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La Fratta – Come ti tolgo le radici

01/12/2009

 

La Fratta era ( Il passato ormai è d’obbligo !) la Grottaminarda antica. Situata nella parte alta del paese, addossata , come un pulcino  sotto le ali della  chioccia , al castello e alle chiese.

Avevo dei parenti che ci vivevano e da bambino  ci sono stato spesso.  Tanti vicoletti  dietro la chiesa  madre, tre o quattro addirittura, in quello che  a vederlo adesso con gli occhi di un adulto , sgombro dalle vecchie costruzioni, è un “fazzoletto” di spazio tanto che ci si meraviglia e si fa fatica a collocarci i ricordi.

Le misere abitazioni di quei vicoli, qualcuna la ricordo ancora con un piano superiore con verandina  e  qualche vecchio secchio ( conca) zincata  non più idonea a contenere acqua, a surrogare  dei vasi per rossi geranei . Le case, dicevo ,erano rigorosamente prive di acquedotto e di bagni e i mattinieri passanti  a scanso di maleodoranti “ gavettoni ” ( i rifiuti organici dell’intera famiglia, spesso, venivano gettati in strada senza neanche guardare) percorrevano le stradine  rasente i muri.

Le ragioni del cuore, sacrosante , si scontrano con le altrettanto sacrosante ragioni della “ragione”.

Sicuramente non era e non è proponibile il mantenimento  di una situazione abitativa di quel genere : non si potrebbe costringere nessuno ad abitare e vivere attualmente in   quelle condizioni  che erano l’espressione del loro tempo, al massimo adatte ad uno squallido  reality televisivo. Del resto un quartiere non abitato, non vissuto  è un “presepe” sotto una campana di vetro ad evitare l’inevitabile  polvere.

La colpa che ne faccio alle tante amministrazioni succedutesi negli anni è quella di aver  visto nel “risanamento”, nella  “conservazione”,  nel “recupero”  della Fratta solo la possibilità di maneggiare dei soldi, tanti soldi, con tutto quello di inconfessabile  che detta cosa comporta, perdendo di vista le vere ragioni culturali di una operazione di tal fatta.

Bastava scegliere poche stradine, mantenere in piedi le case nelle migliori condizioni, dotarle discretamente  ( da discrezione) dei moderni servizi , renderle vivibili , appetibili e farle … Vivere.

Signori miei non è un sogno e non sono un visionario : ho percorso delle stradine in alcuni borghi medioevali splendidi:  una decina di anni fa  a Sermoneta (Latina), qualche anno addietro  Erice ( Trapani).

Probabilmente il paragone , per  i mezzi ,per  le persone e per le contingenze disponibili  non è facilmente proponibile , ma qualcosa di diverso e di meglio di quanto è stato fin qui fatto  era non solo possibile ma doveroso nei confronti della cittadinanza. Compito di chi amministra è anche preservare le connotazioni  tipiche ed individualizzanti della comunità che si è chiamati ad amministrare, adattandole ai tempi magari ma  conservandone i simboli ed i valori unificanti : dare a chi si allontana dei ricordi e a chi resta dei motivi per farlo.

E’ un fatto di cultura : e quando la cultura si scontra col denaro  è destinata a soccombere, specie dalle nostre parti.

Mi faceva sorridere leggere, appena dopo le ultime elezioni,  che per descrivere gli incarichi della nuova giunta per la gestione dei beni culturali e architettonici  si menzionasse la Fratta nella sua interezza .

La fratta oggi, non voglio farne colpe a singole persone  né tanto meno a chi si trova oggi a gestire la cosa, di intero non ha più NIENTE : è una città fantasma, senza strade, con tante  caverne ( Chissà perche il nostro paese si chiama Grotta ?), senza abitanti ( neanche cani !), qualche serpente  ,  le alcove nascoste di qualche coppietta di giovanissimi in cerca di intimità e  studenti che marinano la scuola.

E’ amaro costatare che cose, ambienti ,  posti, che hanno attraversato indenni  i secoli , in questi ultimi anni, subiscono danni  sempre maggiori : ogni giorno  si recide una radice .

Il ponte San Carlo, del 1500 circa, posto all’ingresso del paese, venendo da Avellino,  era una postazione doganale  . Le tracce visibili erano due cartelli stradali messi ai due lati del ponte, ne è rimasto solo uno  per di più orientato male, l’altro ostacolando dei lavori penso sia stato rimosso, e un trafiletto sul sito comunale ove si decantano le bellezze del paese tra cui il ponte.

Chi avesse voluto vederlo non avrebbe trovato un sentiero che permetteva di scendere al di sotto del livello stradale. Domani  ?  Forse dal contiguo e opprimente  parcheggio del costruendo centro commerciale .

