A te


(Vecchioni)

A te che avevi un gatto
indifferente il giorno
che son venuto a dirti
domani non ritorno.

A te che immaginavi
ad ogni mia parola
la vita di mia moglie
che forse è sola:
e ti sforzavi di non ricordare
quell'uomo che tornava
soltanto per picchiare
tua madre che aspettava,
quando scappavi a letto
dicendo a tua sorella:
"Vedrai che passa tutto
la vita è bella".

A te che gli anni e gli occhi
si mentono ogni sera
anche se negli specchi
la vita è dura.

A te che mi hai ascoltato
cercando di capire
uno che parla al buio
e non sa cosa dire.

A te che mi hai truccato
il mazzo delle carte
perchè vincessi ancora
da qualche parte.

A te con i tuoi forse
e la tua Valentina
che in fondo è solo il nome
di una bambina.

A te che non c'è un solo uomo
a cui non hai creduto,
amando il suo dolore anche
se si era addormentato.

A te che nascondevi
ridendo la paura
che fosse solamente
un'avventura.

A te che mi dicevi:
"Sai chi ho scopato ieri?"
per non farmi capire
che ero nei tuoi pensieri.

A te che mi hai contato
i passi sulle scale
e viene sempre il giorno
che non si sale.

A te nemmeno un sogno
nemmeno un'emozione
a te non ho lasciato
che una brutta canzone.

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commento :
" Mi sento in dovere di comunicare la disperazione, il dolore, delle vie impossibili da trovare. Ma anche di comunicare che ci sono dei modi non dico per essere felici, bensì per trovare dei compromessi con la felicità. Per stare bene con certe cose e con certe persone, per trovare un equilibrio nella propria esistenza, per rinnovare i ricordi, riportarli alla mente, rivalutarli. Per conoscere sempre nuove persone, nuove emozioni. Penso di avere la capacità di meditare su tutto quello che succede: assorbo le emozioni, le gioie e i dolori della gente, li faccio miei e li ritrasmetto " .