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PARTITO DEMOCRATICO II MUNICIPALITA'
COMUNE DI NAPOLI
CENTRO STORICO
partito democratico Napoli
CIRCOLO TERRITORIALE II MUNICIPALITA'
"DON LUIGI STURZO"
L'IMPEGNO POLITICO, SOCIALE E CULTURALE DI CHI VUOLE ESSERE AL SERVIZIO DEL POPOLO
Chiesa S. Agostino alla Zecca
 
AJUTATECE A’ SSARVA’ STA’CCHIESA

O’ millennovecientouttanta nce fuie nu’ terramote ca’ scassaie tutte cose, a’ Nnapule e stramano, pure. E qquanta muorte facette stu’ birbante! Scarrupaje case, chiese, uh, Madonna mia! Mo’ so’ passate vintisett’anne; avimme fatte tanta cose, p’accuncià, e ppoche so’ e’ ccose c’avimma fa’ ancora. Una e’ cheste è a’ Chiesa e Sant’Austino a’ Zecca. Ma comme, chella è na chiesa do’ millettreciente e stà ancora chiusa, e dopp’o terramote nunn’ha araputo cchiù?
Mo’ ci’amme riunito in “Comitato” insomma, a ggente do’ quartiere, e avimme ditto: “Basta, ma chesta è na vergogna!” Cà poje’ sfortuna da’ scarogna, pure o’ffuoco nce s’è mmiso: chillu bellu purtone, tutto e’ lignamme, dduje anne fa s’appicciaje tutte quante!
Mo’, dice (ma è ccosa certa), ca dinto a’cchiesa è state accunciate; ma fore, fore è nu’ turmiento, vedè chella Casa do’ Signore abbandunata. Ll’anne so’ passate, e a’ ggente a vo’ vedè aperta nata vota (chella, dice, è a’ cchiù bella cchiesa e’ Napule!).
Tutte nuje, però, putimme fa quaccose. Putimme fa n’offerta, mannammo stì denari e, na’ mano pèròne, tutte se po’ ffà. L’offerta, è na’mmasciata ca nuje dammo: “acconciala sta Chiesa!”; pirciò, cchiù simmo, megli’è, primmo, p’e’denari, poje, pcchè nce stanno a’ ssentì cchiù assaje!
Grazzie, e rriverenza!
 
 
In questo sito potrai trovare l'attività politica svolta dal partito democratico nella II Municipalità del Comune di Napoli, con esatezza nei quartieri Avvocata, Mercato, Montecalvario, San Giuseppe, Porto e Pendino e potrai inoltre segnalare evenuali interventi sul territorio o suggerimenti.
 
Il Partito Democratico oggi, prima Margherita DL, della II Municipalità, con il suo Assessore Gianfranco Wurzburger e con i suoi consiglieri, tra cui Salvatore Castiello, ha intrapreso una battaglia politica per la riapertura della monumentale Chiesa di S. Agostino alla Zecca, chiusa dal terremoto del 1980.
Repubblica Italiana
MOZIONE SICUREZZA URBANA
Proposta da FABIO BENINCASA E GIANFRANCO WURZBURGER

