato dal Sistema Governativo, impostato
su tre livelli, che consente di sfiduciare i massimi
responsabili dei tre livelli : Sindaci distrettuali;
Governatori regionali; Presidente della Repubblica. I GARANTI DISTRETTUALI possono sfiduciare il loro SINDACO. I GARANTI REGIONALI possono sfiduciare il loro GOVERNATORE REGIONALE. Il GARANTE REPUBBLICANO può sfiduciare il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Se il GARANTE DISTRETTUALE sfiducia il suo SINDACO, la questione viene risolta dal suo GARANTE REGIONALE. Se il GARANTE REGIONALE sfiducia il suo GOVERNATORE REGIONALE la questione viene risolta dal suo GARANTE PRESIDENZIALE Se il GARANTE PRESIDENZIALE sfiducia il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA la questione viene allora risolta da tutti i garanti appartenenti ai tre livelli riuniti in una unica assemblea. Se il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA viene sfiduciato dall'assemblea dei garanti, allora la questione verrà risolta definitivamente tramite un Referendum popolare |
| TABELLA DEI TRE SISTEMI DELLA DEMOCRAZIA FRATTALE | |||
Livelli |
Sistema elettivo |
Sistema governativo |
Sistema garante |
I° |
CITTADINI ELETTORI |
Amministrazione
distrettuale |
GARANTE |
II°
|
GRANDE
|
Amministrazione
regionale |
GARANTE |
III°
|
GRANDE
|
Amministrazione
|
GARANTE |
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| CONSIDERAZIONI SULL'ORGANIZZAZIONE
FRATTALE di Raymond Vaillancourt |
|
| Un point de vue sur l'organisation | Les implications sur la gestion |
| Par analogie, on peut
utiliser la notion de fractale pour modifier notre vision
des organisations en contexte d'incertitude. Par exemple,
dans le cas où les dirigeants souhaiteraient induire un
changement profond au sein de leur organisation, ils
devraient se familiariser avec l'idée ( et l'inquiétude
qu'elle provoquerait par rapport à la vision
traditionnelle ) que dans la mesure où ils accepteraient
de configurer leur organisation en unités représentant
à une échelle différente l'éventail des services qui
caractérisent cette organisation, l'adaptation au
changement serait le résultat d'une interaction entre
les parties ainsi constituées et le tout qu'est
l'organisation. Il n'y aurait plus de rapport hiérarchique d'autorité mais un rapport d'influence qui devrait être assez déterminant pour modeler les parties et inciter chacune d'elles à maintenir un rapport de réplication et de cohésion par rapport à l'ensemble sans pourtant être imposé d'en haut. On ne pourrait donc pas déterminer, au départ, les modalités mêmes du changement que l'on souhaite tout en se disant favorable à la plus grande autonomie des parties. Ce qui soude les parties entres elles n'est plus la structure mais l'appropriation que fait chacune des parties que son existence et sa portée n'ont de poids que dans la mesure où elle participe à la modélisation de l'organisation qui, en retour, lui permet de se distinguer. C'est cette dynamique qui donne vie à l'ensemble et peut conduire l'organisation vers une meilleure adaptation à son environnement, un meilleur apprentissage continu, et un souci constant de l'excellence. |
Cette «
fractalisation » de lorganisation oblige donc les
gestionnaires à un changement de paradigme évident.
Tout en cernant de plus en plus leur seuil de
tolérance à lincertitude, ces
derniers sont amenés à délaisser la structure comme
facteur de cohésion pour devenir des « attracteurs » (
en référence à la théorie du
chaos ) ou, si lon préfère, des
modèles. Les gestionnaires sinstallent alors dans
une logique dapprentissage où les aspects
cognitifs, émotifs et comportementaux sont pris en
compte dans un dosage gradué en fonction du cheminement
et du respect du rythme des individus. |