La seconda metà del XVI secolo vede sorgere in Roma i primi collegi pontifici per il clero a partire dal Collegio Romano (1551), e da quello Germanico (1552). Il 13 gennaio 1577, Gregorio XIII[1], anche per ispirazione del card. G. A. Santori[2],fonda ufficialmente con la bolla “In Apostolicae Sedis Specula” il Collegio Greco, già aperto nel novembre 1576, “in quo pueri et adolescentes Graeci ex ipsa Graecia et aliis Provinciis et locis, ubi commorantur, conquisiti alantur… instituantur”[3] destinato ad accogliere ed istruire il clero delle comunità orientali che, dopo la conquista dei territori dell’ex impero bizantino da parte dei turchi, era rimasto privo di punti di riferimento culturali. In analogia a quelli che erano i fini dei collegi delle nazioni del nord Europa creati in quel periodo a Roma per combattere l’avanzata della Riforma protestante, probabilmente lo scopo era quello di favorire il ristabilimento della comunione con Roma delle comunità separate d’oriente.
Dopo un primo periodo in cui il Collegio trova ospitalità in alcune casette in via di Ripetta, nell’anno successivo (1577) esso si trasferisce in un complesso di nuove costruzioni sull’allora strada Paolina che giusto in quegli anni stava assumendo il nome attuale di via del Babuino[4].
La facciata attuale risale al rinnovamento dell’edificio ad opera di Clemente XIII nel 1769 come ricorda la lapide sull’angolo dell’edificio.
Il Collegio, dopo un primo periodo in cui rimase affidato al clero romano e in cui, a dieci anni dalla fondazione, sotto il pontificato di Sisto V, si parlò a Roma, «per non nutrirsi serpi in seno», di chiuderlo, nel 1591 passò sino al 1604 ai Gesuiti, anno in cui fu affidato ai padri Somaschi. Essi lasciarono il Collegio nel 1609, anno in cui subentrarono fino al 1621 i Domenicani, per tornare ai Gesuiti sino al 1773, anno in cui il collegio fu posto sotto la diretta autorità della Sacra Congregazione di “Propaganda Fide”.
Passato sotto la direzione del Clero secolare romano, rimase chiuso dal 1803 al 1845; durante questo periodo gli studenti furono dirottati al Collegio di Propaganda.
Leone XIII lo affidò ai Resurrezionisti (1886) per tornare nel 1890 ai Gesuiti, finché nel 1897 vi subentrarono i Benedettini confederati. Dal 1919 il Collegio è affidato alla congregazione belga dell’ordine e dal 1956 ai Benedettini di Chevetogne [5].
Nonostante gli studenti dovessero giurare di mantenere il rito greco, cosa che creò difficoltà con studenti latini, ma fu sovente aggirata, in realtà le funzioni sino al tempo di Leone XIII erano svolte soprattutto in rito latino. Non dimentichiamo che i superiori sono sempre appartenuti a questo rito e la chiesa stessa di S. Atanasio aveva quattro altari latini.
A tale proposito è interessante questa citazione: "…Nel Collegio greco che fu eretto a Roma, come dicemmo, da Gregorio XIII, fu stabilita la legge che il Greco si conservi in quel Rito, come attesta Leone Allazio nel suo Tractatus de aetate et interstitiis (p. 21), secondo le Costituzioni del Collegio stesso, confermate dal Sommo Pontefice Urbano VIII: gli alunni ogni otto giorni devono confessarsi, e comunicarsi ogni quindici giorni, nonché nelle feste solenni e nelle domeniche di Avvento e di Quaresima, osservando il Rito Latino; nelle feste più solenni, cioè a Pasqua, Pentecoste e Natale è loro comandato di ricevere l’Eucaristia sub utraque specie col Rito Greco, cioè con pane lievitato, intinto nel Sangue…" (Benedetto XIV, Allatae sunt, 26 luglio 1755)
Il Collegio ha ospitato ed ospita studenti greci, italo–albanesi, arabi (melkiti), rumeni, bulgari, serbi, ungheresi, ucraini, ruteni, provenienti anche dalla diaspora. In passato ha ospitato anche rappresentanti del mondo ortodosso.
Sino a pochissimi anni or sono gli studenti del collegio si distinguevano per la tipica tunica blu, stretta alla vita da una fascia rossa.
La cappella interna di S. Benedetto.
Il collegio ha sempre avuto una cappella ad uso interno, in locali diversi, ma sempre del primo piano. Inizialmente nell'attuale accademia, dopo la riapertura del 1835-45 nell'attuale Scriptorium. L'attuale, dedicata al Santo fondatore dell'Ordine Benedettino cui è affidato il Collegio, risale all'inizio del '900. I dipinti dell'iconostasi furono commissionati inizialmente, prima della guerra '15-'18, a Costantinopoli ad un certo Grammasiopoulos (?), che non riuscì a portarli a termine. Arrivarono infine nel 1921 e furono completati dal pittore greco - partenopeo Aristide Varaclas.
Al'interno del Vima dipinti di M. Berger.
Il sito del Collegio: www.collegiogreco.blogspot.com

[1] Ugo Boncompagni (Bologna 1502 – Roma 1585) eletto papa nel 1572 seppe assecondare lo spirito della Controriforma sia sul piano teologico che disciplinare e organizzativo. Concluse infatti la riforma del diritto canonico alla cui preparazione aveva collaborato già prima dell’elezione e si sforzò di attuare tra i fedeli quanto era stato deciso a Trento. Promulgò la riforma del calendario che da lui prese il nome tuttora in vigore.
[2] Giulio Antonio Santori (Caserta 1532 - Roma 1602) Arcivescovo di Santa Severina, Membro della Congregazione, per i Greci, dell'Inquisizione, nel 1599 chiamato a presiedere la neo costituita Congregatio de fide propaganda
[3] …nel quale fanciulli ed adolescenti greci dalla stessa Grecia e dalle altre province e luoghi dove dimorano, radunati siano allevati… istruiti. (Bullarium Romanum, t. IV, p. III, ed. Romae 1746, p. 328).
Sino alla temporanea sospensione dell'attività in occasione della prima guerra mondiale il Collegio accoglieva fanciulli che seguivano i corsi nei scuole del rione. Soltanto alla riapertura, al termine della guerra, fu riservato a giovani che seguono corsi di Filosofia e Teologia nelle Università pontificie.
[4] La strada prende nome da una statua romana raffigurante un sileno, che fino al 1877 era addossato con altra vasca alla facciata di palazzo Boncompagni Cerasi inserito nel portale corrispondente al n. 49. Smembrata la fontana per motivi di viabilità, la statua è stata posta nel luogo attuale nel 1957.
[5] Monastero benedettino fondato in Belgio da p. Lambert Beaudouin con lo scopo di promuovere l’unità dei Cristiani, in particolare con gli Ortodossi. È strutturato in due sezioni, una di monaci che usano il rituale romano e l’altra che segue la tradizione bizantina.