ISERNIA CAMPER CLUB dal 1991  casella Postale 100 - 86170 Isernia tel. 0865/26682 fax 0865/403903

Associazione turistico culturale a favore del turismo itinerante - dal 1991 insieme per l'amicizia - con il camper in giro per l'Europa ......... con internet intorno al mondo

 

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l'ITINERANTE è stampato alla collaborazione con le ditte:

 

 

 

 

 

 

 

è il notiziario dell'ISERNIA CAMPER CLUB che viene pubblicato sul sito per beneficio di tutti coloro che vogliano onorarci della loro lettura.

Siamo disponibili a pubblicare anche articoli che ci verranno suggeriti.

 

Leggi i n. precedenti

l'ITINERANTE 73 Siria e Giordania

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Editoriale

di Ivan Perriera

Tristezza e consapevolezza della vostra voglia di stare insieme

Carissimi soci, nelle pagine che seguono. leggerete ben 4 racconti di viaggi di Capodanno e questo, per chi come me all’interno del Club ha sempre lavorato a favore della coesione dei soci, rappresenta una forte sensazione di tristezza.

Chi per lavoro, ed è il mio caso, chi per impegni familiari e chi per impegni ed impedimenti vari, non ha potuto occuparsi dell’organizzazione dell’incontro di fine anno.

Forse, è stata anche colpa del direttivo (se non altro per non aver immediatamente chiesto aiuto alla genialità di qualche socio) all’interno del quale nessuno ha potuto organizzare un’attività sociale attesa da tutti voi.

Per quanto mi riguarda, per il secondo anno trascorso in terra d’Africa ho avuto l’opportunità di rivolgere un pensiero ai nostri precedenti incontri e questo, visto che avevamo spostato l’orologio un’ora indietro, mi è successo due volte nella stessa sera.

Ma proprio grazie agli articoli ricevuti, mi sono reso conto che tanti di voi sono riusciti a divertirsi comunque, programmando dei “mini-tour” con amici del Club e non solo.

Dal nord, al centro ed al sud, si sono diversificati gli appuntamenti di Capodanno lambendo, grandi mangiate e posti turistici rinomati. Altri soci, hanno approfittato dei pochi giorni per veloci escursioni (ma non per questo meno interessanti) ed altri hanno sussurrato ai cammelli marocchini ciò che da mezzo secolo si sentono dire: “Terun”.

E, non ci crederee, i cammelli fingevano di non capire, ignorando la provocazione quasi fossero nati nella mia terra d’origine! Scherzi a parte, l’avrete letto nel verbale del Consiglio Direttivo, dalla prossima Pasqua i Consiglieri saranno “obbligati” a trasformare ogni singola iniziativa in una iniziativa del Club. Questo vi permetterà di poter scegliere fra più programmi “targati“ Isernia Camper Club cercando di offrirvi sempre maggiori servizi.

Questo lo leggerete sul prossimo nr, del nostro notiziario che, finalmente, è ricco dell’impegno di vari collaboratori .

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Dalle dune del Deserto alle montagne dell'Atlante

(di Silvana Nazzaro)

