DUCHI DI NAPOLI

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 Ruggero I il Gran Conte, di Fara Misuraca, Personaggi del Medioevo
  • . Insieme si lanciano alla conquista dei principati longobardi di Benevento, Capua e Salerno, dei ducati, nominalmente ancora bizantini, di Napoli, Sorrento, Amalfi e Gaeta, del catapanato di Puglia e di Calabria e dell'emirato arabo di Sicilia.
     I VENTIMIGLIA DI SICILIA
  • . Enrico I (* 1226 + 1266), Conte di Ventimiglia (titolare), 1° Conte di Geraci e di Ischia Maggiore, Signore di        Gangi e delle Petralie (1258), Signore di Gratteri ed Isnello (o Asinello), Capitano Generale degli Eserciti di Re        Manfredi, Vicario del Regno a Napoli.
  • . Mauro,              Pollina, Caronia nel 1412), Pretore di Palermo nel 1416 e 1417, Grande Ammiraglio del              Regno, Viceré di Sicilia 1430/1432 e Viceré di Napoli, Generale di Santa Romana Chiesa, fu              capostipite dei        F2.
  • . [ex 2°] Aldoino , nel 1377, al comando di una flottiglia angioina partita da Napoli, approdò in Sicilia               nel tentativo di riconquistare le terre paterne, ma fallì e morì esule a Napoli.
     Ruggero I d’Altavilla 
  • . Insieme si lanciano alla conquista dei principati longobardi di Benevento, Capua e Salerno, dei ducati, nominalmente ancora bizantini, di Napoli, Sorrento, Amalfi e Gaeta, del Catapanato di Puglia e di Calabria e dell'emirato arabo di Sicilia.
     D’AQUINO, linea dei Baroni di Castiglione
  • .        = 1344 Caterina, figlia del Conte Roberto de Cabannis, Gran Siniscalco del Regno di Napoli, e            di Sichelgaita Filomarino        F1.
  • .                          = Maria, figlia di Tommaso Filomarino Gran Siniscalco e Maresciallo del Regno                             di Napoli, Patrizio Napoletano, e di Vannella Carafa dei Duchi di Ariano (v.)                         J1.
  • . Ladislao (* Napoli 1543 + Roma 11-2-1621), Ciambellano privato                    del Papa, ordinato nel 1571, Referendario di entrambe le Segnature,                    Vescovo di Venafro dal 20-10-1581, Nunzio in Savoia, Collettore del                     Portogallo, Governatore di Perugia il 2-2-1614, Cardinale Prete dal                    19-9-1616 (con il titolo di Santa Maria sopra la Minerva 17-10-1616).
  • . Giulia (* Mancusi 7-8-1607 + ?), monaca nel monastero di San                             Marcellino a Napoli dal 1629.
  • . Isabella (+ 5-4-1647), monaca nel monastero di Santa Maria Donna                    Regina a Napoli dal 1574.
  • . Gaspare (* 1519 + in un incidente Napoli 1532).
  • . Bartolomeo (+ Montefusco post 17-3-1477/1520), Consignore del feudo di                          Lago                          = Lucrezia Aurelia alias Bonfiglio, da Napoli (+ post 26-7-1549)                          J1.
  • . Emilia                                 = Guglielmo Cavalcante, da Napoli                          J7.
  • .               = Caterina delli Monti, figlia di Ludovico Signore di Pozzolo e Vicerè di Napoli e di Giovanna                   dell’Aquila dei Conti di Fondi               E1.
     SPADAFORA : LINEA PRINCIPESCA 
  • .               = Palermo 26-11-1870 Donna Laura Starrabba, figlia di Don Francesco Paolo Marchese di Rudinì dei Principi                 di Giardinelli e di Donna Livia Statella dei Principi di Cassaro e Marchesi di Spaccaforno (* Palermo                  31-12-1850 + Napoli 2-12-1931).
  • . Donna Livia (* Palermo 10-2-1872 + Napoli 18-5-1950), Patrizia Veneta.
