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"LA GAZZETTA DI CASERTA" 5/06/1998
RIORDINO DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI, ACCETTARE LE SFIDE INNOVATIVE E LE NUOVE METODOLOGIE
Il dibattito in corso sulle proposte di riordino della scuola italiana sconta un difetto d'origine perniciosamente condizionante. Le concrete modifiche fin qui apportate, sia pure sotto forma di iniziale sperimentazione, sono frutto non già di una generale riforma scolastica, ma degli esiti, per altro incerti, di una riorganizzazione generale della pubblica amministrazione. ( Legge Bassanini ). Si avvia una modifica del " contenitore scuola" e si lascia nella più completa incertezza, per non dire confusione, il contenuto culturale, didattico-educativo che dovrebbe costituire il fondamento di una autentica riforma della scuola italiana. La stessa "Autonomia" degli istituti scolastici, auspicata e accolta con interesse da molti operatori del settore, rischia un clamoroso fallimento se non si definiscono in modo inequivocabile contenuti, metodologie didattico-educative, nuove forme di reclutamento del personale, aggiornamento dei docenti e accesso ai finanziamenti. Non bastano regole giuridiche per "riconquistare" efficienza, efficacia e prestigio da parte di un sistema formativo profondamente in crisi. La scuola non produce bulloni ma idee strutturate e connesse, dunque cultura; e la cultura della pura emergenza non porta da nessuna parte.
Non saranno gli attuali docenti, con i loro problemi, le frustrazioni accumulate da tempo ad insegnare nella scuola dei cicli? A sentir parlare "alcuni" sembra quasi che una diversa organizzazione del sistema scolastico rappresenta la soluzione di tutti i problemi o quasi.
È proprio così? Cosa si insegnerà e come nella scuola riformata? Con quale livello di professionalità lo si farà? Che rapporto avrà la scuola dei "cicli" con le trasformazioni della società? Sarà anch'essa schiacciata sotto il peso dell'emergenza sociale o ridiventerà, e come, il luogo dove la cultura della formazione educativa può ritrovare una sua rispettabile quanto necessaria autonomia?
Sono convinto che se non si risponde adeguatamente a queste domande ogni misura innovativa non produrrà effetti positivi apprezzabili. Vorrei sbagliare, ma misuro la grande distanza tra propositi annunciati e la realtà quotidiana in cui l'inerzia predomina e l'avventura formativa è affidata alla soggettività di pochi "stupidi" volenterosi.
In ogni caso conviene accettare le sfide innovative e sperimentare metodologie di insegnamento-apprendimento che configurino una scuola, quella dell'obligo in particolare, in grado di guardare ai processi di cambiamento sociali con quel distacco necessario alla sopravvivenza della sua funzione educativo-valoriale. Le nuove tecnologie informatiche possono e devono costituire un'occasione aggiuntiva ed integrante per accrescere nei cittadini di domani le capacità di indagine e di selezione in una realtà nella quale troppe agenzie "pseudoeducative" inducono, molto spesso intenzionalmente, a scelte affatto disinteressate. Cambiare è importante, ma il come e il perché restano decisivi, a tal proposito i docenti non possono astenersi dall'esprimersi. È tempo di agire e discutere se si vuole evitare di essere travolti da trasformazioni indotte da culture che poco hanno a che vedere col mondo reale della scuola
PROF. VINCENZO D'ONOFRIO
( V SCUOLA MEDIA MADDALONI )
" LA GAZZETTA DI CASERTA"" 15/05/1998"L'ADOLESCENZA IN UN CD.ROM"
La scuola reale molte volte anticipa gli intendimenti di palazzo ed intraprende sul serio quella riforma in senso moderno ed innovatore di strumenti operativi e di sperimentazioni concettuali che spesso si sbandierano nei corsi di aggiornamento o sulle riviste specializzate: a Maddaloni sono molti i segni di innovazione e sperimentazione didattico-educative che sono in atto o si vanno studiando con convinzione e continuità. È il caso, tra gli altri, di una iniziativa della Quinta Scuola media che merita particolare rilievo.
L'idea è stata del professore Enzo D'Onofrio, docente di scienze matematiche e formatore IRRSAE, che con una equipe formata dalle docenti Vitale e Di Caprio di lettere e Maria Vigliotti di Scienze ha realizzato un CD.ROM dal titolo emblematico: "L'ADOLESCENZA".
Il Preside Di Lorenzo, che ha caldeggiato l'iniziativa, ci tiene a sottolineare che l'attività di elaborazione e ricerca ha visto protagonisti soprattutto i giovani studenti stimolati a integrarsi, a formulare ipotesi, congetture e anticipazioni, a fare e saper fare.
