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Ci
si trova alle 8 nel piazzale Poli Regina alla Clarina e si prosegue
per Cadine, Arco e Riva dove ci si ferma per la classica sosta caffè.
Si riprende in direzione Torbole fino a raggiungere il porticciolo
di San Nicolò, dove, subito prima della galleria, sulla sinistra,
si trova parcheggio per le macchine. Sono le 9.30, quando si parte a
piedi attraversando la statale e raggiungendo il Forte San Nicolò
costruito con blocchi di calcare perfettamente squadrati, dove
inizia il percorso, m 70. Si sale il versante nord-ovest del Brione
lungo il ripido sentiero di cresta a strapiombo sul lago e
attrezzato con scalini in legno e cordini protettivi. Il percorso
porta a calpestare le torrette del Forte Garda, da dove si
gode un panorama incantevole (tempo permettendo), e attraversa una
vegetazione lussureggiante. Si continua in cresta ammirando il
paesaggio sottostante: dal lago, alle foci del Sarca e su, su, mano
a mano che si prosegue fino a intravvedere la cittadina di Arco. Si
raggiunge così Forte Batteria di Mezzo m 366 1.15’ e dopo
una breve visita esterna
si sale alla cima dove si trovano le antenne m 376.
Ridiscesi al forte si segue la stradina militare fino al primo
tornante dove si devia sul sentierino che conduce alla sottostante
strada asfaltata. La si segue per un breve tratto per lasciarla e
prendere a destra una stradina sterrata che conduce comodamente ai
ruderi del vecchio forte e al “Belvedere” verso Arco e la Val
del Sarca 1.15’ (2.30). Si ritorna indietro alle prime mura della
fortificazione e si segue a destra la stradina che scende fra bosco
passando per una bella radura piena di fiori, deturpata però da
profondi solchi provocati dalle evoluzioni dei ciclisti. Si scende
ancora, sempre su sentiero ben evidente, a tratti scalinato,
passando nei pressi del grande deposito dell’acqua
delimitato da cancelli e dalle polveriere per raggiungere uno slargo
dove si decide di fermarsi per mangiare 30’ (3). Durante la pausa
il sole sbuca dalle nuvole e ci regala attimi di vero relax, tant’è
che ci scappa pure un pisolino. Dopo un’ora si decide finalmente
di proseguire, si scende ancora per pochi minuti fino ad uscire dal
bosco e raggiungere la zona degli ulivi. Al primo bivio si prende a
sinistra una stradina cementata assai ripida che si segue, con
fatica, tra gli ulivi fino alla sommità del dosso dove, in
prossimità del sentiero che scende dal forte, diventa asfaltata.
Ora il percorso si snoda in leggera pendenza sempre tra coltivazioni
ben curate di ulivi, e piano piano cala fino a raggiungere San Nicolò
e quindi le macchine 1 ora (4).
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