Aranciatobus
di Giuseppe Morrocchi,
Firenze, Cultura, pp. 42.
E' difficile individuare un fi-
lo conduttore plausibile, ap-
poggiato ad una logica com-
prensibile dal lettore, nelle
pur dolci poesie, nei versi
scorrevoli e sapienti di Giu-
seppe Morrocchi. L'autore
non ha voluto concedere a
pieno quella parte della sua
anima che si esprime in versi,
a volte luminosi, poi improv-
visamente oscuri, alla curiosità
ed alla valutazione di chi gli si
avvicina.
Impressioni di primo ap-
proccio per chi legge Giusep-
pe Morrocchi: difficili, contra-
stanti, sottili, contradditorie
su pensieri d'élite, appena ac-
cennate su figure dolci ed eva-
nescenti, un poco angosciate
su paesaggi sfumati un poco
tristi; veli di stati d'animo.
Giuseppe Morrocchi stupi-
sce perché scuote il lettore
che a volte si sente esaltato da
tocchi di estrema dolcezza spi-
rituale, a volte da espressioni
un poco aspre che suscitano
perplessità e rancore.
L'una appresso all'altra le
impressioni si susseguono e si
contraddicono come se l'auto-
re avesse scelto tra i suoi pen-
sieri e sentimenti quelli che
avrebbero potuto avvicinare e
sconcertare e colpire chi l'av-
vicina senza tuttavia avere
niente a che fare con il fram-
mentarismo lirico.
L'autore,per concludere,
impone un impegno spirituale
poetico in chi legge, stimola i
pensieri. In questo quadro la
poesia di Giuseppe Morrocchi
è molto bella.
.........................Bianca Roghi
da L'informatore librario n. 6. Roma, 1981