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Vi sono numerosi giochi che si facevano in gruppo, più o meno articolati e più meno divertenti.
Due squadre, una persona che teneva un fazzoletto (possibilmente pulito!) a penzolare. Due persone partivano equidistanti, se si arrivava insieme nei pressi della bandiera si restava fermi finché uno dei due, con rapida mossa, prendeva il fazzoletto e correva verso la propria squadra. Ma... se l'avversario si riprendeva abbastanza in fretta dallo shock e inseguendo il fuggitivo lo toccava (anche il placcaggio era consentito) prima che quest'ultimo raggiungesse la "casa base" si aggiudicava il punto.
Ore e ore passate a nascondersi, il gioco di gruppo più utilizzato. Prima di tutto si faceva la conta per vedere a chi toccava "stare sotto". Poi, per ogni giocatore si tenevano 10 punti. Esempio: se vi erano 9 partecipanti chi stava sotto doveva contare sino a 91 con la faccia rivolta verso il muro. Gli altri 8 si andavano a nascondere. Finito di contare doveva andare a cercare gli altri, come ne vedeva uno toccava sul muro dicendo "1, 2, 3 per Franco (es.)" dando anche la posizione "vicino allalbero di mele". Se invece chi era stato scoperto correva più veloce, toccava il muro dicendo "1, 2, 3 per me". Lultimo ancora nascosto aveva un grande compito, se riusciva a toccare, liberava se stesso e tutti quelli presi con la mitica frase "1, 2, 3 per me, liberatutti" e toccava di nuovo a contare al medesimo. Altrimenti toccava a contare al primo che era stato preso. Era il gioco da me preferito, richiedeva strategia, velocità, prontezza di riflessi e tanta pazienza!
Iniziava uno, correva dietro a qualcuno, se riusciva a toccarlo gridava "ce lhai" e da quel momento toccava a quello correre dietro agli altri. Il gioco in pratica non aveva mai fine, tranne quando non se ne poteva più di correre.
Si stava tutti sullo stesso piano, poi uno gridava "rialzo" e bisognava salire su qualsiasi cosa, perdeva il più lento a salire. Gioco ad eliminazione.
Uno diceva "strega tocca color verde (es.)" e tutti dovevano toccare qualcosa di verde. Anche qui perdeva il più lento a toccare il colore. Gioco ad eliminazione.
Uno "stava sotto" cioè doveva stare con la faccia rivolta verso un muro dicendo "lorologio di Milano fa tic tac". Tutti gli altri partivano allineati ed avanzavano verso il muro. Appena finita la frase chi la diceva si girava di scatto e gli altri dovevano immediatamente bloccarsi. Se vedeva qualche movimento doveva eliminarli dal gioco. Chi riusciva ad arrivare a toccare il muro vinceva. Ci voleva molta onestà nello stabilire gli eliminati. Molto difficile finire una partita.
Qui entriamo in un mondo paramilitare, con bande organizzate e armi offensive a disposizione. La cerbottana era un tubo in plastica da 14 mm di diametro, lungo circa mezzo metro, giusto compromesso tra maneggevolezza e gittata. Lo scartoccio era il proiettile, fatto con carta dei quaderni dellanno prima o con le pagine patinate delle riviste. Tante strisce di carta rigorosamente infilate in cintura. Lo scartoccio era simile al cartoccio delle caldarroste ma molto affusolato e del diametro giusto per entrare nel tubo. Si arrotolava la striscia di carta tra le dita leccando poi la punta dello scartoccio. Quanto inchiostro che abbiamo ingerito! Una variante poteva essere lo spillo in punta per la caccia alle lucertole. Alcuni, tra cui io, avevano la cerbottana a tre tubi, per una raffica di tre scartocci consecutivi! Il divertimento non era tanto spararsi tra di noi ma andare a colpire le signore che facevano la spesa al verduriere di fronte, riempire la 500 del ragazzotto della scala di fianco. Per chi viveva più a contatto con la natura il munizionamento comprendeva anche e soprattutto il mais. L'approvvigionamento veniva effettuato organizzando veri e propri raid, in sella alle mitiche "Saltafoss", nei campi adiacenti il paese. Gloria imperitura fregiava colui il quale rientrava con un bottino superire alle dieci pannocchie per il grande coraggio dimostrato nell'affrontare il rischio di una scarica di sale esplosa dal contadino contrariato. Altro munizionamento estremamente efficace quanto doloroso: il mastice. Pregi: - non soggetto alle stagioni - peso specifico più elevato con conseguente forza d'urto maggiorata - modellabile su qualsiasi diametro della cerbottana Difetti: - non era gratis - diffidenza del ferramenta che, al 12° bambino che comprava 500£ di mastice ed alla 3ª signora che si lamentava dinanzi la vetrina, cominciava ad insospettirsi.
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