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Rafaa Al – Bedri
è di
Baghdad (Iraq). Nel ’99 si è laureata al College di Belle Arti
alla Baghdad University. Ha poi frequentato corsi di management
e un corso sui Diritti Costituzionali delle Donne. Ha inoltre
approfondito la conoscenza dell’informatica e di Internet,
studiando i linguaggi di programmazione e il web design, che ora
lei stessa insegna. Da quest’anno lavora presso il Ministero
della Cultura iracheno, occupandosi anche dell’aggiornamento e
della gestione del sito del ministero e di quello
dell’Associazione Artisti Iracheni. È reporter e giornalista
presso un’organizzazione sui diritti umani. La sua attività
espositiva e sociale è molto intensa ed è iscritta a diverse
associazioni di artisti. La sua pittura è fatta di colori
emozionali che arrichiscono i simboli del mondo orientale.
L’arco, la mezzaluna, la palma, l’acqua dei fiumi, accompagnando
scene di vita quotidiana di Baghdad, rivista con gli occhi di
chi guarda già al domani. Per la sua pittura sceglie un
linguaggio diretto e comprensibile, positivo come lo è lei. I
volti sono maschere, perchè spesso recitiamo un ruolo, ma anche
perché l’artista tende ad evidenziare il sentimento, o lo stato
d’animo, più che i tratti sommatici, rendendoci quindi tutti
uguali, accomunati dal nostro desiderio di vivere. (Piera
Sgiarovello)


Luciano de Gironcoli
è nato a Gorizia (Italia) l’8 aprile
1947. Ha frequentato il corso di decorazione pittorica
all'istituto Statale d'Arte del capoluogo isontino,
specializzandosi in decorazioni murali (affreschi, graffiti,
affreschi lucidi, tempere). Espone in pubblico, per la prima
volta, nel 1962, in occasione della mostra delle opere
partecipanti al Premio San Floriano (Gorizia). Da allora è
presente a centinaia di mostre collettive, concorsi,
rassegne d'arte a carattere locale, nazionale ed
internazionale e allestisce numerose mostre personali in
Gallerie pubbliche e private. E' stato iscritto al Sindacato
Nazionale Arti Visive della CGIL nel cui ambito ha ricoperto
la carica di Segretario provinciale. Ha fatto parte del
Gruppo Internazionale di Arti Visive "2xGO" ed è stato socio
fondatore e per un certo periodo anche presidente
dell'Associazione Culturale "EXIT" che, per dieci anni, ha
svolto a Gorizia un'intensa attività di promozione dell’Arte
contemporanea nello Studio d’Arte "Exit" di via Favetti e,
successivamente, in uno spazio del cinema "Vittoria", nella
storica Piazza della Vittoria. Attualmente fa parte del
direttivo della neo costituita Associazione culturale "Amici
di Isonzo-Soca", ed è redattore dell'omonima rivista
periodica sin dalla sua fondazione. Ha collaborato alla
realizzazione e all'allestimento della grande rassegna
nazionale "Arte in Cantiere" svoltasi a Monfalcone. Ha fatto
parte del Comitato organizzatore della mostra "Marx e
dintorni", allestita a Cormons, relativamente alla sezione
dedicata alle arti figurative. Ha eseguito numerosi
manifesti ed illustrazioni grafiche per spettacoli teatrali,
cinematografici e per varie iniziative culturali e
politiche. Suoi quadri e disegni fanno parte delle
collezioni della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia,
della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia, della
Cassa di Risparmio di Gorizia, della Galleria "Spazzapan" di
Gradisca d'Isonzo, dell'Associazione Industriali di Gorizia,
dei Comuni di Gorizia, Grado, Cormons, Mariano del Friuli,
Campolongo al Torre nonché delle raccolte civiche di
Lubiana, Pirano, Abbazia, Idria, Salcano (Nova Gorica) in
Slovenia e della pinacoteca nazionale del CONI a Roma. Ha
eseguito la copertina e dodici commenti grafici per il libro
"Gorizia 2001" di Aldo Rupel pubblicato dalle Edizioni "La
Laguna".
PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI
1964:
Trattoria "Alle Viole" Gradisca d'Isonzo. 1969: Galleria
d'Arte "Il Ventaglio" Udine. 1970: Galleria d'Arte "Il
Sagittario" Udine. 1971: Enoteca Regionale "La Serenissima"
Gradisca d'Is. 1972: Galleria d'Arte "Il Traghetto" Venezia.