L’appuntamento con gli altri 20 camper era per le 09,00 del 20 dicembre, direttamente al porto di Vado Ligure (SV), dove ci saremmo imbarcati, alla volta di TANGERI. La  traversata prevista avrebbe dovuto durare 48 ore ma il vento sull’autostrada, fortissimo, non lascia presagire niente di buono. Infatti, nonostante la nave abbia tenuto benissimo il mare, le enormi onde ci hanno sballottato un bel po’. A causa del mare grosso, almeno così ci hanno riferito, la traversata è durata 56 ore, facendoci sbarcare alle 21,30. Non appena arrivati, dopo aver  sbrigato le formalità doganali e spostato gli orologi un ora indietro, ci siamo mossi  in direzione di Chefchaouen, piccolo “gioiello” situato in un ampia valle tra i Monti del Rif. per il Pernottamento in campeggio. Già alle 09,00 del giorno 23 eravamo in viaggio per raggiungere Meknes, per il pranzo, per poi visitare il sito archeologico di Volubilis (antica città romana),  dichiarato Patrimonio dell' Umanità dall' Unesco, con i suoi magnifici mosaici lasciati nel posto in cui si trovavano in origine e la pittoresca città di Moulay Idriss, una delle più importanti mete di pellegrinaggio del paese, aperta anche ai non mussulmani che abbiamo attraversato con la lunga colonna di camper. Soddisfatti della visita raggiungiamo Fes per sistemarci in campeggio. Giorno 24 è dedicato alla visita guidata di Fes, definita città simbolo del Marocco, è la più antica delle città imperiali. La medina di Fes el-Bali (vecchia Fes) è una delle più grandi città medievali ancora esistenti al mondo. I suoi vicoli stretti e tortuosi nascondono centinaia di bazar coperti, traboccanti di ogni genere di negozi di artigianato. Si susseguono decine di Mederse, Moschee, scuole coraniche, concerie ed enormi vasche per la tintura, degne di essere inserite in un girone infernale della Divina Commedia. Per le strade centinaia di somari, carichi fino all’inverosimile, gli unici in grado di trasportare la merce. Via via che si passeggia bisogna stare attenti agli avvisi dei loro “cavalieri” che urlano: “Ballach, ballach” per farsi strada.  Ma come festeggiare la notte di Natale in un paese Musulmano? Ed ecco l’idea. Assegnare un ruolo ad ogni presente per organizzare un presepe vivente. Così, dopo la cena nel ristorante del campeggio, Asinello, pastorelli, bambin Gesù (un po’ cresciutello), e lo sguardo incredulo del proprietario del campeggio (al quale abbiamo praticamente smontato e rimontato il campeggio. Giorno 25 da Fes ci siamo spostati nella vicina Meknes, ribattezzata la Versailles del Marocco, attraverso le strette e tortuose stradine della medina per ammirare i grandiosi edifici della città imperiale. Qui tutto rispecchia la sua antica funzione di centro del sultanato del Marocco. Nel pomeriggio siamo partiti per Ifrane, con le sue case dal tetto rosso, le aiuole fiorite e i suoi parchi pieni di laghetti sarà la seconda tappa del giorno, seguita da Arfou, allegra e tranquilla cittadina berbera circondata da boschi di pini e di cedri. Attraverseremo la foresta dei cedri, abitata dalle bertucce bianche, una delle zone verdi più belle del Medio Atlante da dove, fra l’altro, scorgiamo per la prima volta le cime innevate del grande Atlante. A sera raggiungiamo il campeggio a pochi km. da Midelt. Giorno 26 Passando per Er Rachida siamo giunti ad Erfoud, la prima oasi del deserto e successivamente a Merzouga, dove ci attende  l'unico erg sahariano del Marocco, cioè un enorme distesa di dune di sabbia tipiche del deserto algerino dove, a bordo di jeep 4x4, prima, ed una caratteristica escursione a bordo di cammelli, dopo, abbiamo ammirato il tramonto in un paesaggio magico e dai mille colori che solo la sabbia sa regalare. Per la notte abbiamo sostato in un campeggio ai bordi del deserto.

Giorno 27 percorriamo pochi km e ben presto arriviamo alla spettacolare Valle del Todra. In fondo ad una valle disseminata di incredibili palmeti e villaggi berberi, si trova la gola da cui fuoriesce un fiume dall' acqua cristallina. Questa profonda fenditura nell' altopiano, divide l'Alto Atlante dal Jebel Sharo e nel suo punto  più stretto raggiunge un'altezza di 300 metri. Dopo il pranzo consumato a due passi dalla sorgente, abbiamo raggiunto la città di Tinehir per parcheggiare in campeggio, dove, alcuni di noi vanno a visitare il locale e caotico mercato.

Giorno 28 dopo aver percorso 50 km di spazi infiniti, colori, riflessi e soprattutto silenzio, che vediamo la zona più affascinante. Giunti a Boumalne du Dades abbiamo imboccato la deviazione per le “Gole del Dades”, proseguendo fin dove la strada  ce lo ha permesso. Una serie di tornanti ci portano prima in alto e poi verso il valico delle montagne dell’Atlante (non raggiungibile in camper a causa delle rocce sporgenti). Torniamo indietro per la “Strada delle mille Kasbah” ed ogni angolo sembra costruito sul set di un film. Una breve sosta a Skoura, la città delle rose e ai “tre sassi” e via verso il Campeggio di Ouarzazate. Giorno 29 Seguendo la  Valle del Draa, caratterizzata da un susseguirsi multicolore di palmeti, Kasbah e villaggi berberi siamo arrivati a Zagorà. Il paese non offre nulla se non la bellezza della strada per raggiungerlo. Al nostro rientro in serata a Ouarzazate siamo andati a cenare in un ristorante nel quale, grazie alla moglie del proprietario (italiana), abbiamo potuto gustare un delizioso spaghetto allo scoglio. Dopo un timido accenno di ballo siamo tornati in campeggio. Giorno 30 Prima di ripartire da Ouarzazate, alcuni di noi hanno visitato la Kasbah di Taourit, la Kasbah più grande della zona. Ma i paesi da vedere non sono finiti. Sulla strada che ci condurrà a Marrakech, e presa la deviazione per Ait Benhaddou, abbiamo visitato una delle kasbah più esotiche e meglio conservate di tutta la regione dell' Atlante, utilizzata come set in una ventina di film, tra cui “Lawrence d' Arabia”, “Gesù di Nazareth” e “Il Gladiatore”. Soddisfatti della visita e attraversando boschi di querce, noci ed oleandri, giungiamo al paese di Taddert, da qui la strada si inerpica velocemente fino al passo di Tizi n'Tichka 2.239 metri slm da dove si gode un panorama veramente splendido sul paesaggio lunare dell'Anti Atlante e più in la del deserto. Senza accorgercene siamo a Marrakech.

