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Attività gestionali
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Nel corso degli incarichi ricoperti, ha sempre alternato i compiti assistenziali con varie attività a rilevanza gestionale ed organizzativa, spesso con responsabilità diretta. Nel 1985 ha curato quale responsabile operativo l'attivazione "ex novo" della Sezione Trasfusionale dell’ULSS n. 1 “Cadore” (essendo stata tale struttura istituita in base alle previsioni del Piano Sanitario Regionale Veneto per il triennio 1984/87). Le responsabilità tecniche ed organizzative di tale incarico lo hanno portato ad affrontare dapprima tematiche d'ordine economico-gestionale, con l'elaborazione di diverse soluzioni gestionali originali, pubblicate su primarie riviste del settore nonché di un progetto di informatizzazione dell'attività, i cui risultati hanno portato gli organi competenti della Regione Veneto a conferirgli l'incarico di elaborare, in collaborazione con altri esperti del settore, il programma regionale di gestione computerizzata del Piano Sangue e di mettere a punto un programma di gestione delle strutture trasfusionali di vario livello. In ordine alla necessità di "educare" strutture ospedaliere in precedenza prive di un interlocutore esperto in medicina trasfusionale, ha perseguito in modo particolare l'obiettivo di migliorare l'uso di sangue nel territorio di competenza. Ha così curato l'attuazione di un programma di VRQ (Verifica e Revisione della Qualità dell'assistenza), che si è concretizzato in uno dei primi studi attuati nel campo del corretto uso del sangue, i cui risultati, pubblicati, gli sono valsi l'invito, da parte del prof. Girolamo Sirchia, a partecipare al "Gruppo collaborativo europeo per il buon uso del sangue - Project SANGUIS". Ha conseguito la qualifica di referente per il “counseling” dei soggetti a rischio ed il “management” dei soggetti sieropositivi per HIV e, di conseguenza, l’affidamento della responsabilità della "Struttura di afferenza per il controllo dell'infezione da HIV" dell'ULSS n. 1 Cadore, su designazione dei competenti organi della Regione Veneto. Nel corso dell’incarico presso il Servizio Multizonale di Immunoematologia e Trasfusionale dell’Ospedale di Dolo si è dapprima interessato della gestione del Servizio secondo criteri di economicità, contribuendo ad un’analisi economico-gestionale effettuata con un Istituto di ricerca economico-sanitaria, in seguito pubblicata. Ha inoltre coordinato fin dalla sua istituzione, ai sensi della Legge 107/90, il Comitato Ospedaliero per il Buon Uso del Sangue e si è interessato della informatizzazione ed automazione del Servizio, portando tra l’altro all’attivazione di una funzionale cartella clinica informatizzata del donatore. Attualmente è responsabile dell’informatizzazione ed automazione del Dipartimento di Immunoematologia e Trasfusione del Sangue (DITS) della provincia di Pordenone (incarico assunto dal 1997), compito in cui sono stati ricompresi anche lo studio dei carichi di lavoro, il controllo di gestione per centri di costo e le attività connesse alla Legge 210/92. Quale responsabile dell’informatizzazione ha provveduto all'analisi delle modalità operative, alla stesura delle specifiche tecniche ed alla pianificazione delle attività connesse all'attivazione del gestionale EmoNet Insiel, nato come generico programma di gestione dei Servizi Trasfusionali, al fine di consentirne l’adattamento alle modalità operative diffuse e condivise nella Regione Friuli Venezia Giulia, partecipando a tal fine al Gruppo di lavoro appositamente costituito presso l’Agenzia Regionale Sanità, nonché alla prima parametrazione ed alla configurazione del programma. Per espletare tale incarico ha dovuto analizzare nel dettaglio tutti gli aspetti gestionali ed organizzativi dell’attività svolta presso il SIT di Pordenone, andando quindi a delineare un nuovo modello operativo, compatibile con le caratteristiche del sistema; in seguito, ha dovuto studiarne l’adattamento alla più complessa realtà del Dipartimento provinciale di Immunoematologia e Trasfusione, costituito da strutture di grandezza e dignità diverse e, quindi, con problematiche organizzative ed operative alquanto differenti, al fine di omogeneizzarle con quelle del SIT. Sulla base delle indicazioni raccolte l’Insiel ha prodotto una nuova versione del programma (definita “EmoNet multizonale”) adatta a gestire più strutture afferenti ad una stessa base dati secondo criteri di componibilità che rendono il sistema adeguato a gestire senza difficoltà anche