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| Status Judicandi
(racconto vincitore del Premio Alien 1995 - versione integrale)
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| La gru Con una gamba nellacqua Come sta dritta! Ma, tra le onde La sua immagine oscilla. (Kawada Jun)
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L'ANTEFATTO
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quasi tutto pronto. Ancora qualche preliminare e poi, per me, il battesimo del fuoco. Comodamente adagiato nel Seggio-alcova, unito a lui in una languida simbiosi di fili, |
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Il Racconto
"Status Judicandi"
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sonde e tubi nutritivi,mi sento perfettamente a mio agio,
pervaso dalla lucida fermezza, cui la lunga preparazione mi ha convertito.
Per questo, il
convulso formicolare dei tecnomedici non può disturbarmi. Non può nemmeno sorprendermi. Ormai, è quasi tutto pronto... Freddo... Una lama sottile di freddo mi attraversa le fibre, una lama sinuosa che, con lentezza sapiente, inizia la scalata dei chakra. Non provo timore né altre emozioni, poiché il mio Seggio-alcova, provvede a regolare le quantità adrenaliniche, prevenendo potenziali emozioni. Non è necessaria la costante ripetizione di un mantra vedico, per ottenere lo scopo: è ancora il Seggio-alcova, dal quale ormai totalmente dipendo, che si assume lonere di risvegliare la Kundalini e di trasportare la mia mente, chakra dopo chakra, nello stato essenziale, nello stato più adatto alla funzione, nello status judicandi... Loro, quelli della Confederazione, i Custodi del Diritto, me lhanno insegnato prima di ogni altra cosa: un Giudice veramente imparziale è colui che chiude tutte le porte che comunicano con il mondo esterno, poiché a mano a mano che i livelli della mente si immergono negli stati più alti e sottili, la Kundalini attraversa i chakra e, a ciascuno stadio, sperimenta una condizione mentale superiore, fino a raggiungere la coscienza qualificata, la sola idonea allo svolgimento della funzione giudicante. Questo insegnamento fondamentale si riassume in una semplice chiosa: per raggiungere lassoluta imparzialità, è necessario che il Giudice sia libero dal vincolo dei sensi materiali... Atarassia, imperturbabilità, non-condizionamento... Sono gli stati che caratterizzano la condizione ideale e, in essa, lazione, il karma, non è possibile, lindividualità non esiste più. E allora, io devo considerarmi morto. Morto per amici e conoscenti, morto per la mia famiglia, morto per il mondo. Perché, adesso, io sono un Giudice, e un Giudice è colui che ha chiuso le porte. Tuttavia, non mi dissolverò nella coscienza inqualificata; sarò una parte del tutto, invece, come una goccia dacqua che si confonde nelloceano. Freddo... Ancora freddo. Questa volta la lama mi percorre le vene, trasportata dal liquido mieloso che, attraverso lago piantato nel mio collo, le perfonde. Freddo, che raggiunge i gangli nervosi e li sopisce nella lucida pace ovattata dellAnahata chakra... Odo il suono del flauto e ricordo linsegnamento: io sono un Giudice e devo chiudere le porte... Una moltitudine di tecnomedici infierisce sul mio corpo, sistemando tubi e regolando valvole. Non posso vederli, poiché i miei occhi sono stati spenti per sempre, ma ne avverto il nervosismo e limbarazzo. Alcuni di loro, nellaffanno delle ultime operazioni, si chiamano per nome Molto tempo fa, prima che i Custodi del Diritto mi reclutassero coattivamente, anchio avevo un nome. Forse mi chiamavo Henry o Caruso o, magari, Lu-Chang... Ricordarlo non vale lo sforzo. A cosa potrebbe servirmi un nome, adesso! Fra pochi attimi, i tecnomedici trasporteranno il Seggio-alcova nellAula del Tribunale, e là non avrò bisogno di un nome, perché sarò semplicemente il Giudice... E un Giudice non disperde preziose energie mentali nellinutile rievocazione di un passato già cancellato dalla nuova condizione privilegiata... Sagome filiformi, ombre fugaci e spettrali, ecco cosa resta della mia vita nel mondo. I colleghi di lavoro, i vicini di casa, i compagni di svago si sono trasformati, nel non-ricordo, in fatui ectoplasmi privi dimportanza. Così come i volti più cari, quelli di mia moglie e di mia figlia, non tormentano più i miei sogni ormai da lungo tempo. La Confederazione Globale mi strappò agli affetti più cari senza preavviso, non concedendomi il tempo per focalizzare la nuova situazione. Le mie caratteristiche extrasensoriali corrispondevano ai livelli standard fissati dai Custodi del Diritto, e tanto bastava: non mi era più concesso continuare a vivere unesistenza normale, accanto alla mia famiglia. Del resto, è cosa risaputa: il Servizio di Sicurezza della Confederazione recluta i potenziali Giudici fra individui forniti di capacità ESP allo stato latente, perché più facilmente addestrabili ad esercitarne la funzione. Quelli come me, i telepatici, sono particolarmente ricercati, perché già naturalmente abituati a prescindere dai sensi materiali. Per molto tempo, con successo, ho mantenuto il segreto sulle mie capacità, tanto da convincermi che ormai più nessuno sarebbe riuscito a individuarmi. Pia illusione la mia, poiché ai Custodi del Diritto non si sfugge a lungo... La droga elargita generosamente dal Seggio-alcova raggiunge il sistema nervoso centrale e inibisce gli ultimi residui di emozione. Accompagnato dal suono Cosmico, Ajina, il Terzo