MANUALE
PITTURA AD OLIO
Tecnica en plein air
Questo termine francese ("all'aria aperta") indica una delle
caratteristiche della pittura impressionista: dipingere
all'aperto è fondamentale per riprodurre l'impressione visiva.
Per operare in questo modo e ottenere effetti di luminosità, è
necessario l'uso di colori complementari e l'abolizione dei
grigi. L'attività en plein air si contrappone alla tradizionale
pittura da atelier, poiché questa può portare a un ripensamento
del soggetto, inficiando la resa dell'immediatezza visiva.
L'abitudine di dipingere il paesaggio en plein air, cioè
portandolo a finitura direttamente sul luogo, senza interventi
in studio, non nasce con l'Impressionismo ma alcuni anni prima,
ad opera dei pittori di Barbizon, che operavano nella foresta di
Fontainebleau, di Jonckind e di Boudin. Sono tuttavia Monet e
Renoir, e poi Pissarro e Sisley, a praticarla regolarmente e a
trarne tutte le possibili conseguenze. Nelle sedute all'aperto
gli Impressionisti riescono a cogliere i più sottili trapassi di
luce e di tono, percepiscono il valore cromatico delle ombre e
affinano la loro tecnica basata su tocchi ravvicinati di colore
puro, in modo che l'immagine si ricomponga a livello ottico
sulla tela, ma senza che vadano perdute l'intensità e la
ricchezza cromatica dell'approccio diretto.L’"en plein air" non
è una invenzione degli impressionisti: già i paesaggisti della
scuola di Barbizon utilizzavano questa tecnica. Tuttavia, ciò
che questi pittori realizzavano all’aria aperta era in genere
una stesura iniziale, da cui ottenere il motivo sul quale
lavorare poi in studio rifinendolo fino alla stadio definitivo.
Gli impressionisti, e soprattutto Monet, portarono al limite
estremo questa pratica dell’"en plain air" realizzando per
intero i loro quadri direttamente sul posto. Questa scelta è
dettata dalla volontà di cogliere con immediatezza tutti gli
effetti luministici della visione diretta. Una successiva
prosecuzione del quadro nello studio avrebbe messo in gioco la
memoria che poteva alterare la sensazione immediata di una
visione. Gli impressionisti avevano osservato che la luce è
estremamente mutevole e che, quindi, anche i colori erano
soggetti a continue variazioni. E questa sensazione di
mutevolezza è una delle sensazioni piacevoli della visione
diretta, che temevano si perdesse con una stesura troppo
meditata dell’opera.
Questa non sarà, comunque, una regola universale. Se la maggior
parte degli impressionisti sosteneva la necessità di dipingere
all'aperto per ricevere l'impressione con le sue infinite
sfumature di luce, di colore, di riflessi e di movimento, altri
- come Edgar Degas - preferivano dipingere in studio perché in
questo modo l'impressione ricevuta dalla realtà, filtrata
attraverso il ricordo, sfugge al pericolo della "banale"
riproduzione dal vero.
Suggerimento: Come dipingere "en plein air"
(Non mettete tutto in quello che vedete sulla tela)
Non siete obbligati a includere tutto ciò che vedete nel
paesaggio che state dipingendo, altrimenti si potrebbe anche
prendere una foto e farla stampare su tela.) Fate una selezione
scegliendo i forti elementi che caratterizzano quel particolare
paesaggio. Utilizzate il paesaggio che state osservando come un
riferimento, esso serve a fornirvi le informazioni di cui avete
bisogno per dipingere gli elementi, ma non seguitolo
passivamente. Nella composizione non esitate a riorganizzare gli
elementi del paesaggio cercando di catturare l'essenza dello
stesso. Non dipingere il paesaggio tutto allo stesso livello di
dettaglio, meno dettagli sullo sfondo del paesaggio è meno
importante, e darà più 'autorità' al primo piano. La differenza
del dettaglio contribuisce ad attirare l'occhio dello spettatore
e guidarlo dentro il dipinto.
LA TECNICA
Dopo che si è scelto
il soggetto da dipingere ,bisogna trovare la posizione adatta
per il cavalletto, è molto importante guardare la posizione
della luce, e calcolare il suo percorso ,è preferibile dipingere
con il supporto all'ombra ,sarebbe un danno dopo aver iniziato
all'ombra trovarsi sotto i raggi del sole , non riuscireste ha
controllare le tonalità delle tinte. Quando sarete pronti per
l'esecuzione iniziate con le tinte più scure (partendo dalla più
scura che voi individuate nel soggetto da dipingere), poi
fissate tutte le altre ombre velocemente su tutto il
supporto ,cosi facendo fermate la luce nel vostro dipinto ,e in
più dato che i colori scuri asciugano prima che quelli chiari,
appena avete finito di stendere le tinte scure il supporto è gia
pronto per ricevere le mezze tinte, solo quando avete finite con
quest'ultime passate alla stesura delle luci ,ricordatevi della
prospettiva del colore per dare profondità al dipinto.