168.285 immigrati, 30.000 in più dello scorso anno, fanno della Campania la regione dell’immigrazione. Al 7° posto in Italia, la nostra regione è la prima nel Sud, con alle spalle Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. Napoli assorbe il 51,8% degli immigrati regolarmente soggiornanti, pari a 87.065 persone. Dati che ci rallegrano perché come democratici “amiamo il senso profondo di ospitalità e di solidarietà” dei nostri connazionali – così come recita il nostro manifesto. E, come da “sempre abbiamo contribuito alla prosperità di molte altre nazioni, attraverso l’intelligenza e la tenacia di tanti nostri concittadini” così siamo onorati che tanti stranieri possano arricchirci con la loro ricca umanità ed “il patrimonio della loro storia, arte e cultura”.
Per questo consideriamo gli immigrati una risorsa per noi e per la nostra regione: per gli spazi lavorativi che occupano (che spesso qui da noi nessun altro ricoprirebbe), per la tenacia con cui molti portano a termine i propri lavori (che non è paragonabile a quella di molti connazionali); per la dedizione al lavoro che li contraddistingue.
Gli immigrati sono ormai per noi indispensabili.
Ma proprio in ragione di tutto ciò e per tutelare gli immigrati che lavorano onestamente e a prezzo di molti sacrifici, riteniamo che sia doveroso intervenire nei confronti di coloro che arrivano nel nostro Paese clandestinamente, per svolgere attività ai margini della legalità e che tentano, con ogni mezzo, di aggirare la legge.
Negli ultimi anni è molto aumentata la quota di reati commessa da stranieri e, tra gli stranieri, sono quelli comunitari coloro che delinquono di più. È una realtà che emerge da tutte le statistiche. E che si è accentuata con l’ingresso da altre nazioni nell’Unione europea.
È evidente, e va sempre ribadito, che gran parte degli stranieri in Italia lavorano duramente e si comportano più che bene. Così come va detto che la collaborazione del governo e della polizia degli altri stai europei è ottima e produce importanti risultati in termini sia di prevenzione che di arresti. Ma questo è il tipico esempio di problemi nuovi che vanno affrontati con strumenti nuovi. In quanto comunitari, infatti, possono entrare liberamente in Italia (non c’è moratoria che possa impedirlo). E questo va benissimo per coloro che vengono per lavorare. Ma servono strumenti adeguati per non lasciare campo libero a chi viene per delinquere.

Pertanto, riteniamo che sia fondamentale:

- sensibilizzare le Autorità competenti affinché si inizi a monitorare il territorio metropolitano per controllare i cittadini stranieri che svolgono attività commerciali e procedere alla loro identificazione al fine di verificare anche la regolarità del permesso di soggiorno e la loro reale identità e nazionalità;

- manifestare apertamente la propria adesione al “Pacchetto Sicurezza” approvato dal Governo Prodi che prevede l’eventuale espulsione di immigrati che non siano in regola e che non rispettino le leggi comunitarie e nazionali: chi non è nel rispetto della legge va allontanato, come chi lavora per il nostro Paese va tutelato;

- adoperarsi per offrire opportunità concrete ai cittadini immigrati in regola: d’intesa con associazioni di volontariato, Caritas, organismi preesistenti… elaborando la possibilità di mettere in cantiere corsi di italiano, case di accoglienza per chi è in difficoltà, assistenza socio – sanitaria per i minori e per gli stessi adulti, con l’obiettivo di formare una società aperta e multirazziale.

La situazione di aggressività verso gli immigrati sta diventando, infatti, in alcuni quartieri grave. Per quanto i nostri concittadini siano il popolo dell’accoglienza, Napoli e la Campania non possono continuare a tollerare insicurezza, illegalità, disordine. Occorre intervenire. Lo dobbiamo ai napoletani, ai concittadini extracomunitari che lavorano per noi e con noi, lo dobbiamo al nostro nuovo Partito che nasce per essere al servizio della gente.
 
Gruppo Consiliare PD
Piazza Dante, 93 - 80135 Napoli
Corso Garibaldi, 394 - 80133 Napoli
tel. 081 5636268 - 081 7950221
 