Giorno 31 - 01 gennaio Giornate interamente dedicate alla scoperta della più “magica” delle città imperiali. Abbiamo visitato il Minareto della Koutoubia, le Tombe Saariane, il Palazzo Bahia, la Medersa Ben Youssef, la Koubba Almoravide (il più antico monumento della città), i giardini delle Majorelle ed il museo, ma la cosa più affascinante di tutta la città resta la piazza. La medina, la folla, la lingua incomprensibile, le donne velate, i giocolieri e gli incantatori di serpenti fanno della piazza Djmaa El Fnaa un vero spettacolo all' aperto. A Capodanno, dopo aver assistito allo spettacolo di danzatori e suonatori e festeggiato la mezzanotte “marocchina”, siamo “fuggiti” per raggiungere il campeggio entro la mezzanotte italiana per festeggiare con panettone e spumante.  Giorno 2 dopo aver trascorso tre nottti a Marakkech, abbiamo raggiunto la costa nei pressi di Oualidia, la Saint-Tropez del Marocco, tranquillo villaggio di pescatori, che abbraccia il margine di una magnifica laguna a forma di mezzaluna ed onde alte più di tre metri nonostante l’oceano fosse praticamente calmo. Il ristorante, sulla spiaggia, ci ha offerto ogni tipo di pesce. Dopo pranzo siamo ripartiti verso Casablanca per la notte in campeggio. Giorno 3 Dopo una Visita veloce di Casablanca, senz'altro la città meno affascinante di tutto il viaggio, ci siamo fermati per la notte in un campeggio di “fortuna” a circa 30 km. da Rabat, a due passi dalla residenza reale.

Giorno 4 raggiunta la città imperiale di Rabat, abbiamo visitato tipica Kasbah degli Oudaia, con case bianche e blu, la Torre di Hassan, il Mausoleo di Mohammed V, il Palazzo Reale dove abbiamo assistito al più trasandato e sconclusionato “Cambio della Guardia” che mai potremo più vedere. Da qui ci spostiamo per raggiungere il campeggio di Asilah. La delusione è grande quanto le aspettative di trovare la costa atlantica turisticamente più avanzata dell’interno. Il campeggio, una specie di campo estivo a margine di una zona di appartamenti tipo motel, è completamente trascurato al punto di dover utilizzare le docce di due appartamenti. Giorno 5 Asilah ci fa godere di uno spettacolo di tutto rispetto. La vecchia città portoghese, racchiusa in una cinta muraria ospita una deliziosa e tranquilla Medina, arricchita di murales colorati. Un altro volto del Marocco che stupisce piacevolmente. Visto il campeggio poco accogliente, decidiamo di raggiungere Tangeri e pernottiamo in un campeggio molto bello. L’ultima sera ci gustiamo uno spettacolo tipico con tanto di danza del ventre e musica dal vivo e poi, tutti a nanna. Giorno 6-7-8 Alle 09,00 ci spostiamo per il porto di Tangeri  dove, dopo aver svolto le formalità doganali d’uscita e spesi gli ultimi soldi marocchini svaligiando l’unica bancarella presente al porto (l’ufficio di cambio, aperto anche la notte all’arrivo dei turisti, è rigorosamente chiuso al momento della partenza degli stessi!!!) ci  siamo imbarcati sulla “Marrakech Express” per il rientro a Genova dove arriviamo, nonostante il mare calmissimo, dopo 58 ore di navigazione utili per scambiarci le foto. Dopo gli affettuosi saluti dei partecipanti, siamo partiti da Genova alle 22,50, per rientrare ad Isernia l’indomani, stanchi ma soddisfatti.

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XVI Incontro Nazionale dell'Unione Club Amici

(Verbale)

 

CARRARA 20 GENNAIO 2007

XVI INCONTRO NAZIONALE

L'incontro è stato organizzato per discutere il seguente Ordine del Giorno: 1. Progetto ASL – Verifica dei primi risultati e preparazione elenco; 2. Nuovi Comuni Amici del Turismo Itinerante; 3. Aree di competenza Coordinatori;  4. Sviluppi Futuri Unione Club Amici;  5. Varie ed eventuali

La riunione si apre alle ore 10.30 con il ringraziamento da parte dei Club presenti, o per delega, alla Fiera di Carrara per lo spazio concesso anche per questa edizione di TOUR.it.