Dipingendo un paesaggio si deve curare che l’orizzonte non si
trovi in mezzo al quadro ma al terzo o ai due terzi della tela.
Quando invece alti alberi sono dipinti o case in primo piano,
l’orizzonte si trova in basso. Poiché l’orizzonte si trova
sempre ad altezza degli occhi. È importante di non elaborare
tutto completamente nel dettaglio. Quando tutti i particolari di
un soggetto vengono elaborati nel dettaglio, l’insieme sarà
presto monotono. È meglio dipingere qualche particolare
chiaramente e accennare gli altri. Lo spettatore stesso può
completare l’immagine e penserà di vedere tutti i particolari.
SUPPORTO
Il mio supporto preferito da dipingere è
la tavola di legno , che prima preparo accuratamente con del
mordente color legno tipo noce, pino, ecc. Poi ci passo un
turapori tipo colla di pesce, ed infine prima di dipingere passo
una mano di damar, in modo che la tavoletta risulta appiccicosa
al momento dell'uso. Nel dipingere lascio scoperto alcune parti
del supporto integrando il fondo con il dipinto, esempio
squarcio di luce sotto. Questo supporto si presta molto per una
pittura en-plein-air .Vi sono diversi tipi di imprimiture che
variano a seconda dei materiali usati ed a seconda dei supporti.
I legni usati generalmente per le tavole erano di pioppo (nella
scuola italiana con maggiore frequenza) o di quercia
(quest'ultimo più usato dai fiamminghi).
Preparazione Supporto di compensato
Chi come me dipinge la tecnica en plein
air, può dipingere su tavola , perchè la tavola o compensato è
ottimo per le piccole dimensioni , ma tende ad rimbarcarsi oltre
le misure 60 x 80 se non è adeguatamente imbracato nella cornice
con listelli di rinforzo: La tavola va prima opportunamente
preparata , procedere in questo modo:
Tagliare la tavola in una misura standard , adatta alle cornice
standard , si evita una spesa superflua , altrimenti dovranno
costruirla apposta per voi e il costo sale:
Una volta che avete la tavoletta dalla misura desiderata ,
passate un impregnante per legno , dal colore che desiderate
(importante il colore che userete farà da sfondo e lo potrete
sfruttarlo lasciando delle parti volutamente non coperte dai
colori ricavando un ottimo effetto pittorico)
Quando è asciutto passate un turapori
Lasciate asciugare e date una carteggiata con carta telata per
tirare via le imperfezioni
Pulite molto bene la tavoletta e passateci una vernice
trasparente tipo damar , aspettare che si asciughi e dare una
carteggiata con carta telata fine
Infine pulite bene e prima di dipingere passate ancora una mano
di vernice trasparente molto leggera , a questo punto aspettare
circa trenta minuti e potete dipingere su un meraviglioso
supporto semi-bagnato , in modo che la tavoletta risulta
appiccicosa al momento dell'uso.
LE TINTE
Si deve ottenere il
maggior numero di colori con il minor numero di tubetti . Per
poter dipingere è fondamentale saper creare tutti i colori che
ci circondano in natura, attraverso la mescola dei pigmenti in
nostro possesso , le tinte vanno preparate rigorosamente sulla
tavolozza e poi trasportate sul supporto:
VICINO E LONTANO
Ci occuperemo qui dei problemi presentati
dalla riproduzione di un paesaggio con vari piani prospettici.
Vedremo come si può creare l'impressione della profondità
sfruttando le proprietà della prospettiva aerea e della
"temperatura " dei colori. Osservando delle colline a distanza,
queste appaiono di un azzurro pallido, velato. Tale effetto è
dovuto a un fenomeno ottico che i pittori chiamano prospettiva
aerea, e che è prodotto dall'azione dell'atmosfera sulla luce.
Le particelle di pulviscolo e d umidità presenti nell'atmosfera
tendono ad assorbire le onde luminose lunghe (i colori caldi) e
a riflettere quelle corte (i colori freddi) è questo è il motivo
per cui gli oggetti distanti appaiono azzurrognoli. Bisogna
rappresentare rappresentare questa illusione ottica ricreando
l'impressione della distanza mediante l'attenuazione progressiva
delle tonalità. Per dipingere le colline e le montagne in
lontananza si devono usare miscele molto pallide: in prossimità
dell'orizzonte anche il cielo deve essere molto pallido e freddo
e il contrasto tonale deve essere minimo.
ATTREZZATURA
Colori, pennelli di varie forme, misure e
morbidezza, di setole bianche di maiale o di martora o di peli
di tasso; spatole d'acciaio liscio e flessibile; tavolozza,
ciotole per l'olio e la trementina, canna appoggia mano e
cavalletto costituiscono l'attrezzatura classica per la pittura
ad olio.
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