Culturaglobale - Vileg novella dal judri

 

        

 
 
 

biografie

 

Nadia Tarasova è nata a San Pietroburgo, città dove ha frequentato gli studi artistici presso la nota Scuola d’Arte “Repin”. Durante il percorso formativo si è subito distinta grazie alle sue capacità artistiche, che le hanno permesso di collaborare con molti scultori locali. Ha realizzato diversi monumenti e assieme ad altri artisti ha contribuito all’esecuzione di importanti opere, ora collocate in vari edifici e luoghi pubblici. Ha già partecipato a numerose mostre e simposi di scultura a livello nazionale ed internazionale, perfezionando in questo modo le sue capacità tecniche.


 

                  

                                                                                     

                                                

Rafaa Al – Bedri

è di Baghdad (Iraq). Nel ’99 si è laureata al College di Belle Arti alla Baghdad University. Ha poi frequentato corsi di management e un corso sui Diritti Costituzionali delle Donne. Ha inoltre approfondito la conoscenza dell’informatica e di Internet, studiando i linguaggi di programmazione e il web design, che ora lei stessa insegna. Da quest’anno lavora presso il Ministero della Cultura iracheno, occupandosi anche dell’aggiornamento e della gestione del sito del ministero e di quello dell’Associazione Artisti Iracheni. È reporter e giornalista presso un’organizzazione sui diritti umani. La sua attività espositiva e sociale è molto intensa ed è iscritta a diverse associazioni di artisti. La sua pittura è fatta di colori emozionali che arrichiscono i simboli del mondo orientale. L’arco, la mezzaluna, la palma, l’acqua dei fiumi, accompagnando scene di vita quotidiana di Baghdad, rivista con gli occhi di chi guarda già al domani. Per la sua pittura sceglie un linguaggio diretto e comprensibile, positivo come lo è lei. I volti sono maschere, perchè spesso recitiamo un ruolo, ma anche perché l’artista tende ad evidenziare il sentimento, o lo stato d’animo, più che i tratti sommatici, rendendoci quindi tutti uguali, accomunati dal nostro desiderio di vivere. (Piera Sgiarovello)


Luciano de Gironcoli

è nato a Gorizia (Italia) l’8 aprile 1947. Ha frequentato il corso di decorazione pittorica all'istituto Statale d'Arte del  capoluogo isontino, specializzandosi in decorazioni murali (affreschi, graffiti, affreschi lucidi, tempere). Espone in pubblico, per la prima volta, nel 1962, in occasione della mostra delle opere partecipanti al Premio San Floriano (Gorizia). Da allora è presente a centinaia di mostre collettive, concorsi, rassegne d'arte a carattere locale, nazionale ed internazionale e allestisce numerose mostre personali in Gallerie pubbliche e private. E' stato iscritto al Sindacato Nazionale Arti Visive della CGIL nel cui ambito ha ricoperto la carica di Segretario provinciale. Ha fatto parte del Gruppo Internazionale di Arti Visive "2xGO" ed è stato socio fondatore e per un certo periodo anche presidente dell'Associazione Culturale "EXIT" che, per dieci anni, ha svolto a Gorizia un'intensa attività di promozione dell’Arte contemporanea nello Studio d’Arte "Exit" di via Favetti e, successivamente, in uno spazio del cinema "Vittoria", nella storica Piazza della Vittoria. Attualmente fa parte del direttivo della neo costituita Associazione culturale "Amici di Isonzo-Soca", ed è redattore dell'omonima rivista periodica sin dalla sua fondazione. Ha collaborato alla realizzazione e all'allestimento della grande rassegna nazionale "Arte in Cantiere" svoltasi a Monfalcone. Ha fatto parte del Comitato organizzatore della mostra "Marx e dintorni", allestita a Cormons, relativamente alla sezione dedicata alle arti figurative. Ha eseguito numerosi manifesti ed illustrazioni grafiche per spettacoli teatrali, cinematografici e per varie iniziative culturali e politiche. Suoi quadri e disegni fanno parte delle collezioni della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, della Cassa di Risparmio di Gorizia, della Galleria "Spazzapan" di Gradisca d'Isonzo, dell'Associazione Industriali di Gorizia, dei Comuni di Gorizia, Grado, Cormons, Mariano del Friuli, Campolongo al Torre nonché delle raccolte civiche di Lubiana, Pirano, Abbazia, Idria, Salcano (Nova Gorica) in Slovenia e della pinacoteca nazionale del CONI a Roma. Ha eseguito la copertina e dodici commenti grafici per il libro "Gorizia 2001" di Aldo Rupel pubblicato dalle Edizioni "La Laguna".

