Porta laterale Ovest (Porta della libertà)

Prima fila di pannelli

Nel 1127 Oderisio, scultore beneventano, lo stesso artefice della porta maggiore, portò a termine anche la porta bronzea del lato Ovest. Questa è una miniera di notizie sulla storia civile e religiosa della città di Troia e dei suoi primi vescovi. È suddivisa in ventiquattro pannelli riquadrati da fasce bronzee tenute da bulloni.

Nel primo pannello in alto si legge:

PRINCEPS PATRONU(M)

PETRE TROIA(M) SUSCIPE

DONUM QUA(M) L(A)ETA-

BUNDUS GUILIELM(US)

DONO SECUNDUS

[O Pietro, principe (degli apostoli) e patrono, ricevi in dono la città di Troia, che io, Guglielmo secondo, lietissimo, ti offro.]

Nel secondo pannello lo stesso vescovo Guglielmo affida la città di Troia (CIVITAS TROIANA) agli Apostoli Pietro e Paolo (terzo e quarto pannello). Ad evitare equivoci, sulla fascia superiore è inciso:

DOMNUS EPISCOPUS GUILIELMUS SECUNDUS [Il Signor Vescovo Guglielmo secondo]

Come si vede da questa recente immagine, la Porta della libertà necessita di un accorto restauro, come è stato già fatto per la Porta maggiore. Da notare inoltre che le undici figure erano tutte in agemina, cioè avevano il volto, le mani e i piedi d'argento lavorato a sbalzo ed applicato. Oggi ne restano solo alcune tracce.

Nella seconda e terza fila di pannelli sono raffigurati gli otto vescovi predecessori di Guglielmo secondo, dall'ottavo al primo:

Guglielmo primo, Uberto, Girardo, Gualtiero, Stefano, Giovanni, Angelo, Oriano.

In ogni pannello c'è un vescovo, di fianco il suo nome, e sulla fascia inferiore di ciascuno, la dicitura: "Hic novae Troiae fuit primus episcopus- Hic secundus- Hic tertius …" ["Della nuova città di Troia questo fu il primo vescovo - questo il secondo - questo il terzo…"] e così via fino al nono, Guglielmo secondo.

Nella quarta fila quattro battenti sono sostenuti da protomi leonine; sulla fascia inferiore si legge: "Factor portarum fuit Oderisius harum beneventanus"(Artefice di queste porte fu Oderisio da Benevento)

Nella quinta e sesta fila una lunga iscrizione occupa gli ultimi otto pannelli:

"Aequitatis moderator liberator patriae Domnus Guilielmus secundus Dei gratia venerabilis huius sedis Trojanae Episcopus nonus has etiam Portas Aeneas de proprio aerario largus dispensator fieri jussit anno Incarnationis Domini MCXXVII et civitatis huius condictione centesimo atque octavo Pontificatus vero Honorii Papae secundi tertio item Pontificatus Domni Guilielmi Episcopi secundi XXI Indictione V anno quo Guilielmus tertius Normandorum Dux Salernis obiit morte communi. Tunc Trojanus populus pro libertate tuenda Arcem subvertit et Urbem vallo murisque munivit".

(Moderatore di giustizia, liberatore della patria, il signore Guglielmo secondo, per grazia di Dio nono vescovo della venerabile sede Troiana, anche queste porte di bronzo comandò di fare, magnanimo dispensatore del proprio erario, nell'anno 1127 dell'Incarnazione del Signore e nel centesimo ottavo dalla fondazione di questa città, e nel terzo anno di pontificato di papa Onorio II, ed anche nel ventunesimo di pontificato del signor vescovo Guglielmo secondo, quinta indizione, nell'anno in cui Guglielmo terzo Normanno, Duca di Salerno morì di morte naturale. Allora appunto il popolo troiano per difendere la libertà ha abbattuto il castello ed ha munito la città di mura e palizzate).

Questa iscrizione giustifica il motivo per cui quest'opera bronzea, in cui è incisa un'importante pagina di storia civile e religiosa, fu chiamata: "Porta della libertà".

Per le altre iscrizioni di carattere storico, vedi la Porta centrale

Per il significato simbolico della porta, vedi Le porte

Copyright © Guido Iamele 1999/2003

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