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N.B.:Il presente lavoro doveva essere pubblicizzato all'inizio del 2001, sotto il precedente governo di centrosinistra, e per i motivi che saranno spiegati nella parte finale della seconda denuncia non ha potuto essere portato a termine. L'espressione "Regime" è rivolta ai rapporti di potere instaurati da chi ha governato negli ultimi decenni, e che a quanto pare continua, tutt'ora, ad esercitare per vie sotterranee e indisturbato le proprie influenze. La speranza è che la nuova dirigenza tagli definitivamente i ponti con il "vecchio" sistema. Il futuro ci darà una risposta.

 

 

 

Lautore di questo sito, avvalendosi dell’art.21 Cost. che garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, si appresta a raccontare i fatti gravi che hanno colpito la sua persona e che dimostrano come in Italia viga un vero e proprio Regime.

Questa è una premessa necessaria per tutti quei cosiddetti benpensanti, ma soprattutto per tutti quegli “intellettualoidi” che non avranno valide argomentazioni da opporre alle mie considerazioni, e che pertanto diranno semplicemente che chi scrive è un pazzo o uno squilibrato che non sa quello che dice.

Chi scrive, invece, non è né un pazzo né tanto meno un visionario, ma un normalissimo ragazzo di 25 anni iscritto al 2° anno fuori corso alla facoltà di Giurisprudenza di Torino, che ha vissuto, e che continua a vivere quanto riportato nelle due lettere di denuncia che si potranno scaricare da questo sito. Inoltre, tengo a precisare che dietro al sottoscritto non vi è nessuno, ci sono solo le sue spalle. Infatti non è iscritto, e mai lo è stato, a nessun partito politico e nemmeno ad alcun movimento eversivo o di qualsiasi  altro genere. Marco Travaglio,Beppe Grillo,girotondini,soprusi

Questo sito rappresenta l’unico modo rimasto per denunciare una vicenda complessa che coinvolge moltissime persone, ma che, cosa gravissima, colpisce la magistratura, il sistema dell’avvocatura e persino alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine.

Qui mi soffermo nuovamente onde evitare che qualcuno trovasse ulteriormente il pretesto per denunciarmi, cercando così in questo modo di sminuire quest’abominevole vicenda, ma soprattutto quelle scomode verità che qui esporrò senza timore, appunto perché sono realtà sotto gli occhi di tutti. Quindi chiunque legga deve aprire bene le orecchie e ricordarsi quanto sto per specificare.

 Il sottoscritto non intende assolutamente criminalizzare né l’intera Magistratura e l’Autorità Giudiziaria, né tutte le Forze dell’Ordine, nel caso specifico l’Arma dei Carabinieri. Sono perfettamente cosciente che molte delle persone che svolgono queste funzioni lo fanno con grandissimo senso del dovere, con la massima correttezza e soprattutto con ineguagliabile spirito di sacrificio. La mia più grande ammirazione va ovviamente a coloro che ogni giorno rischiano la propria vita affinché si mantenga l’ordine e si salvaguardi la pacifica convivenza all’interno della società, compito che viene eseguito nonostante uno stipendio che non è più adeguato ai tempi.

Pertanto sottolineo, per l’ennesima volta, che non intendo offendere e mancare di rispetto nei confronti di tutte quelle persone che compiono il loro dovere seguendo correttamente la legge.

Chi leggerà attentamente ogni singola riga di queste mie “fastidiosissime” lettere, comprenderà immediatamente come la mia denuncia, più che essere diretta contro persone determinate, è rivolta contro una certa mentalità, o meglio contro una visione del mondo ben precisa che pretende di dominare su tutto e su tutti.

Questa, però,  vuole essere solo una breve introduzione al contenuto del sito, quindi non mi dilungherò in altre precisazioni e dirò semplicemente quanto segue.

La mia Home Page è incentrata su tre punti fondamentali, ovvero su due lettere di denuncia intitolate “Considerazioni sulla Giustizia – Legittimazione dell’Autotutela” I e II, e sulle registrazioni fonografiche che si riferiscono alle telefonate che il sottoscritto ha effettuato al Tribunale di Benevento nei mesi di maggio e di novembre del 2000.