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI 1964: Trattoria "Alle Viole" Gradisca d'Isonzo. 1969: Galleria d'Arte "Il Ventaglio" Udine. 1970: Galleria d'Arte "Il Sagittario" Udine. 1971: Enoteca Regionale "La Serenissima" Gradisca d'Is. 1972: Galleria d'Arte "Il Traghetto" Venezia. 1973: Galleria d'Arte "Il Torchio" Gorizia. 1974: Galleria d'Arte "Alpone" San Bonifacio (Verona). 1975: Galleria d'Arte "Agli Archi" Udine. "Forma 80" Cormòns Centro Culturale "Stella Mattutina" Gorizia. 1982: Galleria della scuola di Salcano (Nova Gorica) (SLO) - 1983: Galleria Regionale d'Arte "Luigi Spazzapan" Gradisca d'Is. 1985: Galleria d'Arte "La Bottega" Gorizia. - 1990: Galleria d'Arte "La Bottega" Gorizia. - 1993: Studio d'Arte "Exit" Gorizia. Associazione "Graphiti" Gorizia. 1999: Biblioteca Statale Isontina Gorizia. - Galleria d’Arte "La Bottega" Gorizia - 2001: Galleria d’Arte "la Loggia" Udine.

PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE  1966: "Artisti Goriziani" galleria "Primopiano" Padova galleria "Il Cenacolo" Vicenza. - 1967: "Biennale d'Arte Sacra" San Severino Marche. 1968: "Il punto sull'arte giovane" Palazzo della Ragione Treviso. - 1969: "Artisti del Friuli Venezia Giulia" galleria "1+1" Padova. 1971: Mostra Premio "Mazzacurati" Teramo. - Premio internazionale "Piran" Pirano d'Istria (Slovenia). 1972: Premio internazionale "Intart" Centro Friulano Arti Plastiche Udine: Mostre del Gruppo internazionale "2xGO" alla galleria "Forum" di Trieste e alla Galleria Comunale di Ljubljana (Slovenia). 1973: Soggiorno di lavoro per artisti del Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Jugoslavia a Idria (Slovenia). 1981: "L'artista e la committenza" Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa (VE) - 1982: "Sui muri" Mostra di manifesti teatrali per la stagione "Cormònsteatro". Auditorium della Regione Gorizia. - 1983: "Artisti a Idria" Collettiva internazionale. Sala esposizioni del Museo di Idria (Slovenia). 1985: "15 grafici isontini". Mostra collettiva itinerante: Istituto italiano di Cultura Vienna; Palazzo della Regione Gorizia; ridotto del teatro comunale di Cormòns (Gorizia); Centro culturale polivalente di Monfalcone (Gorizia). - 1986: Mostra del Premio Internazionale Abbazia (Croazia). 1988: "Artisti del Friuli Venezia Giulia in Unione Sovietica": Casa degli Artisti Mosca; Galleria Civica Leningrado; Museo della Città Tallin. 1990: "Questa notte ho fatto un sogno..." Palazzo Montereale Mantica Pordenone. - "L'Arte fra presente e futuro" Museo della Città Udine. 1992: "La materia....L'oggetto...." Studio d'Arte "Exit" Gorizia. - 1993: "18x24" Mostra del piccolo formato. Studio d'Arte "Exit" Gorizia. 1994: "Artisti Giuliani" galleria "Cartesius" Trieste. - 1996: "La finestra sul paesaggio" galleria del Cinema "Vittoria" Gorizia. 1997: II° Premio "Trevi Flash Art Museum" Palazzo Lucarini Borgo Trevi (Perugia). 1998: "Prima Biennale d'Italia" Flash Art Museum Palazzo Lucarini Trevi (Perugia). "Contemporanea Sodobna Umetnost ’98 – Avventure d’arte lungo il confine"Galleria "Spazzapan" Gradisca d’Isonzo e Teatro comunale di Nova Gorica  (Slovenia). 1999: "Cantine aperte. Arte in cantina". Cantina Produttori Cormons. "Arte in strada" Collettiva internazionale di pittura e scultura. Lignano Sabbiadoro (Udine). "Opere svelate dalla storia della Galleria regionale d’arte contemporanea Luigi Spazzapan" Gradisca d’Isonzo. 2000: "Il muro delle cinque lingue". Pittura murale sulla recintazione dell’Ex Cotonificio (Piedimonte Gorizia). "Collettiva di Natale". Galleria d’arte "La Loggia" Udine. 2002: "Documenti d'arte nell'Isontino dal secondo dopoguerra" Musei provinciali di Borgo Castello e Kulturni dom Gorizia. 2003: "…e tutti giù per terra! - Arte, gioco, libertà, disinteresse" – Antico Ospedale del Battuti, San Vito al Tagliamento (PN); Auditorium della Cultura Friulana, Gorizia

