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HARUKI
MURAKAMI |
>> Fra Giappone, beat e Fellini.
Si dice nomen omen. Nel nome sta racchiuso un senso profondo,
come se si stesse a parlare delle palline che con cinquecento lire
ottenevi dal contenitore - quando non era scassato, e allora via
calci... - e con cui giocavi ma dentro alle quali c'era un altro
giocattolino proporzionato ai soldi spesi.
Faccio questo discorso perché, anche se ci ho messo poco, non è
stato facile affibbiare un sottotitolo a questa sorta di saggio.
Murakami è giapponese, d'accordo, ma lo è già molto meno di altri
scrittori più radicati nel contesto tradizionale giapponese (o,
almeno, quello che noi dall'altra parte del mondo ci figuriamo)
come Yukio Mishima, Kenzaburo Oe, la stessa Yoshimoto. Tutti ci
parlano di onigiri, futon eccetera, ma Murakami
- che non a caso ha vissuto per lunghi periodi negli Stati Uniti
e in America - è l'unico che fornisca un punto di vista sufficientemente
occidentale per potersi innestare nelle sue storie. Prima, però,
uno sguardo alla biografia e alla bibliografia tradotta in Italia.
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BIOGRAFIA |
| Haruki
Murakami
nasce a Kobe nel 1949. Dopo essersi laureato in drammaturgia classica
alla Waseda University - con una tesi sul viaggio nel cinema americano
-, si è dedicato alla gestione del suo jazz bardal 1974 al
1981. Nel frattempo nel 1979 vince il premio Gunzo con il suo libro
d'esordio, Ascolta la canzone del vento, non tradotto in
Italia, e pubblica altri due libri. Fra questi Sotto il segno
della Pecora vende in brevissimo tempo 150.000 copie solo in
Giappone e gli fa conquistare il prestigioso Noma Literary Award.
Oltre a scrivere numerosi romanzi e racconti si
dedica alla traduzione di scrittori americani fra cui John Irving,
Raymond Carver e Francis Scott Fitzgerald.
Vive tra Italia (a Roma), Giappone
e Stati Uniti. |

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>>
l'autore |
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Qui sotto la mappa del sito.
Un piccolo tributo a Ilaria, ché gli occhi sono suoi. |
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| >Note
sinestesiche< |
| Musica: |
| The
Beatles ('Norwegian wood') |
| Rossini
('La gazza ladra') |
| Talking
heads |
| Bob
Dylan |
| Rachmaninoff |
| Libri: |
| F.S.
Fitzgerald ('Il grande Gatsby') |
| Jack
Kerouac ('Sulla strada') |
| Cervantes
('Don Chisciotte') |
| Cibo
e bevande: |
| Spaghetti
(per 'L'uccello che...') |
| Vodka
(ovunque) |
| Onigiri |
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--- BIBLIOGRAFIA dei libri tradotti in italiano
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| Sotto
il segno della pecora |
Longanesi,
1992 |
| Tokyo
Blues - Norwegian wood |
Feltrinelli,
1995 |
| Dance
dance dance |
Einaudi,
1998 |
| L'uccello
che girava le viti del mondo |
Baldini
& Castoldi, 1999 |
| A
sud del confine ad ovest del sole |
Feltrinelli,
2000 |
| L'elefante
scomparso ed altri racconti |
Feltrinelli,
2001 |
| La
ragazza dello sputnik |
Einaudi,
2001 |
| Il
secondo assalto alla panetteria |
Racconto
inserito in Playboy stories, poi presente anche nella raccolta
'L'elefante scomparso...' |
| La
fine del mondo e il paese delle meraviglie |
Einaudi,
2002 |
| Underground |
Einaudi,
2003 |
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>>
Parlavamo del sottotitolo.
L'influenza beat e quella pop sono ben evidenti nelle
opere di Murakami; l'aver letto scrittori americani abituati
a raddensare il ritmo di fatti dietro ai quali si celano
riflessioni e stili di vita si coniuga con una lentezza
e uno studio dei gesti non usuale fotografando i personaggi
all'interno dell'occhio del ciclone.
Grande differenza fra Murakami e, ad esempio, il primo
De Carlo sta nel fatto che entrambi studiano l'influenza
dei fatti sull'uomo ma da punti di vista opposti: l'italiano,
ad esempio in Uccelli da gabbia e da voliera, illustra
il modo di uscire da un meccanismo congegnato, mentre
il giapponese cerca la via per entrare
in altri meccanismi, altri stili di vita più nuovi e produttivi.
Lo scontro fra una visione - sia detto senza connotazioni
critiche - "negativa" di De Carlo e una "positiva"
di Murakami. |
>>Fellini.