delle realtà aggiunte (come sta avvenendo attualmente, con la previsione di accorpamento in Area Vasta del Servizio Immunotrasfusionale del CRO di Aviano, che è già possibile attuare dal punto di vista informatico), attivandola per la prima volta nella realtà del Dipartimento pordenonese, nella quale è stato portato a termine il necessario affinamento. Proprio in virtù di tali proprietà, EmoNet è attualmente diffuso, nella versione multizonale, presso le maggiori realtà trasfusionali italiane. Nel condurre l’incarico sopra descritto si è rapportato con tutto il personale coinvolto, raccogliendo suggerimenti ed indicazioni che si sono rivelati utili per portare a buon fine il progetto e per la stesura di un manuale di istruzioni operative che ha consentito di superare senza problemi le delicate fasi dell’attivazione del nuovo programma e viene tuttora utilizzato presso molte realtà trasfusionali in Italia. Ha inoltre coordinato il programma di formazione del personale all’utilizzo del nuovo programma. In seguito ha avuto l’incarico di curare l’attivazione presso il SIT del gestionale LM*X Bayer, del quale ha curato la parametrazione, l’attivazione e la stesura di un manuale di istruzioni operative, tuttora utilizzato dal personale del Dipartimento di Medicina di Laboratorio. Grazie alle conoscenze acquisite nell’ambito dei due gestionali, alle cognizioni di programmazione di entrambi ed ai rapporti di collaborazione stabiliti con i referenti sia dell’Insiel che della Bayer, ha potuto realizzare in piena autonomia l’interfacciamento tra i due gestionali che tuttora permette lo scambio automatico delle richieste e dei referti. Tale attività, durata circa 200 ore, ha consentito e tuttora consente un migliore utilizzo del personale, liberato dalle necessità di mera trascrizione di dati ed ha conferito la massima sicurezza alle delicate operazioni connesse alla gestione dell’attività trasfusionale. Anche in questo caso la realtà pordenonese è risultata all’avanguardia in Italia, tanto da essere invitato ad illustrare il “modello Pordenone” nel corso del "XXXIV° Convegno Nazionale di Studi di Medicina Trasfusionale" (Rimini, giugno 2000) dal Comitato Scientifico. Nel novembre 2001 ha contribuito, nell’ambito del Gruppo di Lavoro appositamente istituito dall’Agenzia Regionale Sanità, alla stesura delle specifiche ed all’attivazione del gestionale regionale che affianca i sistemi EmoNet locali (definito CRCC) e consente lo scambio di notizie in tempo reale tra tutte le strutture regionali, sia relativamente ai donatori che ai pazienti. E’ importante rilevare, al proposito delle attività sopra descritte, come esse continuino tuttora, rendendosi continuamente necessarie delle modifiche al fine di mantenere i programmi interessati perfettamente operativi, pur in presenza di ovvi cambiamenti nelle strumentazioni o nelle metodiche, o degli interventi sul software, al fine di migliorare l’operatività ed, estemporaneamente, sull’hardware, al fine di prevenire blocchi dell’attività connessi ad eventuali malfunzionamenti. Per quanto riguarda le attività connesse agli aspetti applicativi della Legge 210/92, legge che ha riconosciuto il diritto ad un risarcimento per i pazienti che abbiano subìto un danno permanente a seguito di trasfusioni e somministrazione di emoderivati, ha portato a termine 78 ricerche (su 302 donatori) nel 1997, 14 ricerche (su 104 donatori) nel 1998, 18 ricerche (su 49 donatori) nel 1999, 12 ricerche (su 34 donatori) nel 2000, 17 ricerche (su 47 donatori) nel 2001, 15 ricerche (su 45 donatori) nel 2002. Per ognuna di tali richieste (in genere relative ad eventi svoltisi anche 20 e più anni prima) ha dovuto svolgere un’esaustiva ricerca per confermare o rigettare l’ipotesi, ricercare i donatori implicati ed eventualmente richiamarli e ritestarli per la ricerca dei marcatori degli agenti presunti responsabili del danno. Pur nell’impegno profuso negli incarichi affidati, ha partecipato attivamente all’attività dell’equipe senza essere stato mai dispensato da turni ed attività routinarie, ma rendendosi anzi sempre disponibile a coprire esigenze di servizio estemporanee. In ambito aziendale fa parte della "Commissione permanente per la sorveglianza delle spese" ed ha fatto parte del Gruppo di Lavoro "Qualità globale" istituito nel 1997 ed inizialmente coordinato dal prof. M. Robino (Università LUISS). E’ componente effettivo della "Commissione per lo studio ed il controllo delle infezioni nosocomiali". |
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Questa pagina è stata aggiornata il 22/03/03. |