La Cultura non si delega : si possiede .E’ insita nelle persone , e non è una questione di scuole o studi . Ho conosciuto tanti “analfabeti-professori” e  atrettanti  “ professori-analfabeti” e non ho mai capito il motivo della quasi generale povertà ed indigenza dei primi ed opulenza dei secondi.

 

 

Legalità a discrezione                                                              12/11/2009

 

In un epoca caratterizzata dall’individualismo e dall’egoismo si affievolisce  la convinzione della necessità di osservare regole di civile convivenza e di rispetto tra i singoli individui per favorire il progresso dell’intera comunità.

La necessaria, spesso forzata, solidarietà tra i gli individui nasceva per il passato  dalla scelta obbligata di cooperazione per la comune sopravvivenza e le regole le dettavano le necessità e i bisogni del gruppo.

In società svincolate da necessità impellenti e per l’ abbondanza di cibo si allentano i rapporti , la cooperazione tra gli individui e non bastano più le regole del buon senso a tenerli insieme : c’è bisogno di norme che valgano per tutti e che puniscano gli inosservanti.

La giustizia, appunto; impersonata dagli anziani ( esperti di vita) agli albori delle civiltà e  successivamente da personaggi al di sopra delle parti e “diversi” ( se ci si fa caso il giudice nell’ iconografia corrente è mostrato su uno scranno alto e con parrucconi e toghe che ne sottolineano la diversità e l’autorevolezza)

L’ introduzione, apparentemente senza senso, serve a chiarire qualche concetto di base che sembra essersi perso nel tempo :

a)    L’universalità delle regole con scarse o nulle deroghe : ‹‹ La legge è uguale per tutti ››

b)    La presenza di personaggi, strutture che hanno il compito di vigilare e far rispettare queste norme e la necessaria imparzialità cui dovrebbero attenersi.

Spesso per abitudine al potere o per  ingiustificata autostima, qualcuno travalica , timidamente all’inizio, i paletti delle leggi ; si ferma un attimo per controllare eventuali reazioni e in assenza di sanzioni acquista coraggio e reitera l’ Impresa , spostando ogni volta ancora più in là i limiti. La mancata o poco proporzionalità delle pene favorisce l’allargarsi del fenomeno : l’uso, o meglio l’abuso, determina  nuove regole, non scritte, ma che la gente per imitazione e per convenienza perpetua.

Ogni deriva dalla legalità riconosce in origine l’assenza di leggi  o il loro mancato rispetto a partire dai piccoli abusi quotidiani alle grandi e dolorose vicende di associazioni malavitose che controllano ormai buona parte del paese. Spesso chi dovrebbe fare le leggi e chi dovrebbe farle osservare non onora il proprio compito e , approfittando della propria posizione di preminenza, trasgredisce in prima persona o permette discrezionalmente ad altri di violare le regole

Le leggi sono valide quando sono universali e universalmente riconosciute ed osservate. Non ci si ricorda delle regole quando si vuole punire qualcuno e si dimenticano quando si vuole favorire qualche amico o compagno di percorso.

Non c’è bisogno di allontanarsi molto negli spazi e nei tempi : anche la nostra quotidianità è intrisa di cattivi ed esplicativi esempi.

Parliamo di suolo pubblico e della sua regolamentazione : c’è un regolamento comunale, ci sono norme generali, ci sono termini, ci sono diritti e ci sono obblighi.

Talvolta si dimostra o si fa finta di conoscere la materia e ci si permette di usarla come “arma impropria” .

Riporto a tal proposito per rinfrescare la mia e l’altrui memoria un piccolo commento pubblicato il 20/07/2008 su GrottaBlog (vecchia versione) dal titolo

Versetti  satanici   e Cavilli.....….satirici.”

“Che la satira non faccia piacere a chi la subisce è cosa notoria ed  in fondo comprensibile.

Normalmente chi è oggetto di satira, reagisce diversamente da persona a persona : Chi si rivolge alla legge sentendosi calunniato;  chi  ostenta una apparente superiorità di facciata; chi cerca lo scontro fisico ecc.

A Grottaminarda succede qualcosa di inconsueto .La satira si…materializza: ad offendere   non è più l’idea , il pensiero , le accuse , le illazioni (più o meno fondate, giuste o ingiuste, Condivisibili o meno ), ma  (Mente diabolica..Macchiavelli  al confronto è un dilettante !!!) a far scattare la legge è …. L’occupazione di suolo pubblico  . Quei cartelloni non hanno il torto di offendere, calunniare, mettere alla berlina il potere in senso lato ma  di..occupare parte del suolo, pubblico per definizione ,  ma che il potere sembra considerare suo .

