Come sincerarsi della esatta calibrazione in frequenza del proprio apparato ?
Un modo semplice ed immediato c'e', e non richiede
strumentazione, nemmeno un modesto calibratore a cristallo, strumenti che
sarebbero comunque a sua volta da allineare, mentre
con il procedimento seguente se ne può tranquillamente fare a meno ; eccolo :
quasi tutti gli apparati moderni hanno la copertura generale almeno in
ricezione. Scegliere allora una stazione broadcasting la cui frequenza sia nota
ad es. Cagliari Rai
Se ora si commuta sull'ALTRA banda laterale (USB o LSB) non dovrebbe udirsi nessuna differenza, su alcuni apparati pero' tali differenze ci sono, e cio’ puo' dipendere dalle caratteristiche costruttive o da disallineamenti (2). Non importa, basta tenerlo presente e riferire la calibrazione alla banda laterale (LSB o LSB) su cui si intende operare.
Confrontare la lettura effettuata con la frequenza NOTA della stazione, calcolando l'eventuale differenza in piu' o in meno ; tale differenza, non più di pochi kHz, rappresenta l'ERRORE DI CALIBRAZIONE che occorrera' sommare o sottrarre a seconda del segno, alla frequenza indicata dal display, un po’ come in … barca con le correzioni di bussola, per ottenere cosi' la frequenza VERA !
Se l'apparato, come ormai quasi tutti, e'
un ricetrasmettitore, la calibrazione ottenuta in
ricezione permane identica per la trasmissione (accertarsi pero'
di aver azzerato il RIT !) ; negli apparati moderni l' eventuale errore di calibrazione rimane o costante su tutte le bande, e per
ogni punto di ciascuna banda, oppure ha comunque andamento lineare, facilmente
prevedibile e gestibile (3). Onde per meglio sincerarsene, ai margini
delle bande radioamatoriali operano comunque delle
stazioni broadcasting ricevibili, su cui ripetere la prova di sopra. Effettuarla alcune volte, sia sopra che sotto la banda
operativa prescelta, sempre annotando accuratamente le differenze. Le frequenze
della radiodiffusione in HF sono infatti allineate per
convenzione quasi generalmente accettata ed applicata, a passi di 5 kHz in onde corte (9 kHz in onde medie
in Europa e 10 kHz in America), vale a dire che in
tal caso la cifra finale del valore della frequenza e'sempre ZERO o CINQUE,
passo non superiore all'entita' dell'eventuale
errore. Questo metodo mi pare semplice attendibile, dato che le principali stazioni di radiodiffusione, come
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(1) Tale azzeramento si può controllare più rigorosamente con l’esame della traccia dell’oscilloscopio, collegato all’uscita AF del ricevitore, negli istanti in cui la modulazione è assente ; la traccia (a parte eventuali rumori o ronzii di fondo) deve distendersi progressivamente sino a diventare piatta. Su alcuni apparati è inoltre possibile verificare direttamente attraverso l’oscillazione della lancetta dell’ S-meter il ritmo del battimento, che rallenta fino ad azzerarsi al “battimento zero” (zero beat). E’importante, eseguendo questa operazione, far attenzione a non oltrepassare dal lato opposto il punto esatto così raggiunto.
(2) Gli apparati moderni non presentano in genere problemi di questo genere, risolti a monte intervenendo direttamente sui PLL-VCO o su conversioni “di servizio” nella catena di media frequenza (bandpass tuning). Sui valvolari classici, differenti soluzioni progettuali portano a risultati differenti. Ad esempio nel Sommerkamp FT-250 ciò corrisponde ad una caratteristica dell’apparato, pertanto non è previsto fare altrimenti, non c’è nulla da fare per ovviare, solamente da tenerne conto. In altri apparati come i Collins 75S-1 o 75S-3 e KWM-2 interviene il disallineamento nella regolazione di C308, situato sopra il box del VFO. In altri apparati ancora come gli Hallicrafters SX-101 SX-115 ed SX-117 interviene quello della frequenza del BFO in relazione all’allineamento della 3^ IF, alle frequenze dei quarzi a 1600 e 1700 kHz di inversione della banda laterale, ecc. Nel Collins 75A-4 il posizionamento della banda laterale è effettuato agendo simultaneamente, per via meccanica, sulle frequenze del VFO e del BFO. Tenere inoltre presente come alcune stazioni di radiodiffusione in HF irradiano, assieme alla portante, UNA SOLA banda laterale di modulazione, per cui commutando la banda laterale non dovrebbe più udirsi alcuna modulazione della stazione.
(3) Infatti negli apparati moderni, la frequenza operativa è ottenuta mediante operazioni elementari quali somme e sottrazioni (conversioni) moltiplicazioni e divisioni operate sulle frequenze comprese quelle di riferimento (in genere quarzate e spesso termostatate) con coefficienti che non siano funzioni della frequenza medesima (o con altre operazioni, comunque riconducibili a quelle elementari, come ad es. nel DDS) ; quindi le relative variazioni, compresa la funzione d’errore, sono rappresentabili attraverso funzioni lineari, al limite del grado zero il qual caso corrisponde ad un errore di entità costante. In generale l’errore può variare con rateo costante nei vari segmenti di banda operativa coperti dal sistema PLL, ripartendo dal valore iniziale ad ogni successivo segmento. Non così negli apparati analogici, dove la variazione di frequenza risulta dal moto relativo di parti meccaniche ; es. classico, il condensatore variabile, in cui intervengono la sagomatura delle lamelle, nonché la loro svergolatura spesso ricercata ad arte, attraverso la reiterazione di numerosi tentativi, proprio allo scopo di controllare tale funzione per ricondurla quanto più possibile alla legge lineare (o altra desiderata). Essi presentano dunque una funzione di natura essenzialmente empirica, che spesso seguirà, almeno in prima approssimazione, una funzione semplice (legata alla geometria delle lamelle e/o al cinematismo del moto relativo di quelle rotoriche e statoriche), ma almeno in linea generale ha andamento qualsiasi, sebbene privo di discontinuità ( ... o almeno si spera) ; così anche l’errore.
(4) Vedasi bibliografia
Piccola bibliografia :
- A. Brunero IK1QLD - Addio, “IBF” - in Radio Rivista n. 6/1992 pag. 39
- F. Cherubini I0ZV - Un calibratore più preciso – in Radio Rivista n. 5/1990
- A. Galeazzi IN3GZI – Calibratori economici (portanti RAI) - in Radio Rivista n. 8/1990 pag. 18