  • .                     = Napoli 12-7-1905 Don Carlo Marigliano dei Duchi del Monte (* Napoli 1-11-1867 + ivi 11-1-1934).
  • . Donna Laura Marigliano (* Napoli 23-8-1906 + Roma 23-11-1982)                           = Napoli 21-12-1930 Don Pietro Notarbartolo 8° Duca di Villarosa (v.)       B3.
  • .              = Palermo 26-4-1873 la Nobile Rosa Turrisi, figlia del Nobile Giuseppe Turrisi e di Donna Felice di Napoli                 Duchessa di Bissana (* Palermo 14-12-1851 + ivi 31-7-1927).
  • . Don Michele (* Palermo 31-3-1874 + ivi 2-1-1958), 9° Principe e Duca di Spadafora, Signore di San                    Pietro Licurri e Patrizio Veneto dal 1926; Principe di Fitalia e Duca di Bissana per successione dei di                    Napoli, riconosciuto con Decreto Ministeriale del 1-12-1938 (Diploma del 26-7-1939), Direttore Generale                    della Banca d’Italia e Podestà di Palermo.
  • .                                 = Palermo 23-4-1966 il Barone Vincenzo de Grazia (* Napoli 15-8-1933).
  • . Don Ernesto (* Palermo 12-5-1854 + Napoli 23-10-1901), Patrizio Veneto.
  • .              = Palermo 19-1-1880 la Nobile Laura Turrisi, figlia del Nobile Giuseppe e di Donna Felice di Napoli Duchessa                  di Bissana (* Palermo 7-11-1857 + ivi 6-6-1929).

  • info: DUCHI DI NAPOLI


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     Forni Editore - Elenco Opere
  • . 49.1 [Amalfi] Pansa Francesco, Istoria dell'antica Repubblica d'Amalfi (Napoli, 1724).
  • . 41, 00 49.5 [Aversa] Fabozzi Ferdinando, Istoria della città di Aversa (Napoli, 1770).
  • . 42, 00 49.8 [Bari] Beatillo Antonio, Historia di Bari (Napoli, 1637).
  • . 773 49.12 [Capua] Pellegrino Camillo, Apparato alle antichità di Capua (Napoli, 1771).
  • . 73, 00 49.13 [Capua] Rinaldo Ottavio, Memorie istoriche della città di Capua (Napoli, 1753).
  • . 848 49.14 [Caserta] Esperti Crescenzio, Memorie istoriche della città di Caserta (Napoli, 1775).
  • . 140, 00 49.16 [Capua] Granata Francesco, Storia civile della città di Capua (Napoli, 1752-56).
  • . 100, 00 49.16 [Catanzaro] D'Amato Vincenzo, Memorie historiche della città di Catanzaro (Napoli, 1670).
  • . 228 49.18 [Cava dei Tirreni] Polverino Agnello, Descrizione istorica della città della Cava (Napoli, 1716-17).
  • . 20, 00 49.20 [Chieti] Nicolino Girolamo, Historia della città di Chieti (Napoli, 1657).
  • . 33, 00 49.20 [Cerignola] Kiriatti Teodoro, Memorie istoriche di Cerignola (Napoli, 1785).
  • . Con la antirisposta apologetica (Napoli, 1680).
  • . 35, 00 49.23 [Cosenza] Sambiasi Girolamo, Ragguaglio di Cosenza e di trent'una sue nobili famiglie (Napoli, 1639).
  • . 105, 00 49.24 [Corigliano] Pugliesi Pier Tommaso, Istoria dell'antica Ausonia oggi detta Corigliano (Napoli, 1707).
  • . Battista, Cronica della città di Crotone (Napoli, 1649).
  • . 98, 00 49.34 [Gaeta] Federici Giovanni Battista, Degli antichi duchi e consoli o Ipati della città di Gaeta (Napoli, 1791).
     I BORBONE DELLE DELLE DUE SICILIE
  • . ecc.), Duca di Milano, Principe sovrano dei Paesi Bassi (di questi fino al 1714) dal 1-11-1700 al 10-1-1724, abdica e ristabilito il 6-9-1724; Re di Sicilia (Filippo IV ) e  Re di Napoli (Filippo IV ) dal 1-11-1700 al 9-1713 deposto.