Oltre al Coordinatore Nazionale, Ivan Perriera, ed il Web Master, Claudio Carpani, risultano presenti le Associazioni:

1) Ass. C.ri Sulmona - 2) Ass. Campeggiatori Sila - 3) Ass. C.sti Millenium - 4) Caravannoi - 5) Intern. EUROPA Club - 6) Amici C.sti Castellani - 7) Club Parma in Camper - 8) Camper Club Italia - 9) Assocampi - 10) Gruppo Sans Souci - 11) Camper Club Cassino - 12) C. Club Capitolino - 13) Gruppo C.sti Orobici - 14) C. Club Ghirlanda - 15) Camper Club Pavese - 16) Camping Club Pesaro - 17) Viaggiare in Libertà - 18) Vallesina Plein Air - 19) Camping Club Civits - 20) Isernia Camper Club - 21) ACTI Torino - 22) Ass. Camp.sti Neve Piemonte - 23) Camp. Club La Granda - 24) Club C.ri Jonici - 25) Camper Club Caltanissetta - 26) Enna Camp - 27) Camper Club Palermo - 28) Toscana Camper Club - 29) Montopoli in Camper - 30) C. Club Le Colline - 31) InCaravan Club Italia - 32) Holiday Camper Club - 33) Campin Club Palladio - 34) Camper Club M.Polo - 35) Camping Club Soave - 36) Club Amici del Camper

La riunione si apre con il saluto del Direttore Generale della Ente Fiere di Carrara, dr. Paris Mazzanti, che ha voluto essere presente all’incontro per ribadire la volontà di “Carrara Fiere” di continuare ad investire nella manifestazione e per ringraziare i presidenti intervenuti. Subito dopo si è dato spazio al saluto e ringraziamento al nuovo Presidente del Toscana camper Club Roberto Umiliani per l’assistenza ed ospitalità offerte ai presidenti dell’Unione Club Amici intervenuti. A concludere la prima parte di interventi Libero Cesari, Presidente del Camper Club Italia di Bologna, che ha informato gli intervenuti sulla situazione di Bologna e dell’area di sosta chiusa di recente. A questo punto si è passati al 1° Punto all’O.d.G.

1 Progetto ASL – Verifica dei primi risultati e preparazione elenco

Si approfondisce la proposta “Camper Assistance” relativa all’individuazione di posti camper all’interno delle strutture ospedaliere, o nelle immediate vicinanze, da dedicare ai camperisti per l’assistenza di ricoverati GRAVI.

Si approva il Logo (che verrà inviato a modifiche effettuate) creato dall’Art Director, Bruno Bonvicini, al quale sono andati i ringraziamenti e l’applauso di tutta l’Assemblea, ed al quale il Coordinatore Nazionale invierà le modifiche suggerite. Nel prendere atto delle prime lettere di autorizzazione, che andranno a formare un elenco di strutture sanitarie che hanno accettato il progetto, si sollecitano poi tutti i Presidenti a continuare a prendere contatti con gli ospedali per valutare, con i loro responsabili, le eventuali possibilità di realizzazione dei sopradetti parcheggi e, una volta ricevuta l’autorizzazione, continuare a seguire l’individuazione dei posti e la realizzazione e messa in opera del cartello.

2 Nuovi Comuni Amici del Turismo Itinerante

A oggi ben 20 Comuni in Italia hanno aderito alla formula “Comune Amico del Turismo Itinerante”; si procede ad una analisi prospettiva delle New Enter, già in attesa di formalizzazione della Delibera Comunale.

I presidenti vengono sensibilizzati per una maggiore diffusione e promozione del progetto.

3 Aree di competenza Coordinatori

Nell’ottica di diminuire le aree di competenza dei Coordinatori di area (nord, centro e sud), con l’obiettivo di riuscire a garantire una maggiore presenza dell’Unione Club Amici alle inaugurazioni, convegni, ecc. e, non ultimo, per ridurre i costi sostenuti a livello personale dai Coordinatori; gli stessi passano da tre a sei e si ridistribuiscono le zone e vengono definiti più genericamente: Coordinatore dell’Unione Club Amici.

Questi i Coordinatori che saranno, come sempre, gestiti dal Coordinatore Nazionale Ivan Perriera:

1. Paolo Zaffani - Camper Club Marco Polo di (VR) – Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli.

2. Pasquale Cammarota - Gr. C.sti Orobici di Bergamo – Lombardia, Piemonte, Val D’Aosta, Liguria ed Emilia Romagna (fino a Bologna).

