Sono un debole, Pier,
perché ti ho pianto

perché io, un cristiano
sicuro della risurrezione
della Vita autentica

oltre questa fittizia

io, armato di tutte le speranze
ho saputo solo piangere.

Mi ricordo dell'ultima notte.

Tu non c'eri ormai più

in quel corpo livido

affidato alle leggi della distruzione.

E noi, noi s'era là attorno

come bambini istupiditi

a toccare di tanto in tanto

le tue mani fredde

per rassegnarci alla realtà del nostro incubo.
La gola mi si chiudeva

di colpo non appena il pensiero

si faceva cosciente.

Non avevo parole, nessuna parola
che servisse a consolare gli altri

la spalla mi si indolenziva

sotto il tuo peso, portandoti

al cimitero.

Per questo, per tutto questo

la tua è stata ancora una volta
una lezione alla mia debolezza.

Ma forse adesso voi

e io con voi

ci aspettiamo parole di conforto
parole di speranza

di gioia cristiana

di fronte alla morte che è vita.

Di fronte a questa morte

che ha rispecchiato cosi bene
la tua vita, Pier.

Questa gioia. questa consolazione

che non riusciamo a trovare

verranno a poco a poco

man mano che riacquisteremo il contatto
con il Pier vivo, più vivo che mai
sulla nostra strada di tutti i giorni

a camminare senza stanchezza

al nostro fianco,

a portare il nostro zaino,

a condividere le nostre decisioni
finché lo riabbracceremo

nella casa del Padre

a cui ci avrà aiutati ad arrivare.

Tutti indistintamente

quelli che gli sono stati vicini

avranno la misura della loro amicizia
perché il Pier. oggi ancora più di ieri
sarà una determinante

nelle loro scelte, nella loro volontà

di Servizio.

Il nostro dolore di ieri

la nostra consolazione di oggi

sono soltanto avere perso

ed avere riacquistato la speranza

del nostro quotidiano colloquio.

 

 

 

 

Il ricordo di Pier Luigi sarà sempre con noi.

C'è chi l'ha conosciuto anni fa ai campi scout, chi a Gattinara quando vi fece sosta la Route n 6 della
Route Internazionale d'ltalia, chi in Spagna e chi nel giorno della sua morte.

Per tutti il suo ricordo è forte: il suo sguardo sereno e dolce il suo spirito di donazione e di servizio, la sua fraternità: ERA UNO SCOUT,

Grazie fratelli per averci proposto un modello da seguire. grazie per il suo dono.

Che il Signore riunisca i nostri passi a quelli di Pier Luigi al campo di riposo e di gioia dove lui ha piantato la sua e la nostra tenda per l'eternità,

amava il Vangelo, sopratutto voleva viverlo integralmente. Forse fu meditando su di esso che ad un certo momento si trovo' in una forte crisi: una verifica. la ricerca di una solida fede personale.
Vedeva l'ideale dello scautisli10 corrispondere all'insegnamento evangelico e confrontandosi con questo si sentiva forse inferiore.

Meditiamo un momento la vita, lo spirito, la grandezza del Cristo: è il nostro modello di uomo, eppure quanto siamo lontani da Lui.

Le grandi crisi sono il frutto di una lotta tra cio' che si è e cio' che si vorrebbe essere, sono come l'esplodere di una nuova esistenza

Da quelle crisi la sua personalità usci sviluppata e ricarica per un avvicinamento più completo a Dio.

" Vivere con Gesù, vuoi dire imitarlo... ". La frase evangelica: " siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli " lo aveva impressionato. Qualche volta chiedeva: " come si fa ad imitare Gesù? Sento di essere troppo lontano ". e voleva consigli, aiuti per praticare questo invito.

Anche le minime cose, di per sé insignificanti nel
vivere quotidiano, assumono rilevanti levanti grandezze in determinati momenti.

Ad esse si ritorna sovente e pure i particolari. altre volte sbiaditi, rivelano la loro
importanza, quali pennellate che mettono a fuoco l'essenza del quadro.

Cosi è del nostro carissimo Pier.

Solo adesso che è arrivato al termine della sua marcia, possiamo raccogliere, quali tessere di un mosaico, i vari momenti della sua esistenza ed averne un quadro ben chiaro.

Cosi, riandando fra i ricordi di lui, le sue battute i ragionamenti profondi, possiamo scorgere aspetti diversi della sua bontà.

Forse da un senso della presenza di Dio in sé, dipendeva la facilità di entrare in simpatia con tutti.
Sappiamo che era noto in ogni ambiente per la sua bontà, generosità, amicizia. Era il ponte di unione un po' con tutti.

Per questo una persona, che pur l'aveva praticato per poche volte. apprendendo la tragica notizia, si mise a piangere perché: " sentiva di aver perduto una persona la cui bontà traspariva dagli occhi e quasi sembrava salire dal cuore, quando gli si parlava ".

