Tecnologia Spread Spectrum
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PROGETTARE LA RETE
Il
passo fondamentale per iniziare bene la realizzazione della rete è quello della
progettazione. Seppur questa parola faccia pensare a chissà cosa, la
progettazione della rete è supportata da diversi software che ci permetteranno
di simulare i collegamenti che intendiamo realizzare. Inoltre è necessario
realizzare uno schema generale che rappresenti la nostra rete, in modo da avere
sempre sott'occhio la struttura e le periferiche utilizzate.
Vediamo
ora quali tipi di rete possiamo realizzare.
Collegamento
ad-hoc : viene definito "ad-hoc" un collegamento tra 2 punti, senza
possibilità di ulteriori connessioni; questa configurazione va molto bene per
coloro che intendono collegare due pc vicini oppure due portatili

RETE
AD-HOC
Collegamento
Infrastructure: è quello da noi utlizzato, ovvero un punto centrale (accesspoint) al quale gli utenti si collegano: per comunicare tra un pc e l'altro
bisogna passare attraverso l'accesspoint.

RETE
INFRASTRUCTURE
Noi
procederemo con la progettazione di una rete "Infrastructure" con un
accesspoint e 4 pc "client".
Per
prima cosa occorre individuare un punto strategico nella nostra zona dove
collocare l'accesspoint: questo punto deve essere visibile da tutti i punti che
intendiamo collegare, è necessario che non vi siano ostacoli che impediscono la
visuale; cercate un vostro amico o parente che abiti in un palazzo molto alto,
oppure qualcuno con una casa in montagna... insomma, dovete cercare un punto
"strategico" dove installare l'access point. Non dimenticatevi che l'accesspoint
deve essere alimentato e quindi avrete bisogno anche di una sorgente elettrica.
Inoltre dovrete installare una o più antenne... quindi scegliete bene il posto.
Una
volta che avete individuato il punto strategico, potete iniziare a disegnare uno
schema della vostra rete. per fare questo potete utilizzare ABC FlowChart, un
programmino un po' datato ma molto semplice e pratico. E' molto utile avere uno
schema stilizzato della vostra rete, potrete fare delle considerazioni assieme
ai vostri amici e magari trovare delle soluzioni alternative. Vi mostriamo una
videata di ABC, relativa ad un progetto che stiamo realizzando (clicca
sull'immagine per vederla ad alta risoluzione).

screenshot
di ABC FlowCharter
Analizzate
bene la struttura che avrà la vostra rete, noi vi suggeriamo alcune
configurazioni che possono andar bene a seconda delle vostre esigenze.
RETE1
In
questo esempio la rete è composta da un solo access point e tutti i pc (che da
ora chiameremo client) riescono a ricevere un buon segnale; questa
configurazione può andare bene nel caso in cui tutti i client sono
relativamente vicini all'accesspoint (3-4Km). Nello schema (realizzato con ABC)
abbiamo supposto che l'access point si trovi su una montagna, in questo caso
conviene utilizzare un'antenna settoriale a pannello, in modo che il segnale
venga irradiato solo verso i client; se invece l'accesspoint si trovasse al
centro dei client (per esempio su un palazzo in mezzo alla città) conviene
utilizzare un'antenna omnidirezionale ma, in questo caso, i client riceveranno
un segnale inferiore poichè verrà irradiato su un'area maggiore. Per ovviare a
questo problema, vi suggeriamo altre 2 configurazioni.