3. Pietro Biondi - Club Vallesina Pleinair - Emilia Romagna (fino a Imola), Marche, Umbria, S.Marino e Toscana.

4. Gianni Ruffo - Isernia Camper Club – Abruzzo, Campania, Lazio, Molise e Puglia.

5. Franco Morano – Ass. C.ri Sila – Calabria e Basilicata

6. Renato Morgana – Camper Club Caltanissetta - Sicilia

Tutti i Coordinatori opereranno prevalentemente nell’area della propria pertinenza ma potranno rappresentare l’UCA in ogni parte d’Italia dopo essersi confrontati fra loro.

4 Sviluppi Futuri Unione Club Amici

A seguito di breve dibattito sull’argomento e successiva votazione per alzata di mano (cinque i voti contrari, tre astenuti e i rimanenti favorevoli) si decide che, fermo restando la volontà di tutti i presenti nel voler mantenere immutate le finalità, lo statuto e gli scopi dell’UCA, il Coordinatore Nazionale, Ivan Perriera, chiederà alla F.I.C.C. le modalità di adesione allo scopo di valutare costi, impegni ed eventuali benefici. Una volta ricevute le informazioni necessarie, lo stesso Coordinatore Nazionale informerà i Club aderenti per poi riaffrontare il problema in occasione del prossimo incontro nazionale di Rimini.

5 Varie ed eventuali

* Si informano i presenti che l’UCA sarà presente alle manifestazioni: Travel&Motion (Mi) e ITALIA VACANZE (Novegro).

* Progetto Treno Italia Toscana attivo dal 2005: “Memorario” progetto per gli spostamenti dei turisti itineranti in Camper + Treno, iniziativa messa in pratica anche in Molise, dal Comune di Casacalenda.

 L’Assemblea si chiude in un clima, come sempre di grand’amicizia e con lo stesso spirito e si prosegue insieme al Ristorante.

Il Coordinatore Nazionale                              Il Segretario

   Ivan Perriera                                    Ezio Marconi 

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36^ edizione del Presepe vivente nella città dei trulli

(di Rosario Giannasso)

Come tante famiglie camperisti dopo aver trascorso felicemente Natale ed anno nuovo tra le mura domestiche in compagnia della propria famiglia, nipoti, amici e quant’altro, ho sentito il bisogno di gironzolare un pò col camper.

Dopo una breve navigazione in Internet mi sono soffermato sul sito d’Alberobello ed ho scoperto che l’Organizzazione “da Betlemme a Gerusalemme”, della Parrocchia di Sant’Antonio in Alberobello con il patrocinio del comune e della pro loco, davano luogo alla 36° edizione del presepe vivente il 5 e 6 Gennaio.

Il bel tempo ha stimolato la decisione di partire sapendo appunto che la località verso cui mi dirigevo è di indubbio fascino, sia per lo splendido paesaggio offerto lungo la strada che dal mare porta ad Alberobello attraverso la valle D’ITRI, sia per la visione dei trulli, rigorosamente tinteggiati di fresco e di un candido bianco, quasi a voler simulare quello che altrove viene definito un “BIANCO NATALE“.

Gia nelle prime ore del pomeriggio la folla si è fatta numerosa, la curiosità cresceva, pur avendo visitato altri presepi di questo genere: Miranda, Pietralcina, Brecciarola, qui c’era il fascino dei trulli, uno vicino all’altro, articolati in tante strette viuzze illuminate da vecchi lumi a petrolio.

Va ricordato che i contadini del posto usavano questi lumi quando con i loro carri, alle prime luci dell’alba, si recavano nei campi e la loro presenza sulla strada veniva appunto individuata da queste deboli luci.

La strada appunto, era il tema di tutta la manifestazione articolata in diversi momenti di vita quotidiana magistralmente interpretata da uomini e donne del posto e da attori veri, prestati per l’occasione alla narrazione del presepe vivente, riuscendo, grazie alla loro straordinaria bravura, a coinvolgere i visitatori nell’evento.

Il tema la strada è stato scelto perchè luogo di tutti, e dove appunto Gesù Cristo incontrò l’uomo.

Per rendere meglio il concetto vi riporto quello che Don Fabio (parroco della chiesa di SANT’ANTONIO) ha scritto a proposito del Tema scelto per questa 36° edizione.

“… Perché capissero la strada col suo fascino,il prodigio del camminare e il miracolo dei volti sempre nuovi.... Lui il Figlio del Dio Altissimo, si fece camminatore.