Cavillo per cavillo: i cartelloni hanno smesso di occupare il sacro suolo e ammiccano, ancora più irriverenti, da vetrine sempre sulla piazza Rigorosamente Private”

La stessa solerzia viene meno qualche tempo dopo in ripetute occasioni con l’aggravante che si attuano atteggiamenti omissivi che determinano mancati introiti per le già disastrate casse comunali.                                                       

Il suolo pubblico è sempre pubblico: è anche mio, in qualità di cittadino e per questo  è anche Mio interesse che sia gestito al meglio; non è delle autorità() che non possono pretendere di gestirlo con discrezionalità , ne di funzionari che talvolta si concedono qualche “distrazione” benevola e compiacente.

Rispettiamo i ruoli, ognuno per le sue competenze e funzioni e con rispetto gli uni degli altri e soprattutto con il rispetto delle regole.

Chiedere l’osservanza delle regole non è CONTRO qualcuno, come si vorrebbe far credere, ma è esercizio di un diritto inalienabile .

La frase latina “ error comunis facit ius” , tradotta letteralmente, significa l'errore comune fa la legge.

La frase evidenzia la consuetudine di far diventare una regola gli errori ( abusi ) che si commettono più spesso.

Qualcuno ricorderà l’introduzione dei parcheggi a pagamento in paese : si disse per regolamentare la sosta selvaggia e disorganizzata . Dopo tre anni di esperienza si assiste a situazioni paradossali e talvolta comiche . Siccome i “vigilini” girano in continuazione in orario di sosta a pagamento, molti evitano di parcheggiare nelle strisce blu ( colore appestato ) risparmiando poche decine di centesimi per la sosta (),  e per non rischiare la multa per mancato pagamento ( una 20 di €) nelle strisce blu  parcheggiano impunemente sopra le strisce pedonali ,i marciapiedi, agli incroci e nelle strettoie, situazioni che comporterebbero sanzioni ben maggiori. Sanno  di poter contare sulla “distrazione” degli addetti e magari su qualche amicizia al posto giusto.

Le multe le pagano i forestieri e quei poveracci che hanno automobili non note che, adeguandosi all’ andazzo si lasciano andare a stazionamenti bizzarri.

L’abuso che diventa consuetudine !

( Wikipedia) :La consuetudine è una fonte del diritto. Essa consiste in un comportamento costante ed uniforme, tenuto dai consociati con la convinzione (opinio iuris) che tale comportamento sia obbligatorio.

Esistono tre diversi generi di consuetudini:

·         Consuetudo secundum legem (secondo la legge): è la consuetudine che opera in senso integrativo della norma di legge: ad esempio laddove si sforza di dare un significato particolare ad un elemento della norma per renderlo più adeguato agli usi locali o alle mutate esigenze sociali (consuetudine interpretativa);

·         Consuetudo praeter legem ("oltre la legge"): è quella consuetudine che disciplina un ambito non ancora disciplinato dalla legge;

·         Consuetudo contra legem ("contro la legge"): è quella consuetudine che opera in direzione opposta al precetto legislativo.

Chi sa perché  scegliamo immancabilmente la terza opzione.

 

 

Obiettivo Grotta.      ( Caro amico ti scrivo …)

24/10/2009

 

Avreivoluto astenermi dal commentare un recente episodio , indesiderato ed in fondo sofferto, che ha interessato  la nostra parte politica, ma le continue e pressanti richieste della base meritano una risposta  quanto più possibile chiara.

Faccio presente che non è assolutamente una risposta ufficiale: non ho né il titolo né la pretesa di rappresentare  qualcosa o qualcuno; è solo il MIO pensiero e di cui mi assumo tutte le responsabilità.

Non entro nel merito del problema e dei motivi, piccoli o grandi, che hanno portato alla decisione aventiniana del singolo , ma mi preme sottolineare alcune considerazioni di ordine generale che a mio parere regolano un consesso democratico.

