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La poesia densità.

 

........................................................................................................................................Deo gratias

La poesia astratta trasmette energia pura, non contaminata da riflessioni fluttuanti, né da interferenze ludiche. Attraverso il suo testo letterario rivela una identità di poesia senza compromissioni con la storia sociale o personale; mostrandosi nel suo aspetto universale raggiunge la consapevolezza di poesia. Allo stesso tempo diventa indispensabile catalizzatore per la lettura dei significati nascosti dietro le apparenze. Una volta decriptati i fonemi, i morfemi, le significanze si riscopre la funzione rappresentativa e qualitativa dell'evento poetico conformato nell'astanza di taglio concettuale.

quod nunc, quod ad omnibus, quod semper: la poesia rispetta l'eterno, non subisce il tempo, ma lo travalica in quanto indica il futuro.

I suoi molteplici significati la portano a superare la realtà e a diventare possibilità.

Con la sua maggior concentrazione sul presente oggettiva la prospettiva del passato liberandola dalle nostalgie.

Travalica la quotidianità in quanto la sua essenza sta nel valore, non nel fatto: in questo senso rivela l'invisibile e fa scaturire la tensione fra presente ed eterno. Modifica la realtà per non subirla acriticamente.

E' significato anche senza una vera e propria rappresentazione.

La responsabilità nei confronti del linguaggio: un non linguaggio diventa nella poesia linguaggio. Per questo rinuncia alla tradizione e si offre come nuova verità ontologica. Il poeta d'avanguardia è nella storia in maniera determinante, proprio perché con la sua contraddizione rende la storia più oggettiva.

E' nella materia indeterminata che la nuova poesia trova la forza per trasformare la sua storia in una totalità altra, distrugge la struttura sintattica per affermare l'entità, elimina qualsiasi interferenza grammaticale per alzare il livello della sua effusione.

La poesia astratto-concettuale, pur rinunciando all'uso dei fatti e alle accezioni linguistiche, non è privata della materia, anzi proprio da essa trae la sua forza entropica e riesce a trasformarla in intensità; per questo avvicina la dimensione umana a quella divina.

Rivela il senso delle cose e ne mette in risalto la densità. Pone l'intenzione al di sopra della ragione. Non essendo legata allo sviluppo dell'azione indirizza tutte le sue forze nella sostanza delle parole: il significato viene trasferito nel contesto.

E' manifestazione della tensione dei sistemi, dell'affermazione della conoscenza attraverso l'invisibile; mostra l'ineffabilità attraverso gli insiemi delle parole; rivela la verità con la visione della struttura. La poesia densità non descrive la storia, ma non per questo è antistorica, perché essa attinge le sue identità dai concetti logici del tempo. Con i suoi strumenti afigurati si libera dalle trame della quotidianità per innalzare il valore suo e di chi la legge.

E' vero che trasmette dati inassimilabili dalla media comprensione, ma questo rafforza la sua consistenza, perché si avvicina di più alla verità.

Stabilisce una distanza con le cose, che poi rende più definibili, fino a farci comprendere meglio la verità di esse. Annullandosi nella non comunicazione, attiva l'insignificanza e mette in primo piano una nuova dimensione più ricca di valori, piena di senso e più vicina al trascendente. Privandosi dell'azione si fa testimone del mondo senza subire un qualsiasi coinvolgimento. Si sottrae al tempo, ma contemporaneamente diventa motivazione del tempo.

Nella poesia densità la parola perde la sua specifica identità per farsi elemento dell'insieme. L'azione si trasforma in intenzione avanzata nel mostrare una realtà priva di dati ma ricca di valori. Invece che tesa a descrivere le cose pone in primo piano la sostanza e la pienezza del senso considerato nelle vastità del tempo e dello spirito. L'essenza umana riscopre attraverso l'intelletto la dimensione del suo corpo inserito nel cosmo da cui riflette tutta quell'energia trascendente capace di trasformare la natura umana in natura divina. L'intenzione si fa res originale di un nuovo stato da conseguire fino a reinterpretare così il principio della vita.