RETE2

Nell'esempio
2 abbiamo realizzato una rete composta da due accesspoint collegati tra loro con
un cavo incrociato. Gli accesspoint trasmettono su due canali differenti: questa
configurazione è una delle migliori perchè utilizzando due accesspoint il
traffico della rete viene suddiviso su due canali diversi, con un conseguente
amento della velocità rispetto all'esempio precedente. Proviamo a fare un
esempio utilizzando la RETE1 : se il client1 deve scambiare informazioni con il
client4, il flusso dei dati viene trasmesso all'accesspoint1 il quale provvederà
a ritrasmetterlo al client4, utilizzando lo stesso canale. Se avete provato ad
utilizzare una ricetrasmittente saprete che mentre voi parlate, il vostro
interlocutore può solo ascoltare e deve aspettare la fine del vostro messaggio
prima di potervi rispondere; nelle trasmissioni digitali i dati vengono inviati
a pacchetti (generalmente di 1500 byte circa) e ad ogni pacchetto inviato deve
arrivare una conferma di ricezione; tradotto in ambito WiFi, l'informazione
trasmessa dal client1 verrà divisa in più pacchetti; client1 trasmetterà il
primo pacchetto all'accespoint1 il quale lo ritrasmetterà al client4 e attenderà
la conferma di ricezione che sarà ritrasmessa al client1. In termini di velocità,
quest'ultima si riduce parecchio perchè i pacchetti inviati da client1 devono
essere ritrasmessi a client4 sullo stesso canale e durante la fase di
ritrasmissione, client1 rimane in attesa. Utilizzando la RETE2, il pacchetto
trasmesso da client1 viene trasmesso all'accesspoint1 il quale provvederà a
passarlo via cavo all'accesspoint2 e sarà ritrasmesso al client4 ma su un
canale differente. Questo significa che il pacchetto trasmesso arriverà a
destinazione molto più velocemente rispetto all'esempio precedente, perchè i
due canali non vengono occupati per ritrasmettere i pacchetti. Chiaramente se la
comunicazione deve avvenire tra il client1 e il client2 oppure tra il client3 e
il client4 sorgono gli stessi problemi indicati per la RETE1, tranne nel caso in
cui i client stanno comunicando contemporaneamente. Se client1 sta comunicando
con client2 e nello stesso tempo client3 comunica con client4, nella RETE1 la
velocità si abbasserà uteriormente perchè sullo stesso canale viaggiano il
doppio dei pacchetti, mentre nella RETE2 la velocità non cambia perchè i
pacchetti che transitano tra i primi client non vanno ad interverire con quelli
che transitano tra gli altri client.
RETE3

Esiste
un'altra possibilità di configurazione chiamata REPEATER e disponibile solo
sugli access point D-Link DWL900AP+, che può essere interessante nel caso in cui
dobbiamo collegare due zone che non si vedono tra loro: supponiamo che client1 e
client2 si trovino in una zona dalla quale sia possibile vedere l'accesspoint1 e
supponiamo che client3 e client4 si trovino in un'altra zona dalla quale non sia
possibile vedere l'accesspoint1. In questo caso una soluzione (ma ce ne sono
altre) è quella di trovare una postazione dalla quale sia possibile vedere sia
l'accesspoint1 che i client3 e client4. In questo punto installeremo un secondo
access point configurato in modalità REPEATER, il quale ripeterà tutto il
traffico dell'accesspoint1 verso la zona dei client3 e client4. C'è da
fare una considerazione per quando riguarda la velocità di trasmissione, perchè
i pacchetti saranno ritrasmessi sempre sullo stesso canale per più volte. Se
client1 vuole trasmettere dei dati a client4, i pacchetti saranno inviati
all'accesspoint1(sempre uno alla volta) e saranno ritrasmessi all'accesspoint
repeater e quindi ritrasmessi al client4... se non avete esigenze particolari e
vi basta avere una velocità di 2-3Mbps (sempre teorici e variabili a seconda
delle antenne utilizzate) questa soluzione rappresenta il miglior compromesso
velocità/costi, perchè bastano due accesspoint per collegare le due zone,
altrimenti sarebbe necessario impiegare altri due access point per creare una
tratta dedicata, ma questo caso non lo analizzeremo.
Bene!
Sulla carta è tutto fatto, adesso vediamo se è possibile realizzare ciò che
abbiamo in mente.
SIMULAZIONE
RETE
In
questa sezione passeremo alla simulazione della nostra rete. Per fare questo
utilizzeremo un software gratuito: RADIOMOBILE
Per
effettuare una simulazione di radio propagazione per prima cosa sono necessari i
dati di elevazione (o altitudine). Questi dati, organizzati in una matrice
bidimensionale, andranno inseriti nel programma che, oltre a maneggiare le
coordinate geografiche e le rappresentazioni grafiche delle altitudini (mediante
colorazioni e isoipse), calcola le ELLISSOIDI DI FRESNEL, che permettono di
conoscere l'attenuazione di tratta al variare del profilo altimetrico che si
trova tra due o più stazioni radio ricetrasmittenti.