  • In democrazia non esistono cariche  e  investiture immutabili o trasmesse quasi geneticamente , né  comunque eterne : gli spazi ed  i consensi bisogna conquistarli  e si azzerano dopo ogni tornata.
  • Non esiste un lasso di “tempo” canonico  o  decente per  determinare  la correttezza o meno di una scelta : non è legge che le verifiche si facciano dopo  tot mesi o anni. I problemi si affrontano quando si individuano ,fosse anche un minuto dopo una precedente decisione
  • Non bisogna avere la presunzione di essere onnipotenti  o insostituibili. Ogni persona che fa parte di una squadra, purtroppo il paragone è abusato, deve avere consapevolezza del ruolo , delle richieste fattagli e dei propri limiti, nel rispetto comunque di quelli che sono gli obiettivi comuni.
  • Ogni ruolo è importante e richiede , specie per i ruoli di vertice , una dedizione e una correttezza che si può anche non pretendere  dal soldato. Il generale che si sottrae , non sarà mai un “disertore” ma verrebbe etichettato  con epiteti diversi che non voglio pronunciare . Il Grado , la funzione, comunque  assegnati,  comportano delle responsabilità e degli impegni verso chi ci ha indicato e sostenuto : colleghi e simpatizzanti. Non si può abbandonare con una alzata di spalla chi si è esposto per noi e chi ha combattuto la stessa battaglia.
  • Chi si candida a guidare un paese sa di avere degli obblighi: in primis rispetto per gli “avversari” e rispetto, soprattutto , per le persone  che condividono il progetto. Nessuno pretende l’asocialità o la superbia di nessuno , ma non rimarcare la “diversità” di metodi e obiettivi che separano le due parti in competizione è un vero suicidio politico . Non ci sarebbe motivo per gli elettori  di operare delle scelte di rottura , alternative , se non si rimarcano con le parole, con le scelte e con gli “ atteggiamenti  la reale diversità – non uguaglianza - con la controparte. La scelta si limiterebbe a scegliere da chi farsi prendere in giro  e da chi ci fa qualche concessione in più o uno sconto maggiore nel quotidiano mercatino della politica di paese.
  • Personalmente  avrei preferito una maggiore chiarezza, credo di meritarla assieme a tante altre persone, e non sentirmi sacrificato sull’altare di  una, oramai , improbabile carriera politica personale di alto (sic) livello. Fortunatamente il mondo non finisce  in Alta Irpinia e Cristo  dopo essersi fermato ad Eboli , ha fatto ancora qualche passo: spero che per venirci a trovare non abbia imboccato la Contursi-Lioni-Grottaminarda , rischieremmo di aspettare ancora qualche secolo

 

 

Inquinamento fiume Ufita 13/09/2009

 

Già  Venerdì  11/09 alcuni pescatori  segnalano  la presenza di una notevole quantità di pesci (prevalentemente cavedani) morti  e un  odore nauseabondo. Segnalano inoltre la presenza lungo gli argini e nel greto del fiume di materiale di risulta ed una carogna di pecora.

Le fotografie seguenti sono state riprese il 13/09 alle ore 13 esattamente nel  luogo cerchiato in giallo della foto a lato  . I pesci si sono già in massima parte decomposti .

 

Discarica e carcassa

carcassa

Cavedani morti

 

 

Questa serie di foto è purtroppo il periodico necrologio che Cattivi cittadini in primis, gente senza cultura e nessun  rispetto per l’ambiente, e autorità scarsamente attente e vigilanti ci consegnano  a scadenze sempre più ravvicinate.

Da segnalare che i pescatori  pensano ad un inquinamento  di tipo industriale a monte essendo le temperature di questo periodo alquanto ridotte e che l’acqua , per la pioggia caduta in questi giorni, non era stagnate.

Cresceremo mai

18/09/2009  La natura sta facendo la sua parte. E gli uomini ?

E’ con un poco di ansia, curiosità soprattutto, dopo il clamore sollevato, anche a livello nazionale, il web e i giornali che hanno riportato e amplificato la notizia, che questa sera (18/09/2009) sono tornato sul luogo incriminato.
Parlare di delusione forse è eccessivo, purtroppo conosco alquanto gli uomini. Non nascondo comunque che speravo intimamente di essere servito a qualcosa, di aver smosso qualcuna delle coscienze che “contano” e che “possono”. E’ invece la gente comune, la gente della strada che ha “partecipato” alla notizia.
Nell’ avvicinarmi al posto quello che avrei “voluto” vedere con gli occhi me l’ha “negato” e “anticipato” l’olfatto : un fetore insopportabile preannunciava il lavoro della natura . Dei pesci morti neanche l’ombra, la carcassa della pecora in dissoluzione avanzata.
 Vedi – sembravano sussurrare il fiume e gli alberi- Noi stiamo facendo la nostra parte. Quando farete la vostra ?


Noi, gli alberi ed il fiume stiamo aspettando !

 

 

 

 

Il gioco delle tre verità.

04/09/2009

 

Non esiste una verità pre-elettorale  ed una verità post-elettorale, esiste una verità sola : LA Verità.

Eppure non è passato tanto tempo, solo qualche mese, e la memoria mostra segni di cedimento : a chi chiedeva informalmente, per strada, al primo cittadino il perchè della mancata  restituzione del canone per la depurazione, questi ha risposto che la restituzione toccava non al Comune ma all’Alto Calore ( come per dire  non seccatemi più).

