Struttura e simbologia del rosone

Nella facciata della Cattedrale di Troia, spicca al centro il rosone, splendida realizzazione fra i semplici oculi dell'arte romana e protocristiana ed i magnifici rosoni dell'arte gotica, sostenuti da esili colonne e piombo fuso, ma costituiti principalmente da vetrate multicolori per dare quanta più luce fosse possibile. Nelle chiese romaniche predominano invece mura spesse e scarsità di luce, per favorire la meditazione: è da notare a proposito che la facciata è esposta a nord.

Il rosone della Cattedrale di Troia si differenzia per una particolarità che lo rende unico al mondo: ha undici spicchi divisi da altrettante colonnine. Di solito i rosoni erano divisi in sei o dodici parti, più facili da realizzare. Tra le colonnine vi sono undici transenne triangolari traforate, ciascuna con un disegno geometrico diverso; fra le transenne e la giunzione delle arcate, vi sono altrettante griglie trilobate, anch'esse l'una diversa dall'altra.

Figure ricorrenti di questi trafori, ottenuti scolpendo nastri intrecciati, sono: il quadrato, la losanga, la croce, il rombo, il cerchio, tutte figure geometriche fortemente simboliche:

Il quadrato, la losanga e il rombo: il finito, la perfezione (quattro lati uguali)

La croce: la salvezza, Gesù con le braccia aperte

Il cerchio: la perfezione, l'eternità, il muori e risorgi

All'incrocio delle arcate spiccano undici fori trilobati, tutti eguali tra loro: essi, formati da tre cerchi intersecanti, uguali e distinti allo stesso tempo. Questa figura è la rappresentazione simbolica della Trinità, cioè Dio uno e trino.

 

 

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Alcune figure dei trafori ricorrenti nel rosone.

Forma trilobata presente fra le arcate del rosone.

 

Parte centrale del rosone: da notare il traforo diverso in ogni transenna

Le undici colonnine poggiano su di un cerchio di pietra lavorata a squame, che ricorda una corda chiusa o un serpente che si morde la coda (uroburo), simbolo del muori e risorgi, dell'eternità, della forma perfetta, e quindi dello stesso Gesù Cristo. Dal cerchio centrale partono in tutte le direzioni le undici colonne, che rappresentano quindi gli Apostoli, tutti meno Giuda, il traditore, che viene qui escluso, per ricordare che chi pecca gravemente non è più innestato su Gesù, ma diventa ramo secco, fascina da bruciare.

Numerando le colonne, vediamo che la prima serie di archi va da 1 a 3, a 5, a 7, a 9, a 11. Dall'undicesima colonna parte la seconda serie di archi, che va da 11 a 2, a 4, a 6, a 8, a 10, a 1.

Quindi la divisione in undici è realizzata da un incrocio di cinque più sei arcate che si rincorrono. Anche qui il simbolismo è celato, ma significativo: cinque e sei rappresentano microcosmo e macrocosmo, oppure Cielo e Terra. Undici quindi è il numero con cui si costituisce nella sua totalità la via del Cielo e della Terra. Inoltre l'undici è un numero dispari, e quindi tutto il rosone è asimmetrico. Torneremo sulla questione della simmetria parlando dell'abside (vedi).

Il terremoto del 31 Ottobre 2002 ha causato notevoli danni alla statica del rosone, compromettendone la stabilità, per cui si è reso necessario procedere ad accertamenti e progetti per un consolidamento o uno smontaggio e rimontaggio, con notevoli costi. È stato pertanto costituito un Comitato dal nome: "SALVIAMO IL ROSONE" allo scopo di reperire i fondi necessari.

Leggi qui l'appello urgente del Comitato

L'archivolto del rosone è un'altra miniera di simboli...

Copyright © Guido Iamele 1999/2003

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