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Ore 21.18.37: arriva il gol del Parma, il secondo della partita, quello della salvezza. A siglarlo è sempre lui, Alberto Gilardino: il Parma è salvo (il Bologna in B), dopo una serata unica, commovente ed emozionante allo stesso tempo. Uno 0-2 da sigillare nella bacheca dei successi, perché questa salvezza vale quanto uno scudetto. Gli oltre 7mila tifosi giunti da Parma con ogni mezzo, hanno festeggiato a lungo. Una città unita e compatta a sostegno di una squadra che va incorniciata per quello che ha fatto. Le sensazioni della vigilia di Carmignani e soci erano fondate, perché il Parma visto in campo, ha lasciato a bocca aperta tutti, mandano in tilt ogni pronostico e ogni speranza targata Bologna.
Un successo ottenuto con intelligenza, concentrazione e soprattutto con il cuore, perché Gilardino e soci hanno corso come dannati per tutti i novanta minuti, su ogni pallone, approfittando delle precarie condizioni fisiche dell’avversario.. Una vittoria che rende giustizia, soprattutto dopo quello che era successo nella partita d’andata; Collina (forse all'ultima partita della sua carriera), infatti, ha arbitrato in modo esemplare e senza sbavature, eliminando in un solo colpo ogni sospetto. Dopo il doppio vantaggio del primo tempo, la squadra si è arroccata nella propria metà campo e ha difeso a denti stretti il vantaggio, grazie anche al sostegno incessante dei ragazzi della curva e a un Sebastien Frey superlativo. Un’impresa eroica a tutti gli effetti.
Tatticamente le due squadre si presentano con moduli coperti, sebbene sulle corsie laterali ci sia un gran da fare. Il Parma (4-4-1-1) sfoggia la solita difesa a quattro con i rientranti Bonera e Contini sulle fasce (Bettarini in panchina). A centrocampo Grella è l’operaio che insegue il portatore di palla, mentre Simplicio fa la mente, distribuendo palloni a destra e sinistra. In attacco Gilardino fa coppia con Morfeo che spesso indietreggia fino alla linea dei centrocampisti. Mazzone dal canto suo presenta un Bologna coperto e con pochi cavalli nel motore; i felsinei pensano principalmente ad addormentare la partita, ma gli esiti di questa mentalità sono fallimentari. Gamberini, Torrisi e Legrottaglie formano il terzetto difensivo, mentre Zagorakis (schierato a sorpresa) e Colucci giocano davanti alla difesa. Nervo e Capuano pedalano sulle corsie laterali, mentre Bellucci fa l’assist man per Tare. L’atteggiamento accorto e difensivista del Bologna, è un invito a nozze per il Parma che in tutto il campionato ha vinto solo due volte lontano dal Tardini. Ne viene fuori una partita vera, giocata a ritmi alti, un fatto insolito essendo già a metà giugno; squadre corte, palla a terra, diagonali, pressing, ripartenze e molti falli. Basti pensare che dopo soli 6 minuti Morfeo commette un fallaccio da dietro ai danni di Capuano e viene ammonito. E l’inizio di una guerra di nervi che in alcuni momenti fa saltare schemi e logiche tattiche, sebbene il Parma dimostri di essere squadra quadrata e ben organizzata. Gilardino parla ed incita ogni compagno capiti dalle sue parti, mentre Carmignani soffre in tribuna.
Il primo tempo offre il primo sussulto all’11 quando Nervo crossa al centro per Gamberini che calcia al volo e spedisce di poco a lato. Le marcatura “ad personam” di Mazzone, Legrottaglie su Gilardino e Colucci su Morfeo, non funzionano e i crociati ne approfittano. Al 17’ arriva il primo gol che riapre la sfida ed accende la speranza degli oltre 7mila tifosi gialloblù presenti in curva San Luca: angolo di Simplicio, i difensori del Bologna giocano a fare le belle statuine, ne approfitta Cardone che devia in porta, ingannando anche Colucci posizionato sul primo palo (la palla gli passa in mezzo alle gambe). Il gol galvanizza il Parma che continua ad attaccare fino a fine primo tempo quando al 46’ Gilardino raccoglie un tiro cross di Bresciano e con il ginocchio destro infila lo 0-2 che vale il paradiso. Nel mezzo della prima frazione sale in cattedra Sebastien Frey che con due interventi miracolosi su bolide di Nervo prima e un colpo di testa di Tare dopo, salva il risultato e regala la salvezza ai suoi. Il doppio vantaggio azzittisce il Dall’Ara e allo stesso tempo, galvanizza i gialloblù, i quali evidenziano calma e sangue freddo. Al 26’ Cardone si infortuna per no scontro di gioco ed è costretto ad uscire, al suo posto Cannavaro che si attacca come un francobollo a Tare e non gli concede spazi e possibilità di segnare. Morfeo, invece, va a corrente alterna, ma quando gira i suoi piedi illuminano ed accendono la manovra del Parma. Gilardino resta spesso isolato nella morsa dei tre centrali rossoblù e finisce la partita sfiancato. Il Bologna cala fisicamente e mentalmente con il passare dei minuti, tant’è che nel secondo tempo attacca a testa bassa e in modo disordinato. Al 12’ della ripresa ci prova Locatelli, ma Frey è ancora una volta straordinario, deviando con i piedi. Due minuti dopo Capuano prova ad imitare Maradona segnando con la mano, ma Collina vede ed annulla. Al 26’ ancora Locatelli con un rasoterra da fuori area e ancora il portiere francese a dire no. Passano i minuti, la fortezza dei crociati resiste fino all’ultimo, ribattendo colpo su colpo. La difesa alza le barricate e ha forza e coraggio per imbastire un paio di contropiedi che sul finire potevano valere anche lo 0-3. Prima Bresciano (Pagliuca in angolo) poi Simplicio fuori di un niente. Dopo quattro minuti interminabili Collina fischia la fine e per il Parma è festa. Una festa sofferta e sudata, ma l’urlo di gioia liberatorio rimbomberà a lungo nella testa di chi ha avuto la fortuna di assistere ad un’impresa storica ed unica.