Si priva dell'azione per rivolgersi completamente all'intensificazione dei valori che responsabilizzano la natura alla partecipazione della manifestazione divina. La poesia prende coscienza del suo stato di nullità di fronte al trascendente assoluto, ma allo stesso tempo non teme di farsi strumento epifanico capace di far trascendere e incrementare la ricchezza umana. La parola si sottrae così al particolarismo utilitaristico per essere elemento di un sistema che restituisce ai nostri sensi la vera sensibilità, quella spirituale e trascendente.

Una volta eliminata l'azione, essa non rappresenta la realtà, ma è realtà essa stessa, è realtà ontologica, è il significato che diventa realtà; interpreta il tempo con la sua dimensione, invece che con la sua lingua. E benché esso si mostri apparentemente intelligibile rappresenta la verità in quanto essenza; ma è anche oggetto di creatività e come tale, esistenza. E' luce non della memoria ma della rivelazione, del soffio che partecipa la persona della vita divina. E' trasformazione dello stato quotidiano in un concetto di non contaminazione. E' manifestazione della possibilità, invece che della memoria. Si afferma perché è energia, compresenza di concretezza e di spirito, soggetto ed oggetto della stessa realtà. Rifiuta la tecnica della costruzione, in quanto non fa parte della sfera profana, ma è effusione di spirito, natura penetrata dalla trascendenza divina.

Con le sue assonanze e dissonanze, concretezze semiche e discrasie traccia la linea prosodica in cui il lessico si fa ritmo e il ritmo lessico, in cui il tempo storico è impercettibile, mentre appare in primo piano tutta l'importanza della composizione: i fonemi, i morfemi, i grafemi sono azzerati per un rafforzamento di essa, per una precisione di essa. La sua verità dunque sta nel significato; è proprio questo che apre alla conoscenza indispensabile per la congiunzione del passato al divenire.

Con una giustapposizione dell'astratto al concreto è portata verso la concretizzazione della sua natura, ovvero del suo fine, che sta nel mostrare il meglio di se stessa. Prende coscienza del suo stato di creatura insignificante, ma allo stesso tempo si pone in sintonia con l'inaccessibile, il trascendente, l'assoluto. Rivela all'uomo la dimensione altra e nella misura in cui viene sottratta all'uso profano diventa una realtà ontologica, un fine di verità trascendente. Questa realtà della poesia è più di essenza esterna che interna; non si fa contaminare dagli eventi. Si esprime unita nel concetto per trasmettere entropia e rivelazione e far partecipare meglio, così, della sua natura di grazia:

mostrarsi perfetta; "La perfezione dell'essere consiste con il congiungimento del proprio fine" (s. Tommaso).

Ma si può definire poesia una composizione senza rispetto delle tipiche caratteristiche che da sempre l'hanno identificata, metrica, metafora, verso, rima...? Sì perché la poesia prima di essere fatta con i modi e con i mezzi è essenza, espressione di un fine che, appunto, ha lo scopo di raggiungere la perfezione. E' possibilità di imitazione dell'essenza della natura; rivelazione dell'intensità dei significati e dell'eterno che ci sovrasta.

Con la sua astrazione non rischia di separarsi dal mondo? la separazione è solo apparente in quanto la sua essenza si innesta nelle tendenze e nei bisogni del quotidiano senza rimanere condizionata da essi, anzi con la sua dimensione verticale privilegia l'oggettività che aiuta a mettere a fuoco in modo migliore le cose del mondo e allo stesso tempo avvicina la natura umana a quella divina, indirizza la ricerca verso la verità.

La mancanza in essa della storia e quindi dei fatti porta a una focalizzazione della intensità riferita al senso poetico, che tuttavia rimane sempre legato al mondo attraverso il temperamento dell'autore, oltre che ai valori della vita interiore di questo. Appare in maggiore evidenza la predisposizione della poesia alla universalità e la sua tendenza alla ricerca della perfezione. Privandosi della frenesia dell'azione mette a fuoco il suo essere specchio di purezza.

La sdefinizione delle parole annulla qualsiasi rappresentazione, ma esse sono elementi indispensabili per la creazione della nuova realtà, dove la storia è il significato, il racconto è l'opera stessa nel suo insieme. Quindi se la storia come rassegna di fatti non esiste non esiste neanche il tempo del quotidiano, ma rimane quello dell'eterno.

Firenze, gennaio 2007 .....................................................................................G. M.