Siccome la Nostra di memoria fortunatamente ancora non vacilla, con l’aiuto di qualche documento conservato  e delle date impresse sugli stessi stabiliamo la cronologia e la .. verità.[ Verba volant- Scripta manent ]

Primo documento : richiesta della minoranza di discussione 07/12/2008

Secondo documento : risposta agli interpellanti  08/01/2009

Da notare la “finezza” : il firmatario ha “addirittura” anticipato e spiazzato quegli sprovveduti di oppositori provvedendo motu proprio  a  comunicare alla cittadinanza la restituzione del maltolto : nessun merito all’opposizione ( Lenti come le lumache  se veramente hanno notificato il documento solo il 23/12/2008 – ben 16 giorni dopo la scrittura). Il Sindaco per rispondere  prende lo stesso tempo, 16 giorni, ma lui può permetterselo !

Terzo documento :  Comunicazione alla cittadinanza, unico e prioritario referente riconosciuto . ( Parlo e do conto solo ai miei elettori !).

Giusto!

Allora  non risponda a me se vuole , non ne ho titolo, ma risponda alla cittadinanza , magari asserendo, non mi meraviglierei se lo facesse, che nonostante i reiterati , asfissianti e quotidiani tentativi ancora non le sono stati trasmessi i tabulati dall’Alto Calore.

A lei ho, forse, suggerito  una risposta ed è giusto  che  per par- condicio dia qualcosa anche agli altri , un bel proverbio  “grottese”, al pulieio, :“ Pe’ murì e p’ pavà  c’ sta semp’ tiemp !!”.

 

Defunti senza pace

19/082009

Sembra che i nostri morti non possano  assolutamente “vivere” in pace. È di oggi il sequestro del cantiere Air con relativo  blocco dei lavori.

A scanso di equivoci e di rimbalzi di accuse infondate e sicuramente inesatte  ribadiamo di considerare l’opera  importante , molto importante, per la nostra comunità e per lo sviluppo del paese e che ci auguriamo si trovino soluzioni soddisfacenti.

Premesso doverosamente questo, si ribadiscono alcune considerazioni : lo spazio di rispetto  per il cimitero appare non consono e irrispettoso per il luogo stesso, Mi si dirà che sono stati rispettati i requisiti (MINIMI) di legge e sicuramente sarà così. Ma una comunità che si rispetti osserva anche altre leggi, forse non scritte ma moralmente vincolanti come e di più delle leggi dello stato. La mancanza di spazi nelle adiacenze del cimitero impedirà l’inevitabile ed ineluttabile impossibilità di allargamento con la necessità di aprire un nuovo cimitero ( nuovi terreni, nuovi appalti, nuovi soldi  ecc) : pianificazione si dirà.

Che si rispettino i reperti del neolitico (parenti molto alla lontana ) mi sta anche bene ed in fondo , turisticamente parlando potrebbe essere anche una fortuna per il paese, ma che non si faccia tutto il possibile per rispettare i nostri genitori ,i nostri nonni defunti, questo lo giustifico molto meno.

Che problema tecnico insolubile si oppone a che l’opera venisse progettata e realizzata qualche centinaio di metri più lontana : i viaggiatori farebbero altri 50, magari altri 100  metri, per alleviarne la fatica potremmo farci finanziare un nastro trasportatore, tipo terminal aeroportuale, o forse resterebbe del terreno senza valore compreso tra cimitero e terminal ? (no problem : lo compri il comune e lo lasci vuoto !).

Qualcosetta da aggiungere al “tono” dell’articolo,(il Mattino del 19/08/2009)che riporta la vicenda,  personalmente non conosco il giornalista, ma ci noto quanto meno un po’ di partecipazione emotiva alla notizia : sapientemente mette sulla strada, guida,  il lettore alla versione politicamente corretta della vicenda [ Minimizzare; il “delatore,”un  privato,  si è introdotto abusivamente sul luogo del crimine; la sovrintendenza, “ignorante” aveva svincolato l’area , ecc]. Il bello è che noi lettori dovremmo anche pagarlo il giornale per farci prendere per il naso  ( ahi, stavo per nominare un’altra  parte anatomica).

Purtroppo il massimo della cultura che riusciamo ad esprimere è questo , non nascondiamocelo.

Mi sembra un film già visto : qualche anno fa preparando lo scavo per una nuova abitazione si aprirono due caverne , grotte ?, la voce dei padroni, reale e politico,, li etichetta come vecchie cantine senza alcun valore e chiude gli accessi con blocchi di pietra prima che qualche “privato” impiccione, magari col la passione della speleologia emulasse Indiana Jones.