Nel 2003 ha realizzato il logo della 4a edizione del Premio Letterario Internazionale Vileg novella dal Judri "Racconti di..vini"



Trionfo ad Aquileia per Altan

Anche Staino e Calligaro tra la folla che si è stretta attorno al disegnatore

«Prima siamo stati nel salone degli specchi – legge un papà al figlio – poi nel tunnel della paura. E adesso? Al tiro a segno! Grida il coniglietto…». Il figlio, gambette ciondolanti su una sedia di una pasticceria appena fuori dalla mostra di Tullio Altan ad Aquileia, lecca lo zucchero sopra una pasta e poi s'immerge fra le pagine di un libro a fumetti con la stessa avidità. Con il dito attaccaticcio salta da una vignetta all'altra e, ogni tanto, picchietta nervoso su una figura per esortare il padre a continuare la lettura. Questa è l'immagine più giusta per raccontare il successo della mostra di Francesco Tullio Altan, mega personale allestita al museo del Patriarcato di Aquileia e presentata ieri al pubblico dal presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, dal sindaco di Aquileia, Sergio Comelli, dall'assessore alla cultura del Comune, Daniela Cassinari, dall'assessore al bilancio della Regione, Pietro Arduini, dal consigliere regionale Alessandro Tesini, e da Maurizio Buora del museo civico del Patriarcato. Ospiti, in mezzo al crocchio istituzionale stretto attorno a Tullio Altan e alla moglie Mara, il vicesindaco di Udine Italo Tavoschi, l'assessore alla cultura di Udine, Liliana Cargnelutti, e il presidente dell'Auser (associazione di volontariato che dal 1995 gestisce e custodisce le mostre organizzate al museo civico di Aquileia), Irio Iob.
Ma elencare tutti gli amici e gli ammiratori del disegnatore presenti ieri, è cosa ardua. Possiamo segnalare, però, due nomi illustri, quelli dei colleghi Sergio Staino e Renato Calligaro.
Parlavamo di bambini, però, perché sono stati proprio loro a dimostrare, grazie alla loro presenza disinteressata e incantata, la bravura del vignettista e l'apprezzamento nei confronti del suo lavoro: quasi un viaggio senza fine nel mondo della fantasia e dello scherzo. I colori di Tullio Altan, dunque, i suoi nasoni, un cagnolino a pois rosa, la Pimpa, e un mucchio di bimbetti che, seduti a un lungo tavolo, coloravano – impegnati tanto da tirar fuori la lingua – i libri illustrati a loro disposizione, sono stati, in definitiva, i veri protagonisti di questa piovosa domenica.
«Altan mi piace perché fa bellissimi disegni – spiega Margherita Musto, 12 anni, di Tarcento – Leggo la Pimpa perché mi trasmette allegria, soprattutto per quelle figure dai nasi così strani. Personaggi che mi piacciono proprio perché così diversi da tutti gli altri». Ma in mezzo alla ressa, davanti alle vignette appese nella sezione infanzia, abbiamo incontrato più di un adulto rapito. Perfino il presidente Marzio Strassoldo: «Detto fra noi – ci ha confessato – questo Altan per bambini è una vera sorpresa. Lo conoscevo e apprezzavo esclusivamente per la sua satira, ma adesso lo scopro alle prese con questo mondo fantastico e non posso che essere affascinato». «Io adoro la Pimpa! – esclama l'assesore Liliana Cargnelutti stringendo al petto alcuni fumetti – E questa mostra è un vero trionfo». «Altan per me è un mito – spiega Tiziano Pinarello di Fiumicello, alla mostra assieme al figlio Marco – Le sue vignette di satira politica sono uniche. Nessuno è come lui, perché Altan ha il dono della sintesi estrema». «Io sono architetto – spiega il figlio – e invidio la mano di Altan. Sono incantato di fronte alla disinvoltura del segno, alla fantasia. Altan non è soltanto un disegnatore che sa fare bene la satira, ma è un artista che sa inventare». Alla mostra non c'era soltanto un pubblico friulano; molte infatti, le presenze austriache e dal resto d'Italia, come quella del toscano Michelangelo Bersi venuto qui appositamente: «Nei disegni di Altan c'è tutto – spiega mentre indica un quadro – umorismo, tristezza, gioia. Le sue vignette nascono per destare forti emozioni. Con Altan l'impatto è sempre emotivo, anche di fronte all'uso che fa dei colori».
«È un disegnatore stupendo, completo – spiega Renzo Furlano, organizzatore del premio letterario internazionale Villegnovella dal Iudri il cui logo è un omaggio di Altan – È immediato e allegro per i bambini, caustico e sottile per gli adulti».
Lucia Burello


