Un semplice test di
stabilità degli apparati
Un semplice test per valutare, senza l'ausilio di strumenti (giusto un po’ d'orecchio, ma il minimo indispensabile) della stabilità in frequenza di un ricevitore, o di un transceiver, il che è lo stesso in quanto generalmente gli oscillatori con la relativa catena di controllo, che sono moduli particolarmente critici sotto tale aspetto, sono comuni alle parti ricevente e trasmittente, è quello di lasciar riscaldare a dovere l'apparato per una buona mezz'ora, indi sintonizzare in modalità SSB una stazione di radiodiffusione o broadcast, da scegliere preferibilmente tra le maggiori il cui segnale giunga con più intensità e regolarità, e che dovrebbe essere anche valido come riferimento di frequenza, quanto meno perché perlopiù generato con l’impiego di oscillatori d alta stabilità.
Scegliere una stazione che trasmetta in AM (ma vi sono delle broadcasting che trasmettono anche in SSB), adottare cioè il sistema di ricezione cosiddetto exalted carrier (*) ; questo consiste nel sovrapporre il più esattamente possibile la portante artificiale, generata localmente per la ricezione SSB, a quella originaria probabilmente già attenuata in misura notevole dal filtro (almeno -6dB), in modo tale da praticamente sostituirla. Sintonizzando in tale modalità, e con la maggior cura possibile l'emittente AM (è questione di pochi Hz !), si presterà poi orecchio a brani musicali possibilmente noti, come ad es. la sigla di apertura ad es. del programma in italiano, che una volta sintonizzata la stazione con esattezza al termine della sintonizzazione dovrà presentare una tonalità di riproduzione naturale e gradevole, almeno per quanto lo consentano i filtri impiegati, senza note in falsetto. Dopo di che non ritoccare la sintonia per almeno un'altra mezz'ora, che corrisponde mediamente alla durata dei programmi della radiodiffusione internazionale in onde corte.
Così facendo, la sigla musicale trasmessa alla fine del programma, che spesso è identica a quella di inizio, ci darà una misura intuitiva ma abbastanza sensibile ed esatta della stabilità del ricevitore impiegato : se la musica presenta dei toni ancora naturali e gradevoli e privi di stonature, la stabilità dell'apparato è indubbiamente eccellente, infatti sono sufficienti i pochi Hz di deriva che possono occorrere durante tale intervallo, per dar luogo a delle orribili cacofonie. Per un’ indicazione quantitativa, basterà riportare la ricezione all’esatta sintonia, come all’inizio, prendendo nota dello scostamento, se apprezzabile sulla scala dell’apparato.
Nulla vieta, infine di ripetere la prova, utilizzando di volta in vota i segnali di emittenti diverse. E non c’è nemmeno bisogno di avere la copertura generale sul ricevitore, anche perché di emittenti BC in prossimità delle bande radiantistiche (ed anche dentro), ce ne stanno abbastanza !
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(*) Note bibliografiche :
D. Tambuchi IW2NZR - La ricezione in ECSS – Radio Rivista 1/2006 ; un interessante articolo dal linguaggio piano, rivolto all’ascoltatore, che però affronta il problema in modo esauriente ; corredato da esempi, schemi e grafici assai esplicativi.
G. Sinigaglia I4BBE - RIVELAZIONE SINCRONA – Radio Kit Elettronica 6/1985 ; oltre a descrivere il sistema bene ed in profondità, esamina dettagliatamente le possibili distorsioni cui va soggetto il segnale in caso di perdita del sincronismo.