1973: Galleria d'Arte "Il Torchio" Gorizia. 1974: Galleria
d'Arte "Alpone" San Bonifacio (Verona). 1975: Galleria
d'Arte "Agli Archi" Udine. "Forma 80" Cormòns Centro
Culturale "Stella Mattutina" Gorizia. 1982: Galleria della
scuola di Salcano (Nova Gorica) (SLO) - 1983: Galleria
Regionale d'Arte "Luigi Spazzapan" Gradisca d'Is. 1985:
Galleria d'Arte "La Bottega" Gorizia. - 1990: Galleria
d'Arte "La Bottega" Gorizia. - 1993: Studio d'Arte "Exit"
Gorizia. Associazione "Graphiti" Gorizia. 1999: Biblioteca
Statale Isontina Gorizia. - Galleria d’Arte "La Bottega"
Gorizia - 2001: Galleria d’Arte "la Loggia" Udine.
PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE
1966:
"Artisti Goriziani" galleria "Primopiano" Padova galleria
"Il Cenacolo" Vicenza. - 1967: "Biennale d'Arte Sacra" San
Severino Marche. 1968: "Il punto sull'arte giovane" Palazzo
della Ragione Treviso. - 1969: "Artisti del Friuli Venezia
Giulia" galleria "1+1" Padova. 1971: Mostra Premio "Mazzacurati"
Teramo. - Premio internazionale "Piran" Pirano d'Istria
(Slovenia). 1972: Premio internazionale "Intart" Centro
Friulano Arti Plastiche Udine: Mostre del Gruppo
internazionale "2xGO" alla galleria "Forum" di Trieste e
alla Galleria Comunale di Ljubljana (Slovenia). 1973:
Soggiorno di lavoro per artisti del Friuli Venezia Giulia,
Carinzia e Jugoslavia a Idria (Slovenia). 1981: "L'artista e
la committenza" Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa
(VE) - 1982: "Sui muri" Mostra di manifesti teatrali per la
stagione "Cormònsteatro". Auditorium della Regione Gorizia.
- 1983: "Artisti a Idria" Collettiva internazionale. Sala
esposizioni del Museo di Idria (Slovenia). 1985: "15 grafici
isontini". Mostra collettiva itinerante: Istituto italiano
di Cultura Vienna; Palazzo della Regione Gorizia; ridotto
del teatro comunale di Cormòns (Gorizia); Centro culturale
polivalente di Monfalcone (Gorizia). - 1986: Mostra del
Premio Internazionale Abbazia (Croazia). 1988: "Artisti del
Friuli Venezia Giulia in Unione Sovietica": Casa degli
Artisti Mosca; Galleria Civica Leningrado; Museo della Città
Tallin. 1990: "Questa notte ho fatto un sogno..." Palazzo
Montereale Mantica Pordenone. - "L'Arte fra presente e
futuro" Museo della Città Udine. 1992: "La
materia....L'oggetto...." Studio d'Arte "Exit" Gorizia. -
1993: "18x24" Mostra del piccolo formato. Studio d'Arte
"Exit" Gorizia. 1994: "Artisti Giuliani" galleria "Cartesius"
Trieste. - 1996: "La finestra sul paesaggio" galleria del
Cinema "Vittoria" Gorizia. 1997: II° Premio "Trevi Flash Art
Museum" Palazzo Lucarini Borgo Trevi (Perugia). 1998: "Prima
Biennale d'Italia" Flash Art Museum Palazzo Lucarini Trevi (Perugia).
"Contemporanea Sodobna Umetnost ’98 – Avventure d’arte lungo
il confine"Galleria "Spazzapan" Gradisca d’Isonzo e Teatro
comunale di Nova Gorica (Slovenia). 1999: "Cantine
aperte. Arte in cantina". Cantina Produttori Cormons. "Arte
in strada" Collettiva internazionale di pittura e scultura.
Lignano Sabbiadoro (Udine). "Opere svelate dalla storia
della Galleria regionale d’arte contemporanea Luigi
Spazzapan" Gradisca d’Isonzo. 2000: "Il muro delle cinque
lingue". Pittura murale sulla recintazione dell’Ex
Cotonificio (Piedimonte Gorizia). "Collettiva di Natale".