Il nome stesso del paese farebbe pensare all’esistenza di qualche grotta, e perché non accettare la possibilità, è già successo da altre parti, che una scoperta magari fortuita possa rivelarsi un vantaggio per la comunità anche contro la miopia di qualche privato e di qualche politico.

 

Il Dna dei popoli ( ovvero  le piccole-uniche- rivoluzioni Grottesi)

19/08/2009

Quando si parla di rivoluzioni , di atti di rivolta  di un popolo  o popolazione che sia, si ragiona  in grande  :  la nobiltà della causa porta a vedere ideali da proteggere , di identità da preservare anche a costo di immensi  sacrifici.La storia è costellata di vicende che riportano comportamenti  eroici  dalla notte dei tempi alla contemporaneità .

Le scintille prevedono sempre  una situazione  preesistente di malessere su cui si innescano  quasi casualmente episodi  o personaggi che  singolarmente potrebbero apparire insignificanti.  Talvolta  è l’intolleranza  tra etnie,  costumi, religioni e altri più o meno nobili principi ; spesso   è solo una questione  di fame!

Ben conoscevano i Romani i modi per gestire la cosapubblica  : dopo 2000 anni usiamo ancora le loro strade , le loro leggi e i loro dettami di vita  politica : Divide et impera; panem  et circenses.

Creare scompiglio tra gli avversari  e dissapori  facilita la loro sconfitta.

Far divertire la gente, non farla pensare,  non  farle sentire la fame  lasciandole sempre qualcosa da mettere  in bocca, magari facendo finta di regalarglielo, tiene calma e fedele  la popolazione : è questo l’oppio dei popoli , altro che la religione. Povero Marx

Se ci si fa caso sembra il programma  del Cavaliere  ma va bene per tutte le situazioni , anche nei piccoli paesi  autopromossisi  città,  come il nostro. Il potere, piccolo o grande che sia , usa le stesse armi e strategie.

Dopo il lungo,  liberatorio, prologo  rimettiamo i piedi per terra  e  atterriamo” a Grotta. 

A mia memoria, correggetemi se sbaglio, l’ultima rivolta, con partecipazione sentita  della  gente e  non  strumentalizzata a fini politici,  risale al 1978
     La curia di Avellino, proprietaria della chiesa del Rosario, di rimpetto alla fontana vecchia , sotto sotto  stava vendendo il suolo dove sorgeva la chiesetta,  inagibile,  ad una Banca che ci avrebbe costruito  la nuova sede in paese.La preenza di tecnici, ingegneri , che facevano i primi rilievi in loco, diede vita  alla mobilitazione :  tante pie donne ,vecchiette (le giovani anche allora avevano altro da pensare!) occuparono il posto  militarmente e con un incessante , assordante e combattivo  rintoccare di campane  richiamarono rinforzi. Si racconta di uno sonoro schiaffo dato da una delle pie donne, adesso defunta –pace all’anima sua, al Vescovo arrivato in paese  a sedare gli animi. L’occupazione proseguì sino alla vittoria : ecco come le vecchie  invece di scandire  truculenti, trascinanti, infervoranti  ( giovanili )slogan  combatterono e vinsero la loro battaglia  intonando un interminabile,  cantilenante ….. rosario
CEZANE-Vecchia con rosario
 

16/08/2009 Chiedeteci  collaborazione ma  mai connivenza !

E’ in atto a Grottaminarda  una campagna di mistificazione e di odio degna di miglior causa.

Si alimentano rancori , si insinuano bugie e mezze verità,  si usano tanti canali di depistaggio : dal giornale e giornalista amico , al giovane  rampante  e voglioso di carriera, al pensionato parente  che  struscia il corso ecc.

Ogni personaggio ha il suo ruolo e il suo target,  ed è, devo convenirne, una macchina ben oliata : data la direttiva  tutti in quella direzione  con “fede” più che con “ragione” .

L’anziano, poche scuole e tanti ortaggi, a convincere i contadini sulle intenzioni degli avversari politici a voler distruggere   la fiorente  industria ortofrutticola ,  non è proprio così ma questo  è il messaggio arrivato.

I giovani cui hanno fatto intravedere un imminente cambio di guardia ai vertici della cosa pubblica ( attenti che questi sono più longevi di Andreotti !) si lanciano a difendere, novelli crociati,  il regno del Padre.

Qualche giovane  rivolgendosi a coetanei dell’altro schieramento  ha portato argomentazioni di questo tipo  ( sono puerili ma vere!)

·         Questi hanno fatto questo, questo, questo  ecc , Voi che avete fatto ?