I
dati che andremo ad utilizzare sono messi a disposizione dalla NASA e sono
chiamati SRTM.
I
profili SRTM prendono il loro acronimo da Shuttle Radar Topografy Mission. I
rilievi SRTM sono stati elaborati per tutta la Terra da un radar SAR, di
progettazione italiana, posto su uno Shuttle inviato in orbita dalla NASA. Le
zone coperte variano con la risoluzione: ad una risoluzione di 30 arcosecondi,
al momento sono stati pubblicati tutti i dati delle terre emerse, invece per
risoluzioni maggiori sono presenti varie lacune.
Prima
di tutto occorre scaricare RADIOMOBILE cliccando qui,
poi necessitiamo dei dati SRTM NASA, che si scaricano qui;
fate attenzione perchè i dati SRTM sono formati da diversi files: per ogni
grado di latitudine e longitudine è stato creato un file, procuratevi quindi le
coordinate della vostra zona e scaricate i files necessari. Nel nostro esempio
utilizzaremo i files relativi al Trentino e quindi andremo a scaricare quelli
nella latitudine 45-46°N e lungitudine da 10-12°E , in modo da avere la zona
che ci interessa.
CONFIGURAZIONE
DI RADIOMOBILE
Il
passo iniziale per simulare la nostra rete è la configurazione del programma.
Una volta che avrete scaricato tutto quello che vi serve, aprite il programma e
selezionate il menu FILE -> Map Properties, vi apparirà la finestra visibile
nell'immagine qui sotto.

In
questa finestra andremo ad inserire le coordinate del punto centrale della mappa
che vogliamo generare (lo possiamo inserire approssimativamente ed andare a
correggerlo in seguito), poi inseriamo le dimensioni della mappa in pixel e in
chilometri, possiamo inserire solo l'altezza, la larghezza viene calcolata
automaticamente dal programma. Nella figura di esempio abbiamo specificato cle
la nostra mappa avrà un lato di 200Km che corrisponderanno a 514 pixel.
Inserite le dimensioni della mappa, dobbiamo specificare il percorso dove
abbiamo scaricato i dati SRTM. E' importante infine ricordarsi di abilitare
l'opzione "Ignore missing files" perchè se abbiamo inserito delle
coordinate che non sono rappresentabili con i dati SRTM scaricati, il programma
rappresenta solo le zone relativi ai nostri file SRTM. Una volta che abbiamo
inserito questi dati premiamo il tasto Apply e se tutto è corretto la nostra
mappa verrà generata sullo schermo. Ora possiamo fare degli aggiustamenti,
cambiando le dimensioni, restringendo i chilometri o cambiando il punto
centrale. Una volta che la mappa rappresenta solo la zona che ci interessa,
possiamo procedere con l'inserimento dei dati relativi ai punti da collegare.
Per
prima cosa clicchiamo sulla mappa nel punto in cui vogliamo andare ad inserire
il primo client (per i conoscitori del Trentino, sarà facile constatare come la
mappa rappresenti bene l'orografia della nostra zona; nella fig2 abbiamo
posizionato il cursore nella zona di Ravina, è facile distinguere il Monte
Bondone, la Marzola, il Calisio, il Doss Trento e una parte del lago di
Caldonazzo) .
Clicchiamo
sul menu FILE-> Unit properties e ci apparirà la schermata di inserimento
(fig3)
Fig2
e Fig3
Per
prima cosa clicchiamo su una delle Unit disponibili (per esempio Unit1) e
inseriamo nel campo Name un nome di riconoscimento (noi abbiamo inserito RAVINA);
poi clicchiamo sul tasto "Place unit at cursor position" : in questo
modo alla Unit 1 verranno associate le coordinate del punto che avevamo
selezionato in precedenza sulla mappa. Poi clicchiamo sul tasto Apply e la
nostra stazione ci verrà mostrata sulla mappa. Proseguiamo ad inserire le altre
stazioni nello stesso modo.
