TEORIA DEI COLORI
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SONO IL PITTORE GIUSEPPE FARAONE E QUESTA E' LA TAVOLOZZA DEI MIEI COLORI
La mia tavolozza di colori si limita ai seguenti colori: La prima fascia è indispensabile, la seconda non è indispensabile ma fa  comodo averla: Con queste materie coloranti è possibile di creare tutti i colori.

fascia

 

 

 

 

 

 

 

 

2°fascia

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Nozione sui colori  
 I tre colori fondamentali  sono  detti primari: il rosso, il giallo e il blu; non possono essere generati da altri colori ma dalla loro combinazione si ottengono tutti gli altri colori, secondari e terziari, in tutte le sfumature.
rosso
giallo
blu
   
I colori secondari si ottengono mescolando due primari in parti uguali, sono: arancio, verde e viola.
rosso
blu
   
rosso + giallo     = Arancio
giallo + blu     = Verde
rosso + blu     = Viola
 
Mischiando due primari in quantità diverse, si ottiene un colore terziario, come in questo esempio:
blu + rosso + rosso =  
 
 
DIPINGERE CON LA TECNINA EN PLEIN AIR
   
 
 MANUALE  PITTURA AD OLIO

Tecnica en plein air
Questo termine francese ("all'aria aperta") indica una delle caratteristiche della pittura impressionista: dipingere all'aperto è fondamentale per riprodurre l'impressione visiva. Per operare in questo modo e ottenere effetti di luminosità, è necessario l'uso di colori complementari e l'abolizione dei grigi. L'attività en plein air si contrappone alla tradizionale pittura da atelier, poiché questa può portare a un ripensamento del soggetto, inficiando la resa dell'immediatezza visiva. L'abitudine di dipingere il paesaggio en plein air, cioè portandolo a finitura direttamente sul luogo, senza interventi in studio, non nasce con l'Impressionismo ma alcuni anni prima, ad opera dei pittori di Barbizon, che operavano nella foresta di Fontainebleau, di Jonckind e di Boudin. Sono tuttavia Monet e Renoir, e poi Pissarro e Sisley, a praticarla regolarmente e a trarne tutte le possibili conseguenze. Nelle sedute all'aperto gli Impressionisti riescono a cogliere i più sottili trapassi di luce e di tono, percepiscono il valore cromatico delle ombre e affinano la loro tecnica basata su tocchi ravvicinati di colore puro, in modo che l'immagine si ricomponga a livello ottico sulla tela, ma senza che vadano perdute l'intensità e la ricchezza cromatica dell'approccio diretto.L’"en plein air" non è una invenzione degli impressionisti: già i paesaggisti della scuola di Barbizon utilizzavano questa tecnica. Tuttavia, ciò che questi pittori realizzavano all’aria aperta era in genere una stesura iniziale, da cui ottenere il motivo sul quale lavorare poi in studio rifinendolo fino alla stadio definitivo. Gli impressionisti, e soprattutto Monet, portarono al limite estremo questa pratica dell’"en plain air" realizzando per intero i loro quadri direttamente sul posto. Questa scelta è dettata dalla volontà di cogliere con immediatezza tutti gli effetti luministici della visione diretta. Una successiva prosecuzione del quadro nello studio avrebbe messo in gioco la memoria che poteva alterare la sensazione immediata di una visione. Gli impressionisti avevano osservato che la luce è estremamente mutevole e che, quindi, anche i colori erano soggetti a continue variazioni. E questa sensazione di mutevolezza è una delle sensazioni piacevoli della visione diretta, che temevano si perdesse con una stesura troppo meditata dell’opera.
Questa non sarà, comunque, una regola universale. Se la maggior parte degli impressionisti sosteneva la necessità di dipingere all'aperto per ricevere l'impressione con le sue infinite sfumature di luce, di colore, di riflessi e di movimento, altri - come Edgar Degas - preferivano dipingere in studio perché in questo modo l'impressione ricevuta dalla realtà, filtrata attraverso il ricordo, sfugge al pericolo della "banale" riproduzione dal vero.
Suggerimento: Come dipingere "en plein air"
(Non mettete tutto in quello che vedete sulla tela)
Non siete obbligati a includere tutto ciò che vedete nel paesaggio che state dipingendo, altrimenti  si potrebbe anche prendere una foto e farla stampare su tela.) Fate una selezione scegliendo i forti elementi che caratterizzano quel particolare paesaggio. Utilizzate il paesaggio che state osservando come un riferimento, esso serve a fornirvi le informazioni di cui avete bisogno per dipingere gli elementi, ma non seguitolo passivamente. Nella composizione non esitate a riorganizzare gli elementi del paesaggio cercando di catturare l'essenza dello stesso. Non dipingere il paesaggio tutto allo stesso livello di dettaglio, meno dettagli sullo sfondo del paesaggio è meno importante, e darà più 'autorità' al primo piano. La differenza del dettaglio contribuisce ad attirare l'occhio dello spettatore e guidarlo dentro il dipinto.
 