Era un ragazzo di fede, Il Vangelo, lungi dal commentarlo solo per adattarlo ai Iati convenienti della vita, lo voleva vivere alla lettera.

A chi, in una discussione, gli faceva notare che la preghiera ottiene grazie, ma unita a delle condizioni umane. egli non persuaso, scrollando il capo: " Eppure Gesù ha detto che se si ha fede, anche le montagne si sposteranno ".

 

 

 

Molte ore. quest'estate, ho vissuto con te, Pier Luigi

Tra i miei rovers, sulle scogliere delle Tremiti, o, solo, sulle mie montagne.

Molte ore, con un vivo ricordo e in virtù di un impegno, preso di fronte a te in un tramonto di luglio.

Tu, Pier Luigi avevi il tuo sorriso di sempre e qualcosa di infinitamente più grande: il volto della Perfezione.

E ancora una volta mi sono trovato piccolo e povero.

Di grande c'è solo il desiderio di rassomigliarti.

Di rassomigliarvi, di essere come voi, Pier Luigi.
Ermes, e Marco, fratello mio carissimo.

Per esserlo, oltre all' esempio, ho bisogno del vostro aiuto.

Mio Dio Infinito guidami sulla loro strada che sale.
sicura. fino a Te.

Amen.

 

Eravamo sotto la tenda, intorno tutto era silenzio, e stavamo tirando le somme della prima giornata di uscita, quando passammo alla meditazione. Aprendo il Vangelo ci capito' di leggere il discorso della montagna. Pier Luigi commento' per primo: " ecco cosa vuole il Cristo da noi, che siamo il sale del mondo, mentre io mi sento il più indegno ". E mentre ci accingevamo a dormire, sussurro' diverse volte

"quam ego indignus ".

Ecco cosa mi ha lasciato Pier, l'esempio dell'umiltà, si credeva il più povero di tutti.

Invece era il primo, e cercava in ogni momento della giornata di fare qualcosa che 10 rendesse sempre migliore.

E il suo lavoro era una continua preghiera.

Se Dio era tutto, occorreva rimanerGli uniti.

Ouesto attuava con le opere buone. ma sopratutto con la S. Comunione che riceveva non appella gli era possibile.

Fu proprio pensando a questa necessità, che pure i suoi ragazzi imparassero a riceverla, che l'ultima sua preoccupazione, formulata alla vigilia della sua morte, fu di trovare una risposta alla domanda: " Cosa si puo' fare? ».

Proprio per trovare una risposta all'interrogativo era stato invitato. per il lunedi 18 luglio alla sera. a partecipare ad un incontro.

All'invito. aveva risposto come sempre, magari affrontando un sacrificio. "senz'altro, lunedi sera alle 20.30 saro' presente e penseremo ".

Anche un tale atto di generosità era stata la goccia che aveva fatto traboccare la bilancia. Dio era stato contento anche di questa intenzione: la sua anima era matura per il cielo; aveva fatto pure questo scatto finale, aveva raggiunto il traguardo, dicendo. « io sono pronto " .

Cosi come un lampo aveva atterrato Paolo sulla via di Damasco, facendogli cambiare vita, altrettanto una simile forza. abbattendolo sulla strada del mondo, l'ha fissato nella vera vita, facendolo dimorare nella casa di quel Padre che aveva amato e servito con umiltà e dedizione in terra.

Non è vero.

Ditemi che non è vero niente.

Non ho corso sotto la pioggia una domenica di luglio.

Non è caduto nessun fulmine.

Nessuno è morto.

Ditemi che lo vedro' ancora entrare qui ridendo

- Salve, ragazzi -

Perché mi dite che questa macchina che si ferma

non è la sua?

Non sarà mai più la sua.

Non posso crederci.

Lui mai più.

E noi ancora, e tutto ancora.

Ma lui, proprio lui

perché lui mai più?

Ieri sera era qui - parlava - rideva -

Oggi quello che so, quello che ho visto

mi fa impazzire.

Fatemi uscire dall'incubo.

Assicuratemi, assicuratemi voi

che non è vero niente.

 

 

Ricordo di Pier Luigi?

Come posso avere un suo ricordo

se Egli è qui accanto a me:

lo sento camminare, lo vedo inciampare,

ogni tanto si asciuga la fronte madida di sudore,

sta facendo la Route in mezzo a noi.

 

La campana ha suonato per te, caro Pier Luigi.

Ma i suoi rintocchi erano per noi, tutti noi, per tutta l'umanità.

 

Ci ha fatto capire il significato della vita.
E' infatti donandola questa nostra vita, che la si acquista.

E' l'unico modo di esistere: il donarsi agli altri.

Si, perché a che pro il vivere, il lavorare, il sopportare il dolore,

se poi si cade nel nulla?

A che pro il nostro desiderio di esistere

a cui ci aggrappiamo con ogni sforzo,

il nostro desiderio di immortalità,
se poi cozziamo contro questo muro della morte?
Ma tu ci dai la chiave per risolvere il mistero.