  • . Carlo III (* Madrid 20-1-1716 + ivi 14-12-1788), Duca di Parma, Piacenza e Guastalla (I) 29-12-1731/15-5-1734, Re di Napoli (VII) e Sicilia (IV) 15-5-1734/8-1759, Re di Spagna 1759/1788.
  • . Ferdinando I (* Napoli 18-1-1751 + ivi 4-1-1825), Re di Napoli (IV) e Sicilia 1759/1816, Re titolare di Napoli dal 23-1 al 23-6-1799, e 1806/1814; Re delle Due Sicilie 1816/1825 (proclamato il 22-12-1816), deposto dal 15-3 al 15-5-1821; Cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro (1751), dell’Ordine di San Luigi, dell’ordine di San Michele, dell’Ordine dello Spirito Santo, dell’Ordine Supremo della SS.
  • . (ex 1°) Principessa Maria Teresa (* Napoli 6-6-1772 + Vienna 13-4-1807)        = Napoli 15-8/Vienna 19-9-1790 Francesco I d’Asburgo-Lorena Imperatore d’Austria e Re di Boemia e Ungheria           (* Firenze 12-2-1768 + Vienna 2-3-1835).
  • . (ex 1°) Principessa Maria Luisa (* Napoli 27-7-1773 + Vienna 19-9-1802)        = Napoli 15-8/Vienna 19-9-1790 Ferdinando III d’Asburgo-Lorena Granduca di Toscana (v.) A3.
  • . (ex 1°) Principe Carlo (* Napoli 4-1-1775 + ivi 17-12-1778), Duca di Calabria, Cavaliere dell’Ordine del Toson        d’Oro (1775) e Cavaliere dell’Ordine di San Gennaro A4.
  • . (ex 1°) Principessa Anna (* Napoli 23-11-1775 + ivi 22-2-1780).
     Angiò
  • . Un'altra novità fu lo spostamento della corte da Palermo a Napoli.
  • . Il ramo di Napoli ebbe inizio con Roberto I, detto "il Saggio" (1309-1343), fratello di san Ludovico di Tolosa.
  • . Con lei si estinse il ramo di Napoli.
  • . Carlo III, detto "Carlo della pace" fu assassinato a Buda (1386); gli successero sul trono di Napoli il figlio Ladislao (1386-1414) e Giovanna II (1414-1435), che adotto inizialmente come erede il re d'Aragona Alfonso V "il Magnanimo".
     www.maridelsud.com, Origini San Roberto
  • . Le cause furono diverse: il forte flusso migratorio verso la Sicilia o Napoli; le continue scorrerie barbaresche; i dissesti del territoriali intensi che influenzavano la distribuzione della popolazione sul territorio e anche il fiscalismo regio e l’oppressione feudale sulle campagne, che rendevano le città demaniali molto più preferibili di quelle feudali.
  • . Nel 1759 il Regno di Napoli e di Sicilia passava al giovane figlio di Carlo, Ferdinando IV, sotto la tutela del toscano Tannucci, sotto il cui regno si dovrà verificare la catastrofe sismica dei 1783 in Calabria meridionale, che coinvolse in modo drammatico anche la Comunità di S.
     ISCHIA IschiaOnLine - Breve storia di Ischia - Dal V sec. agli angioini - ISCHIA HOTELS - HOTEL ISCHIA - ALBERGHI ISCHIA - ISCHIA HOTEL - HOTELS ISCHIA - ISCHIA ISCHIA HOTELS
  • . Per circa duecento anni Ischia rimane sotto il dominio dei duchi di Napoli ai quali, per oltre un cinquantennio, si sostituisce la dinastia normanna di cui Enrico degli Hohenstaufen è l’ultimo sovrano.
  • . Fino al 1300 l’isola rimane distaccata da Napoli angioina politicamente ed economicamente, ma sottoposta alla Sicilia aragonese.
