| Moebius
è uno degli pseudonimi dell' artista francese
Jean Giraud (Nogent-sur-Marne 1938)
ed è il nome d'arte con cui vengono firmate alcune delle
tavole più rivoluzionarie nella storia del fumetto, prima
fra tutti l'opera surreale intitolata Le Garage Ermetique
che apparve per la prima volta sulle pagine della rivista
Métal Hurlant una delle più importanti
pubblicazioni dell'avanguardia figurativa fumettistica di quel
periodo, che va dalla seconda metà degli anni '70 fino
ai primi anni '80.
Un'opera che, insieme ad altre di Giraud/Moebius, smonta la struttura
classica del fumetto e della narrazione tipica di questo mezzo
espressivo ed affida la sua costruzione esclusivamente all'immaginazione
e alla fantasia del disegnatore, che in questo caso fa addirittura
a meno dello sceneggiatore seguendo esclusivamente il filo della
propria ispirazione. Un filo che non segue un percorso lineare,
anzi, spesso si intreccia in maniera bizzarra, ritorna sui suoi
passi, si muove in maniera circolare.
Per rendere visivamente questo concetto può essere d'aiuto
spiegare il perchè della scelta del nome Moebius come pseudonimo
scelto da Giraud per firmare queste sue opere. Su http://web.tiscali.it/gfrattaroli/moebius.htm
si trovano delle brevi note biografiche su August Ferdinand Möbius
(1790-1868), (può essere scritto Moebius o semplicemente
Mobius) nato a Schulpforta, "astronomo e matematico tedesco,
professore a Lipsia dal 1815, poi nella stessa città direttore
dal 1844 della specola". "Möbius lasciò
importanti studi sulle superfici unilatere, geometria proiettiva
e statica. Le superfici unilatere sono superfici ad un sola faccia;
è tale il cosiddetto nastro o anello di Moebius su cui
si può disegnare una linea continua dall'una e dall'altra
parte senza mai staccare la matita dalla carta: questa superficie
ha anche un solo contorno".
Le immagini in fondo alla pagina mostrano alcuni esempi che raffigurano
nastri di Mobius e che possono far capire qual'era l'idea narrativa
che Giraud seguiva quando lavorava come Moebius. E' interessante
inoltre, riportare una sua frase che descrive in maniera originale
il modo di concepire la propria opera: "Non c'è alcuna
ragione per cui una storia sia come una casa con una porta per
entrare, delle finestre per guardare gli alberi e un camino per
il fumo. Si può benissimo immaginare una storia a forma
d'elefante, di campo di grano o di fiammella di cerino".
Oltre al Garage Ermetique credo valga la pena citare
anche le tavole dedicate ad Arzach, storie mute, ambientate
in un paesaggio surreale in cui la visionarietà delle immagini
è protagonista assoluta e quelle di The Long Tomorrow
che tratteggia un futuro i cui contorni saranno più volte
ripresi da romanzi e film di fantascienza.
Ovviamente in queste poche righe ho riportato semplicemente dei
brevi cenni sull'attività di Giraud/Moebius, che ha avuto
una vita artistica assai ampia, varia e intensa : ha avuto un
altro pseudonimo, Gir, ha disegnato storie ambientate
nel west, come quelle del tenente Blueberry e ha collaborato spesso
a progetti cinematografici come Alien, Willow o Il Quinto
Elemento, per questo per una trattazione più esauriente
mi limito a fornire qualche indicazione di massima, partendo dal
consigliare il volumetto dedicato a L'arte di Moebius,
essenziale, ma ben fatto, allegato a La Repubblica e che potete
richiedere al servizio arretrati del quotidiano a questo indirizzo:
www.servizioclienti.repubblica.it
. In rete potete visitare il sito ufficiale di Giraud su www.stardom.fr
e quello dell'associazione Les Humanoides Associeés, di
cui Giraud faceva parte e che pubblicava Métal Hurlant,
su www.humano.com
e infine una pagina in francese dedicata a Giraud su perso.club-internet.fr,
inoltre nelle immagini che vedete nella colonna sulla vostra destra
sono inseriti dei link alle stesse immagini in formato molto più
ampio, per poter apprezzare meglio l'arte di Moebius.
Inoz
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