Ci hai fatto capire che la morte non è il nulla, se noi,
per fede in Cristo morto per i suoi fratelli e risorto dal Padre,

facciamo nostro il binomio morte - risurrezione.

Una parte dell'umanità e del mondo è morta,

ma è pure risorta.

Nel sacrificio si acquista la vera ed unica vita.

 

Grazie, caro Pier Luigi, di questo esempio e testimonianza di vera vita.

Infatti dalla tua morte è venuta

e verrà la vita per noi e per molti.

 

L'impressione più forte,

e per me più bella,

che ci ha lasciato nostro fratello,

è stata quella di un uomo che ha vissuto non per la gioia,

ma per la vita; in sé, bella com'è, dura e dolorosa come è.
Questo è quanto di più bello ci si possa attendere da un giovane.

Eravamo ancora bambini e già era nata quella nostra serena amicizia,

presto trasformatasi in reciproco intenso affetto.

Ancora giovinetti, già sentivamo entrambi il desiderio di vederci,

di scambiare le nostre idee e di confidarci i nostri piccoli giornalieri travagli.

La nostra adolescenza fiori in questo clima gaio e a volte spensierato.

Quante gite fatte insieme!
Quanti ricordi mi riaffiorano alla mente e mi parlano di te e della tua innata bontà.

Alla tua modestia, alla tua semplicità, si univa il tuo grande cuore generoso

e sempre pronto a dare pur di attuare opere di bene.

Tu eri per tutti e con tutti.

Io che ho avuto la particolare fortuna di esserti tanto vicino,

ho constatato,giorno per giorno,

la tua progressiva rinuncia alla vita materiale, per donarti,
forte della tua carica cristiana ed umana, all'amore del tuo prossimo.

Tu eri con noi, uno di noi, ma diverso da tutti noi.

Tu ci hai dato un insegnamento,

tu ci hai detto che nella vita sono preminenti i valori dello spirito

e ti sei onorato con le insegne della carità silenziosa,

possibilmente fatta di nascosto,

con rinunce a tutto cio' che la giovinezza offre.

 

Hai segnato una pista nuova,
difficile. ardua, che s'impenna

alla fine in una verticale stupenda, inimitabile.

Oggi siamo fiduciosi.

fratello che ci hai preceduti, che continuerai in sordina a suggerirci la via.

di passo in passo a condurci per mano,

tu che hai finito di barcollare.

a farci sicurezza ad ogni tiro di corda
perché possiamo arrivare anche noi al nostro posto attorno a quell'unico fuoco nella pace del Cristo.

 

Si parlava spesso, ricordo,

di morire in parte,

intendendo di voler morire in attività, in azione,

in un momento di generosità anche fisica.

Lo si considerava, ricordo, una grande fortuna,

concessa ai migliori.

Il grande problema era fare qualcosa di valido, agire,
non restare inerti, o peggio,

rimanere teorici a parlare, parlare, parlare.

Era importante vivere un ideale, non adorarlo o lodarlo;

ma attuarlo.

La tua. fratello fortunato,

è stata una morte di testimonianza,

esattamente nel senso della tua esistenza terrena.

 

 

Signore,

dopo 39 anni siamo ancora qui, davanti a questo tuo altare, come quella sera.

Signore,

Ti vogliamo offrire la storia di ognuno di noi, che un giorno ha creduto nella Promessa scout e da allora ha portato il fazzoletto verdenero.

E' la storia della nostra vita: abbiamo camminato insieme sui sentieri non sempre agevoli, abbiamo trovato tante difficoltà, a volte non abbiamo saputo superarle, molte volte ci siamo appartati nel nostro io, altre volte abbiamo vissuto la gioia dell'amicizia vera e del servizio gratuito, la gioia dell'essere fratelli con gli stessi valori e gli stessi ideali.

Signore,

questo è il nostro Gruppo scout, aiutaci a continuare sulla strada fin qui percorsa, per il bene dei ragazzi e dei giovani di Gattinara.

Ti preghiamo

 

Signore,

oggi i nostri fratelli che ci hanno preceduto verso il grande orizzonte dove è la tua Luce, sono qui intorno a noi e ognuno di loro ci parla. Li vogliamo ricordare perché la loro memoria ci dia il coraggio e la volontà di continuare l'impegno della nostra Promessa.

Ti preghiamo.

 

Signore,

oggi il mondo non è in pace.

Purtroppo prevalgono i grandi interessi economici, il potere e la potenza, l'incomprensione, l'egoismo e l'ingiustizia, la chiusura di ogni forma di dialogo tra i popoli e le nazioni.

Noi crediamo che la Pace sia un valore primario ed universale, l'unica possibilità di salvezza per l'umanità. Noi diciamo "se vuoi la Pace, prepara la Pace", perché la Pace deve essere dentro ognuno di noi.

Signore, aiutaci a ritrovare la saggezza della Pace.

Ti preghiamo.

 

 

 

questa è una delle pochissime foto con Pier in attività: una raccolta carta per autofinanziamento