  • . Nel 1382 , ottantenne, muore re Roberto a cui succede la nipote Giovanna I; d’ora in avanti gli Angioini e gli Aragonesi sono i protagonisti della lotta di successione al trono di Napoli a cui gli isolani partecipano subendo talvolta saccheggi e devastazioni fino al 1441 , quando Renato d’Angiò è cacciato da Napoli da Alfonso d’Aragona e si rifugia in Provenza.
  • . A cura della dr.ssa - Da: G.BUCHNER C.GIALANELLA, Guida al museo di Ischia, Napoli 1995.
  • . P.MONTI, Ischia, archeologia e storia, Napoli 1980.
  • . P.MONTI, Ischia altomedievale, Napoli 1991.

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  • . Fino al 1300 l’isola rimane distaccata da Napoli angioina politicamente ed economicamente, ma sottoposta alla Sicilia aragonese.
  • . Nel 1382 , ottantenne, muore re Roberto a cui succede la nipote Giovanna I; d’ora in avanti gli Angioini e gli Aragonesi sono i protagonisti della lotta di successione al trono di Napoli a cui gli isolani partecipano subendo talvolta saccheggi e devastazioni fino al 1441 , quando Renato d’Angiò è cacciato da Napoli da Alfonso d’Aragona e si rifugia in Provenza.
  • . A cura della dr.ssa - Da: G.BUCHNER C.GIALANELLA, Guida al museo di Ischia, Napoli 1995.
  • . P.MONTI, Ischia, archeologia e storia, Napoli 1980.
  • . P.MONTI, Ischia altomedievale, Napoli 1991.
  • . Carlo Vili, rabbioso per la sconfitta e insospettito di Ludovico, giura di vendicarsi, ma non ebbe tempo, perché dopo poco lasciava Napoli e si ritirava.
  • . Berlin, Berlin, GER, Montag, April 07, 2003 13:29:54 MST - IschiaOnLine © by METIS ISP - - 91 users online METIS srl Via Michele Mazzella 94 80077 Ischia (Napoli) Tel.
     FRANCESI NEL VENETO E NEL REGNO DI NAPOLI - ANNO -1805-1806
  • . Del resto, anche se avesse avuto fiducia in Ferdinando IV, Napoleone avrebbe mantenuto lo stesso l'occupazione, perché il Regno di Napoli, mentre si preparava a invadere l'Inghilterra, gli serviva per distrarre verso l'Oriente la sorveglianza della flotta inglese del Mediterraneo.
  • . L'imperatore non mancò di fare altri passi presso la corte borbonica, per indurla a schierarsi contro l'Inghilterra, ma FERDINANDO IV rispose che se si fosse schierato contro gli Inglesi questi gli avrebbero strappata la Sicilia e bloccata Napoli.
  • . Dopo il rifiuto della corte borbonica di allearsi con la Francia, le relazioni tra Napoleone e il re di Napoli non furono proprio del tutto rotte, ma ormai l'Imperatore non dubitava più dei sentimenti di Maria Carolina e Ferdinando IV, né credeva più alle loro millantata neutralità; anzi era sicuro che a Napoli si complottava contro di lui.
  • . Verso la fine di gennaio giunse a Napoli la notizia che una numerosa flotta francese era uscita da Tolone dirigendosi verso il sud; allora il DAMAS, nell'eventualità di un attacco dal mare, diede gli ordini per respingerlo, e siccome il fermento nella capitale, in quei giorni, fu grande, i Francesi, temendo che scoppiassero tumulti francofobi, chiesero i passaporti per mettersi in salvo.
  • . Dal canto suo il generale GOUVION Saint-Cyr chiese spiegazioni sugli armamenti che si facevano a Napoli e minacciò di marciare con il suo esercito sulla capitale se non allontavavano l'Elliot e il Dumas.
  • . A trattenere il generale francese fu mandato il principe di CARDITO, il quale spiegò che gli armamenti erano stati fatti per impedire che il morbo che infieriva a Livorno si propagasse a Napoli; quanto all'Elliot disse che non poteva essere allontanato perché si sarebbe provocata l'ira dell'Inghilterra; e per quel che riguardava il Damas dichiarò che trattative dirette erano state avviate con l'Imperatore.