Non volle casa, non volle tempio, non una sede. La strada. Perché la gioia del Vangelo è di tutti, non appena di qualcuno: doveva essere chiaro che ogni creatura è nell’orizzonte di Dio, senza preclusioni, al di là di ogni appartenenza.

 E non solo quantitativamente portare a tutti il Vangelo, non solo in senso estensivo; non dovevano cadere solo barriere geografiche e razziali perché non sarebbe stata rivoluzione, ma concessione, tolleranza.

Si doveva aprire a tutti anche nella qualità, e la strada è l’unica cosa di tutti. Senza la strada non avremmo il vangelo di Zaccheo arrampicato sull’albero o della peccatrice nella fossa della lapidazione; ci saremmo persi la sua Compassione per la vedova di Naim e l’abbraccio col lebbroso, il pianto fiducioso del centurione e la domanda del giovane ricco.

I discepoli non ebbero mai dubbi: avevano visto il loro Signore scendere in profondità e solidarizzare con qualunque tipo umano. Lo avevano visto porsi in fondo alla fila, perché chi si mette solo davanti vede i sani e i forti e non butta l’occhio a quelli che si perdono per via. Fino a quell’ultima sera di compagnia: vedere Lui con la brocca e l’asciugatoio, chino sui piedi, rattrappito come una bestia sui piedi callosi che erano il simbolo di tutte le strade camminate….Come ai potuto amare i nostri piedi?

Strade del Vangelo…

… Strada di Bettlemme e dei Magi, di Emmaus e di Cana, di Gerico e del calvario, tornate a parlarci di quel Dio che ha amato i nostri piedi ridicoli e sporchi, perché,curvo, non sapeva di chi fossero...”

Come vedete la curiosità di cui parlavo all’inizio è stata ampiamente appagata dalla straordinaria bellezza del presepe rappresentato, complimenti vivissimi vanno formulati a tutti gli organizzatori ed in primis ai ragazzi della parrocchia, a quelli della pro loco e alle tante famiglie che lungo il percorso si sono prodigati per delle realizzazioni artigianali e culinarie che ci sono state offerte alla fine del percorso. 

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In fiera con gli amici

(di Francesco Ruffo)

Giovedì 18 gennaio - Mi sono svegliato ben presto e già non mi sentivo granché, ma papà mi ha voluto mandare ugualmente a scuola. Verso le 9.30, l’ho chiamato sul telefonino e gli ho detto che avevo la febbre. Tornato a casa, mi sono accorto che avevo le placche alle tonsille e la temperatura era arrivata a 38,5. E così, mamma ha chiamato il dottore che mi ha detto di prendere l’antibiotico. Mannaggia, proprio ora che ero pronto a partire per Carrara e vedere tanti camper. Tutta la giornata a letto e tutta la notte con la febbre.

Venerdì 19 gennaio - Appena alzato, ho misurato la temperatura e con molta gioia ho visto che era scesa, sino ad arrivare a 37. Ho pregato papà e mamma di poter partire con loro e mi hanno detto che all’ora del pranzo avremmo deciso. A mezzogiorno la febbre era sparita, anche se le placche continuavano a tormentare la mia gola. E così, vedo papà tornare prima dal lavoro, preparare in fretta le ultime cose e finalmente saliamo in camper. Il viaggio è stato lungo, ed io ho approfittato per riposarmi e dormire la maggior parte del tempo. Arrivati in serata a Carrara, dopo aver incontrato Ivan, vado di corsa a letto sperando che mi senta bene perché voglio vedere tanti camper.

Sabato 20 gennaio - Ed ecco arrivato finalmente il giorno che attendevo da tanto, tanti amici da ritrovare, camper da guardare e una bella giornata di festa a scuola. Alle 10.00 entriamo in fiera e dopo essere stati allo Stand dell’Unione Club Amici ed aver fatto colazione, andiamo tutti in una sala dove c’era una riunione con tanti Presidenti di Camper Club. Insieme al mio amico Michele di Cerea (VR) abbiamo iniziato a fare tante foto durante la riunione. Hanno parlato in tanti ed io ogni tanto uscivo fuori per distrarmi e per non dar fastidio. La cosa che mi è rimasta più impressa, è quella dei parcheggi dei camper negli ospedali; mi ricordo quando mamma rimase un mese intero in camper davanti l’ospedale di Teramo perché c’era mia nonna Gina. Poi hanno parlato dei nuovi Coordinatori come papà e sono stato molto contento quando è stato scelto Paolo Zaffani con il quale giochiamo sempre quando ci incontriamo a Rimini o in altre occasioni. Finita la riunione, siamo andati tutti insieme a pranzo al ristorante e poi finalmente ho visitato la fiera. Tra uno scoppio di palloni e un giro tra gli stand, è passato tutto il pomeriggio sino all’ora di cena. Siamo andati in tanti al ristorante vicino alla fiera e assalito dalla stanchezza, ho pregato mamma e papà di riportarmi in camper.

