ERBORISTERIA

STREGHE

 

Vi farò conoscere le piante, le loro proprietà, il loro uso, un mondo fantastico che unisce leggende, miti e verità, unà realtà da scoprire ed amare.

Gli antichi hanno usato le piante come primitivi medicinali, facendo tante prove hanno fatto esperienza. Aristotele ci dice come l'uso del Dittamo è adatto per curare le ferite, lo ha imparato vedendo le capre che fregavano le loro ferite contro le sommità fiorite delle piante. Plutarco racconta che l'orso, mangia "aurum" per riattivare l'intestino dopo il lungo letargo. Cicerone racconta come le cerbiatte prima del parto, mangino il Seseli montanum, l'asino invece si nutre di Asplenium per curare l'intestino. I Cinesi, conoscevano innumerevoli piante medicinali, la cui validità è stata confermata nei tempi moderni, dalle varie discipline scientifiche. Nella Bibbia è scritto che Rachele chiede a Lia delle mandragore per ottenere la fecondità e questa proprietà fu ritenuta valida per molti secoli. Forte eccitante del sistema nervoso, con potente azione sulle pulsazione cardiache. Un altro esempio tutt'ora valido, lo troviamo nel secondo libro dei Re, ove si narra che il profeta Isaia, guarì il re Ezechia da un'ulcera, con un cataplasma di fichi secchi. Tale cataplasma, in quanto contiene resine, acido borico, sostanze pectiche, ha un'azione revulsiva, disinfettante e detergente sulle piaghe. In Satyricon di Petronio leggiamo: Mi hanno giovato l'infuso di melograno e il pino nell'aceto".Dai tempi biblici al I secolo A.C., l'uso delle piante fu trasmesso oralmente, fino a quando Creteva, un medico greco vissuto alla corte di Mitridate Eupatore, scrisse un libro sulle piante, con disegni molto precisi. Pedanio Dioscoride e Plinio il Vecchio, avevano viaggiato in Siria, in Africa settentrionale, in Gallia e in Spagna, studiando le piante e il loro uso, lasciando, il primo, cinque libri che considerano circa 600 specie di piante. Fra i trattati più importanti di erboristeria si ricordano quelli di Oribasio, medico nel IV secolo, di Serapione, medico arabo nel IX secolo, di Mateo Plateario della scuola Salernitana ed infine di Pier Andrea Mattioli, in 14 volumi pubblicata nel 1562.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ERBORISTA: ANNAMARIA PIAZZOLLA