     I Borboni di Napoli - Alexandre Dumas-Libro I: Carlo III Capitolo I
  • Di Alexandre Dumas Libro I – Capitolo I Carlo VII di Napoli ‑ Carlo III di Spagna.
  • . Carlo VII di Napoli, il quale però non si avvalse mai di questo nome per sottoscrivere gli atti reali, ma contentossi di firmare semplicemente « Carlo » quasi che non avesse voluto riconoscersi come successore dei principi di Angiò e di Spagna che aveano portato il suo nome, era un primogenito, ma un primogenito delle seconde nozze di Filippo V con Elisabetta Farnese.
  • . Essendo necessario di adottare per questi due sovrani il nome sotto il quale la storia ci parla di loro, noi diciamo voler parlare dell'Infante don Carlos divenuto re di Napoli, sotto il nome di Carlo III che egli prese salendo sul trono di Spagna nel 1759 e di Ferdinando IV sotto il nome di Ferdinando I ch'egli prese diventando Re delle due Sicilie nel 1815.
  • . La pace di Utrecht, firmata nel 1713 dopo la vittoria di Denain, la quale avea salvato la Francia, avea dato la Sicilia a Vittorio Amedeo duca di Savoia, e fatto cedere Napoli con la Sardegna all'Austria: ma, nel 1720, Vittorio Amedeo, stanco dello spirito irrequieto dei Siculi, cangiò la Sicilia con la Sardegna, e mercè questo cambio ambo le Sicilie trovaronsi sotto la dipendenza di casa d'Austria.
  • . Preso Filisburgo agevol cosa era penetrare nel cuore della Svevia e traversando la Germania, dare aiuto alla Polonia, mentre un altro esercito passerebbe le Alpi, con l'aiuto dei Piemontesi nostri alleati, e marcerebbe sopra Milano, mentre che un corpo di armata Spagnuola sbarcherebbe a Genova ‑ un altro a Napoli, ‑ ed una flotta della medesima nazione dominerebbe i mari di Italia.
     Catalogo 71 : La Domenica del Corriere
  • . - In una ripida strada di Napoli, quindicenne balza su di un camion messosi in moto da solo e riesce a bloccarlo.
  • . - In un paesino presso Napoli, balcone sul quale si trovava una famiglia che litigava con un'altra famiglia crollava.
  • . - Violento incendio al Politeama Giacosa di Napoli alle 2.20 di notte.
  • . (Napoli) BELTRAME A.
  • . - Inaugurazione dei sovrani dell'Esposizione Nazionale d'Igiene a Napoli.
     Valle Roveto - STORIA DELLA VALLE ROVETO
  • . Il secolo XIV non fu certo un secolo tranquillo nella storia d'Italia e della Chiesa; e tanto meno per il Regno di Napoli.
  • . I re di Napoli seguitano a chiamarsi conti di Albe.
  • . Valle Roveto intanto torna ad essere interessata alle vicende che senza soste si inseguivano sanguinose nel Regno di Napoli.
  • . Gli Orsini che prendevano ora le parti dell'uno ora quelle dell'altro pretendente al trono di Napoli, non una volta sola attraversarono con le loro milizie la Valle Roveto.
  • . E il 21 febbraio del 1432 la regina Giovanna confermava ad Odoardo della Colonna, duca dei Marsi e conte di Albe e di Ce­lano, le terre che un tempo erano state concesse a Lorenzo Colonna, conte d'Albe e gran Camerlengo del Regno di Napoli.
  • . Quando, infatti, scomparve nel 1435 Giovanna II, che era stata preceduta nella tomba di qualche anno da Luigi III d'Angiò, da lei designato alla successione, l'aragonese Alfonso V, il nuovo pretendente alla corona, sperò di salire presto al Regno di Napoli.