LA TECNICA

 Dopo che si è scelto il soggetto da dipingere ,bisogna trovare la posizione adatta  per il cavalletto, è molto importante guardare la posizione della luce, e calcolare il suo percorso ,è preferibile dipingere con il supporto all'ombra ,sarebbe un danno dopo aver iniziato all'ombra trovarsi sotto i raggi del sole , non riuscireste ha controllare le tonalità delle tinte. Quando sarete pronti per l'esecuzione iniziate con le tinte più scure (partendo dalla più scura che voi individuate nel soggetto da dipingere), poi fissate tutte le altre ombre velocemente  su tutto il supporto ,cosi facendo fermate la luce nel vostro dipinto ,e in più dato che i colori scuri asciugano prima che quelli chiari, appena avete finito di stendere le tinte scure il supporto è gia pronto per ricevere le mezze tinte, solo quando avete finite con quest'ultime passate alla stesura delle luci ,ricordatevi della prospettiva del colore per dare profondità al dipinto. Dipingendo un paesaggio si deve curare che l’orizzonte non si trovi in mezzo al quadro ma al terzo o ai due terzi della tela. Quando invece alti alberi sono dipinti o case in primo piano, l’orizzonte si trova in basso. Poiché l’orizzonte si trova sempre ad altezza degli occhi. È importante di non elaborare tutto completamente nel dettaglio. Quando tutti i particolari di un soggetto vengono elaborati nel dettaglio, l’insieme sarà presto monotono.  È meglio dipingere qualche particolare chiaramente e accennare gli altri. Lo spettatore stesso può completare l’immagine e penserà di vedere tutti i particolari.

SUPPORTO
Il mio supporto preferito da dipingere è la tavola di legno , che prima preparo accuratamente con del mordente color legno tipo noce, pino, ecc. Poi ci passo un turapori tipo colla di pesce, ed infine prima di dipingere passo una mano di damar, in modo che la tavoletta risulta appiccicosa al momento dell'uso. Nel dipingere lascio scoperto alcune parti del supporto integrando il fondo con il dipinto, esempio squarcio di luce sotto. Questo supporto si presta molto per una pittura en-plein-air .Vi sono diversi tipi di imprimiture che variano a seconda dei materiali usati ed a seconda dei supporti. I legni usati generalmente per le tavole erano di pioppo (nella scuola italiana con maggiore frequenza) o di quercia (quest'ultimo più usato dai fiamminghi).

Preparazione Supporto di compensato
Chi come me dipinge la tecnica en plein air, può dipingere su tavola , perchè la tavola o compensato è ottimo per le piccole dimensioni , ma tende ad rimbarcarsi oltre le misure 60 x 80 se non è adeguatamente imbracato nella cornice con listelli di rinforzo: La tavola va prima opportunamente preparata , procedere in questo modo:
Tagliare la tavola in una misura standard , adatta alle cornice standard , si evita una spesa superflua , altrimenti dovranno costruirla apposta per voi e il costo sale:
Una volta che avete la tavoletta dalla misura desiderata , passate un impregnante per legno , dal colore che desiderate (importante il colore che userete farà da sfondo e lo potrete sfruttarlo lasciando delle parti volutamente non coperte dai colori ricavando un ottimo effetto pittorico)
Quando è asciutto passate un turapori
Lasciate asciugare e date una carteggiata con carta telata per tirare via le imperfezioni
Pulite molto bene la tavoletta e passateci una vernice trasparente tipo damar , aspettare che si asciughi e dare una carteggiata con carta telata fine
Infine pulite bene e prima di dipingere passate ancora una mano di vernice trasparente molto leggera , a questo punto aspettare circa trenta minuti e potete dipingere su un meraviglioso supporto semi-bagnato , in modo che la tavoletta risulta appiccicosa al momento dell'uso.


LE TINTE
Si deve ottenere il maggior numero di colori con il minor numero di tubetti . Per poter dipingere è fondamentale saper creare tutti i colori che ci circondano in natura, attraverso la mescola dei pigmenti in nostro possesso , le tinte vanno preparate rigorosamente sulla tavolozza e poi trasportate sul supporto:

VICINO E LONTANO
Ci occuperemo qui dei problemi presentati dalla riproduzione di un paesaggio con vari piani prospettici. Vedremo come si può creare l'impressione della profondità sfruttando le proprietà della prospettiva aerea e della "temperatura " dei colori. Osservando delle colline a distanza, queste appaiono di un azzurro pallido, velato. Tale effetto è dovuto a un fenomeno ottico che i pittori chiamano prospettiva aerea, e che è prodotto dall'azione dell'atmosfera sulla luce. Le particelle di pulviscolo e d umidità presenti nell'atmosfera tendono ad assorbire le onde luminose lunghe (i colori caldi) e a riflettere quelle corte (i colori freddi) è questo è il motivo per cui gli oggetti distanti appaiono azzurrognoli. Bisogna rappresentare rappresentare questa illusione ottica ricreando l'impressione della distanza mediante l'attenuazione progressiva delle tonalità. Per dipingere le colline e le montagne in lontananza si devono usare miscele molto pallide: in prossimità dell'orizzonte anche il cielo deve essere molto pallido e freddo e il contrasto tonale deve essere minimo.

ATTREZZATURA
Colori, pennelli di varie forme, misure e morbidezza, di setole bianche di maiale o di martora o di peli di tasso; spatole d'acciaio liscio e flessibile; tavolozza, ciotole per l'olio e la trementina, canna appoggia mano e cavalletto costituiscono l'attrezzatura classica per la pittura ad olio.

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Pittore Faraone
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