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Questa non vuole essere una recensione. E’ solo un modesto tentativo di una fan che con la musica ha un rapporto del tutto passivo e amatoriale, di condividere con voi visitatori di questo sito dei pensieri e delle sensazioni personali provocati dall'ultimo album di Iva Zanicchi.
Ma prima un po' di fatti.
“Colori d'amore", il nuovo album di Iva, uscito in febbraio di quest’anno, è un disco che noi fans abbiamo aspettato per più di 20 anni. E’ il suo primo album di inediti dal 1988. Contiene undici brani tra i quali l’unico che Iva aveva già inciso è “Mio bambino”, scritto per lei da Lucio Battisti in 1972. Tra gli autori degli altri brani spiccano i nomi di Tiziano Ferro, Mariella Nava, Marco Salvatori e Roberto Casalino, quest’ultimo autore di alcuni dei più grandi successi di Giusi Ferreri.
Più ascolto "Colori d’amore” e più mi rendo conto che è valsa la pena di attendere a lungo:
i brani presentano una sonorità raffinata e moderna. Sono melodici, ma di un'armonia non sempre facile.
Apre l’album “Mio bambino” di Battisti, l’unico brano edito. Ed è subito una sorpresa: una chitarra rock, un suono quasi hard e del tutto inusuale per chi aveva sentito Iva cantare solo “Zingara" e "Testarda io”. :) La canzone, che purtroppo non godette alla sua uscita nel 1972 del successo sperato, trova nel nuovo arrangiamento rocketaro, così adatto alla voce graffiante di Iva, vita nuova.
Segue poi l’atmosfera blues di “Ti voglio senza amore", una canzone inmeritatamente trasformata in uno scandalo a Sanremo ma anche riconoscuta come la canzone più bella del Festival da alcuni pesonaggi importanti come Fegiz e Lamberto Sposini.
E dopo un inizio blues-rock, all’improviso l’atmosfera estiva, latina, spensierata ma anche un po' malinconica delle canzoni di Marco Salvatori - "La doppia vita" e "Dimmelo".
Per gli amanti del rock e del blues come me, che dopo le prime due canzoni già si pregustano un album di sonorità più violente e trasgressive, questo brusco cambiamento di atmosfere potrebbe rappresentare una specie di calo, di anticlimax.
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Ma in seconda battuta io stessa mi sono resa conto che proprio questo era il concetto di “Colori d’amore”: raccontare le diverse sfaccettature dell'amore non solo attraverso i testi ma anche attraverso diverse sonorità e "colori" musicali.
Poi, alla metà dell'album, forse il brano più bello per quanto il termine “bello” possa essere obiettivo: "Ti voglio" di Mariella Nava, brano molto melodioso, quasi un'aria da operetta. Ma solo al primo ascolto, perché più lo si ascolta e più ci si rende conto che è rivestito di una melodia tutt'altro che facile e scontata. Ed è forse anche il più bel testo dell'album - straordinariamente poetico e delicato.
Parlando dei testi, sono forse proprio questi il punto debole dell'album. E non mi riferisco solo ai soggetti troppo sfruttati come i “triangoli d'amore", gli adii e la gelosia ma anche ai troppi luoghi comuni al livello linguistico e alle abusate rime come "cuore - amore", quest'ultima onnipresente nel disco. Spiccano però oltre il suddetto testo scritto da Mariella Nava, anche i testi di "Mio bambino", di Mogol e delle canzoni di Tiziano Ferro e Roberto Casalino.
Proprio bello e particolare il brano scritto da Casalino anche a livello musicale. Una struttura inusuale; un ritornello che a me dà la sensazione di spazi slimitati in cui la voce di Iva vola limpida e libera...
Da far notare anche "Amaro amarti" - la bellissima canzone scritta da Tiziano Ferro: un'esplosione di emozione e di malinconia repressa. Io però preferisco la versione che Iva presentò due anni fa a "Buona domenica". L'arrangiamento contenuto nell'album ricorda in un modo quasi sinistro la colonna sonora di "Twin Peaks". :)
Venendo alla conclusione direi che “Colori d’amore" è un album molto bello, variegato e moderno che ci mostra una Iva Zanicchi diversa .
Ma ciò che per me è più prezioso di questo disco e naturalmente di tutti i dischi precedenti di Iva è il fatto che mi regali la sua voce - una voce unica e divina arricchita dal tempo in sfumature, calore e profondità...
Maria Ivanova |