Alla
fine dell'inserimento avremo gli utenti visulizzati in mappa, come nella fig4.
fig4
Nel
passo sucessivo andremo a configurare i parametri caratteristici della nostra
rete. Apriamo il menu FILE-> Network Properties e ci apparirà la schermata
visibile in fig5
fig5
In
questa schermata inseriamo il nome della nostra rete, poi specifichiamo il range
di frequenze utilizzato e passiamo alla schermata sucessiva premendo il pulsante
Topology, ci apparirà la schermata visualizzata in fig6
fig6
In
questa schermata andiamo a definire che tipo di rete intendiamo simulare:
selezioniamo DataNet,Cluster e premiamo su Membership, ci apparirà la schermata
visualizzata in fig7
fig7
Qui
andiamo a selezionare dalla lista utenti precedentemente creata, i membri della
rete e per ciascuno andremo ad indicare il ruolo, in particolare per gli
accesspoint selezioneremo NODE mentre per i client selezioneremo TERMINAL.
Premiamo su System, ci apparira la schermata visualizzata in fig8
fig8
Inseriamo
un nome per il nostro sistema, poi inseriamo la potenza dei nostri apparati, è
possibile inserire sia il valore in watt che in dBm, decidiamo di inserire 22dBm
che è la potenza media dei nostro DWL900AP+ modificati. Poin inseriamo
l'altezza da terra dell'antenna, che supponiamo sia di 10 metri. Premiamo su Add
to Radiosys.dat e premiamo su Apply.
Ora
torniamo alla visualizzazione della mappa ma vedremo i nostri client collegati
con l'accesspoint, come in fig 9
fig9
Se
le linee di collegamento sono verdi,significa che il collegamento è possibile,
altrimenti se le linee saranno rosse non potremmo stabilire il collegamento.
Attenzione però perchè il programma non tiene conto di eventuali ostacoli tipo
grossi alberi o condomini e palazzi. Quindi è meglio non prendere per
definitivi questi dati...è solo una simulazione!
Premendo
sul menù TOOLS->RAdio Link ci apparirà la schermata di fig10.
fig10
In
questa finestra possiamo vedere tutti i dati relativi al collegamento tra 2
punti, selezioniamo l'accesspoint come Trasmitter e un client come receiver, il
programma ci farà vedere il profilo altimetrico tra i due punti. Nel tratto
disegnato in rosso il segnale non arriva, mentre nei tratti verdi è possibile
ricevere il segnale. Possiamo trovare numerose altre informazioni come ad
esempio la distanza tra i due punti, il livello del segnale ricevuto in dBm e in
microvolt, le perdite e attenuazioni e altro ancora.
Una
cosa interessante è la possibilità di vedere in 3d il paesaggio dal punto di
trasmissione verso quello di ricezione , come se ci trovassimo in quel punto.
Nelle fig11 e 12 mostriamo alcune viste 3d, chi conosce la zona di Trento e
dintorni vedrà come il paesaggio simulato è molto simile alla realtà.
fig11
e fig12
Fig11:
vista da Gardolo verso Calmuz, si possono riconoscere il Monte Calisio, la
collina di Martignano, la Marzola e il Celva
Fig12
: vista da Calmuz verso Cirè, si riconosce molto bene il monte Celva, la valle
dei Mocheni, la Panarotta.
Senza
dubbio i profili altimetrici sono molto fedeli alla realtà.
E'
inoltre possibile generare una vista tridimensionale impostando altri parametri,
vi mostriamo un esempio in fig13.
fig13
In
fig13 visualizziamo la valle dell'Adige dalla cima Paganella e i client della
nostra rete.
Un'altra
funzione interessante è la copertura visiva da un punto, come si vede dalla
fig14. Radiomobile offre un sacco di altre funzioni interessanti e supporta la
visualizzaione di stazioni APRS. Noi non intendiamo proseguire con le
spiegazioni per lasciarvi provare a scoprire questo fantastico programma!
fig14
copertura ottica dal punto CALMUZ
ESEMPIO
DI RETE WIFI RADIOAMATORIALE
CON PIU' ACCESSPOINT COLLEGATI TRA LORO
Il suddetto articolo è stato tratto in parte dal seguente sito web, www.quantotira.it