·         Non fate crescere il paese ,  negate il permesso  alla (udite udite ) “Fiera del gusto” e alla corsa dei GoKart.

·         Qualcuno  ha fatto finta di fare le fotografie ai lavori vicino al cimitero  e ci ha seminato delle ossa  per ostacolare i lavori.

·         Perché volete ( loro sanno  già sempre tutto !) ostacolare la nascita anche a Grottaminarda di un centro commerciale che avrebbe ( udite ,udite) anche un Bar .

Mi  fermo per decenza  . Povera Grotta che crescita ti aspetta !

La prima obiezione  e permettetemi  di  dirlo  urlando :  Noi i morti e le loro ossa le rispettiamo  , fate altrettanto Voi  per favore!

Riguardo le altre obiezioni  evidentemente  non sono ben chiari  i ruoli : la legge, il voto, stabiliscono chi deve fare e chi no .

E’ chi ha il potere di farlo e solo lui che può concedere o negare permessi , gli altri possono solo controllare ma  non possono vietare;  possono segnalare ma non possono vietare ;  possono solo richiedere il rispetto delle leggi  che fortunatamente non abbiamo scritto né noi né voi.

Non potete chiederci  nel nome di una  presunta , improbabile  e spesso solo utilitaristica “crescita” del paese  l’OMERTA’.

E’ mio dovere, dovere di tutti quelli che veramente amano il proprio paese, vigilare, dare sostegno se è il caso, ma mai svendere le proprie convinzioni  sull’altare della millantata crescita del paese  che, a guardarci bene, molto spesso  è solo la crescita di qualche “portafoglio”.

Non accettiamo passivamente  quanto ci viene dato in pasto : ognuno  è padrone del suo cervello  e può e deve farlo funzionare .  Si accettano con fede  i dogmi della fede , non capisco ma mi adeguo – diceva qualche personaggio televisivo, ma abbiamo il dovere di vagliare, di pesare  gli insegnamenti  delle false , misere, divinità locali  che vorrebbero propinarci i loro dogmi.

Per completezza :

·         Esiste un  comunicato stampa in cui gli organizzatori della fiera del Gusto  spiegano le loro e le altrui ragioni.

·         Addirittura il Sindaco in consiglio comunale spiega  la mancata autorizzazione sua e delle autorità alla manifestazione ( gara ?) dei Go Kart

·         Il centro commerciale che dovrà sorgere, meno male che ha il bar- potremo sempre prenderci un caffè,   si vocifera che  veda tra i promotori e gli interessati , personaggi  pubblici con    interessi  al privato ”. Cicero pro domo sua!

PS: non vedete solo quello che questi hanno fatto  , quante volte hanno inaugurato  cattedrali ,castelli, parcheggi , lapidi , aria e fumo. Guardate anche e soprattutto le cose che NON HANNO FATTO .

 

04/08/2009

A margine di un consiglio comunale – normale  e normalizzato , per gli standard politici attuali – ho un moto di ripulsa, un conato liberatorio di vomito “istituzionale”.

E’ la fiera delle bugie  : il campionato  di chi la dice più lunga e meglio, di chi  nasconde più efficacemente la verità .

E’ la fiera del narcisismo :  Ci sono “primedonne” che vacillano sotto il peso  del cerone e delle abitudini e che, come “vecchie troie” per sentirsi  ancora corteggiate e desiderate, allentano sempre di più  i cordoni del piacere promettendo  orizzonti e paradisi  inesplorati (sic!).

E’ la fiera della mistificazione : Si parla per ore  a vanvera, si mandano e si ricevono messaggi in codice , solo apparentemente senza senso , i pizzini della piccola  e squallida politica di paese.

E’ la fiera del “olio” ( per non diventare volgare  ometto paragoni con altre cose che “galleggiano sull’ acqua”) :  ognuno dà il meglio di sè e , qualche volta con sufficienza , apparente sufficienza,  talvolta, senza troppi sforzi, per “non conoscenza”( oggi mi sento buono) si da vita ad un  teatrino, purtroppo necessario , richiesto dalla Legge , ma che in tanti eliminerebbero “ per quello che serve”.

E’ il teatro dei PUPI : e come succede al mare ( Scalea e Praia), qualche sera afosa d’estate si tengono spettacoli di marionette  ( parenti poveri dei pupi ) per far sorridere e tenere buoni i Bambini e soddisfare il loro spirito combattivo,  con simulate e appaganti  scaramucce.