Domenica 21 gennaio Dopo una bella dormita, abbiamo preparato il camper per la partenza e siamo rientrati in fiera per salutare tutti gli amici. Mi è dispiaciuto molto dover andare via, ma il viaggio per tornare a Campobasso è lungo ed allora, dopo pochi minuti, siamo ripartiti.

Un saluto a tutti.

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Voglia di Libertà

(di Michele Libertone)

Sono circa le 20,30 di venerdì 29 dicembre quando, parcheggiato il camper sul piazzale del ristorante “Lo Scudo” di Lanciano, raggiungiamo Francesco e Fabrizio che con le rispettive famiglie ci attendono per iniziare la cena. La serata scorre via piacevole tra bruschette, pizze, linguine alle vongole (complimenti al Signor Verde per il bis!) e fritture miste, per terminare con la consueta chiacchierata prima di ritirarci nei nostri camper preriscaldati. L’indomani, freschi e determinati ma pur sempre con tranquillità, ci muoviamo alla volta della nostra prima tappa: Campli, che visitiamo dopo aver soddisfatto le esigenze primarie dei piccoli Andrea e Luca e quelle non secondarie del gruppo. Il comune, dalle origini antichissime, è in provincia di Teramo e può vantare testimonianze artistiche di rara bellezza. Le sue viuzze e le sue mura sono un unico grande scrigno colmo di storia e di tesori d’arte. Tra questi spicca la “Scala Santa”, privilegio attribuito da Papa Clemente XIV alla città di Campli il 21 gennaio 1772, il cui rito religioso è di grande importanza ed è legato ad una tradizione suggestiva, pur se non suffragata da fondamento storico. Secondo la tradizione fu infatti Gesù, salendo e scendendo dal pretorio di Ponzio Pilato, a consacrare la pietra dei gradini col suo sangue; questi, in numero di 28 e rivestiti in legno, da salire pregando in ginocchio, donano ai fedeli l’assoluzione dai propri peccati e, in alcuni giorni dell’anno, l’indulgenza plenaria con lo stesso valore di quella che si ottiene sulla scala santa di Roma. Timidamente e con fare silenzioso, piegati sulle gambe e non senza difficoltà, anche noi saliamo la scalinata ripercorrendo simbolicamente la sofferenza patita da Cristo.

Conclusa la visita, dopo le foto di rito e prima di far ritorno ai camper, cerchiamo e troviamo la sede della locale guardia medica; il piccolo Andrea non è nelle migliori condizioni ma fortunatamente mamma Daniela e papà Francesco vengono tranquillizzati dal medico di turno che riscontra solo una leggera infiammazione. Sono circa le 14,00 quando ripartiamo alla volta di Civitella del Tronto. A qualche chilometro dal paese, dopo una semicurva, il paesaggio da cartolina che si para davanti ai nostri occhi merita una fermata e qualche foto. Raggiungiamo il parcheggio, ampio e comodo, ed apprezziamo particolarmente la serie di scale mobili che in pochi minuti ci portano all’ingresso della Fortezza. Iniziamo a salire il lastricato di pietre che si inerpica verso il primo trinceramento (sono 3 in totale) e termina in un’ampia piazza d’armi al di sotto della quale sono ubicate le enormi cisterne che avevano la funzione di raccolta dell’acqua. Il panorama di cui si gode da quest’altezza è veramente unico. La Fortezza è una delle più imponenti opere di ingegneria militare in Italia; costruita tra il 1564 ed il 1576 durante la dominazione spagnola, è ubicata in posizione strategica a ridosso del fiume Tronto che, anticamente, segnava il confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Per la sua posizione ha subito numerosi assedi ma quello che la storia ricorda maggiormente è l’assedio del 1860-61, ultima roccaforte borbonica a piegarsi alla nascente unità d’Italia. Ci apprestiamo a raggiungere il secondo trinceramento oltre il quale erano ubicati i magazzini, le polveriere e, poco lontano, gli alloggi e le mense degli ufficiali; proprio qui nel 1988 è stato allestito e inaugurato il museo, ricco di reperti bellici e documenti riconducibili ai Savoia e a Garibaldi. La visita prosegue percorrendo il camminamento delle sentinelle che nella parte opposta all’ingresso della Fortezza regala un panorama mozzafiato, sospesi nel nulla. Qui Stefania sfiora il panico perchè soffre di vertigini e ad occhi chiusi, guidata solo dal corrimano della balaustra, raggiunge impaurita una zona per lei piu’ sicura. Torniamo verso l’ingresso ripercorrendo al contrario la lunga passeggiata; qui ritroviamo Amelia con “Lucariello” che intanto dorme tranquillo e iniziamo a discendere verso il paese per acquistare cartoline. Nel frattempo Daniela e Francesco sono andati in cerca di una farmacia per le necessità del piccolo Andrea.

