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Due squadre, campo rettangolare diviso in quattro parti (non molto regolari naturalmente!).
La partita iniziava con le due squadre nelle rispettive zone di gioco. Il numero dei partecipanti era variabile. Un giocatore della Squadra 1 tirava la palla con le mani cercando di colpire uno della Squadra 2. Se lo colpiva diventava un prigioniero ed andava a mettersi nella zona dietro la Squadra1. Se non lo colpiva la palla passava all'altra squadra. Scopo del gioco era di fare prigioniera tutta la squadra avversaria. Per liberare uno della propria squadra era necessario fare un tiro a campanile, in modo da scavalcare la zona di gioco avversaria e far sì che il proprio compagno prendesse la palla.
Un bambino con la palla, meglio se di cuoio, si metteva ad una certa distanza da
un muro.
Il campo di gioco poteva essere un'aiuola, una spianata, un parcheggio, un
prato.
Si giocava in ogni luogo con porte fatte dalle cartelle o dai giacconi impilati. Quando il pallone passava sopra il "palo" cominciavano le discussioni per stabilire se era dentro o fuori. Il pallone di solito era il "Supertele" di plastica sottile, andava dove voleva nelle giornate ventose! A volte, se si era in pochi, si giocava a "portiere volante", cioè un solo portiere per due squadre. Costui era solitamente di parte e tendeva a lasciare entrare certi palloni anche facili se favorivano la "sua" squadra. |