  • . Dopo varie peripezie e dopo la sua sconfitta a Ponza e la sua liberazione, voluta dal suo carcerie­re, cioè da Filippo Maria, duca di Milano, finalmente Alfonso V diventò nel giugno del 1442 re di Napoli.
  • . Ormai una nuova dinastia si era stabilita a Napoli, anche se l'avvento degli aragonesi non farà desistere la Francia dalle sue pretese sul Regno napoletano, per cui essa tenterà poi nel 1494 di riconquistarlo con Carlo VIII.
  • . Con l'avvento al trono ricostituito di Sicilia e di Napoli di Alfonso V, riappaiono i privilegi di Casa Orsini.

  • DUCHI DI NAPOLI ?

     IDIS-DPF: Il Ducato di Amalfi (839-1131)
  • . I duchi di Napoli — che nel secolo VIII controllavano tutto il litorale tirrenico da Gaeta ad Amalfi — sono i primi a emanciparsi dal supremo magistrato bizantino in Italia, lo stratega di Sicilia, al quale dovevano la loro nomina, quindi si rendono autonome le città di Amalfi e di Gaeta e, in ultimo, Sorrento.
  • . Quasi predestinata dalla geografia e dalla scarsa fertilità delle sue terre alla marineria e al commercio, Amalfi acquista un’importanza pari a quella del Ducato di Napoli, da cui dipende, ponendo le basi, insieme alle altre città campane, del risveglio economico del Mediterraneo.
  • . Per approfondire: vedi Mario Del Treppo e Alfonso Leone, Amalfi medioevale , Giannini, Napoli 1977; Vera von Falkenhausen, Il ducato di Amalfi , in AA.VV., Il Mezzogiorno dai Bizantini a Federico II , vol.
  • . II, tomo I, Il Medioevo , Edizioni del Sole, Napoli 1988, pp.
     Cosa vedere in Sicilia
  • . - via napoli 33 - 92016 Ribera (AG) - tel/fax +39 0925-545948 e-mail: C.C.I.A.A.
     DI CAPUA
  • . 1328; sepolto sotto        l’organo all’Arcivescovado di Napoli), Scipione Mazzella nel suo libro nel suo libro "Descrittione del Regno di        Napoli " scrive nel 1600, pagina 297 : Questo Bartolomeo fu l' ultimo figliuolo del padre, il quale n' ebbe due altri        maschi l'uno chiamato Anselmo l'altro Adimaro.
  • . Verginiani di        Montevergine a Napoli.
  • . Maria (* post 1300 + post 20-10-1342/ante 10-12-1345), dichiarata erede della baronia di Gesualdo alla                      morte della sorella Martuccia Bartolomea (Privilegio di Re Roberto I: Napoli 20-10-1342, confermato                      dalla Regina Giovanna I a titolo postumo 10-12-1345) all’esclusione del feudo di Paterno e a patto che la                      sorella maggiore mancasse di figli atti alla successione.
  • . (ex 1°) Giovanni (+ 17-9-1331, sepolto nella chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli), Signore di Altavilla,               Antimo, Molinara, Roseto, Conca, Riccia, Morrone, Altavilla e altre terre dal 1328.
  • . a) = Chiara Sanseverino b) = la domenica 13-10-1353 Andreina, figlia di Acciaiolo Acciaioli e di Guglielmina de’ Pazzi, e           sorella di Niccolò Gran Siniscalco del Regno di Napoli (+ post 1373) (v.) , e già vedova di Carlo          d’Artus Conte di Monteodorisio.
  • . Francesco (+ Napoli 1488, sepolto nella cappella di Capua a Riccia), 7° Conte di                   Altavilla, Signore di Riccia e Signore di Cannavena.
  • . Don Vincenzo Luigi   IV (* 25-10-1580 + 18-12-1627), 14° Conte                      d’Altavilla e Conte di Montorio dal 1591, 1° Principe della Riccia                      dal 18-11-1595 e Patrizio Napoletano; investito del titolo di “Gran                      Conte” il 17-10-1622; gli furono dedicati dal dotto Gramigna i                      “Dialoghi e Discorsi” editi a Napoli nel 1615.