Chiunque volesse proseguire nella lettura sarà costretto a seguire le mie indicazioni se vorrà comprendere sia l’intera vicenda sia gli spunti di riflessione che un semplicissimo cittadino tenta di porre all’attenzione di tutti coloro che sperano veramente in un cambiamento, e in uno Stato che sia non solo sulla carta, ma anche nei fatti democratico. Per prima cosa occorrerà tenere sempre ben presente questa introduzione, dopodiché si potrà leggere nell’ordine:

1)      Guida alla lettura che precederà la prima lettera-trattato sulla Legittimazione dell’Autotutela;

2)      Considerazioni sulla Giustizia – Legittimazione dell’Autotutela I”;

3)      Considerazioni sulla Giustizia – Legittimazione dell’Autotutela II”.

Solo dopo aver letto la seconda lettera si potranno ascoltare le registrazioni fonografiche, seguendo ovviamente l’ordine numerico delle telefonate. Sempre nella seconda lettera, tramite i fatti, spiegherò la motivazione per la quale questo sito rappresenta l’unico modo per denunciare questa vicenda.

La mia Home Page è dedicata a tutte quelle persone che hanno subito e che continuano a subire ingiustizie e umiliazioni a causa del sistema perverso che vige in Italia, e che costringe, con mezzi apparentemente non violenti, alla resa e al silenzio tutti coloro che tentano di opporsi.

Il sottoscritto è pienamente consapevole del fatto che sono moltissime le persone le quali sono vittime di ingiustizie immensamente più grandi di quella che è riportata in queste pagine. E’ sufficiente immedesimarsi nei genitori del piccolo Alessandro, un bambino di nove anni ucciso a Roma nell’agosto del ’99 dalla folle corsa di un clandestino, e immaginare come ci si possa sentire alla scoperta, non solo della libertà dopo soli sei mesi di carcere dell’uccisore del proprio figlio, ma anche del rilascio della patente da parte dell’Autorità “competente”; ma su questa storia avrò modo di ritornare, approfondendola adeguatamente, nella mia seconda lettera. Non intendo, però, sminuire gratuitamente l’immane gravità della vicenda che mi ha colpito. Con ciò voglio semplicemente dire che, a differenza di tutti coloro che sono costretti ad arrendersi all’ingiustizia a causa del dolore incolmabile dovuto alla perdita di una persona cara, ho avuto la possibilità di trovare la giusta determinazione e lucidità per mettermi contro questa realtà di fatto.

Coloro che traggono giovamento da questo stato di cose vorrebbero trattarmi come un oggetto pretendendo che tacessi.

Ahimè per loro, ciò non accadrà mai!!!

L’indirizzo di questo sito è inserito nei principali motori di ricerca. Inoltre l’intero contenuto è stato spedito in tutti i siti Istituzionali, nei siti delle principali testate giornalistiche, in quelli dei telegiornali e in molti altri ancora. Non aspetto che qualcuno venga da me. Sono io che vado da chi mi dovrebbe ascoltare.

Ben presto questa Home Page si espanderà e diventerà un sito ufficiale visto che acquisterò il dominio. Diverrà un punto di appoggio e di incontro per tutte quelle persone che continueranno ad essere vittime di ogni sorta di sopruso da parte dello “Stato”, piccolo o grande che sia. Qui troveranno consigli, ma soprattutto il conforto, la speranza e la forza per continuare a combattere.

Ora concludo questa introduzione provando a giocare con quelle persone che, credendo di essere “onnipotenti”, vorrebbero a loro volta continuare a giocare con il sottoscritto.

I possibili effetti di questo mio progetto possono essere solamente tre:

1)      L’Autorità competente disporrà la chiusura del sito e la punizione del sottoscritto; ma se dovesse accadere una cosa simile, vorrebbe dire che la mia tesi iniziale, cioè che viviamo in un Regime, sarà dimostrata pienamente, e sfiderò chiunque a provare il contrario.

2)      Riuscirò ad ottenere uno degli obiettivi che mi sono prefissato, vale a dire che qualche Procura inizi ad indagare e ad applicare la legge.

3)      Verrà utilizzata l’arma che in ogni tempo risulta essere la più potente di tutte, ossia l’Indifferenza. Allora vorrà dire che la strada è ancora molto lunga e tutta in salita; ma vorrà dire anche un’altra cosa. Il sottoscritto continuerà a camminare e non si darà per vinto.

 

                                                                                                                                                               Bernardo Cassella

 

Tutti gli uomini muoiono

Ma non tutti gli uomini vivono veramente

 

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