Occhio, penultimo chakra, si spalanca in un turbine di colori inesistenti, e subito dopo, quando la Kundalini tocca il Loto dai Mille Petali, ultimo focolaio di Potere, la Consapevolezza raggiunta fa vibrare le mie circonvoluzioni cerebrali. Ora, finalmente immerso nello status judicandi, sono pronto ad affrontare il mio primo Processo... Io, il Giudice, sono pronto a giudicare. La coscienza qualificata, lo stato ideale mi illumina... Devo riconoscerlo: la scienza tecno-vedica ha raggiunto vette inimmaginabili. Lo studio comparativo delle discipline medico-cibernetiche unito alla sapienza antica delle tecniche meditative tantriche ha permesso ai Custodi del Diritto di raggiungere la meta più ambita, il Giudice perfetto, svincolato da tutti i potenziali condizionamenti che lattuale realtà propone. Il fatto che, per ottenere lo status judicandi, sia necessario sopire tutti gli stimoli materiali del soggetto prescelto, non può che essere considerato un particolare trascurabile. Mutilazioni fisiche, quali la cecità o linibizione chirurgica degli appetiti sessuali, sono compensate dalla pace superiore e consapevole dello status raggiunto. La condizione di sublime atarassia che accompagnerà i tre anni di vita che sono riservati a me e alla mia funzione, ripagherà abbondantemente le pseudoviolenze subite. Tre anni, al massimo quattro: per ora, la vita di un Giudice non può durare di più, poiché la chirurgia massiccia e le droghe ne accelerano i processi biocellulari, spegnendola in una senilità precoce e irreversibile. Del resto, la scienza tecno-vedica sta compiendo passi da gigante, e i Custodi del Diritto assicurano che presto la durata media della condizione di status judicandi si stabilizzerà intorno ai sette anni... Uno scossone mi avverte che il trasporto è iniziato. Sprofondato nel Seggio-alcova, che mi protegge come lutero di un Uovo Cosmico, mi preparo ad affrontare il breve viaggio che mi separa dallAula del Tribunale. Tutti in piedi, entra il Giudice. IL DIBATTIMENTO Il suono cosmico, lohm, mi trasporta la voce della Pubblica Accusa. Come tutte le altre voci che popolano lAula, mi giunge atona, impersonale, distorta meccanicamente, per annullare il rischio pur minimo che una modulazione più piacevole di altre possa influenzare il mio giudizio. Altri accorgimenti sono predisposti, affinché nulla possa interferire con la coscienza qualificata acquisita, alterando il mio status judicandi. Per esempio, non mi è concesso conoscere il sesso né il nome dellimputato, che, del resto, verrà introdotto nellAula del Tribunale solo nella fase del Giudizio. A quel punto la mia mente consapevole e illuminata, schermata dal rischio che le facoltà telepatiche scandaglino settori ininfluenti, pescando false attenuanti o presunte aggravanti, avrà già maturato la sentenza definitiva. Allo stesso tempo, il diritto alla riservatezza del pensiero, sancito dalle norme del Testo Unico sullInviolabilità della Persona, diritto soggettivo che vieta alle Istituzioni Confederali il sondaggio telepatico diretto, sarà pienamente salvaguardato. Così,
mescolata al tuono continuato che pervade la totalità del mio essere, la voce accusa: - La
Confederazione Globale contro il soggetto imputabile, le cui generalità ex articolo
10.908 del Codice Penale qui si omettono, accusato di aver colpito più volte la propria
madre, della quale ex articolo 10.908 bis qui si omettono le generalità, fin quando la
morte fisica della stessa non è sopraggiunta. Valutate le possibili cause oggettive di
esclusione del reato, con riscontro negativo, valutate anche le possibili cause soggettive
di esclusione del reato, con riscontro negativo, accertata limputabilità del
soggetto agente, accertata la volontà colpevole, acquisita agli atti, come prova a
carico, larma impropria, consistente nella fattispecie in una scacchiera in onice
del ventesimo secolo, considerata la circostanza aggravante comune, ex articolo 11.001,
comma terzo, dellaver agito con crudeltà, ovvero di aver dimostrato, per i mezzi
usati e per le modalità esecutive dellazione criminosa, una assoluta mancanza di
sentimenti umanitari, escluse circostanze attenuanti comuni o generiche, la Pubblica
Accusa stabilisce il seguente capo dimputazione: omicidio volontario, aggravato
dalla circostanza di cui al citato articolo 11.001, comma terzo. Chiede che il soggetto
imputabile sia riconosciuto colpevole del fatto illecito e sottoposto al trattamento
rieducativo previsto dallarticolo 1 del Codice delle Pene. La
vibrazione penetrante e sconosciuta, che rimbalza fra le pareti dellAula in un
turbine di corpuscoli impazziti, è la mia voce, la mia nuova voce di Giudice. E,
ancora, la mia nuova voce di Giudice, fragorosa, definitiva, riempie lAula del
Tribunale: - Noi, in rappresentanza della Confederazione Globale, in ottemperanza alle sue
Leggi, comunichiamo la Decisione... Accogliendo la richiesta della Difesa, modifichiamo il
capo dimputazione da omicidio volontario aggravato dallaver agito con
crudeltà ad omicidio volontario commesso in stato di temporanea infermità di
mente. Riteniamo il soggetto colpevole del reato contestato e, per
lAutorità conferitaci dalla funzione, lo condanniamo al trattamento
rieducativo previsto dallArticolo 1 del Codice delle Pene, del cui dettato,
come da normativa, il Verbalizzatore darà lettura integrale. La Sentenza è
immediatamente esecutiva. ã by Antonio Piras |
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