Cesare Mocchiutti

Nasce a Villanova del Judrio nel ’16. Si accosta alla pittura nel dopoguerra e, trasferitosi a Gorizia, con la frequentazione del Caffè Teatro, cenacolo degli artisti isontini, viene introdotto in un ambiente artistico fervido di stimoli ed iniziative. Concorre nel ’46 al premio di pittura figurativa e di poesia "Dama Bianca" allestito a Borgo Castello. Negli anni seguenti partecipa a varie manifestazioni organizzate a Palazzo Attems ove, nel ’47 viene a lui dedicata una prima importante personale. Nella Biennale del ’50 conosce la pittura del messicano Rufino Tamayo che andava proponendo fuori dall’epica del realismo eroico dei suoi connazionali, una pittura più liricamente e "magicamente" tesa alla restituzione dei valori del suo popolo. Nel ’51 viene ammesso alla Quadriennale romana e nel ’53 partecipa alla Biennale triveneta di Padova. È questo il periodo in cui si va definendo quel tessuto iconografico che l’artista argomenterà nel passare degli anni, ma cui resterà sempre fedele: compaiono i bracconieri, i cantastorie, la caccia, il fiume, la campagna…Nel ’61 diviene insegnante presso l’Istituto d’Arte di Gorizia, ove sarà responsabile della cattedra di Decorazione pittorica per un ventennio. Partecipa a diverse ed importanti mostre in regione, Austria, Croazia e Slovenia. In seguito si dedica a sperimentazioni di tecniche diverse, dalla scultura in bronzo, alla ceramica, alla grafica. Negli anni ottanta riprende la sua attività espositiva e con essa un periodo molto fecondo. Vive e lavora nella sua casa – studio nel Comune di Mossa. L'Artista, a ricordo dei suoi natali, dona la prova d'autore "il cane e la luna" quale logo per la seconda edizione del Premio Letterario.


Ugo Pierri

Il poliedrico artista è nato a Trieste nel 1937, dove lavora e vive con la moglie. È pittore, illustratore, scrittore di storie per grandi e piccini, poeta. In passato ha scritto anche racconti per la Rai. Apprezzato grafico e disegnatore, ha illustrato diversi racconti e realizzato molte copertine per diversi editori. Periodicamente pubblica il foglio satirico "Ossetia, l’eco del popolo oppresso". Ha fondato e cura le Edizioni del Lastrico. Le sue opere sono state esposte in molte personali a Roma, Ginevra, Trieste, Cremona, Treviso, Venezia, Monfalcone, Gemona del Friuli. Le tavole originali del Pinocchio sono state esposte in personali curate da Livio Sossi a Collodi (Parco del Pinocchio), Trieste. Tre illustrazioni del Pinocchio sono presenti nella Mostra collettiva itinerante "Pinocchio incontra gli illustratori" curata da Sossi e allestita fra l’altro a Montereale Valcellina, Bari, Lignano Sabbiadoro, Tolmezzo, e recentemente alla Fiera Internazionale del Libro a Bogotà (Colombia). Nel 1998 ha ottenuto una menzione d’onore al Premio Internazionale "Sulle ali delle farfalle" di Bordano con la fiaba illustrata "Otto, il venditore di cravatte". Ha pubblicato Aiko Lokali per terziaria Editore di Milano, 1996 e per Battello Stampatore di Trieste ha illustrato Le avventure di Pinocchio, 1997 con la prefazione di Vittorio Cozzoli ed una nota di Franco Facchini. Ha scritto 11 poesie per il gioco del pallone, in Football Party, Battello Stampatore, 1996. Per lo stesso editore ha illustrato: Via Canova, ’97 – Noi Parrocchiani, ’98 – Selezione celeste, ’99 – La gabbia del pane, ’99 – Segni zodiacali, ’99. Con il racconto Salomè – Collaborazione Oscar Wilde è presente nell’antologia di racconti Trieste: Paesaggi della nuova narrativa, a cura di P. Spirito (Lint Ed., Trieste ’97). Le tappe più significative del suo ampio curriculum sono raccolte nel volume: Ugo Pierri, Catalogo, Battello Stampatore, 2000. Dopo aver donato il disegno "Pinocchio e la sedia a Villanova", che è stato il logo della prima edizione del premio Letterario "Parole di legno", quest'anno ci omaggia delle sue "Le nove muse", in occasione di questo evento.