 
Le battaglie del Comitato Sant’Agostino alla Zecca
- Sant'Agostino alla Zecca è chiusa dal terremoto del 1980 per gli ingenti danni provocati dal sisma.
- Nel 1998 nasce il Comitato di Sant’Agostino alla Zecca sorto per promuovere il restauro della trecentesca chiesa. Aderiscono cittadini del quartiere, ma anche esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra questi ci piace ricordare l’attore Gino Maringola (Zi’ Pascalino) della compagnia di Eduardo de Filippo.
-Il Comitato promuove battaglie continue sensibilizzando anche le scuole del territorio: è del 1999 il concorso fatto per invitare i ragazzi a non abbandonare Sant’Agostino.
- Il 17 gennaio del 2005 il portale in occasione del tradizionale fuoco di Sant'Antuono Abate viene incendiato, un gruppo di ragazzini ammucchia un enorme quantità di legno sul sagrato della Chiesa e durante la notte il fuoco divampa distruggendo completamente il portale. Da quel momento in poi si accendono i riflettori su Sant'Agostino alla Zecca. L'allora ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani invia una lettera al sindaco di Napoli impegnandosi a stanziare cinque milioni di euro per il restauro di Sant'Agostino alla Zecca (proprietà del Fec, Fondo edifici culto del ministero dell'Interno), di Santa Maria di Porto Salvo (anche questa chiusa da tempo) e della Basilica della SS. Annunziata. Nello stesso periodo, anche il ministero dell'Interno attraverso il Fec dichiara che avrebbe stanziato dei fondi per la riapertura al culto di Sant'Agostino alla Zecca: per il Comitato sembra una battaglia vinta.
- Ma nel novembre dello stesso anno, poiché nulla cambia, il Comitato lancia una nuova sfida: distribuisce nei decumani cinquemila cartoline indirizzate all'allora ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, perché tenga fede alla promessa fatta dal suo predecessore. Un gesto di protesta per riaccendere i riflettori su Sant’Agostino alla Zecca. Dei famosi 5 milioni di euro stanziati dall’allora Ministro Urbani non si seppe più nulla.
- 23 novembre 2007: con la riapertura straordinaria della chiesa e la visita guidata di mons. Vincenzo De Gregorio a studiosi e giornalisti il Comitato riparla di Sant’Agostino. La situazione è cambiata. All’interno la chiesa è stata restaurata per quanto riguarda gli intonaci, gli stucchi e le tinteggiature, fatta eccezione per la navata destra, che a seguito del noto incendio del portone appiccato da teppisti, necessita di una ripresa degli intonaci. Inoltre i marmi del basamento sono sconnessi, così come la pavimentazione della navata, che presenta larghe zone di rigonfiamenti e distacchi. Mentre l’esterno è tutto da restaurare.
- La Soprintendenza ha programmato, con fondi ordinari stanziati dal Ministero per le Attività e i Beni Culturali, interventi di restauro riguardanti la facciata laterale della chiesa ed il ripristino della copertura della navata (attualmente a volta estradossata) mediante capriate lignee e tetto a falde, secondo l’impianto preesistente al terremoto del 1980. Quest’ultimo intervento è già stato aggiudicato ed i lavori sono al momento sospesi per la redazione della perizia di variante. Inoltre, con finanziamenti del Fondo Edifici Culto (FEC) del Ministero dell’Interno (ente proprietario) si prevede di completare il restauro delle coperture delle navate laterali. Sono stati avviati anche accertamenti in merito alla legittimità della conduzione dei locali terranei da parte di privati, atteso che tali immobili afferiscano al FEC. L’occupazione di detti locali, corrispondenti al piano cripta della chiesa, ha comportato l’utilizzo improprio e la manomissione degli stessi, con grave depauperamento della facciata in piperno scolpito, costituente un mirabile esempio dell’architettura barocca napoletana. Nel frattempo è stata disposta la messa in sicurezza del cancello d’ingresso del sagrato, al fine di impedire il varco ed ostacolare l’accumulo di materiale infiammabile a ridosso della chiesa, scongiurando in tal modo il ripetersi di atti vandalici.
- Con fondi FEC, già richiesti al Ministero dell’Interno dalla Soprintendenza, ma non ancora stanziati, si prevede di completare il programma di restauri del monumento in oggetto, comprendente l’interno chiesa, il campanile, la facciata principale, il sagrato, la cripta, gli impianti necessari a rendere pienamente fruibile l’accesso.

- Serve ancora uno sforzo. Un grande salvadanaio è stato messo all’esterno della chiesa: un simbolo perché tutti possano contribuire. Un grande manifesto ricorda che ognuno può salvare questa chiesa e che tutti siamo responsabili dei nostri monumenti. La raccolta del 23 novembre deve proseguire. Il Comitato di Sant’Agostino alla Zecca continua la sua battaglia. Il salvadanaio verrà poi sistemato presso il Teatro Trianon Viviani di Forcella dove continuerà la sottoscrizione popolare, successivamente verrà consegnato integro nelle mani del Prefetto di Napoli quale riferimento del Ministero dell’Interno a Napoli.
- L’appello del 23 novembre è rivolto non solo al Ministro dell’Interno, Amato, ma anche e soprattutto al Ministro per i Beni Culturali, Rutelli affinché vengano stanziati i fondi necessari per il completamento del restauro di Sant’Agostino alla Zecca.
 
Associazione Gioventù Cattolica
Comune di Napoli
Margherita D.L.
Provincia di Napoli
ULIVO
Regione Campania