Il Conclave
dalla raccolta "Sette ossi di rana"
(racconto integrale)

 

n uno svolazzo di porpore preziose, il Cardinale descriveva
ampi circoli nervosi sul mosaico sbiadito della   cella-spogliatoio.

Il Racconto "Il Conclave"
è inserito nella raccolta


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"Sette ossi di rana"
Edizioni Il Cerchio Iniziative Editoriali
1997

Il suo incedere era sinuoso, aggraziato. Il passo, da pantera.

Poi, d’improvviso, arrestò quell’andatura felina, rompendo la traiettoria circolare, e mosse passi più lenti in direzione della porta intarsiata che li divideva dalla Sala del Conclave; quando allungò la mano affusolata sul maniglione di bronzo e azzardò la pressione sufficiente a socchiudere la porta, l’opale dell’anello cardinalizio sprizzò bagliori sfocati.

Dalla Sala, il brusio sostenuto dei Prelati in attesa raggiunse i suoi timpani con la violenta confusione di una novella Babele. Si affrettò a richiudere la porta.

- Quanto ancora?... Quanto tempo mi resta per decidere?

- Nemmeno un briciolo - disse il lungo segretario dagli occhi di pulce, scuotendo quasi impercettibilmente la testa lucida. - Il Collegio, unanime, ha gridato il nome dell'Eminenza Vostra... Niente “compromesso" né "scrutinio segreto"... Un'elezione per "quasi ispirazione": un miracolo!... Si rifiuta un miracolo?... Prodigia vim Dei numenque declarant!

Il Cardinale scandagliò il Monsignore con la nera profondità dei suoi occhi. - L'Altissimo, infine, ha deciso per me: dovrò accettare il trono di Pietro!

- Sine dubio, Eminenza - confermò occhi di pulce, sollevando le mani giunte fin sotto il mento, e flettendo leggermente il capo nell’abbozzo di un inchino. - Del resto, se mi è permesso ricordarlo, il Secondo Arcano testimonia d'un precedente illustre, di quel Giovanni VIII che poi Giovanni non era... (1)

Il Cardinale strinse lo sguardo, e agitò in alto le dita affusolate della mano sinistra, quasi a favorire l’affiorare di un ricordo. - Ah, ti riferisci a quella vecchia storia!… Lo sai bene, Monsignore: è solo una leggenda.

- Ebbene, la Vostra non lo sarà... - replicò il segretario, con un’energia che la sua espressione bonaria non avrebbe lasciato intuire. La testa lucida ondeggiò nello sforzo di quell’impeto inusuale. - E i gabbasanti conservatori che grideranno allo scandalo, troveranno poi consolazione nel cinico pensiero d'un maggior pericolo scampato: "meglio un Papa donna che un Papa nero", concluderanno.

 

In uno svolazzo di porpore preziose, il Cardinale riprese a descrivere ampi circoli nervosi sul mosaico della cella-spogliatoio. Il suo incedere era tornato sinuoso, aggraziato. Il passo era di nuovo quello di una pantera.

Quando, per una volta ancora, arrestò quel frenetico passeggiare, nel nero profondo del suo sguardo viveva una risolutezza fredda, matura. Definitiva. - Ed allora non permettiamo che il Mondo aspetti oltre - tagliò corto, assalendo con impeto da fiera il maniglione della porta intarsiata. L’opale dell’anello cardinalizio sprizzò bagliori iridescenti.

Prima di seguirla, gli occhi di pulce lucidi di commozione, il lungo segretario volle esprimere al Sempiterno tutta la sua gratitudine: - Iuvante Deo, habemus... Papessam!

 

(1)    La leggenda è quella medioevale della Papessa Giovanna. Si racconta che, fintasi uomo, sarebbe stata eletta Papa con il nome di Giovanni VIII; ingravidata da un valletto di palazzo, sarebbe poi stata smascherata e uccisa insieme al nascituro. Secondo alcuni, La Papessa, Arcano Maggiore dei Tarocchi,  la raffigurerebbe.

 

ã by Antonio Piras


LA RUOTA DELLA FORTUNA

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