Sono circa le 18,00 e con i nostri camper facciamo rotta verso Roseto degli Abruzzi, dove andiamo a visionare le piazzole che abbiamo prenotato al villaggio-camping Parco d’Abruzzo sul lungomare nord. Assolte le formalità di rito con la consegna dei documenti e dei recapiti telefonici, ci dirigiamo a Casal Thaulero dove, presso il ristorante “Il Vigneto”, ci attende Lidia, Presidentessa tuttofare del Camper Club Splendidi di Teramo. Con lei e insieme ad altri soci con rispettive famiglie, trascorriamo una piacevolissima serata prima di far ritorno, stanchi ma soddisfatti, al camping Parco d’Abruzzo dove arriviamo intorno a mezzanotte. Giornata piena, ma l’indomani ce la prendiamo comoda, possiamo svegliarci anche sul tardi. Infatti trascorriamo l’intera mattinata al campeggio nelle nostre piazzole con erbetta inglese e in riva al mare, godendo della giornata assolata e tiepida, pregustando la serata che ci attende ancora una volta al “Vigneto” in compagnia degli amici teramani. Decidiamo di fare una passeggiata sul lungomare di Roseto dopo pranzo, ma è presto e molti negozi sono ancora chiusi. L’aria rinfresca e prima di rientrare al campeggio, ci concediamo un the caldo in un bar della zona. Riordinati i camper, saldato il conto per la sosta notturna (euro 20 a famiglia), ci mettiamo in marcia per Casal Thaulero dove arriviamo intorno alle 19,00 e attendiamo qualche minuto prima di parcheggiare i nostri mezzi sul piazzale pieno zeppo; salutiamo Lidia e il marito Filippo, e da loro apprendiamo che al cenone saremo in totale circa 160 persone di cui 50 bambini (alla faccia!). Proprio così, 50 bambini; il Club Splendidi, infatti, è un club con età media molto bassa; per loro precisa scelta, accettano iscrizioni da ogni parte d’Italia, ma elemento indefettibile è la presenza di bambini! A freddo diremmo che sono matti, ma ragionandoci... sono lungimiranti, pensano al futuro. Sicché proprio per i bambini, con nostra grande soddisfazione, è prevista una sala a parte con tanto di animazione; e infatti, una volta salutati, li rivediamo solo intorno alla mezzanotte per il brindisi. Tre..., due..., uno... auguriiiiii!!

Salutiamo il 2006 e diamo il benvenuto al nuovo anno scambiandoci baci e abbracci, e brindando. In sala siamo in tanti, molti di più dei 160 di cui ci diceva la Presidentessa Lidia che, proprio per questa ragione, è un po’ alterata in quanto il ristoratore le aveva assicurato quasi l’esclusiva. Ma va bene anche così, e intorno alle 02,00 andiamo a dormire, non prima di meravigliarci della temperatura esterna, piacevolissima, e della bellezza del cielo stellato sopra di noi: è un capodanno strano, abituati come siamo al gelo di questi tempi. E’ mattina, sono circa le 10,00 e lentamente sistemiamo le ultime cose prima di ripartire. Salutiamo i nostri amici e ci dirigiamo a Roseto dove contiamo di fermarci prima di far ritorno a casa. I ristoranti aperti sono molti ma alla fine decidiamo di fare rotta su Pescara, dove pranziamo in maniera eccellente al “Bastian Contrario” di Santa Filomena, sulla parallela della S.S.16, nei pressi di Montesilvano; menù eccellente con primi piatti da intenditori e secondi che spaziano dalla selvaggina in tutte le salse alle carni scelte come l’angus scozzese o la bisteccona texana. E i dolci, che dire dei dolci…. tra tutti spicca una crema catalana da estasi! Il conto? Niente botti, solo 17 euro a persona: provare per credere. Il lungo weekend di fine anno volge al termine e un po’ ci dispiace. Da camperisti d’esperienza (posso dirlo?) abbiamo cercato di unire, e ci siamo riusciti, il piacere della scoperta, della cultura, della tavola e della compagnia in amicizia, il tutto con i tempi giusti e nel rispetto delle esigenze di ognuno, come è logico che sia.

Alla prossima messa in moto!

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