Penso di essere una persona normale , con tanti limiti, qualche pregio, ma essenzialmente  NORMALE :  nella mia normalità ad esempio non ho capito COSA un assonnato e assonnante assessore dopo una interminabile litania di leggi (per comodità solo i numeri), delibere ( solo numeri),  chiamava a ratificare  ed invitava , sempre per restare in tema balneare, al “risveglio muscolare” con il rito liberatorio  dell’alzata di braccio ( molti, probabilmente stanchi, timidi, poco convinti, “ermetici” , sollevano appena un  dito –  Vero esempio di Democrazia partecipata !)

Si è parlato di computer “spariti”, sottratti , rubati  …….I computer , come le prove ,si possono anche far  sparire se si vuole o se fa comodo.

Stranamente nessuno conosce il PRG  , che adesso si chiama diversamente, ufficialmente  non sono state prese decisioni, ma ..quel pc o altro ( facile tenere delle copie elettroniche ) appare durante la campagna elettorale  per far visionare  a qualche elettore da “conquistare”le modifiche migliorative apportate.

Signori stiamo dicendo ancora la messa in latino

Chiediamoci perché la chiesa cattolica, dopo secoli , millenni, ha abbandonato il latino nella celebrazione della messa, e ha deciso di parlare le lingue dei fedeli, perché ha rivolto gli altari  verso gli astanti  ?

Ci saranno anche spiegazioni teologicamente  valide, la verità è nell’abbandono , nel l’assottigliarsi  delle file dei credenti.

Si vuole veramente  che la gente segui la politica ?  : Mettiamola in grado di  Capire la messa  e giriamo gli altari .

Non aspettiamoci collaborazione o  cedimenti di chi con il LATINO ha vissuto e vive ( bene ), cambiamo noi la nostra piccola messa, saranno coloro che la apprezzano , che finalmente la comprendono  e che vedono in faccia l’officiante, a riempire le nuove chiese.

 



Assistendoall’ incontro  pubblico tra i candidati Sindaci promosso dalla Confesercenti sulla Piazza Grande (29/05/2009) ho assistito a tutto un campionario del malcostume politico imperante in Italia in generale e dalle nostre parti in specie.

Il dibattito doveva ufficialmente servire a stimolare i candidati a prendere atto dello stato del commercio nella nostra cittadina , in realtà era una sorta di asta per mettere a disposizione del miglior offerente ( “vendita” potrebbe sembrare offensivo) il pacchetto di voti di cui la categoria dispone.

Analoga la situazione, anche senza dibattito pubblico, con i camionisti ( altra categoria ben rappresentata in paese !).

Non oso pensare a cosa si dovrebbe assistere se nel paese aumentassero le “lucciole” , potrebbero chiedere e –probabilmente – ottenere un quartiere , colorato in rosa e tanti lampioncini rossi alle porte.

L’occasione era ghiotta per mestieranti della politica di mettere in atto una serie di comportamenti quanto meno poco “urbani” : tanto comizio,  tante bugie, un po’ di populismo ( richiami all’appartenenza campanilistica), paladino dei derelitti, tante opere fatte ( anche con qualche “appropriazione indebita”) rivendicando, nella foga anche L’inaugurazione dell’ufficio postale, a cui penso che il Comune abbia solo prestato il Sindaco e forse un nastro da tagliare.

Il viso che doveva esprimere un sorriso rassicurante era un “forzato “ ghigno  “irriverente” ed il fumo del sigaro centellinato e sospirato alla “padrino”

.Non si può dissimulare a lungo quello che non si è

Ricordo una favola di Esopo in cui  un asino, stanco di essere vessato dagli altri animali, decide di indossare una pelle da leone per guadagnarsi il rispetto dei prepotenti colleghi, poveretto passò dei brutti momenti quando dalla pelle del leone uscirono due lunghe orecchie e una strana coda : a voi trarre la morale !

Altra chicca dell’incontro una disquisizione di “ tradimenti e separazioni “ , consensuali o per colpa, pignate e cucchiaie ( citazione dotta di proverbio popolare : “ i guai della pignata li conosce la cucchiaia”) quasi  a voler chiamare a corresponsabilità chi attualmente siede dell’altra parte   ( Muore Sansone e tutti i Filistei !).

Hai ragione Sindaco la politica è, Purtroppo, una professione, e da Cesare  e anche da prima la storia è piena di tradimenti , di cambi di casacca più o meno in corsa , si può  essere  rossi (peccati di gioventù ) , rosa e socialisti fin quanto c’è qualcosa da bere a Milano, una stretta di mano a Dini, un saluto alle Margherite, una instabile collocazione nel PD, e un malcelato desiderio di salire sul Tricolle .

A proposito di cambi per opportunità ,allego a memoria due foto di manifesti  affissi qualche tempo fa nel paese ( a parte che nel frattempo per l’inflazione e le elezioni i milioni sono diventati 10):