Galleria d’arte "La Loggia" Udine. 2002: "Documenti d'arte
nell'Isontino dal secondo dopoguerra" Musei provinciali di
Borgo Castello e Kulturni dom Gorizia. 2003: "…e tutti giù
per terra! - Arte, gioco, libertà, disinteresse" – Antico
Ospedale del Battuti, San Vito al Tagliamento (PN);
Auditorium della Cultura Friulana, Gorizia
Nel 2003 ha
realizzato il logo della 4a edizione del Premio Letterario
Internazionale Vileg novella dal Judri "Racconti di..vini"

Trionfo ad Aquileia per Altan
Anche Staino e Calligaro tra la folla che si è stretta
attorno al disegnatore
«Prima siamo stati nel salone degli specchi – legge un papà
al figlio – poi nel tunnel della paura. E adesso? Al tiro a
segno! Grida il coniglietto…». Il figlio, gambette
ciondolanti su una sedia di una pasticceria appena fuori
dalla mostra di Tullio Altan ad Aquileia, lecca lo zucchero
sopra una pasta e poi s'immerge fra le pagine di un libro a
fumetti con la stessa avidità. Con il dito attaccaticcio
salta da una vignetta all'altra e, ogni tanto, picchietta
nervoso su una figura per esortare il padre a continuare la
lettura. Questa è l'immagine più giusta per raccontare il
successo della mostra di Francesco Tullio Altan, mega
personale allestita al museo del Patriarcato di Aquileia e
presentata ieri al pubblico dal presidente della Provincia
di Udine, Marzio Strassoldo, dal sindaco di Aquileia, Sergio
Comelli, dall'assessore alla cultura del Comune, Daniela
Cassinari, dall'assessore al bilancio della Regione, Pietro
Arduini, dal consigliere regionale Alessandro Tesini, e da
Maurizio Buora del museo civico del Patriarcato. Ospiti, in
mezzo al crocchio istituzionale stretto attorno a Tullio
Altan e alla moglie Mara, il vicesindaco di Udine Italo
Tavoschi, l'assessore alla cultura di Udine, Liliana
Cargnelutti, e il presidente dell'Auser (associazione di
volontariato che dal 1995 gestisce e custodisce le mostre
organizzate al museo civico di Aquileia), Irio Iob.
Ma elencare tutti gli amici e gli ammiratori del disegnatore
presenti ieri, è cosa ardua. Possiamo segnalare, però, due
nomi illustri, quelli dei colleghi Sergio Staino e Renato
Calligaro.
Parlavamo di bambini, però, perché sono stati proprio loro a
dimostrare, grazie alla loro presenza disinteressata e
incantata, la bravura del vignettista e l'apprezzamento nei
confronti del suo lavoro: quasi un viaggio senza fine nel
mondo della fantasia e dello scherzo. I colori di Tullio
Altan, dunque, i suoi nasoni, un cagnolino a pois rosa, la
Pimpa, e un mucchio di bimbetti che, seduti a un lungo
tavolo, coloravano – impegnati tanto da tirar fuori la
lingua – i libri illustrati a loro disposizione, sono stati,
in definitiva, i veri protagonisti di questa piovosa
domenica.
«Altan mi piace perché fa bellissimi disegni – spiega
Margherita Musto, 12 anni, di Tarcento – Leggo la Pimpa
perché mi trasmette allegria, soprattutto per quelle figure
dai nasi così strani. Personaggi che mi piacciono proprio
perché così diversi da tutti gli altri». Ma in mezzo alla
ressa, davanti alle vignette appese nella sezione infanzia,
abbiamo incontrato più di un adulto rapito. Perfino il
presidente Marzio Strassoldo: «Detto fra noi – ci ha
confessato – questo Altan per bambini è una vera sorpresa.
Lo conoscevo e apprezzavo esclusivamente per la sua satira,
ma adesso lo scopro alle prese con questo mondo fantastico e
non posso che essere affascinato». «Io adoro la Pimpa! –
esclama l'assesore Liliana Cargnelutti stringendo al petto
alcuni fumetti – E questa mostra è un vero trionfo». «Altan
per me è un mito – spiega Tiziano Pinarello di Fiumicello,
alla mostra assieme al figlio Marco – Le sue vignette di
satira politica sono uniche. Nessuno è come lui, perché
Altan ha il dono della sintesi estrema». «Io sono architetto
– spiega il figlio – e invidio la mano di Altan. Sono
incantato di fronte alla disinvoltura del segno, alla
fantasia. Altan non è soltanto un disegnatore che sa fare
bene la satira, ma è un artista che sa inventare». Alla
mostra non c'era soltanto un pubblico friulano; molte
infatti, le presenze austriache e dal resto d'Italia, come
quella del toscano Michelangelo Bersi venuto qui
appositamente: «Nei disegni di Altan c'è tutto – spiega
mentre indica un quadro – umorismo, tristezza, gioia. Le sue
vignette nascono per destare forti emozioni. Con Altan
l'impatto è sempre emotivo, anche di fronte all'uso che fa
dei colori».