 

                            


ALFREDO DE LOCATELLI    

Nasce a Postojna ( Slovenia ) il 17 novembre 1960. E’residente a Gorizia. Diplomato in arte applicata all’ Istituto Statale d’Arte di Gorizia nella sezione decorativa pittorica.

Diplomato all’ Accademia di Belle Arti di Venezia nella sezione di decorazione 1987.

Nello stesso anno ottiene il diploma di stilista alla scuola dei Maestri Calzaturieri del Brenta di Stra  (Venezia ).

Dopo vari lavori nell’ambito del design e della decorazione, si dedica all’ attività didattica.

Attualmente insegna all’Accademia delle Belle Arti a Milano.

 

 

MOSTRE PERSONALI

2002 Asta, Galleria, Nova Gorica  ( Slovenia )

2000 Altri racconti Teatro Comunale, Cormòns, Gorizia

Il significato puro, casuale, voluto, Piavon di Ordenzo, Treviso.

1996 Senza titolo, Galleria, Nova Gorica ( Slovenia )

1993 Senza titolo, Celje ( Slovenia )

1992 Le radici del quadro, Bourbon Street, Torviscosa, Udine

Fuochi fatui, No se No, Padova.

Fuochi fatui, Limbo, Cortina d’ Ampezzo

Senza titolo, Galerie Via Nova, Klagenfurt,(  Austria )

1991 Le immagini in scena , Teatro Miela, Trieste

1990 Senza titolo!, Associazione Culturale Exit, Gorizia

Il canto di un Parallelepipedo, Dolegna, Gorizia

1988 Orizzonte, Caffè Teatro, Gorizia

1987 Vetrina d’arte, Nova Gorica, ( Slovenia )

 TRACCE PER UNA LETTURA di EMANUELA UCCELLO

In una saturazione tipicamente contemporanea di variegate e continue suggestioni visive, ricercate e trovate sempre nuove forme espressive nasce dalla necessità di rappresentare. Dopo le fascinazioni per altri mondi e altre culture, dopo aver potato oltre lo sguardo per spingersi verso altri paesaggi non più naturalistici, dopo aver volutamente contaminato la propria pittura con un sapere altro proprio dell’ arte plastica, della decorazione, del design, Alfredo De Locatelli propone oggi una serie di lavori che nascono da proprie, personali meditazioni sulla nostra realtà ponendosi quale visione critica di un mondo e una società portata quasi certamente verso l’ autodistruzione. Nella memoria De Locatelli sono impressi i maestri della storia dell’arte: i grandi del Novecento, le esperienze dell’Arte Povera,le ironiche interpretazioni della Pop Art ma è in particolare l’ originale fare di uno dei protagonisti del Surrealismo quale René Magrite che la opere più recenti rimandano. Ed è magritteiana l’ atmosfera , apparentemente pacata e serena ma in realtà inquietante, delle tele De Locatelli: temi e soggetti, figure e sfondi sono resi attraverso una personale visione sequenziale costituita da piani pittorici sovrapposti inondati da una luce livida e cristallina. L’ invito è a guardare oltre: oltre un paesaggio post-post industriale emblematica  reso da tubature e condotte, ciminiere fumanti portatrici di apocalittici disastri rese attraverso colori dai toni bassi che si accendono talvolta in netti contrasti fino all’ estremo del bianco-e-nero. Oltre gli oggetti volanti del tutto identificati, dichiaratamente forieri della morte e al contempo apparentemente leggeri e soavi, sospesi in cieli di ampio respiro e profondità inattese. Oltre quelle stesse  tubature metalliche, fredde e livide che diventano cornici, aprono finestre su una ritrovata natura. Oltre la drammatica e guerrafondaia teatralità della vita e, infine, oltre alcune icone del nostro vivere quotidiano.

 

 

 

 

 

        

webmaster Renzo Furlano

       

data ultimo aggiornamento 06/08/06 11.45.39

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