L'oasi solstiziale

E' la storia di Eleonora, un'Alice di oggi, di ogni tempo. Vive nella casa-oasi di una città senza nome. Esce verso la libertà-identità. Entra in una città-labirinto ricamata di arte e di incanti (Firenze?). Si fa trascinare nella macchina del tempo-spazio e scopre il nuovo: l'amicizia, il fascino, l'amore, la paura, l'incongruenza. Nel percorso-passaggio dall'adolescenza alla maturità segnato metaforicamente dal solstizio (21 giugno) si incontrano personaggi che pur vivendo nella norma non sono schiavi della norma, e invece avvenimenti che si spostano nello spazio e nel tempo secondo la norma della labilità delle cose: il relativismo soccombe di fronte all'importanza di vivere il presente. E' reale quel che accade ma l'attenzione va oltre l'accadere. Il gioco degli spiazzamenti dalla trama del racconto entra (e esce) nel percorso della scrittura e attraversa il testo. Questo ora si fa supporto incantatore e affascinatore del procedere narrante, ora si fa protagonista. Supera il limite della sua funzione al servizio del messaggio e diventa immagine reale e metaforica. Gli intrecci verbali e metaverbali coinvolgono sempre più il lettore che diventa egli stesso soggetto creativo. Si percorre con piacere lo snodarsi del racconto tra metafore, allegorie, figure retoriche. L'attenzione ora è captata dalla profondità delle riflessioni intime, ora dagli accadimenti esterni della storia, ora dai motivi iconici concreti o metaforici esterni e interni alla scrittura, ora dalla ricchezza verbale, ora dalle sensazioni emotive che scaturiscono dagli intrecci, o dagli affinamenti concettuali. Vi si ritrovano l'incanto della narrazione e l'arte di una prosa creativa che fanno un libro ricco di significati, lanciano segnali e messaggi nel percorso della storia letteraria e di ogni individuo-lettore.