Roma, 6 giugno 2001

 

C O N T R A T T O

 

Sono passati ormai 9 mesi dalla bocciatura da parte dei lavoratori del contratto di lavoro e 6 mesi dalla sua applicazione.

Durante questo periodo si sono svolti scioperi e manifestazioni contro la firma di CGIL CISL UIL, molti lavoratori (oltre 5.000) hanno inviato lettere di non accettazione del contratto e lo SNATER  sta iniziando le opportune vertenze legali contro l’applicazione per dei primi gruppi di  colleghi non acquiescenti.

Grazie a tutte queste iniziative l’azienda trova grosse difficoltà ad applicare gli accordi sottoscritti da CGIL CISL UIL e successivamente da FIALTEL e UGL.

Si sta verificando la stessa situazione che aveva costretto Telecom e firmatari a rinunciare ad applicare sia la cassa integrazione coatta, sia i contratti di solidarietà come previsto dall’accordo 28 marzo 2000.

In poche parole il contratto non riesce ad esser coerentemente applicato come vorrebbero.

La lotta dei lavoratori, il coordinamento tra sindacati NON FIRMATARI       (SNATER, COBAS e FLMU), l’esigenza dei confederali di non perdere la faccia e recuperare consensi soprattutto in vista delle prossime elezioni delle RSU, hanno costretto le parti a RIAPRIRE LA TRATTATIVA SULLE NORME DI RACCORDO  (contratto Telecom) ed a prendere in considerazione alcune richieste da tempo avanzate dal fronte del dissenso. In particolare la Telecom sembra debba retrocedere sull’utilizzo delle EF, sulle malattie ed introdurre le maggiorazioni economiche per i turnisti. Queste sono ALCUNE DELLE RIVENDICAZIONI AVANZATE DA TEMPO dai lavoratori e dai sindacati che avevano da subito contestato quella firma.

Mancherebbero ancora all’appello le richieste relative agli aumenti salariali, all’inquadramento, al recupero della 14°, alle riduzioni d’orario, tutte richieste GIUSTE che non intendiamo accantonare.

Se la vicenda contrattuale dovesse vedere delle modifiche sostanziali, sarà dimostrato (come già avvenuto per la CIGS e i contratti di solidarietà) che è POSSIBILE VANIFICARE quanto sottoscrivono CGIL CISL UIL. E’ però necessario dare sempre più forza ai sindacati di opposizione, perché solo così il connubio padroni e sindacati confederali può essere sconfitto.

Una ultima annotazione: è ridicolo che ogni qualvolta si avvicina il pagamento del PREMIO DI RISULTATO nessuno abbia la capacità di fare due conti, specie in presenza di una alta produttività: la dirigenza aziendale è presa dal panico ogni volta che deve aprire il portafoglio e puntualmente le confederazioni la soccorrono praticando subito il solito sconto. Comunque da fonti giornalistiche apprendiamo che alla fine l’azienda sarebbe disposta a pagare le due quote (giugno, se si farà in tempo, e novembre) di L. 1.400.00 medie e lorde, come lo scorso anno. Chissà quale sarebbe stata la cifra da pagare veramente??? Siamo pronti a scommettere che comunque i lavoratori ci rimetteranno.

 

                                                                                  SEGRETERIA NAZIONALE S.N.A.TE.R.