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| V SCUOLA MEDIA
STATALE E. DE NICOLA
MADDALONI
(CE) PRESIDE PROF. A. DI LORENZO |
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SPERIMENTAZIONE DELLAUTONOMIA DIDATTICA D.M. 765/97-C.M. N° 766-27/11/97 |
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| DIDATTICA PER CONCETTI LADOLESCENZA REALIZZAZIONE IPERTESTO: COORDINATORI: HANNO COLLABORATO I PROFF: CLASSI INTERESSATE: |
LAUTONOMIA! La
questione dellautonomia si pone al centro del complesso processo di trasformazione
del sistema scolastico e costituisce loccasione per una vera e propria riforma
istituzionale che dilata i tempi e gli spazi di libertà e di democrazia. IL PRESIDE PROF. ANTONIO DI LORENZO |
| PREFAZIONE PERCHE` LADOLESCENZA ? |
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| Perché noi docenti, testimoni di
quella che viene definita dagli psicologi come una vera e propria rivoluzione,
ci troviamo spesso con ragazzi in crisi. Infatti osservandoli, li vediamo molte volte insicuri, ansiosi, distratti; in cerca di una propria identità e di autonomia, ma anche bisognosi di conferme e punti forti di riferimento. Vivono conflitti interiori che li rendono fragili e intrattabili; spesso, concentrati su se stessi e sulle evidenti trasformazioni del loro corpo, si allontanano dallo studio ( talvolta dalla scuola ) con conseguenze negative sul rendimento scolastico. E come si sa, linsuccesso scolastico incide sulla motivazione allo studio. È nato, dunque, in noi il bisogno di aiutarli, di capirli ma soprattutto di ascoltarli. Abbiamo conosciuto così i loro i loro problemi, i loro sogni, le loro aspirazioni, la loro voglia di essere considerati e accettati, entrando nel loro mondo, difficile ma appassionante, con rispettosa attenzione. |
| PERCHE` LA DIDATTICA PER CONCETTI ? |
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| Perché la didattica per
concetti ci ha offerto la possibilità di costruire, direttamente con i nostri
ragazzi, un sapere consapevole e significativo; ciò li ha resi sicuramente protagonisti
attivi del processo cognitivo. Conoscenze, quindi, non più trasmesse e passivamente registrate, ma costruite insieme, stimolando i ragazzi a interrogarsi, a formulare ipotesi, congetture e anticipazioni, rispettando il loro sapere e il loro saper fare, considerando soprattutto la cultura come mediazione, come negoziazione, tra interlocutori attivi, coinvolti in una ricerca comune. |
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