     CAPECE ZURLO
  • . Berardo Piscicelli (+ ante 1330, sepolto nella cappella Zurlo a Napoli), Patrizio Napoletano del Seggio di Capuana e Cavaliere.
  • . Sposa Giovanna Caracciolo, figlia di Giovanni Signore di Fossacieca, Patrizio Napoletano, e di Lucrezia d’Aprano (+ 11-4-1330, sepolta nel Duomo di Napoli) (v.) A1.
  • . Pietro Piscicelli Zurlo detto “Quarra” (+ 12-9-1342, sepolto nella cappella Zurlo a Napoli), Patrizio Napoletano e        Signore di Aprano (eredità dell’ava Lucrezia).
  • . Giovanni Zurlo (+ 31-9-1381, sepolto nella cappella Zurlo a Napoli), Patrizio Napoletano e Cavaliere, Signore di        Aprano (investito nel 1344).
  • . (ex 1°) (Ni ) Cola Antonio (+ 25-11-1388, sepolto nella cappella Zurlo a Napoli), Patrizio Napoletano.
  • . (ex 2°) Enrico (+ 1407), Patrizio Napoletano, Signore di Celenza, Sant’Arcangelo, San Silvestro, del castello        Montefalcone e parti di Castelmoro, Signore di Oppido, Cancellara, Petragalla e ½ di Pasano, Gran Siniscalco        del Regno di Napoli durante il regno di Ladislao I.
  • . Maria , monaca nel monastero di San Geronimo a Napoli.
  • . (ex 2°) Giovanni Antonio (+ 1497), Signore di Toritto e Patrizio Napoletano, con l’arrivo dei       francesi nel Regno di Napoli si pose al loro servizio e ne ottenne l’investitura di Conte di       Potenza, Conte di Sant’Angelo dei Lombardi, Signore di Andretta, Morra, Leoni, Toritto e       Candela il 15-5-1496 ma mantenne i feudi per pochi mesi.
  • . Nicola Antonio Capece Zurlo , Patrizio Napoletano, fu reintegrato nel patriziato   napoletano per il Seggio di Capuana insieme ai cugini il 26-6-1539 e ottenne di fare   parte del patronato sulla cappella Zurlo a Napoli.
     | Comune di Gioia dei Marsi |... Storia e archeologia di questa località della marsica
  • . Sorsero cosi tantissimi manieri di cui è testimonianza nel "Catalogus baronum", redatto nel 11501160 per conto dei sovrani normanni del nuovo regno di Sicilia (e poi di Napoli) in previsione della seconda Crociata, dove risulta che il feudo di Gioia poteva fornire all'armata due militi a cavallo corrispondenti ad una popolazione di 200 abitanti circa.
  • . Maria della Vittoria di Scurcola, con autorizzazione del re di Napoli Roberto d'Angià, come da atto pubblico registrato il 20 agosto 1334 dal notaio Ricciardo Petri di Napoli del quale esiste una copia fedele eseguita dallo storico abruzzese Ludovico Antinori del XVIII secolo che cosi riferisce: "Nel 1334 Tommaso di S.
  • . Tale racconto è ripreso e riportato anche negli scritti dell'accuratissimo storico Colarossi-Mancini (Storia di Scanno) e di Benedetto Croce (Storia del Regno di Napoli e di Pescasseroli) dove appaiono queste parole: "Altri litigi e violenze corsero tra gli Aquino e i Cantelmo il che non tolse che, più tardi, nel 1413, Giacomo Cantelmo andasse con Giacomo d'Aquino a far guerra nei vicini possedimenti del Conte di Gioia Luca Spinelli".
  • . La pretesa di Giacomo D'Aquino di impadronirsi di Gioia in conflitto con altri pretendenti era forse londata in quanto, in quegli anni turbolenti di fine secolo XIV, aveva ereditato da Orsolina di Gioia, Contessa di Satriano, prima moglie di suo padre Berardo, il feudo di "joha" come risulta dal Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani ed.

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