«È un disegnatore
stupendo, completo – spiega Renzo Furlano, organizzatore del
premio letterario internazionale Villegnovella dal Iudri il
cui logo è un omaggio di Altan – È immediato e allegro per i
bambini, caustico e sottile per gli adulti».
Lucia Burello

Cesare Mocchiutti
Nasce a Villanova del Judrio nel ’16. Si
accosta alla pittura nel dopoguerra e, trasferitosi a
Gorizia, con la frequentazione del Caffè Teatro, cenacolo
degli artisti isontini, viene introdotto in un ambiente
artistico fervido di stimoli ed iniziative. Concorre nel ’46
al premio di pittura figurativa e di poesia "Dama Bianca"
allestito a Borgo Castello. Negli anni seguenti partecipa a
varie manifestazioni organizzate a Palazzo Attems ove, nel
’47 viene a lui dedicata una prima importante personale.
Nella Biennale del ’50 conosce la pittura del messicano
Rufino Tamayo che andava proponendo fuori dall’epica del
realismo eroico dei suoi connazionali, una pittura più
liricamente e "magicamente" tesa alla restituzione dei
valori del suo popolo. Nel ’51 viene ammesso alla
Quadriennale romana e nel ’53 partecipa alla Biennale
triveneta di Padova. È questo il periodo in cui si va
definendo quel tessuto iconografico che l’artista
argomenterà nel passare degli anni, ma cui resterà sempre
fedele: compaiono i bracconieri, i cantastorie, la caccia,
il fiume, la campagna…Nel ’61 diviene insegnante presso
l’Istituto d’Arte di Gorizia, ove sarà responsabile della
cattedra di Decorazione pittorica per un ventennio.
Partecipa a diverse ed importanti mostre in regione,
Austria, Croazia e Slovenia. In seguito si dedica a
sperimentazioni di tecniche diverse, dalla scultura in
bronzo, alla ceramica, alla grafica. Negli anni ottanta
riprende la sua attività espositiva e con essa un periodo
molto fecondo. Vive e lavora nella sua casa – studio nel
Comune di Mossa. L'Artista, a ricordo dei suoi natali, dona
la prova d'autore "il cane e la luna" quale logo per
la seconda edizione del Premio Letterario.

Ugo Pierri
Il poliedrico artista è nato a Trieste
nel 1937, dove lavora e vive con la moglie. È pittore,
illustratore, scrittore di storie per grandi e piccini,
poeta. In passato ha scritto anche racconti per la Rai.
Apprezzato grafico e disegnatore, ha illustrato diversi
racconti e realizzato molte copertine per diversi editori.
Periodicamente pubblica il foglio satirico "Ossetia,
l’eco del popolo oppresso". Ha fondato e cura le
Edizioni del Lastrico. Le sue opere sono state esposte in
molte personali a Roma, Ginevra, Trieste, Cremona, Treviso,
Venezia, Monfalcone, Gemona del Friuli. Le tavole originali
del Pinocchio sono state esposte in personali curate da
Livio Sossi a Collodi (Parco del Pinocchio), Trieste. Tre
illustrazioni del Pinocchio sono presenti nella Mostra
collettiva itinerante "Pinocchio incontra gli
illustratori" curata da Sossi e allestita fra l’altro a
Montereale Valcellina, Bari, Lignano Sabbiadoro, Tolmezzo, e
recentemente alla Fiera Internazionale del Libro a Bogotà
(Colombia). Nel 1998 ha ottenuto una menzione d’onore al
Premio Internazionale "Sulle ali delle farfalle" di Bordano
con la fiaba illustrata "Otto, il venditore di cravatte".
Ha pubblicato Aiko Lokali per terziaria Editore di
Milano, 1996 e per Battello Stampatore di Trieste ha
illustrato Le avventure di Pinocchio, 1997 con
la prefazione di Vittorio Cozzoli ed una nota di Franco
Facchini. Ha scritto 11 poesie per il gioco del pallone,
in Football Party, Battello Stampatore, 1996. Per lo
stesso editore ha illustrato: Via Canova, ’97 – Noi
Parrocchiani, ’98 – Selezione celeste, ’99 – La gabbia del
pane, ’99 – Segni zodiacali, ’99. Con il racconto Salomè –
Collaborazione Oscar Wilde è presente nell’antologia di
racconti Trieste: Paesaggi della nuova narrativa, a cura di
P. Spirito (Lint Ed., Trieste ’97). Le tappe più
significative del suo ampio curriculum sono raccolte nel
volume: Ugo Pierri, Catalogo, Battello Stampatore, 2000.