Non sta a noi ribadire il fin troppo facile legame fra Fellini
e il sogno (del resto non appannaggio solo del regista italiano).
La peculiarità di Fellini, secondo un 'blasfemo' del cinema,
sta nel saper inserire il sogno nella vita, nel vedere ciò
che gli altri non vedono, in quell'insieme di caratteristiche
chiamato 'essere visionario'.
Ebbene Murakami si porta sugli stessi livelli: le investigazioni
dei suoi personaggi si tramutano in indagini sulla vita da
parte di persone che non hanno nulla da perdere e si rassegnano
alla non comprensione degli eventi giungendo in tal modo ad
un più elevato livello di... 'Dominio' sulla vita mi sembra
fuori luogo. Di collaborazione, più che altro.
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La
caratterizzazione dei personaggi è pressoché
standard - questo anche perché i libri vanno letti uno
dopo l'altro, vuoi perché trattano degli stessi personaggi
vuoi perché coinvolgono evoluzioni di personaggi precedenti.
Non si tratta però di saghe montalbaniane:
M. va a scavare nel profondo dei problemi, che siano singolari
o sociali ma ugualmente rapportabili a problematiche che
esulano dal contesto sia giapponese, sia maschile, sia
semplicemente generazionale.
Lo scrittore stesso non nasconde come
chi è descritto sia spesso egli stesso: il protagonista
beve tanto la notte, fuma o smette di fumare, ascolta
musica pop e rock anni settanta, gestisce jazz bar,
incontra donne strane, scopre nuove strade.
Il protagonista scopre soprattutto nuove
realtà in un mondo che d'improvviso gli si rivela schermo
da bucare; sconvolto da singole pulsioni (che siano la
fame ne Il secondo assalto alla panetteria, l'insonnia,
un semplice senso di straniamento da ciò che fa) si ritrova
proiettato in mondi paralleli fatti di donne i cui capelli
sbiancano in un solo giorno, in cui compaiono voglie sulla
faccia dal singolare potere, in cui un raggio di luce
che si proietta in fondo ad un pozzo riesce a scoperchiare
le resistenze segrete e a tradire la reale natura dell'uomo. |
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Il
Giappone è il punto di partenza d'ogni singola
storia, anche se spesso e volentieri capita che la storia
'traslochi' (alle Hawaii, in Grecia, in Cina, in Siberia).
Il Giappone inteso come metropoli attraversate da linee
di metro e inteso come un'Hokkaido ricoperta dalla neve;
un Giappone punto di scontro fra il nuovo e l'antico,
il senso dell'onore e i walkman con le cuffie, i canali
della tradizione e una vita che si personalizza e prende
nuovi spunti, nuove strade.
Parlare della realtà diventa comunque
difficile in Murakami, soprattutto perché la riflessione
che parte dalla lettura dei suoi libri ("Dance dance
dance" e "La ragazza dello sputnik" in
particolare, ma anche "L'uccello che girava...")
coinvolge la realtà e i suoi derivati più stretti. Esiste
una realtà non percepita? Quelle di cui tratta son diramazioni
di realtà o punte d'irrealtà in un mondo surreale? Ha
senso parlare di tempo nei suoi libri, in quelle atmosfere
rarefatte che si tingono d'azione, in quelle porte che
vien voglia di non aprire, su quelle pareti che vien voglia
di non toccare per il timore che possano risucchiare? |
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I
libri di M. sono imprescindibili dall'aura musicale
che li contorna. Jazz, classica e pop in particolare;
non c'è libro che non parli di questi tre diversi generi,
sovente mischiati fra loro, spesso citati senza quell'atmosfera
di 'competenza' che gli scrittori cercano di creare ma
lasciando puramente intendere che senza capire la musica
citata, o senza averla ascoltata, non si potranno capire
i libri.
Per la lettura di Tokyo blues è necessario
ascoltare Norwegian wood, citata nella prima pagina del
romanzo; così come la Gazza ladra fischiettata appena
prima che il telefono squilli in L'uccello che girava
le viti del mondo; i jazz de A sud del confine ad ovest
del sole e i Talking heads in Dance dance dance sono tutti
esempi di musica che si lega con la storia, si rapprende
in essa come leitmotiv che cambia costantemente e che
pure si ripresenta in se stesso. |
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I
personaggi di M. cucinano spesso; è anzi un aspetto
quasi snervante delle prime sue letture quest'insieme
di descrizioni dettagliato relativo al modo di cucinare
gli spaghetti o altro. E' però un'altra chiave per entrare
nelle sue storie, questa, una chiave che egli stesso utilizza
per ricucire il filo del discorso, raccordare la narrazione
e ripartire. |
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