L'equipe guidata dal Prof. D'Onofrio è partita da due mappe concettuali, una sulla adolescenza ed un'altra , più specifica, sulla pubertà. Un questionario sottoposto alle classi 3^C, 2^A, 2^B, 2^C ha costituito con le sue risposte il punto di partenza. Bisogna dire che l'elaborazione di queste prime informazioni ha dato non poche sorprese e soprattutto, sulla adolescenza ha rivelato un diffuso stato di insicurezza e disagio; alta per esempio è negli studenti l'assenza di autostima ( il 21% ), fortissimo l'influsso del gruppo dei pari sulle loro scelte. Significative alcune risposte: Katia (3^C ) ritiene l'adolescenza "L'età dei contrasti e della trasgressione", Mavi di 2^C sottolinea l'esigenza di poter contare su qualcuno, genitori o professori, Claudio, della stessa classe, dice "vorrei essere meno insicuro " Qualche sorpresa anche dalla indicazione del Focus della piramide valoriale: al primo posto l'Amore, all'ultimo la Solidarietà. "Ma è utile anche questo, commenta Enzo D'Onofrio, ci indica in quale direzione lavorare". Impossibile riassumere in poche righe la gran mole di lavoro riversata nell'ipertesto e nel materiale cartaceo che lo accompagna: assai graziosa è per esempio la sezione riservata alla serie "come sono e come vorrei essere" che costituisce tutto un campionario dell'immaginario collettivo giovanile, e soprattutto, essendo la verifica finale il vero modo per testare la significatività di un lavoro come questo, è interessante notare come le mappe concettuali elaborate dagli studenti alla fine del lavoro rivelino una assoluta maturazione della problematica che prima li vedeva quasi del tutto sprovveduti. Copia del CD.ROM è stata inviata all'Ufficio Studi e Programmazione del Provveditorato e chi fosse interessato a questo lavoro può rivolgersi al preside o al professore D'Onofrio presso la V Scuola Media di Maddaloni.
MICHELE VIGLIOTTI
PUBBLICATO SU "ORIZZONTI"
MENSILE DI CULTURA E ATTUALITÁ - giugno 98 -
DIBATTITO SULLA SCUOLA A CURA DEL PROF. ANTONIO DI LORENZO
PRESIDE DELLA "V" SCUOLA MEDIA STATALE DI MADDALONI
Dal 1° settembre del 2000 - contestualmente all'autonomia - le istituzioni scolastiche, presenti sul territorio nazionale, dovranno comprendere un numero di alunni variabile tra 600 e 900 unità.
La razionalizzazione della rete scolastica operabile in senso orizzontale (fusione di scuole dello stesso grado) o in senso verticale (riordino dei cicli scolastici) dovrà rispettare i parametri nazionali prescritti da Ministero della Pubblica Istruzione.
Relativamente alla città di Maddaloni, se si escludono le "Istituzioni comprensive" del Villaggio dei Ragazzi e del Convitto Nazionale G. Bruno, le 4 scuole medie rimanenti non hanno più ragione di rivendicare, ciascuna per proprio conto, l'autonomia dei rispettivi istituti perché si trovano al di sotto dei parametri richiesti dalle norme in vigore; al contrario le scuole elementari, comprendenti anche sezioni di scuola materna, hanno raggiunto e consolidato i parametri richiesti dalla legge.
Una prima ipotesi di razionalizzazione comporterebbe una fusione delle scuole medie in senso orizzontale, con il ridimensionamento da 4 a 2 unità scolastiche.
La riduzione dei posti di lavoro in questo caso non riguarderebbe tanto gli insegnanti quanto i capi di Istituto, i Responsabili Amministrativi e il personale ATA in genere.
In caso di riordino dei cicli invece la scomparsa della scuola media comporterebbe un diverso tipo di proposte organizzative, in ragione delle nuove esigenze che strutture e territorio dovrebbero esprimere, adeguandosi alla nuova riforma.
Il secondo punto su cui occorre riflettere è l'acquisizione della personalità giuridica da parte delle istituzioni scolastiche a seguito dell'autonomia.
L'offerta formativa che ciascuna scuola potrà assicurare dipenderà dal tipo di struttura a disposizione, dalla professionalità dei docenti, dalla qualità del personale ATA, dalla capacità organizzativa e dalla deontologia del dirigente scolastico.
La risposta che la città di Maddaloni deve consegnare al Ministero della Pubblica Istruzione in rapporto alle consultazioni sui "saperi essenziali" deve essere forte e chiara.
Ci sarà spazio per ogni istituzione nell'assicurare i contenuti essenziali della cultura patrimoniale unitamente ad interventi di recupero per i più deboli ed attività integrative per gli alunni più dotati?
Ciascuna scuola sarà caratterizzata come struttura atta a svolgere solo assistenza sociale o concorrerà alla funzione primaria di curare la formazione dei giovani?
Ci sarà una differenziazione di offerta in rapporto ai titoli, alle capacità, alle competenze dei singoli docenti appartenenti alle istituzioni scolastiche?
Una scuola potrà rivendicare una sua specificità e mettere a disposizione delle altre scuole in rete le proprie figure di sistema?
E' ormai necessario che le competenze delle varie scuole medie di Maddaloni trovino un punto di incontro e di discussione per concordare obiettivi comuni e valorizzare le risorse umane e finanziarie disponibili.
Occorre che l'ente locale, il distretto scolastico, ciascuno per la parte di propria competenza discuta l'intera realtà scolastica di Maddaloni per concordare strategie comuni e raggiungere gli obiettivi che il territorio richiede in ragione delle finalità individuate dal Ministero della Pubblica Istruzione.
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