Dopo aver donato il disegno "Pinocchio e la sedia a
Villanova", che è stato il logo della prima edizione del
premio Letterario "Parole di legno", quest'anno ci omaggia
delle sue "Le nove muse", in occasione di questo
evento.

ALFREDO DE LOCATELLI
Nasce a Postojna ( Slovenia ) il 17 novembre
1960. E’residente a Gorizia. Diplomato in arte applicata
all’ Istituto Statale d’Arte di Gorizia nella sezione
decorativa pittorica.
Diplomato all’ Accademia di Belle Arti di
Venezia nella sezione di decorazione 1987.
Nello stesso anno ottiene il diploma di
stilista alla scuola dei Maestri Calzaturieri del Brenta di
Stra (Venezia ).
Dopo vari lavori nell’ambito del design e
della decorazione, si dedica all’ attività didattica.
Attualmente insegna all’Accademia delle Belle
Arti a Milano.
MOSTRE PERSONALI
2002 Asta, Galleria, Nova Gorica ( Slovenia
)
2000 Altri racconti Teatro Comunale, Cormòns,
Gorizia
Il significato puro, casuale, voluto, Piavon
di Ordenzo, Treviso.
1996 Senza titolo, Galleria, Nova Gorica (
Slovenia )
1993 Senza titolo, Celje ( Slovenia )
1992 Le radici del quadro, Bourbon Street,
Torviscosa, Udine
Fuochi fatui, No se No, Padova.
Fuochi fatui, Limbo, Cortina d’ Ampezzo
Senza titolo, Galerie Via Nova, Klagenfurt,(
Austria )
1991 Le immagini in scena , Teatro Miela,
Trieste
1990 Senza titolo!, Associazione Culturale
Exit, Gorizia
Il canto di un Parallelepipedo, Dolegna,
Gorizia
1988 Orizzonte, Caffè Teatro, Gorizia
1987 Vetrina d’arte, Nova Gorica, ( Slovenia
)
TRACCE PER
UNA LETTURA di
EMANUELA UCCELLO
In una
saturazione tipicamente contemporanea di variegate e
continue suggestioni visive, ricercate e trovate sempre
nuove forme espressive nasce dalla necessità di
rappresentare. Dopo le fascinazioni per altri mondi e altre
culture, dopo aver potato oltre lo sguardo per spingersi
verso altri paesaggi non più naturalistici, dopo aver
volutamente contaminato la propria pittura con un sapere
altro proprio dell’ arte plastica, della decorazione, del
design, Alfredo De Locatelli propone oggi una serie di
lavori che nascono da proprie, personali meditazioni sulla
nostra realtà ponendosi quale visione critica di un mondo e
una società portata quasi certamente verso l’
autodistruzione. Nella memoria De Locatelli sono impressi i
maestri della storia dell’arte: i grandi del Novecento, le
esperienze dell’Arte Povera,le ironiche interpretazioni
della Pop Art ma è in particolare l’ originale fare di uno
dei protagonisti del Surrealismo quale René Magrite che la
opere più recenti rimandano. Ed è magritteiana l’ atmosfera
, apparentemente pacata e serena ma in realtà inquietante,
delle tele De Locatelli: temi e soggetti, figure e sfondi
sono resi attraverso una personale visione sequenziale
costituita da piani pittorici sovrapposti inondati da una
luce livida e cristallina. L’ invito è a guardare oltre:
oltre un paesaggio post-post industriale emblematica reso
da tubature e condotte, ciminiere fumanti portatrici di
apocalittici disastri rese attraverso colori dai toni bassi
che si accendono talvolta in netti contrasti fino all’
estremo del bianco-e-nero. Oltre gli oggetti volanti del
tutto identificati, dichiaratamente forieri della morte e al
contempo apparentemente leggeri e soavi, sospesi in cieli di
ampio respiro e profondità inattese. Oltre quelle stesse
tubature metalliche, fredde e livide che diventano cornici,
aprono finestre su una ritrovata natura. Oltre la drammatica
e guerrafondaia teatralità della vita e, infine, oltre
alcune icone del nostro vivere quotidiano.

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